LO SPACCONE DI YURI TROMBETTI E’ UNA VITA CHE SA QUESTE COSE E SE NE E’ SEMPRE FREGATO E ORA FA VEDERE CHE SCENDE DALLA MONTAGNA DEL SAPONE

TUTTO CIO’ CHE E’ SCRITTO IN TALE ARTICOLO E’ SAPUTO E RISAPUTO E IL SIG.TROMBETTI CONOSCEVA BENE  DA ANNI E LA SOTTOSCRITTA TALI COSE LE HA DENUNCIATE DA UNA VITA, TANT’E’ VERO CHE FACEMMO FARE UN ARTICOLO APPOSITO DI LEGGE PER LE SANATORIE DELLA LEGGE 33/87 ANCORA NON LAVORATE.

MA A TROMBETTI PIACE FARE GRAN CASSA PER FARSI PUBBLICITA’!

RISOLVA I PROBLEMI DEGLI ASSEGNATARI AI QUALI AVEVA PROMESSO IL CIELO PER FARSI DARE I VOTI, INVECE A COSTORO NEANCHE RISPONDE PIU’ AL TELEFONO!

E IL PD NON TENTI DI RIFARSI UNA VERGINITA’IN QUESTO MODO PERCHE’ CHI VENDE LE CASE ALL’ASTA DEVE SPARIRE DALLA SCENA POLITICA, MA SOPRATTUTTO CHE CONSENTE COME ZINGARETTI E VALERIANI CHE L’ATER DI ROMA FACCIA CONTRATTI DI AFFITTO CLIENTELARI A CHI NON NE HA DIRITTO COME LA MADRE DI UN UN NOTO POLITICO E AL FIGLIOCCIO DI UN NOTO GIORNALISTA I QUALI NON AVEVANO NESSUN TITOLO AD AVERE QUELLA CASA CON TANTO DI DECRETO DI RILASCIO MAI ATTUATO E CON TANTO DI SENTENZA DEL MAGISTRATO CHE CONFERMAVA PER IL PUPILLO DEL GIORNALISTA L’OCCUPAZIONE ABUSIVA E IL RILASCIO DELL’ALLOGGIO E DI QUESTO NE ERANO A CONOSCENZA TUTTI SIA NEL PD CHE ALLA REGIONE LAZIO.

E MO VONNO FARE I VERGINELLI IN CAMPAGNA ELETTORALE, MA PER FAVORE!!!!

Emergenza casa, a Roma 3000 sanatorie mai fatte: il comune non le lavora da 16 anni

Occupanti che vorrebbero regolarizzarsi in attesa dal 2006. Ce ne sono alcuni risalenti all”87. Il Pd: “Da settembre si cambia”. Ad oggi quasi 3.000 faldoni mai aperti

Alloggi popolari al Tufello (repertorio)

Interi uffici pieni di faldoni impolverati mai lavorati. Sono quelli relativi alle richieste di sanatoria inoltrate dagli inquilini delle case di proprietà del comune di Roma, occupanti abusivi – prima del 23 maggio 2014, quando è entrato in vigore il decreto Renzi-Lupi – che hanno deciso negli anni di regolarizzare la posizione. O almeno, ci hanno provato. A non riuscirci ad oggi sono ancora quasi 3.000 persone.

Il resoconto in commissione casa e patrimonio

I dati emergono dalla commissione casa e patrimonio di lunedì 29 agosto, durante la quale il presidente Yuri Trombetti ha relazionato le colleghe e i colleghi sullo stato dell’arte. Uno stato gravemente incompleto. Ci sono pratiche che si riferiscono alla ex legge regionale n.1 del 2020 (2.100) ma ancor peggio ce ne sono circa 800 riferite all’articolo 53 della legge n.27 del 2006. Sanatorie mai lavorate, con inquilini occupanti che in tutti questi anni si sono visti negare la residenza e l’allaccio delle utenze perché irregolari, nonostante il pagamento dell’indennità e la richiesta di essere messi in regola.

Ater ne ha lavorate un decimo, il comune nessuna

Da questa estate il Campidoglio ha deciso di metterci mano. E’ stato chiesto agli uffici di compilare un elenco, digitalizzarlo e inviarlo ad Aequa Roma, la società che nel 2018 ha preso il posto di Prelios, a sua volta successore di Romeo Gestioni. Si occuperanno di smaltire quelle del 2020, poi passeranno al 2006. Secondo quanto è emerso, l’Ater in questi anni ha ricevuto quasi 10.000 domande di sanatoria e ne ha lavorate 900, portandone a compimento 300. Il comune, invece, non ne ha lavorata neanche una. Per questo si è reso necessario un cambio di passo.

Indennità di occupazione: le novità in ballo per settembre

Un altro tasto dolente è quello relativo proprio all’indennità di occupazione, una sanzione che viene comminata all’occupante e che non tutti, ovviamente, corrispondono all’ente proprietario dell’immobile. La legge del 2020 stabiliva che, per tutti coloro che rientrano nei limiti di accesso, il  calcolo deve essere pari al canone Erp calcolato in base al reddito per un massimo di 5 anni, con una sanzione di 200 euro mensili ridotta del 10% per i nuclei con minori o del 20% se presenti minori con disabilità. “L’Ater ha interpretato la legge  – spiega Trombetti – chiedendo 200 euro per gli ultimi 5 anni di occupazione, ma il canone in base al reddito per gli anni precedenti. Questo, però, per diversi nuclei ha significato pagare anche 1.000 euro al mese, soprattutto in zone di più recente costruzione rispetto a quelle come Testaccio, Garbatella o San Saba. Sono arrivati arretrati fino a 100mila euro. Ma adesso in Regione stanno lavorando su una modifica che tenga in considerazione solo gli ultimi 5 anni per non creare discriminazioni tra nuclei di zone differenti. Noi purtroppo non abbiamo un quadro preciso della situazione contabile di ognuno, nei passaggi da Romeo a Prelios ad Aequa Roma ci siamo persi dei pezzi”.

Censimento dei redditi, il comune è fermo al 2015

“Un’altra novità che mettiamo in campo – prosegue il consigliere dem – riguarda il censimento delle situazioni reddituali degli inquilini. Innanzitutto la ampliamo anche agli occupanti interessati dalla sanatoria e poi riprendiamo a farla ogni 2 anni. L’ultimo è stato fatto nel 2017, ma mai inserito nei sistemi di Roma Capitale, riferito ai redditi del 2015 e del 2016. Quindi in sostanza c’è gente oggi, a distanza di 5 anni dall’ultimo censimento, paga in base a quanto guadagnava 7 anni fa. E comunque è stato un lavoro inutile, perché non ce n’è traccia. Adesso procederemo a risolvere questa stortura. Da settembre si lavora su tutto questo dossier”.

Ma non solo. Addirittura ci sono occupanti che aspettano la sanatoria da 35 anni. Sono quelli relativi alla legge 33 del 1987. Un numero ancora non definito, ma ci sono. Chissà, di loro, chi è ancora vivo.

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