Chi segue questo blog sa bene che gli articoli e i commenti che pubblico sono sempre caratterizzati da grande schiettezza e pochi giri di parole. Qui si usa un linguaggio diretto, magari polemico, sicuramente non “addomesticato”, che poi è il linguaggio che sono abituata ad avere, da sempre, negli incontri con
innumerevoli soggetti pubblici e privati con cui mi sono confrontata faccia a faccia in tanti anni di attività professionale e di impegno politico, in particolare nell’ambito della Associazione Inquilini e Proprietari Case ATER – ERP per la tutela del diritto alla casa.
Da persona che ormai ha una certa esperienza e competenza sui problemi delle case popolari, ritengo doveroso esprimere la mia opinione sul contenuto dei provvedimenti adottati in materia dai nostri Amministratori, senza fare sconti a nessuno.
Normalmente un confronto di opinioni – ognuno con i mezzi che ha – porta almeno al risultato di informare i cittadini che a questi temi si interessano, più raramente a risolvere la questione specifica (ma qualche volta è capitato anche questo).
Non è mia abitudine affidare alla Magistratura, che ha tante e delicate questioni di cui occuparsi, il compito di decidere chi ha ragione e chi ha torto nelle discussioni, a volte anche accalorate, che mi coinvolgono per avere scritto un certo commento o pubblicato un certo post.
Mi è molto dispiaciuto, quindi, sapere che l’On. Trombetti mi aveva querelata per diffamazione per un paio di articoli pubblicati sul blog “AMAddante” dai quali si è ritenuto offeso.
Fatta questa premessa, l’occasione può essere utile per chiarirsi. Io non ho mai inteso offendere la reputazione o dubitare della correttezza personale di Yuri Trombetti.
La mia è sempre stata una critica delle iniziative e delle scelte sue come di altri esponenti politici e amministratori locali, fatta – come ho già detto – con il linguaggio forse colorito e poco diplomatico che mi è proprio.
Ho usato il termine “truffa” non certo per accusare il Consigliere Trombetti di avere commesso un reato in danno di qualcuno, ma nello stesso senso in cui in passato si è voluto denunciare la profonda ingiustizia di certi provvedimenti legislativi. Chi non ricorda la famigerata “legge truffa”? A quei tempi (erano gli anni ’50 del secolo scorso) furono testate giornalistiche a livello nazionale ad utilizzare quel termine in una dura campagna di contrapposizione politica. Nel mio “piccolo”, anche io ho voluto criticare un provvedimento del Consiglio regionale che tuttora ritengo totalmente scellerato (mi riferisco all’art. 48-bis sui piani di cessione per alloggi “di elevato pregio”) associandolo alla parola “truffa”, che in quel contesto non c’entra con il codice penale, ma con modalità di amministrazione delle Case popolari che io da sempre contesto.
Prendo atto che l’On. Trombetti ha preso le distanze da quella legge, precisando che all’epoca dell’approvazione non faceva parte dell’Assemblea Regionale. Quando ho fatto riferimento alla “illegalità”,
inoltre, non intendevo certo denunciare condotte che possono favorire la commissione di reati o integrare illeciti di qualche tipo, ma solo evidenziare come certi atti di indirizzo siano lontani anni luce dalle norme che, a mio parere, devono disciplinare la gestione dell’ATER e dell’edilizia popolare in generale.
Probabilmente alcune delle parole da me usate in quegli articoli non erano le più esatte in senso tecnico o giuridico. Mi dispiace che possano essere suonate offensive. Quella che volevo esprimere era una critica maturata in base alle mie convinzioni, da libera cittadina che partecipa con passione alla Cosa Pubblica.
E credo che il diritto di critica, in democrazia, debba essere preservato con cura.
Sono convinta che anche l’On. Trombetti la pensi così, al di là delle divergenze di vedute. Quelle, temo, continueranno ad esserci… Mi auguro di poter esprimere la mia opinione anche sulle iniziative politiche future del Consigliere Trombetti, con la solita schiettezza e senza nessuna intenzione diffamatoria. O magari di trovarmi finalmente d’accordo con lui: non ho preconcetti!
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