LE TRUFFE DELL’ATER FATTE DAL DOTT.FOLLEGA E AVALLATE DAL DIRETTORE???

DD_339_26.08.2026

HO LETTO TALE DELIBERA E NE SONO RIMASTA SCIOCCATA, IN QUANTO CHIEDENDO AGLI UFFICI ATER IL MOTIVO DI TALE AGGIUNTA A PAG.6  DI TALE ATTO DOVE SI CHIEDE: 1.  Il corrispettivo unitario della prestazione complessiva al singolo utente – incluso l’inoltro telematico all’ATER dei relativi dati acquisiti – é di euro 4,50+I.V.A ed è a carico dell’Ater stessa, mentre all’utenza potrà essere richiesto un compenso integrativo che non potrà superare l’importo massimo di euro 11,50 + I.V.A.

INOLTRE NOTO ANCHE CHE SUL FRONTESPIZIO DELLA DETERMINA NON C’E’ LA FIRMA DEL DIRETTORE, MA ALL’INTERNO DELLA DETERMINA LA FIRMA DEL DIRETTORE ESISTE SOLO SULLA 4 PAGINA DELLA DETERMINA !

SU TUTTI GLI ALLEGATI FINO A PAG.6/6 CI STA SCRITTO SOLO ILDIRETTORE GENERALE, MA NESSUNA FIRMA NEANCHE QUELLA DIGITALE INVECE IN FONDO  A TUTTI I FOGLI PRIMA DI DOVE E STAMPATO SOPRA IL MODELLO FAX SIMILE  IN FONDO CI STA UNA FIRMA DIGITALE DEL DIRETTORE.

IO RITENGO TALE MODO DI LAVORARE MOLTO, MA MOLTO SCORRETTO IN QUANTO TALE MODO CONSENTE A DIRIGENTI POCO CORRETTI COME IL DOTT.FOLLEGA  DI INSERIRE COSE ILLEGALI ALL’INSAPUTA DEL DIRETTORE E COMMISSARIO.

TALE DIRIGENTE VA IMMEDIATAMENTE  STOPPATO, IL DOTT.FOLLEGA NON E’ ADEGUATO A TALE RUOLO!!!

E DICO CIO’ PERCHE’ MI E’ STATO DETTO DAGLI UFFICI ATER CHE HA INSISTITO LUI PER METTERE TALE PAGAMENTO IN TALE MODO NELL’INTERESSE DEI CAF E SINDACATI!

TALE COSA LA RITENGO DI UNA GRAVITA’ UNICA IN QUANTO COSI’ FACENDO CONSENTE AI CAF DI GUADAGNARE  EURO 19,52, MENTRE SE UNASSEGNATARIO DEL COMUNE INVECE DI RECASI PRESSO GLI UFFICI DI AEQUA ROMA PER FARE IL CENSIMENTO E SI RIVOLGE A UN CAF NE PAGA 16,00 DI EURO. 

PERCHE’ FOLLEGA VUOLE CHE I CAF NE GUADAGNINO 19,52? LA COSA E’ MOLTO SOSPETTA!

BASTA CON QUESTA INDECENZA L’ATER DIA LA POSSIBILITA’ AI CITTADINI DI RECARSI PRESSO I PROPRI UFFICI O TELEMATICAMENTE PER IL CENSIMENTO COME FA IL COMUNE, SE POI IL CITTADINO VUOLE ANDARE AL CAF E’ UNA SUA SCELTA  E PAGA 16,00 EURO.

PERTANTO CARI CITTADINI ATER SE ANDATE AL CAF PER FARE IL CENSIMENTO POTETE RIFIUTARVI DI PAGARE, IN QUANTO L’ATER DI ROMA NON PUO’ ASSOLUTAMENTE OBBLIGARE I CAF A SIMILI COMPORTAMENTI IGNOBILI!

Anche se l’atto è firmato da due dirigenti, la scelta di porre un costo a carico dell’assegnatario è fortemente contestabile per due motivi:

  • Obbligatorietà dell’adempimento: Il censimento è un obbligo di legge per l’inquilino (pena la decadenza dell’alloggio o l’applicazione del canone massimo). Imporre un costo obbligatorio per adempiere a un dovere amministrativo contrasta con il principio di trasparenza e accessibilità della Pubblica Amministrazione. [1, 2]

  • Eccesso di potere o violazione dei regolamenti regionali: I regolamenti regionali sull’edilizia pubblica stabiliscono spesso che le anagrafi e i controlli reddituali debbano essere svolti senza oneri aggiuntivi per le fasce sociali protette. Un atto dirigenziale non può derogare o scavalcare una legge regionale o un regolamento sovraordinato.

Il nodo della Convenzione e del “Doppio Pagamento”

Se l’ente pubblico fa una convenzione e paga già un contributo al CAF per ogni pratica, quel contributo serve a coprire il costo del servizio. [1]

Se la delibera firmata dai dirigenti autorizza il CAF a chiedere ulteriori 11 euro + IVA all’inquilino, si crea una situazione anomala:

  1. Il CAF riceve soldi dall’ATER (fondi pubblici).

  2. Il CAF riceve soldi dall’inquilino (fondi privati).

Questo meccanismo scarica i costi di gestione dell’ente pubblico sulle spalle delle fasce sociali più deboli (gli assegnatari di case popolari), pur in presenza di un accordo formale.

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