Archivi categoria: comune – Romeo

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Jimmy Wales
Fondatore di Wikipedia
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Ministro per la funzione pubblica
Durata mandato 29 aprile 1993 –
11 maggio 1994
Capo del governo Carlo Azeglio Ciampi
Predecessore Maurizio Sacconi[1]
Successore Giuliano Urbani

Giudice della Corte costituzionale della Repubblica italiana
Durata mandato 9 novembre 2005 –
9 novembre 2014
Tipo nomina Nomina da parte del Presidente della Repubblica

Presidente della Commissione di indagine sul patrimonio immobiliare pubblico
Durata mandato 15 ottobre 1985 –
1987
Capo del governo Bettino Craxi

Dati generali
Partito politico Indipendente
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università di Pisa
Professione Giurista; Docente universitario

PRIMA DI VOMITARE CATTIVERIE E MALIGNITA’ SULLA FAMIGLIA DEL BOSCO LEGGETEVI TALE ARTICOLO!!!


Famiglia nel bosco, Ammaniti: «Dividerla è stato l’errore più grave. I bambini non sono dei pacchi, le loro emozioni vanno rispettate»

di Clarida Salvatori

Massimo Ammaniti, neuropsichiatra infantile: «Si stanno buttando decenni di teorie sullo sviluppo dei bambini. Tutti i miei maestri rabbrividirebbero davanti a quanto sta accadendo»

famiglia bosco

«Io sono incredulo. La storia della famiglia nel bosco è iniziata male e rischia di finire ancor peggio»: ha pochi dubbi Massimo Ammaniti – tra i più quotati neuropsichiatri infantili, professore onorario di Psicopatologia dello sviluppo alla Sapienza università di Roma e autore di numerosi libri, l’ultimo è «Il coraggio di essere timidi» – nella lettura della vicenda che ha travolto le vite di Catherine Birminghan, suo marito Nathan Trevallion e i loro figli.

Per loro, il tribunale dei minori dell’Aquila ha deciso l’allontanamento della madre e il trasferimento in un’altra struttura protetta. «Si stanno buttando via anni, anzi decenni, di teorie sullo sviluppo dei bambini. Tutti i miei maestri, da Giovanni Bollea ad Adriano Ossicini, rabbrividirebbero davanti a quanto sta accadendo per queste persone».

Professor Ammaniti, quali potrebbero essere le conseguenze di questa decisione che spacca il nucleo familiare dei Trevaillon?
«Sicuramente questa decisione avrà implicazioni serie. Si parla di separazione della madre dai figli e di un padre che rimane ai margini dello scenario. Ma questi bambini finora hanno sempre vissuto con loro, per altro con una vita sociale poco sviluppata. Il che vuol dire che se già normalmente si crea un legame intenso con i genitori, nel loro caso questo legame è sostanziale, unico, non avendo i bimbi altri adulti a cui far riferimento. Erano gli unici a garantirne la sicurezza personale e la cura, erano le uniche figure che rappresentavano la protezione. È questo l’assunto, che dovrebbe orientare le scelte di operatori, psicologi, legislatori perché una misura così è complessa e rischiosa per il futuro di questi bambini».

Ma allora come è possibile che sia stata intrapresa questa strada?
«Non me lo spiego. Una decisione come questa si verifica in situazioni estreme, quando cioè il pericolo di maltrattamenti è concreto ed elevato. E anche in questi casi ci sono due nette distinzioni».

Ovvero quali?
«Ci sono situazioni in cui un genitore perde la pazienza ed esagera, ma deve solo imparare a controllare i propri impulsi. E altre situazioni in cui invece la persona è disturbata e attua pesanti maltrattamenti. Ma francamente non mi sembra questo il caso. È emerso che la mamma fosse ansiosa e iperprotettiva, niente di più grave. Certo è che non deve essere stato facile essere stata per un periodo così lungo in una struttura in cui non poteva esercitare la sua funzione genitoriale. Di certo una simile situazione le avrà suscitato rabbia e frustrazione».

Che idea si è fatto di tutta questa vicenda? Secondo lei che cosa viene rimproverato a questa famiglia?
«Non riesco davvero a capirlo. Oggi ci sono famiglie che piazzano i figli davanti ai tablet o ai giochi elettronici tutti i pomeriggi o per poter mangiare senza essere disturbati mentre sono al ristorante. Però quelle vengono ritenute persone rispettose delle modalità, non vengono considerati inidonei a educare i loro bambini. Invece chi sceglie di farli crescere nella natura, a contatto con gli animali non è adatto alla funzione genitoriale. È vero, mancava la socializzazione con altri coetanei, è stato messo in atto un orientamento poco attento alle prescrizioni del Paese in cui vivevano e in cui vivono e questo è stato certamente un limite, ma erano presenti e si occupavano dei loro bambini».

Quanto ha influito la scelta di questi genitori di non voler scolarizzare i minori?
«Ha influito molto, ma non è forse vero che molti rom non mandano i loro figli a scuola? E non voglio pensare che si stia contestando una scelta religiosa, non sarebbe giustificabile. Anche tanti cattolici, pur battezzando i figli nel rispetto delle prescrizioni religiose, poi fanno scelte discutibili. A mio avviso, tutto questo pone le basi per una forte interferenza tra Stato e genitori».

Secondo lei è stato commesso qualche errore nell’interpretazione e nella gestione di questa storia?
«Non mi spiego perché non si è mirato e non si è deciso di mantenere unito il nucleo familiare, di dare loro — come per altro era anche stato paventato — una casa, di aiutarli con sovvenzioni e professionisti che potessero assisterli nel loro percorso».

Che idea si è fatto? C’è qualcosa che non viene detta? Che viene celata?
«Secondo me c’è qualcosa sotto tutto questo, ma non riesco a capire di cosa si tratta. La famiglia nel bosco è stata messa su una strada imprevedibile: hanno sicuramente dei limiti ma non andavano divisi, semmai andavano aiutati. Perché farli entrare nell’occhio del ciclone? In termini di costi, quanto si pagherà tutto questo? I soldi dati alle strutture che li hanno ospitati finora e li ospiteranno ancora, non potevano essere convertiti in aiuti economici per loro. Non è possibile, oggi, tornare a uno strumento come quello dei ricoveri che esistevano in passato e che ora sono desueti».

Di cosa non si è tenuto conto nel prendere la decisione di non aiutarli ma di dividerli?
«Non è stato tenuto in conto del fatto che non sono dei pacchi, che hanno delle emozioni che vanno rispettate, che questi bambini vogliono bene ai loro genitori, che li hanno cresciuti finora. Al momento della separazione pare che si siano disperati, che piangessero, che urlassero. Come è possibile ignorare una simile reazione?».

C’è ancora tempo e modo per tornare indietro e provare a cambiare le cose per la famiglia nel bosco, nell’ottica di ciò che è meglio per i minori?
«Secondo me sì. Chi prende provvedimenti è ancora in tempo per rendersi conto che non è questa la strada giusta da percorrere, che si può ancora ricomporre, sostenere, dare supporto a questi genitori e a questi bambini che possono conoscere la realtà scolastica, sostenuti poi da qualcuno che li assista anche a casa. Sono stato tentato di andare a vedere di persona per rendermi conto della situazione, ma credo che si possa ancora evitare il fallimento attuando una strategia coerente che non faccia indignare quanto sono indignato io».

LE CAZZATE CHE SCRIVE IL DOTT.FOLLEGA!!!

QUESTE SONO LE CAZZATE SCHE SCRIVE FOLLEGA

O CHI LE HA SCRITTE  PER LUI, MA LUI FIRMA TUTTO SENZA LEGGERE O SENZA CAPIRE UN CAZZO???

QUESTO E’ IL COMMA 5 DELLA LEGGE 12 DEL1999 CHE DICE TUTTO IL CONTRARIO DI CIO’ CHE HA SCRITTO FOLLEGA!!!

  1. 5. L’ampliamento del nucleo familiare fino al secondo grado non necessita di specifica autorizzazione ed è comunicato all’ente gestore entro trenta giorni dal verificarsi delle ipotesi di cui al comma 4. L’ampliamento del nucleo familiare può essere, inoltre, accertato d’ufficio dall’ente gestore, in ogni momento, ove risulti dalla consultazione dei dati forniti in sede di censimenti anagrafici e reddituali effettuati dall’ente medesimo. Il soggetto che entra nel nucleo in seguito ad ampliamento assume nei confronti dell’ente gestore, a decorrere dalla data di ingresso, gli stessi obblighi dell’assegnatario originario. In caso di comunicazioni non veritiere, l’ampliamento non produce effetti ai fini dell’eventuale subentro. Se l’ampliamento determina la perdita dei requisiti soggettivi di cui all’articolo 11, l’ente gestore dichiara la decadenza dall’assegnazione. (37)(54)

5-bis. Le disposizioni di cui al comma 5 si applicano anche ai procedimenti avviati precedentemente all’entrata in vigore della presente disposizione e non ancora conclusi o per i quali, alla medesima data, sia stata presentata apposita istanza di ampliamento, anche ai fini del successivo procedimento di subentro. (37) (55)

5-ter. Gli ampliamenti fino al secondo grado non regolamentati dagli enti gestori antecedenti all’entrata in vigore della presente legge sono considerati definitivamente conclusi. Gli enti gestori verificano nei tre mesi successivi i requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di decadenza. (37)

 MA COME PUO’ ANDARE AVANTI L’ATER CO STI GENI???

QUEL GRANDISSIMO IGNORANTE CHE HA STILATO TALE NORMA DEVE ESSERE UN GRANDE INCOMPETENTE OPPURE DEBBO PENSARE CHE L’HA SCRITTA APPOSTA COSI’ PER FAR FARE UNA BRUTTA FIGURA AL DOTT.FOLLEGA.

ADDIRITTURA IN TALE NOTA SCRIVONO: CHE NE L’ISTANZA DI SUBENTRO  E NE I BOLLETTINI INTESTATI RECANTI LA DICITURA CANONE,  POSSONO ESSERE CONSIDERATI COME ATTESTAZIONE DELLA LEGGITTIMA TITOLARITA’ DELL’ALLOGGIO.

RITENGO CHE CHIUNQUE ABBIA SCRITTO E FIRMATO TALE NOTA DOVREBBE ESSERE CACCIATO IMMEDIATAMENTE DALL’ATER DI ROMA IN QUANTO SOGGETTO PERICOLOSO!!!

TALI IDIOTI HANNO CREATO UN DANNO ENORME SIA ALL’AZIENDA E SOPRATTUTTO AGLI ASSEGNATARI CHE SONO BEN DUE ANNI CHE NON RIESCONO AD AVERE LA RESIDENZA.

IL CARO DOTT.FOLLEGA E L’IDIOTA CHE GLI HA SCRITTO LA NOTA DOVREBBERO CONOSCERE A MENA DITO LE LEGGI REGIONALI SPECIALMENTE L’ART,.12 DELLA LEGGE 12, CHE IN MERITO ALL’AMPLIAMENTO NON DICE CHE DEVE ESSERE AUTORIZZATO MA SEMPLICEMENTE COMUNICATO.

E SOPRATTUTTO  ALLA ENORME CAZZATA IN MERITO ALLA PAROLA CANONE SUI BOLLETTINI E SUL FOGLIO CHE L’ATER INVIA TUTTI I MESI, FOLLEGA MI DOVREBBE SPIEGARE COME CAZZO FANNO AD AVERE LA DOCUMENTAZIONE DA LORO RICHIESTA SE HANNO ARRETRATI DI SANATORIE  DEL 2000, 2003, 2006 E TUTTE QUELLE CHE  SI SONO SUCCEDUTE., E SOPRATTUTTO NON RISPONDONO MAI ALLE E.MAIL E MAI AL TELEFONO.

LA PAROLA CANONE LA SCRIVONO LORO PERCHE’ HANNO ACCERTATO CHE NON SEI UN OCCUPANTE ABUSIVO ALTRIMENTI CI SAREBBE STATO SCRITTO INDENNITA’ DI OCCUPAZIONE E MI FERMO QUI PERCHE’ SINCERAMENTE LA SITUAZIONE E’ MOLTO GRAVE, PERCHE’ NEGARE LA RESIDENZA SENZA UN MOTIVO VALIDO E’ UN REATO OLTRE CHE E’ UNA  INDECENZA QUESTO MODO DI LAVORARE!!!

A MENO CHE QUESTI LOSCHI PERSONAGGI NON LO FACCIANO APPOSTA PER CREARE DANNI AL COMMISSARIO E DIRETTORE???

IL DUBBIO E’ LECITO!!!

LE VERGOGNOSE MARCHETTE DI CERTI ASSESSORI CHE DANNO 7 MILIONI ALLA PROVINCIA E A ROMA NULLA !!!!

 

Al via il piano di risanamento Ater, stanziati 7 milioni dalla Regione Lazio

Approvate dalla Giunta regionale le direttive che consentono l’accesso al contributo previsto dall’ultima finanziaria

Al via il piano di risanamento Ater, stanziati 7 milioni dalla Regione Lazio | La Capitale

MA CHE BRAVI STI ASSESSORI DELLA REGIONE LAZIO CHE PENSANO SOLO AI CAZZI LORO!!!
RIGHINI E CIACCIARELLI ENTRAMBI DELLA PROVINCIA, FORSE HANNO DIMENTICATO CHE ORA SONO ASSESSORI DELLA REGIONE LAZIO E NON POSSONO PENSARE SOLO ALLA LORO PROVINCIA PERCHE’ DARE 7 MILIONI DI EURO PER RISTRUTTURARE SOLO E UNICAMENTE LE ASDE POPOLARI DELLA PROVINCIA LASCIANDO CADERE A PEZZI GLI ALLOGGI POPIOLARI ROMANI A ROMA SI CHIAMA MARCHETTA !!!!!

E GUARDATE CHE DICE CIACCIARELLI: Le dichiarazioni dell’assessore regionale:
«Attraverso l’approvazione delle direttive per la definizione del Piano di risanamento dell’Ater della Provincia di Roma assicuriamo la piena concretizzazione dell’importante contributo di 7 milioni di euro introdotto, a favore dell’azienda, in occasione dell’ultima finanziaria», ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche Abitative e Case Popolari, Pasquale Ciacciarelli.

MA NON HA UN MINIMO DI VERGOGNA COSTUI ?
CIACCIARELLI E RIGHINI SONO ASSESSORI DELLA REGIONE LAZIO E NO DELLA PROVINCIA COSTORO SI DEBBONO OCCUPARE ANCHE DI ROMA E SE NE FREGANO!!!

E ROCCA CHE FA???

NULLA CHIUSO NELLA SUA TORRE D’AVORIO DELLA SANITA’ SI E’ SCORDATO CHE LUI E’ IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO E NO L’ASSESSORE ALLA SANITA’!!!

VERGOGNATEVI PER IL RESTO DEI CITTADINI NON STATE FACENDO NULLA E VI RICORDO CHE ROMA E’ LA CAPITALE E VOI L’AVETE ABBANDONATA, LE CASE ATER DI ROMA CASCANO A PEZZI MA VOI VE NE FREGARE!!!

E AVETE LASCIATO ANCHE IN PIEDI TUTTE LE VERGOGNOSE MODIFICHE  ILLEGITTIME E ANTICOSTITUZIONALI DI MODIFICHE SULLE LEGGI GIA’ ESISTENTI SULLE CASE POPOLARI COME IL VERGOGNOSO E INCOSTITUZIONALE ARTICOLO 48 BIS FATTO DA QUEL MASCALZONE DI ZINGARETTI E VALERIANI!!!

PENSAVO CHE VOI ERAVATE MIGLIORI, MA FATE SCHIFO COME GLI ALTRI!!!

 

LA CORROTTI DOVREBBE ESSERE PIU’ CHIARA NEI TITOLI PERCHE’ UN TITOLO COSI’ PUO’ GENERARE CONFUSIONE!!!

 QUESTI ALL’ASTA SONO DEI LOCALI NON VI CONFONDETE NON SIONO APPARTAMENTI !!!

AVREBBE DOVUTO SCRIVERE LOCALI ALL’ASTA ONDE EVITARTE CONFUSIONE PERCHE’ OGGI NON SONO TUTTI SVEGLI COME UNA VOLTA E LO DICO PERCHE’ HO RICEVUTO TELEFONATE IN MERITO!!!

ATER ROMA – IMMOBILI ALL’ASTA IN LOCAZIONE

MA SE NON SBAGLIO VIA BODONI E’ TRAFFICATA E NESSUNO HA VISTO NULLA?

Testaccio, svastiche sul palazzo di “C’è ancora domani”. “Insulto alla democrazia”. Ama le cancella

Svastiche e simboli fascisti in via Bodoni 
Svastiche e simboli fascisti in via Bodoni

All’ingresso del lotto in cui è stato girato il film di Cortellesi, apparsa anche una celtica. Cancellate da Ama

NON VORREI SBAGLIARMI, MA VIA BODONI E’ UNASTRADA TRAFFICATA CI SONO NEGOZIC’E’ LA BOTTICELKLA OSTERIA ROMANA NESSUNO HA VISTO NULLA?

MA CI SONO TELECAMERE IN QUELLA ZONA???

PERCHE’ STA COSA MI PUZZA TANTO, MA TANTO DI BRUCIATO, SE NON SBAGLIO CE ANCHE UNA SEDE DEL PD E NESSUNO HA VISTO NULLA???

TEMO CHE STI COMITATI INVECE DI AIUTARE SFRUTRTINO LA GENTE PERCHE’ NONRISOLVONO MAI NULLA PERCHE’ SONO INCAPACI!!!

MA CHE BRAVI QUESTI DEL QUARTICCIOLO A PRESCINDERE CHE IL COMMISSARIO È STATO NOMINATO DA CIRCA 2 ANNI COSÌ IL DIRETTORE

E IL QUARTICCIOLO È IN QUELLE CONDIZIONI DA DECENNI, COME MAI SE NE ACCORGONO SOLO ADESSO?????

INOLTRE PERCHÉ SE

IO SCRIVO ALL’ATER LE COSE LE FANNO?

FORSE SI RIVOLGONO ALLE PERSONE SBAGLIATE!!!

QUESTA MANIFESTAZIONE MI SEMBRA SOLO UNA STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA!!!

AVETE MAI CHIESTO UN INCONTRO CON IL DIRETTORE E COMMISSARIO?

IL VERO GUAIO È CHE STI COMITATI DOVREBBERO IMPARARE MEGLIO IL LORO MESTIERE!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

QUESTA MI MANCAVA, MA OGGI E’ MAI POSSIBILE CHE SONO TUTTI COSI’ IGNORANTI??????

IO VORREI SAPERE COME SIA POSSIBILE  CHE ALL’ATER DEL COMUNE DI CONEGLIANO CI SIANO SIMILI DIRIGENTI!!!

IO TORNO A RIPETERE CHE GLI ARCHITETTI DEBBONOFARE GLI ARCHITETTI E NO I GIURISTI, RENDETEVI CONTO DELLA CAZZATA CHE HA SCRITTO COSTEI!!!

 

DICHIARAZIONE ESERCIZIO DIRITTO DI PRELAZIONE
U.I. 702103010103 – 17136 Comune di Conegliano*****

La sottoscritta Marini dott.ssa Rita, Direttore dell’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale (ATER)
della Provincia di Treviso, con sede in Treviso, via G. D’Annunzio n. 6, giusta deliberazione del C.d.A. n. 37 del 28/04/2022;
                                         PREMESSO

che la signora *********** in data 19 aprile 2001, con contratto Repertorio n. 77.023 a rogito del notaio dott. Giuseppe Ferretto, ha acquistato da ATER di Treviso, già IACP, un immobile sito nel Comune di Conegliano in via ********* ai sensi e per gli effetti della Legge 24 dicembre 1993 n. 560;

che l’immobile è gravato da diritto di prelazione a favore dell’ATER di Treviso;

che la signora *******, con nota prot. n. 20035 del 15 dicembre 2025, in qualità di proprietaria, ha richiesto a questa Azienda di esprimersi in merito alla volontà di esercitare il diritto di prelazione, per il prezzo quantificato in euro 92.000,00 come comunicato con dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;

che il Consiglio di amministrazione si è espresso in data 15 gennaio 2026, delibera n. 9;
                                                    DICHIARA
Che il Consiglio di amministrazione ha espresso la volontà di NON PROCEDERE con l’esercizio del diritto di prelazione, al prezzo di cessione pari ad € 92.000,00

(E FINO A QUI TUTTO IN REGOLA RISPOSTA PERFETTA !!!

PERO’ POI VIENE AGGIUNTO E NON SI CAPISCE BENE DA CHI CHE:

Il diritto di prelazione in favore dell’ATER, se non estinto, continuerà a gravare sull’immobile anche successivamente al perfezionamento della compravendita, restando a carico del nuovo acquirente.

(MA SI RENDONO COBNTO DELL’ENORME CAZZATA CHE HANNO SCRITTO??? )

La presenza di tale diritto dovrà essere espressamente menzionata nell’atto di compravendita, al fine di garantirne la piena conoscibilità.

(ALTRA ENORME BOIATA, MA STA DIRETTRICE STUDIASSE UN MINIMO DI DIRITTO EVITEREBBE FIGURE COSI’ MESCHINE!!!)

La presente dichiarazione viene prodotta a richiesta degli interessati per gli usi consentiti dalla legge.

                                                                  Il Direttore
                                                           Dott.ssa Rita Marini
                                  Firmato in forma digitale ai sensi di legge