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IL CRIMINALE GUALTIERI E LA ALFONSI DEBBONO ANDARE A CASA HANNO MASSACRATO ROMA MA LORO SI SONO ARRICCHITI!!!

Gualtieri e Alfonsi gli scempi continuano: i loro alberi Frankenstein abbattuti oggi in Viale degli Ammiragli

Comunicato CURAA 24 agosto 2026

Un fallimento annunciato , due lecci maturi , trapiantati da Viale Mazzini pochi mesi fa,  sono stati abbattuti in Viale degli Ammiragli .

Il circolo vizioso delle motoseghe continua a Roma , tutto a favore delle biomasse di cui nessuno ci racconta gli introiti .
“Oggi si aggiungono altri danni al patrimonio, oltre alla beffa .

I romani ricorderanno come nel mese di marzo 2026 centinaia di alberi di pregio , lecci,  platani, cipressi e paulonie, in barba al cambiamento climatico e alla Nature Restauration Law europea, vennero distrutti e smembrati per far posto ai mega cantieri della futuribile “metro c”  nel Municipio I. 

“Trattandosi di alberi sani , quindi tecnicamente di abbattimenti  illegittimi sotto il profilo giuridico, il Dipartimento Ambiente del Comune di Roma utilizzò un escamotage piuttosto maldestro , disse che non venivano abbattuti ma trapiantati e traslocati in posti diversi e che le mutilazioni inflitte erano funzionali a questo proposito. Il sindaco fece il suo solito video Instagram , l’ufficio stampa passò la velina e molti ripresero , senza contraddittorio, la lieta novella .

Poche coraggiose testate  diedero spazio alle argomentazioni scientifiche di CURAA che , attraverso l’agronomo di fama internazionale Daniele Zanzi, aveva contestato apertamente queste pratiche, ulteriormente dannose e costose , volte a mascherare l’ennesimo abbattimento di alberi sani .

Li avevo definiti ” alberi Frankenstein” dato il loro aspetto inquietante , anche questa volta CURAA aveva ragione ,  due di questi malcapitati sono stati abbattuti oggi ( vedi foto) .
Una manciata sta miracolosamente attecchendo , grazie al monitoraggio dei residenti impietositi dalle loro condizioni spettrali. Non sappiamo invece lo stato delle poche decine deportate in luoghi sconosciuti, a fronte di trecento alberi sterminati dai cantieri metro c solo nel mese di marzo 2026. Intanto si preparano altri scempi in altri cantieri, senza nessuna compensazione .

Siamo a disposizione degli inquirenti.”

Jacooa Stinchelli
Presidente Associazione CURAA
M.+3520774146
11lugliopinidiroma@gmail.com 

QUESTI CRIMINALI POLITICI DEBBONO SPARIRE DALLA SFERA POLITICA, ANCHE PERCHE’ SONO DECENNI CHE LI STIAMO MANTENENDO ORA BASTA!!!

INOLTRE HANNO MASSACRATO ROMA LA CITTA’ PIU’ BELLA CHE ERA PIENA DI VERDE E POSTI MERAVIGLIOSI.

HO PUBBLICATO QUESTA DENUNCIA FATTA DA QUESTA ASSOCIAZIONE PERCHE’ LA CONDIVIDO, HANNO MASSACRATO ROMA  COSTORO!!!

PER CUI BASTA A CASA IN PENSIONE DEVONO ANDARE E CHE DIO VEDA E PROVVEDA!!!

LE ANCELLE DEL PD CHE CRITICANO L’ATER E’ PROPRIO VERO VEDONO LA PAGLIUZZA E NON IL TRAVE CHE HANNO NEI LORO OCCHI!

PER PRIMA COSA VOGLIO DIRE CHE QUANDO C’ERA L’ING.MONGELLI QUESTE COSE NON ACCADEVANO!

LA SECONDA COSA È CHE IL COMUNE HA SUCCHIATO IL SANGUE ALL’ATER CON IL PAGAMENTO ICI-IMU POI PER FORTUNA FINALMENTE HANNO VINTO IL RICORSO E COSÌ IL COMUNE NON GLI SUCCHIA PIÙ IL SANGUE ALL’ATER!

E SE UN PEZZO DI RICAMBIO NON SI TROVA IN PIENO AGOSTO FABBRICHE CHIUSE LA COLPA NON È DELL’ATER!

PER CUI LE DONNETTE DEL PD SI OCCUPASSERO DEL PROBLEMA CASA DEL COMUNE CHE È DISASTROSO INVECE DI FARE LE VERGINELLE E ACCUSARE L’ATER, PERCHE’ SI VEDE ANCHE CHE NON AVETE MEMORIA STORICA PERCHE’ ANCHE LE CASE DEL COMUNE HANNO AVUTO LO STESSO PROBLEMA NEL CORSO DEGLI ANNI!!!

CAPISCO CHE SI AVVICINA LA CAMPAGNA ELETTORALE , MA UN MINIMO DI DIGNITA’ NON L’AVETE?

 

 Sei piani senza ascensore con 40 gradi. La vita degli abitanti di una palazzina Ater da più di un mese

“L’autonomia è un diritto. Per questo continuerò a sollecitare Ater. Non si tratta di semplice manutenzione ordinaria” denuncia la presidente della commissione capitolina Politiche Sociali, Nella Converti

Un palazzo di via delle Galline Bianche. Foto d’archivio

Dopo quasi cinque mesi l’ascensore della palazzina Ater di sei piani al civico 82 di via delle Galline Bianche è di nuovo non funzionante, lasciando anziani, invalidi, e malati oncologici ostaggio della propria casa. Dal 15 luglio, infatti, i condomini sono costretti a fare le scale. Nonostante numerose segnalazioni all’Ater,  la situazione non è ancora stata risolta.

Dentro casa crepe e muffa, fuori campi sportivi abbandonati. Vi porto nella “piccola Caivano” di Roma nord

Secondo quanto raccontato dalla figlia di un’anziana residente al sesto piano, nel corso di agosto, dopo numerose chiamate al numero verde per la manutenzione e poi alla stessa ditta, gli ascensoristi sono venuti due volte per fare dei sopralluoghi – l’ultima questa mattina –  “senza mai porre rimedio alla situazione” racconta la figlia. Secondo quanto riportato il problema dovrebbe essere legato “a un pezzo di ricambio difficile da ottenere durante questi periodi di ferie”.

La situazione è particolarmente difficile per gli anziani e le persone invalide che abitano nel palazzo. “Mia madre ha 89 anni, invalida al 100 per cento, ha sempre pagato tutte le utenze e vive da sola in casa. Non può andare a fare la spesa né buttare la spazzatura, che rimane per giorni accatastata in casa” racconta la figlia a RomaToday. “Anche quando andiamo a prenderla per farle fare qualche passeggiata o portarla dal medico notiamo è impossibile per lei salire i sei piani di scale senza sentirsi male”.

I precedenti

Non è la prima volta che il condominio si trova ad affrontare questo grave problema. Già tra la fine del 2025 e febbraio 2026 l’impianto era rimasto bloccato per circa tre mesi. All’epoca, secondo quanto raccontato dalla figlia “la problematica era legata al passaggio di consegne per il cambio d’appalto della manutenzione”. Risolto quel guasto, la situazione sembrava stabilizzata, fino al nuovo stop di metà luglio.

L’intervento della politica

Ad occuparsi della situazione, vicine alle esigenze dei cittadini, ci sono l’assessora del municipio XV alle Politiche sociali Agnese Rollo e la presidente della commissione capitolina Politiche sociali e della Salute, Nella Converti. Per il primo caso, in inverno, la presidente aveva segnalato all’Ater il malfunzionamento a dicembre, quando l’ascensore era fuori uso già da tre settimane, tornando a segnalare il guasto anche a febbraio, due mesi dopo la prima comunicazione. Dopo quest’ultimo intervento l’ascensore era stato riparato.

Con il secondo stop, la presidente ha nuovamente comunicato all’Ater la nuova avaria, ai primi di agosto, senza aver mai ricevuto risposta. Eppure, “gli interventi sugli ascensori non sono banale manutenzione. Questo non può essere considerato un normale disagio condominiale”, denuncia la presidente Converti a RomaToday.

“Ogni giorno di ritardo nella riparazione significa, per una persona con disabilità, per una persona anziana o una persona fragile, essere costretta a rimanere prigioniera nella propria casa. Ancora più grave che accada in queste giornate di caldo dove molti abitanti sono privi di climatizzazione nei loro appartamenti. L’autonomia è un diritto, per questo continuerò a sollecitare Ater affinché gli interventi sugli elevatori vengano considerati necessari a garantire diritti fondamentali e non semplici lavori di manutenzione ordinaria”, conclude Converti.

 

LE BUGIE DEL SIG.TROMBETTI

IL SIG.TROMBETTI SIA NELL’ARTICOLO DI REPUBBLICA CHE NEL SUNTO FATTO DA LUI SUL SUO SITO RACCONTA UN SACCO DI CAZZATE !!!

IO SPERO E MI AUGURO CHE CIO’ CHE VUOLE FARE L’ASSESSORE CIACCIARELLI O ROCCA COME SCRIVE REPUBBLICA VENGA FINALMENTE FATTA PERCHE’ TALE DISCRIMINAZIONE E’ VIOLAZIONE DELL’ART.3 DELLA COSTITUZIONE LO FECE QUEL MASCALZONE DI BONADONNA ASSESSORE ALLA CASA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA CHE DI DANNI NE FECE MOLTI, MA PER FORTUNA POLITICAMENTE E’ FINITO DA UN PEZZO!

SE IL SIG.TROMBETTI CRITICA TALE GIUSTA E CORRETTA SCELTA DI FATTO SCONFESSA ZINGARETTI CHE GLI ALLOGGI POPOLARI SONO ALLOGGI DI PREGIO IN CERTI PUNTI DELLA CITTA’, INFATTI TALE MODIFICA DI LEGGE CHE LA RITENGO GIUSTA E SACROSANTA PERCHE’ VORREI SAPERE DA TUTTI VOI, PERCHE’ SE UNO OCCUPA UN ALLOGGIO A TBM O TORRE SPACCATA DEVE PAGARE 900 EURO MENSILI DI INDENNITA’ DI OCCUPAZIONE E SE INVECE LO OCCUPA A TESTACCIO, GARBATELLA O PIAZZA MAZZINI NE PAGA SOLO 300 E A TRASTEVERE ANCORA MENO VI SEMBRA GIUSTO?

QUESTA ORRIBILE VIOLAZIONE DELL’ART.3 DELLA COSTITUZIONE LA FECE L’IDIOTA BONADONNA E SE IL SIG.TROMBETTI CRITICA TALE MODIMIFICA DIMOSTRA SOLO DI NON SAPERE NULLA DELLE CASE POPOLARI E DELLA LORO STORIA, PER CUI LE CONSIGLIO DI STUDIARE!

INOLTRE RITENGO CHE SIA MOLTO GRAVE CIO’CHE SCRIVE CHE DIETRO L’OCCUPAZIONE DELLE CASE  POPOLARI C’E’ SPESSO LA CRIMINALITA’ E MI SCUSI SIG. TROMBETTI DIETRO ALL’OCCUPAZIONE DELLO SPINT TIME COSA CI STA?

NON CREDO PERSONE PER BENE, MA LE STESSE ORGANIZZAZIONI CHE PRIMA OCCUPAVANO SINGOLI ALLOGGI, IN SEGUITO DOPO L’ART.5 DELLA LEGGE LUPI CHE CHI OCCUPAVA NON AVEVA LA RESIDENZA HANNO CAMBIATO SOGGETTO O NON LO HA CAPITO IL SIG.TROMBETTI?

E NONOSTANTE LA VERGOGNOSA DIRETTIVA FATTA DAL SINDACO GUALTIERI DI DARE LA RESIDENZA AGLI OCCUPANTI VIOLANDO LA LEGGE, PER FORTUNA I MUNICIPI SI SONO TUTELATI E HANNO FATTO UNA DISPOSIZIONE PER CUI GLI RILASCIANO LA RESIDENZA INSERENDOLI PERO’IN UN ELENCO COME OCCUPANTI ABUSIVI E CIO’NON HA AIUTATO I CRIMINALI DELLE OCCUPAZIONI!!!

PER CUI SIG.TROMBETTI PRIMA DI SPARARE CAZZATE STUDI E SI DOCUMENTI E BEN VENGA TALE MODIFICA!!!

IL SIG.GUALTIERI E L’ASS.RA ALFONSI A CASA DEBBONO ANDARE!!!

CON UN SINDACO SIMILE E UN?ASSESSORA ALL?AMBIENTE CHE INVECE DI CURARE LE ZONE VERDE TAGLIANO GLI ALBERI POI ACCADONO SI GLI INCENDI PER IL MAL FUNZIONAMENTO E CURA DELLE ZONE VERDI !!!
VERGOGNATEVI!!!

Incendio nel Parco di Centocelle, alta colonna di fumo nero visibile in zona: Vigili del Fuoco al lavoro

Squadre dei Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Polizia Locale sul posto

Momenti di viva apprensione nel tardo pomeriggio di oggi, domenica 16 agosto, a causa di un incendio divampato intorno alle 18:15 nel quadrante sud-est della Capitale, all’altezza civico 104, di via Papiria.

Il rogo ha preso origine all’interno di un’area verde ricca di sterpaglie situata al confine tra il Parco Archeologico di Centocelle e la zona del Don Bosco, diffondendosi rapidamente a causa del secco e del vento estivo.

A destare particolare preoccupazione è la vicinanza dell’incendio a un impianto di carburanti: le fiamme si starebbero infatti sviluppando a ridosso di un distributore di benzina, elemento che ha fatto scattare immediatamente i protocolli di massima emergenza per scongiurare il rischio di esplosioni o coinvolgimento dei serbatoi.

Schierata la macchina dei soccorsi: delimitata l’area di sicurezza

Sul posto è arrivato un massiccio dispiegamento di forze per affrontare il fronte del fuoco e mettere in sicurezza la viabilità e la struttura di rifornimento:

Vigili del Fuoco: Diverse squadre del Comando Provinciale di Roma sono operative sul bagnasciuga verde con autobotti per circoscrivere i focolai ed evitare che il fuoco penetri nel perimetro del benzinaio;

Protezione Civile: I nuclei dei volontari stanno fornendo supporto per il rifornimento idrico e il monitoraggio delle aree limitrofe;

Polizia Locale di Roma Capitale: Gli agenti del V Gruppo Casilino sono presenti per mettere in sicurezza l’area, gestire le necessarie deviazioni del traffico lungo le arterie principali e isolare la zona circostante il distributore a tutela di automobilisti e residenti.

La colonna di fumo, visibile dai quartieri limitrofi, è costantemente monitorata mentre proseguono le operazioni di spegnimento e bonifica.

VI VOGLIO RACCONTARE UNA STORIA!

Cera una volta alla Garbatella una signora anziana che viveva da sola in un alloggio ATER e non ci ha mai voluto nessuno a convivere  con lei!

Purtroppo la signora muore e il figlio un noto giornalista decise di far occupare dopo 20 giorni dl decesso della madre un suo figlioccio senza grado di parentela.

Masi sa all’Ater sono seri e negarono il subentro a questo giovanissimo fanciullo dicendo che non aveva nessun titolo per il subentro in tale alloggio in quanto non aveva neanche la residenza in tale alloggio, ma l’aveva in un alloggio di un altro interno.

Lui tramite un avvocato fece ricorso, ma il TRIBUNALE gli diete torto egli intimò di lasciare l’alloggio.

a quel punto il famoso lontanissimo parente noto giornalista intervenne sul commissario Ater dell’epoca e sul direttore 82 dell’Ater, il quale in autotutela annullò le delibere dell’ater e non tenne cont della sentenza e gli fece la delibera per assegnazione alloggio.

A tale delibera i funzionari dell’epoca si opposero a fargli il contratto, ma lui visto che aveva fatto appello alla sentenza del tribunale il suo avvocato visto l’ostilità dei funzionari, con tale delibera a firma del direttore e commissario anticipò l’appello e il giudice di fronte alla delibera dell’Ater disse se sta bene a tutti fate come vi pare!

Questa storiella penosa se non avesse poi una realtà che hi ha voluto frodare poi come giornalista va a caccia di chi cerca di farsi gli affari propri per sputtanarli non sempre giustamente, allora tale falsa onestà mi fa molto, ma molto incazzare!

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ROCCA E ASSESSORE CIACCIARELLI

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO AVVOCATO FRANCESCO ROCCA E ALL’ASSESSORE CIACCIARELLI

 Caro Presidente, Caro Assessore,

Vi scrivo per denunciarle il grave degrado delle Ater a seguito della trasformazione tra IACP e ATER voluta dall’ex Presidente  Storace che fu una grande idiozia e gli unici che ci hanno guadagnato sono stati i dipendenti ai quali gli si è quasi raddoppiato lo stipendio, ma non la loro qualità e ne  professionalità!

L’impatto economico negativo e l’aumento delle uscite nei bilanci delle ATER derivano da tre fattori principali:

  1. La perdita delle agevolazioni fiscali (Il fattore più pesante)

  • Tassazione commerciale: Gli IACP, in quanto enti pubblici non economici, godevano di forti esenzioni fiscali. Diventando aziende pubbliche di natura commerciale, le ATER hanno perso gran parte di queste tutele. [1]

  • La stangata dei tributi locali: Le ATER devono pagare imposte pesantissime come IMU e IRES sul proprio patrimonio immobiliare. Spesso la legge tributaria non riconosce alle ATER le stesse esenzioni totali previste per i vecchi istituti o per i Comuni. [1, 2, 3]

  • Indeducibilità dei costi: Come evidenziato dai bilanci delle ATER, l’IRES colpisce duramente le aziende a causa della parziale indeducibilità dei costi di manutenzione sostenuti sugli immobili residenziali. [1]

Il “Gap” strutturale tra costi e ricavi

  • Canoni bloccati, spese reali: Le ATER operano con criteri di mercato per l’acquisto di beni e servizi (es. appalti per riparazioni, materiali edili, energia). Tuttavia, i ricavi derivanti dai canoni di locazione ERP non sono commerciali, ma sono fissati per legge dalla Regione in base al reddito degli inquilini (spesso poche decine di euro al mese). [1, 2, 3, 4]

  • Oneri di manutenzione crescenti: Il patrimonio ereditato dagli IACP è spesso vecchio e necessita di continui, costosi interventi di efficientamento e ristrutturazione. Nelle relazioni di bilancio delle aziende emerge chiaramente come i costi di gestione superino regolarmente i canoni riscossi. [1, 2]

Costi di gestione e vincoli di bilancio

  • Obbligo di pareggio: Mentre i vecchi istituti potevano ripianare i deficit affidandosi più facilmente a trasferimenti pubblici a pioggia, le ATER hanno l’obbligo del pareggio di bilancio entro precisi limiti temporali. [1]

  • Riscossione complessa: Non essendo più considerate pubbliche amministrazioni in senso stretto, in molte regioni le ATER hanno perso la possibilità di “iscrivere a ruolo” (tramite cartelle esattoriali dirette) le proprie entrate, dovendo sostenere maggiori spese legali e procedurali per il recupero della morosità. [1]

TUTTO CIO’ HA MASSACRATO LE AZIENDE IN QUANTO FURONO E SONO COSTRETTE ANCHE A PAGARE ICI E IMU AI COMUNI, MENTRE COME ISTITUTO DI CASE POPOLARI NON LO AVREBBERO PAGATO!

 L’Ater di Roma è riuscita a vincere il ricorso contro il Comune, ma l’ATER della Provincia invece rischia di chiudere, ma dovete considerare anche altre spese che sono aumentate in quanto Azienda come l’ACQUA e altre cose!

 MA I CANONI SONO RIMASTI GLI STESSI, PER CUI PIU’ USCITE E MENO ENTRATE!

 A TUTTO CIO’ PER QUANTO RIGUARDA l’ATER DI ROMA vi è una gestione fallimentare dovuta soprattutto al menefreghismo di gran parte di dirigenti e funzionari, i quali invece di lavorare con una certa solerzia se ne fregano altamente, in particolare va aggiunta anche la grande incompetenza e ignoranza giuridica del dott. Follega, che oltretutto si rifiuta di correggere le cose nonostante richieste dal direttore!

 L’Unico dirigente bravo e competente è il responsabile Patrimonio Arch.Panetta!

 I RESTANTI SERVIZI SONO UNA TRAGEDIA!

 Caro Presidente occorre cambiare la natura giuridica delle ATER altrimenti non ne verremmo mai fuori.

Occorre una immediata ristrutturazione dell’Ater ripristinando gli uffici di Zona e facendo funzionare a dovere tutti gli altri servizi, mettendo in mobilità i dirigenti responsabili e i funzionari poco corretti .

 Le pare possibile che sanatorie della legge 18/2000 – legge 27/2006 e l’ultima del 2020 debbono essere ancora lavorate?

 Inoltre gli alloggi vuoti non vengono assegnati a chi è in lista di attesa da anni per due motivi uno perché sono fatiscenti e due se stanno in ottimo stato se li vendono all’asta, grazie alla modifiche truffa fatte da ZINGARETTI E VALERIANI che andavano IMMEDIATAMENTE CANCELLATE in quanto gli alloggi popolari NON SONO DI ELEVATO PREGIO!

 Ci sarebbero tante altre cose, ma la cosa abbastanza grave è anche l’OCCUPAZIONE ABUSIVA  della quale se ne fregano anziché cacciarli!

 INOLTRE IN BILANCIO CI SONO MOLTI DEBITI EREDITATI, MA FALSI che l’ex Presidente Massa fece figurare morosi tutti gli ex INCIS e non era possibile in quanto a costoro gli venivano direttamente trattenuti dalla busta paga!

 La sottoscritta insieme a Lionello Cosentino riuscimmo a mandare in galera il Presidente Massa e tutto il C.d.A perché stava facendo una enorme truffa vendendo i famosi 10.600 alloggi INCIS a un valore più alto del prezzo di mercato, inoltre tali alloggi in parte erano stati già pagati dagli assegnatari poiché insieme al canone dallo stipendio veniva trattenuta la quota da restituire alla CASSA DEPOSITI E PRESTITI pagato il mutuo divenivano proprietari.

 Purtroppo con lo scioglimento degli ENTI finirono tutti allo IACP e iniziarono i casini e non solo.

 PER TALI MOTIVI LE AVEVO CHIESTO UN INCONTRO CON LEI INSIEME ALL’ASSESSORE E IL DIRETTORE E AL COMMISSARIO SAREBBE MEGLIO.

 CARO PRESIDENTE OCCORREREBBE CHE L’ASSESSORE CAPISSE CHE E’ URGENTE FARE LE GIUSTE MODIFICHE DI LEGGE NECESSARIE PER FAR RIFUNZIONARE LE CASE POPOLARI CHE NON POSSONO ESSERE CONSIDERATE AZIENDE IN QUANTO LE ATER NON FANNO PROFITTI E ALTRE COSE CHE LE AZIENDE FANNO, LORO SVOLGONO SOLO LA GESTIONE DI ALLOGGI POPOLARI E PERDONATEMI, MA SOLO UN IDIOTA POTEVA TRASFORMARLE IN AZIENDE!!!

UN CARO SALUTO A ENTRAMBI

Annamaria Addante

EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E CHE ROBA E’?

L’EDILIZIA  RESIDENZIALE PUBBLICA E’ UN SOGNO DEGLI ANNI 60 PIANO FANFANI LEGGE PERFETTA!!!

PURTROPPO LA POLITICA E’ ANDATA SEMPRE PIU’ DEGENERANDO E L’ULTIMA LEGGE FATTA E’ LA 560 DEL 1993!

TUTTE LE ALTRE LEGGI CHE SI SONO SUCCEDETE CONLA GIUNTA ZINGARETTI HANNO SOLO DISTRUTTO CIO’ CHE ERA STATO CREATO PRECEDENTEMENTE!!!

OGGI A NESSUNO FREGA PIU’ NULLA DELL’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA, DOPO REFRIGERI E IL CONSIGLIERE PANUZZI NESSUNO PIU’ SI E’ OCCUPATO DELL’ERP, MA HANNO SOLO DI DISTRUTTO CIO’ CHE C’ERA.

DELLA SORTE E DELLA VITA DELL’ATER  ALLA CLASSE POLITICA NON GLIE NE FREGA NULLA!!!

PER CUI SENZA UNA VERA E SOSTANZIALE E SERIA POLITICA DI CHE VI MERAVIGLIATE?

I SINDACATI INTERNI SI SONO SOLO PREOCCUPATI DI FARSI DARE OTTIMI STIPENDI, QUELLI ESTERNI NON GLIE NE FREGA NULLA, PER CUI DI CHE VI MERAVIGLIATE???

BASTA DIRE CHE E’ PIU’ DI UNA SETTIMANA CHE I TELEFONI DELL’ATER DI ROMA NON FUNZIONANO E COMUNQUE QUANDO FUNZIONANO  FANNO FATICA A RISPONDERE O NON RISPONDONO AFFATTO!!!

LA MANUTENZIONE  A PARTE I SOLDI, MA QUEL SETTORE E’ UN DISASTRO E PURTROPPO NON E’ IL SOLO L’UNICO SETTORE CHE OGGI SI SALVA, PERCHE’ IL NUOVO DIRIGENTE CHE E’ NUOVO DELL’ATER  SI STA COMPORTANDO PROFESSIONALMENTE DA BRAVO DIRIGENTE  E DI CONSEGUENZA TUTTO L’UFFICIO FUNZIONA BENE!!!

PURTROPPO GLI ALTRI SETTORI SONO UNA TRAGEDIA PER ESSERE BUONI!!!

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La manutenzione che regge le case: il possibile crack di ATER Roma e la ricaduta sui quartieri

Tra numeri e procedure, la crisi di ATER Roma diventa qualcosa di molto concreto: turni, riparazioni, servizi e continuità abitativa. Quando una gestione rischia il default, i primi effetti si leggono nei cortili e nelle scale: non come slogan, ma come manutenzioni che possono fermarsi.

Di Italo Lauro22 Luglio 2026 – 09:581 giorno fa4 min di lettura

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La manutenzione che regge le case: il possibile crack di ATER Roma e la ricaduta sui quartieri

È quel portone che conosci da anni, con le sue chiavi che non cambiano mai: il punto di incontro tra lavoro, scuola e serate di ritorno. Eppure, se un ente che regge l’edilizia residenziale pubblica va in crisi, la cosa non resta nei conti. Riguarda la cura quotidiana degli spazi comuni, la continuità dei servizi e la serenità di chi aspetta un intervento programmato.

Lo spunto di queste ore riguarda ATER (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale) provinciale di Roma: secondo quanto riportato nella ricostruzione che l’ha reso pubblico, il direttore generale avrebbe lanciato un SOS legato al rischio di default, con conseguenze sul futuro di 130 lavoratori e, a cascata, sulle famiglie che dipendono dai servizi abitativi. Il punto economico, riferito nello stesso quadro, è la richiesta di 30 milioni di euro per il risanamento. Numeri che, tradotti in pratica, significano una domanda semplice: chi ripara cosa, e quando?

Fatti e contesto verificabili: allerta, risanamento, continuità

Il cuore della questione è la possibile crisi finanziaria di un soggetto che gestisce e mantiene patrimoni destinati all’edilizia residenziale. In base allo stesso riferimento divulgativo, l’allarme ruota attorno a due piani: quello del personale (130 lavoratori) e quello dei fondi necessari per risanare la situazione (30 milioni). Nel dibattito pubblico, quando emergono questi elementi, la città non guarda soltanto la grammatica della finanza: prova a capire come cambia l’operatività.

Fin qui, i fatti: esiste un allarme sulla tenuta economica e c’è una quantificazione della cifra indicata come necessaria per il risanamento. Qualsiasi ulteriore dettaglio su procedure interne, tempistiche dei pagamenti o decisioni di organi competenti dovrebbe essere verificato su atti e comunicazioni istituzionali. La cronaca di Roma, però, può già registrare un rischio comune a tutte le gestioni di servizi abitativi: quando il flusso di risorse si inceppa, la manutenzione diventa straordinaria, e non più ordinaria.

Perché questo diventa “Cronaca città”: scale, cortili, rituali del vivere

Roma ha una memoria urbana fatta di luoghi che restano: non solo monumenti, ma anche condomini popolari, cortili che conservano le abitudini, vie dove la sera si riconosce dal rumore dei passi e dalla luce delle cucine. È lì che la continuità dei servizi abita davvero.

Quando un ente entra in una fase critica, la ricaduta non si limita al rischio occupazionale. Riguarda:

  • programmabilità degli interventi (riparazioni concordate, verifiche, manutenzioni preventive);
  • capacità di presidio (risposta alle segnalazioni, gestione operativa del patrimonio);
  • certezza per le famiglie che vivono l’attesa come una variabile quotidiana.

Nel linguaggio della città, ciò che inizia come un problema di bilancio può trasformarsi in una sensazione molto romana: la percezione che qualcosa, da un giorno all’altro, non scorra più come prima. Non è pessimismo di maniera: è un modo concreto di leggere la vita urbana, dove la dignità passa anche dalla cura degli spazi comuni.

Il legame con la Romanità: manutenzione come civiltà

La Romanità, qui, non è retorica. È l’idea che Roma sia memoria in movimento: una continuità che si vede nei gesti ripetuti nel tempo. La manutenzione degli edifici — le scale pulite, gli impianti seguiti, la manutenzione che non arriva “quando capita” — è parte di questa continuità.

La città ha imparato a riconoscere gli effetti delle interruzioni: quando i servizi rallentano, aumenta la frammentazione tra chi riesce a farsi ascoltare e chi invece resta in silenzio con un problema in casa. E, soprattutto, la crisi non colpisce in modo astratto: colpisce persone con contratti, turni, spese, responsabilità quotidiane. In questo caso, lo stesso allarme pubblico richiama direttamente il futuro dei 130 lavoratori: la continuità dei servizi non è solo una parola amministrativa, è anche lavoro che regge i lavori.

Interpretazione editoriale: il rischio è il “buco” nella catena

Se esiste una crisi finanziaria e serve un risanamento quantificato in 30 milioni, la domanda editoriale diventa un’altra: che cosa succede tra il “prima” e il “dopo”? Nelle gestioni di servizi pubblici, l’intervallo conta quanto l’obiettivo. In quel tratto possono accumularsi ritardi, rinvii, contrazioni operative. E lì la paura delle famiglie non nasce dal nulla: nasce dalla possibilità che un intervento non sia più gestito con la regolarità che, nei quartieri, è già parte del patto di convivenza.

La politica, quando arriva in queste ore, non può limitarsi alle dichiarazioni: la città chiede stato di avanzamento, procedure chiare, responsabilità definite. Non per tifare, ma per capire come evitare che il problema, da finanziario, diventi urbanistico e sociale.

Roma come comunità: come riconoscere la cura quando conta davvero

Nel quartiere, la cura si misura in gesti osservabili: un calendario rispettato, una risposta entro tempi ragionevoli, un servizio che resta. In caso di allerta, la comunità può fare una cosa concreta: osservare e chiedere trasparenza con gli strumenti giusti — comunicazioni ufficiali, aggiornamenti, atti e tempi, senza lasciare che la discussione resti sospesa tra ansia e silenzi.

Perché la stabilità abitativa è un bene comune: riguarda famiglie, lavoratori e la dignità di chi vive negli spazi che tengono insieme Roma da generazioni. E quando uno degli ingranaggi si inceppa, diventa un test di civiltà per tutta la città.

In fondo, la domanda che torna è questa: quando parliamo di edilizia residenziale, siamo pronti a seguire con attenzione anche la parte “invisibile” — manutenzioni, conti, procedure — che decide se un quartiere resta solido o comincia a perdere pezzi?

LA PRESUNZIONE E L’ARROGANZA PROPRIO NON LA SOPPORTO!!!

CARA FARMACISTE

LA COSA CHE MI FA INCAZZARE E’ LA VOSTRA ARROGANZA E PRESUNZIONE!

SE LA DOTTORESSA AVESSE DETTO SCUSA HO SBAGLIATO HO SCRITTO UNO E INVIATA LA RICHIESTA POI HO CERCATO DI RICHIEDERNE UN’ALTRA E NON ME LA DA PIU’.

IO AVREI RISPOSTO CAPISCO PUO’ SUCCEDERE, MA INSISTERE CHE AVETE RAGIONE VOI PERCHE’ IL PIANO TERAPEUTICO ECC.ECC.NO ALLORA MI INCAZZO E DI BRUTTO PERCHE’ NON AVETE A CHE FARE CON UNA IDIOTA.

SBAGLIARE E’ UMANO PERSEVERARE E’ DIABOLICO!

INOLTRE UN MINIMO DI UMILTA’ NEL RICONOSCERE LO SBAGLIO VI FAREBBE ONORE, PURTROPPO  L’UMILTA’ DOTE CHE HANNO IN POCHI.

CORDIALI SALUTI

ANNAMARIA ADDANTE

LEGGETE CON ATTENZIONE E CAPIRETE CHE NON HO TORTO IO!!!

Il sistema blocca la seconda scatola perché calcola in automatico i giorni di autonomia rimasti dalle confezioni che hai ordinato ora.

Ecco perché questa volta è andata diversamente:

Le volte precedenti: Il sistema “sapeva” che avevi finito le scorte passate, quindi dava il via libera a 2 scatole.

Questa volta (l’errore iniziale): La farmacista ha digitato “1 scatola” e ha dato l’invio. Il computer ha registrato che hai ritirato quella scatola.

Il blocco subito dopo: Quando la farmacista ha provato a inserire la seconda scatola, il sistema ha calcolato che con la prima (appena registrata) eri già coperto per le prossime settimane. Per il computer, chiedere un’altra scatola nello stesso momento è sembrato un “anticipo” non necessario rispetto al tuo piano terapeutico.

In breve: non è un problema del tuo medico o della ricetta, ma un blocco di sicurezza informatico scattato perché la farmacista ha spezzato l’operazione in due momenti diversi invece di fare un unico invio da 2 scatole

 

L’UNICO VERO BRAVO E COMPETENTE DIRIGENTE ALL’ATER DI ROMA E’ L’ARCH.PANETTA!!!

SE ALL’ATER DI ROMA I DIRIGENTI E I FUNZIONARIFOSSERO TUTTI COME L’ARCHITETTO PANETTA L’ATER DI ROMA RISORGEREBBE DALLA MELMA E DALLA MERDA IN CUI L’HANNO FATTA SPROFONDARE I POLITICI E I DIRIGENTI E DIRETORI E COMMISSARI PRECEDENTI!!!

O IL COMMISSARIO E IL DIRETTORE SI METTE IN TESTA DI RIORGANIZZARE COME SI DEVE TALE AZIENDA E SOPRATTUTTO UNA SERIA E RADICALE MOBILITA’ DEL PERSONALE O NON SE NE VERRA’ MAI A CAPO!!!

L’ATER DOVREBBE PRENDERE GENTE DA FUORI A DIRIGERE E RIFORMARE IL PERSONALE TUTTO!!!

PERCHE’ L’AZIENDA ATER E’ PUBBLICA E NESSUNO NE E’ PADRONE E DEBBONO ADEGUARSI ALLE NUOVEREGOLE ANTICORRUZIONE E TRASPARENZA E SOPRATTUTTOSAPERLAVORARE CON LOGICA, PROFESSIONALITA’ ED ANCHE UN PIZZICO DI UMANITA’, COSA CHE ALL’ATER AVEVA SOLO MARI!!!

L’ARC.PANETTA GLI SCRIVI TI RISPONDE E AGISCE COSI’ DOVREBBERO FARE TUTTI!!!

 

SONO ENTRAMBI ASSASSINI POLIZIOTTI E I 4 DEL 118 LO DICONO: le linee guida ufficiali del Ministero della Salute o della Croce Rossa Italiana.

I SOCCORITORI DEL 118 TALI COSE LE DOVREBBERO CONOSCERE A MENADITO PERCHÉ NON SONO INTERVENUTI?

 I POLIZIOTTI DOVREBBERO ESSERE ADDESTRATI E SANNO BENE CHE LE PERSONE LE DEBBONO BLOCCARE GIRATE DI FIANCO E NO PANCIA E PETTO A TERRA!!!

 PER CUI SONO ENTRAMBI ASSASSINI!!!

 Sedersi sulla schiena di una persona bloccandogli anche la testa è una manovra estremamente pericolosa.

 Può causare la morte o danni permanenti in pochissimi secondi.

 Ecco le gravi conseguenze fisiche che possono derivare da tale posizione:Asfissia Meccanica e Posizionale: Il peso esercitato sulla schiena e la costrizione della testa impediscono la normale espansione della cassa toracica e compromettono le vie aeree, rendendo la respirazione difficile o impossibile.

 Ipossia: La riduzione dell’apporto di ossigeno può causare rapidamente la perdita di coscienza e gravi danni agli organi vitali, in particolare al cervello.

 Compromissione Cardiaca: Lo stress fisico e la mancanza di ossigeno possono portare a un improvviso arresto cardiocircolatorio.

Traumi Strutturali: La pressione può causare lesioni gravi alla colonna vertebrale, con il rischio di danni permanenti al midollo spinale e conseguente paralisi.

 Questa combinazione di fattori crea una condizione clinica critica in cui la posizione stessa del corpo impedisce le funzioni vitali di base.

Per approfondire i rischi legati a queste manovre e apprendere le pratiche di sicurezza corrette, è possibile consultare le linee guida ufficiali del Ministero della Salute o della Croce Rossa Italiana.

 Nota Bene: Tali azioni sono estremamente pericolose, possono avere esiti letali e comportare gravi responsabilità legali.

Lesione alla testa – Diventa insensibile, anche solo per pochi secondi.