Il Blitz al Casilino 900

Finalmente qualcosa si muove, noi l’avevamo detto sia al Sindaco che all’assessore Belviso all’incontro avuto con l’associazione alla fine di Ottobre, che all’interno del casilino 900 non c’erano solo povera gente. Le nostre battaglie sono servite a qualcosa, vorrei ricordare a tutti il Consiglio straordinario indetto dalla sottoscritta quando era Presidente del Consiglio dell’8 Municipio e da tutti i consiglieri della precedente consigliatura.
Ma va detto che qualcosa si è mosso grazie anche all’iniziativa del sig. Franco Pittigliani che quella famosa sera di sabato mi ha chiamato dicendomi:”non se ne po più ti prego Annamaria scendiamo tutti in strada”
E così abbiamo fatto il passaparola e ci siamo ritrovati tutti a difendere la nostra salute bloccando la P.Togliatti.
Ma per onestà intellettuale va detto che questa situazione sia dei nomadi che degli sfasci si è incancrenita anche per responsabilità politiche, perchè i maggiori responsabile a mio avviso sono i Presidenti del 7 municipio che hanno consentito il permanere di tale situazione, mettendosi a posto la coscienza facendo finanziare cooperative che dovevano lavorare nel campo per realizzare “l’integrazione”, purtroppo oggi possiamo dire solo che si sono spregati tanti soldi perchè è sotto gli occhi di tutti il fallimento.
Tutto ciò mi addolora, perchè in quel campo io ho visto tante persone innocenti costrette a vivere in quel modo solo perchè nate nel posto sbagliato, ho visto tanti bambini in mezzo all’acqua al freddo e alla sporcizia.
Oggi forse stiamo arrivando alla soluzione negli interessi di tutti e specialmente per quei nomadi che non sono ricchi che vivono di elemonise e di espedienti,se nessuno si metterà di traverso (ma ho timore che ciò accada) avranno una sistemazione modesta,ma dignitosa in un campo attrezzato e vigilato.
Ma vorrei ricordare a tutti che il problema degli sfasciacarrozze non è da meno, forse è ancora più grave per inquinamento, non vorrei che i nomadi vanno via e gli sfasci restano.
Annamaria Addante

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