L’INCAPACITA’ POLITICA STA RAGGIUNGENDO LIMITI INCONCEPIBILI!!!

una donna anziana e sola è stata messa fuori dal suo alloggio in via dell’Archeologia a Tor Bella Monaca: “E’ occupante dal 2011 ha sempre pagato l’indennità, 250 euro al mese. Nonostante la sanatoria sia stata lavorata, una delle poche dal Comune, non essendoci la determina, quindi nessun esito, il magistrato non ne ha voluto sapere e il 4 marzo all’alba è stata sgomberata.  Deve solo pagare l’arretrato calcolato in base alla sanatoria, non sono neanche 4mila euro e ha già iniziato la rateizzazione, ma è senza casa”. 

QUESTA MI DISPIACE DIRLO E’ SOLO INCAPACITA’ POLITICA E NULL’ALTRO, PURTROPPO DA TANGENTOPOLI IN POI I POLITICI LI ABBIAMO RACCOLTI DALLA STRADA E QUESTI SONO I RISULTATI, UNA MASSA DI INCOMPETENTI E IRRESPONSABILI, CHE SANNO FARE SOLO DANNI COME LI FECE MARINO E NIERI CHE MANDARONO A CASA LA ROMEO PER PRENDERE LA PRELIOS,VOLUTA DA NIERI E QUANDO ARRIVO’ LA RAGGI LA CACCIO PERCHE’ ERANO INCOMPETENTI E PRESE AEQUAROMA.

LA QUALE SI TROVO’ IN GROSSE DIFFICOLTA’ IN QUANTO LA ROMEO RICONSEGNO’ TUTTO IL CARTACEO AL COMUNE E TUTTA LA DIGITALIZZAZIONE CHE AVEVA FATTO LA ROMEO GIUSTAMENTE ESSENDO STATA CACCIATA SENZA MOTIVO NON LA CONSEGNO!!!

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Case popolari, Roma Capitale deve ancora lavorare 2.700 sanatorie. E chi attende l’esito viene sgomberato

Gli uffici non hanno la strumentazione informatica adatta per calcolare le indennità da chiedere ai nuclei occupanti, con Aequa Roma che ha negato il supporto.

E ci sono anche 8mila pratiche Ater a cui fornire risposta

La lavorazione delle domande di sanatoria da parte di chi vive senza titolo in case del Comune è ferma al palo. Nonostante gli annunci di agosto 2022 e una delibera di giunta di inizio 2024, la situazione degli occupanti che da anni aspettano di essere regolarizzati non cambia. Anzi, in alcuni casi è anche peggiorata, come a Tor Bella Monaca dove una donna anziana e sola è stata sgomberata i primi di marzo. Il motivo dello stallo è apparentemente banale, ma in realtà grave: il Comune non è dotato di un sistema di calcolo adeguato per portare a termine le istruttorie. 

Le sanatorie non lavorate a Roma

Facciamo un passo indietro. A Roma ci sono circa 2.700 persone che, in base a una legge regionale, avendo occupato un alloggio possono essere regolarizzate perché hanno presentato una regolare richiesta di sanatoria. Purché l’occupazione sia avvenuta prima di marzo 2014, quando è entrato in vigore il decreto Renzi-Lupi sull’emergenza abitativa. Quando l’attuale amministrazione di centrosinistra si è insediata e l’assessore alle politiche abitative, Tobia Zevi, ha messo mano ai vari faldoni rimasti in sospeso, la scoperta è stata amara: nei cassetti c’erano migliaia di domande mai lavorate. 

Il “cambio di passo” annunciato nel 2022

I dati sono emersi prorompenti ad agosto 2022, durante una commissione capitolina patrimonio. Secondo il report del presidente Yuri Trombetti, due anni fa c’erano 2.100 pratiche riferite all’ex legge regionale n.1 del 2020 e altre 800 riferite a una legge ancor più vecchia, la n.27 del 2006. Mai lavorate. Così il Campidoglio nell’estate 2022 aveva chiesto a AequaRoma, società che ha sostituito Prelios nel 2018 nella gestione dei canoni degli alloggi Erp, di smaltire il più possibile le pratiche, partendo da quelle del 2020. Anche perché Roma Capitale oltre a istruire le pratiche dei propri inquilini, si occupa anche di emettere le determinazioni dirigenziali sulle istruttorie fatte da Ater sui suoi inquilini. 

La delibera di giunta

A febbraio 2024, dopo un lungo lavoro politico e di confronto con gli uffici dipartimentali, la giunta Gualtieri ha approvato una delibera nella quale si cambiano le modalità di calcolo delle indennità di occupazione, in base al reddito del nucleo occupante, stabilendo anche un’ampia rateizzazione (fino a 120 mensilità) per importi superiori a 10.000 euro. Questa delibera, però, ad oggi resta carta straccia. Perché da quanto reso pubblico in una nuova commissione capitolina sul tema, andata in scena il 3 maggio, è stato impossibile lavorare la quasi totalità delle domande di sanatoria.

Perché ci sono 2.700 sanatorie non lavorate

“Ad oggi sono 2.695 le istanze solo per Roma Capitale – ha fatto sapere Maddalena Piedimonte, direttrice dell’Edilizia Residenziale Pubblica – , circa 8.000 per quanto concerne le richieste di inquilini di Ater Roma. Per quanto noi, però, abbiamo un problema tecnico relativo alla modalità di calcolo rispetto a quanto previsto dalla legge regionale del 2020. Il nostro sistema attuale di lavorazione non prevedeva il calcolo invece previsto dal legislatore per l’indennità d’occupazione. Ho chiesto incontro sin da febbraio con Aequa Roma, affinché si occupassero anche di questo nuovo strumento di calcolo, per sviluppare un software da inserire nel sistema informatico già esistente. Dal 12 febbraio quando ho convocato i vertici, mi hanno risposto il 15 marzo per iscritto (anche a seguito di sollecitazioni) dicendo che per problemi relativi a contratti di servizio ed esigenze aziendali non era possibile ottemperare alla nostra richiesta e non potevano occuparsi di sviluppare questo software e quindi di calcolare l’indennità. A quel punto, dopo varie riunioni dipartimentali, mi sono premurata di chiedere a un’altra società (IdeaRE Sgr, ndr) di integrare questo sistema esistente. A inizio aprile ho chiesto un preventivo e ad oggi sono ancora in attesa. Inoltre attualmente l’ufficio che si occupa di queste sanatorie ha solo 3 dipendenti dedicati, ho chiesto a Risorse per Roma un aiuto da questo punto di vista, ci vogliono 4 ore di lavoro per ogni istruttoria. Ci siamo premuniti di chiedere supporto tecnologico e umano”.  

“Non possiamo sgomberare famiglie che hanno diritto”

Un quadro desolante che ha lasciato a bocca aperta diversi consiglieri presenti in commissione, a partire dal presidente Trombetti: “Ho chiesto di prendere spunto dal lavoro che fa Ater – commenta a margine – perché loro utilizzano un software che gli permette di calcolare velocemente le indennità. In ogni caso va convocata anche Aequa Roma, per capire se possono essere loro a occuparsene”. Nella Converti in commissione sottolinea che “qui non si tratta solo di politica o di problemi tecnici, ma di persone che hanno diritto alla sanatoria ma vengono sgomberate. Se queste persone possono stare in quelle case ma noi le sbattiamo fuori, stiamo commettendo qualcosa di irregolare. Ci spieghino bene cosa non va”.

Il caso di Tor Bella Monaca

E in effetti almeno in un caso è successo proprio questo. Come racconta Maria Vittoria Molinari di Asia Usb, due mesi fa una donna anziana e sola è stata messa fuori dal suo alloggio in via dell’Archeologia a Tor Bella Monaca: “E’ occupante dal 2011 – spiega la sindacalista – e ha sempre pagato l’indennità, 250 euro al mese, anche più di quanto dovuto in base al suo reddito. Nonostante la sanatoria sia stata lavorata, una delle poche dal Comune, non essendoci la determina, quindi nessun esito, il magistrato non ne ha voluto sapere e il 4 marzo all’alba è stata sgomberata. Ora vive passando da casa di un parente a quella di un’amica, è disperata. Deve solo pagare l’arretrato calcolato in base alla sanatoria, non sono neanche 4mila euro e ha già iniziato la rateizzazione, ma è senza casa”. 

Per risolvere questa, come altre migliaia di situazioni simili, Roma Capitale dovrebbe dotarsi di un software informatico adeguato. Il dipartimento patrimonio – con poche risorse umane – attende risposte da consulenti esterni: “Altrimenti farò una gara pubblica” fa sapere la dottoressa Piedimonte. 

 

 

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