Ater, sfida Regione-Comune per gestire 50mila case (L’APPETITO VIEN MANGIANDO)

L’INCAPACITA’ POLITICA HA CREATO TUTTO CIO’ OPPURE IL MALAFFARE DELLA POLITICA SULLE CASE POPOLARI CHE E’ SEMPRE STATO GESTITO DALLA SINISTRA!
INFATTI NON SI COMPRENDE IL MOTIVO PER CUI CON L’ENTRATA DELL’ICI LA REGIONE LAZIO NON ABBIA FATTO IMMEDIATAMENTE UNA LEGGE PER DARE LA NUDA PROPRIETA’ DEGLI ALLOGGI ATER AI COMUNI E DANDO LA GESTIONE ALL’ATER DI TUTTE LE CASE POPOLARI COMPRESE QUELLE DEL COMUNE, COME HANNO FATTO LE REGIONI INTELLIGENTI POLITICAMENTE!!!!

CAPIRAI L’INGORDIGIA DEL COMUNE E’ BEN NOTA SPECIALMENTE ORA!
MA SPERO E MI AUGURO CHE ROCCA FACCIA LA LEGGE GIUSTA E INTELLIGENTE!!!

Ater, sfida Regione-Comune per gestire 50mila case

diAndrea Arzilli

Entrambi gli enti puntano ad avere il controllo totale del patrimonio immobiliare dell’azienda regionale: una storia di burocrazia, finanza e politica

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Un palazzo dell’Ater in corso Trieste (foto: Benvegnù/Guaitoli/Leone)

 

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Quella delle case Ater con affaccio sulle elezioni è una storia che mette insieme burocrazia, finanza e politica in un intreccio di interessi tra amministrazioni: la dem in Campidoglio e quella di centrodestra sulla Colombo. In palio c’è il consenso. E il mezzo per accaparrarselo è l’enorme patrimonio immobiliare dell’Ater, circa 50mila tra case e appartamenti — in tutta la città: anche in zone di pregio come Prati, Centro e Garbatella — al centro di una battaglia che si combatte con carte bollate e ribaltoni legislativi allo studio di tecnici e avvocati.

Il debito da mezzo miliardo legato all’Imu

Con ordine. Del buco da oltre un miliardo e mezzo, circa un terzo è determinato dall’Imu non versata al Campidoglio perché, con tanta morosità, Ater negli anni non ha avuto la liquidità per pagare la tassa che le tocca in quanto proprietaria degli immobili: per il fisco capitolino le abitazioni sono tutte seconde case, quindi trattate con l’aliquota massima anche se il canone d’affitto, per altro molto spesso non pagato, parte da 7,50 euro al mese.

Il nuovo avviso del Campidoglio: 120 milioni del 2017

Per ora l’azienda regionale è riuscita a rottamare una delle cartelle arrivate dall’Agenzia delle entrate, quella relativa al 2016, e la rateazione è in corso. Poi, però, un mese fa è arrivato un altro avviso dal Campidoglio che, entro breve, può trasformarsi anch’esso in nuova cartella: «Ater deve 120 milioni relativi al 2017». All’appello, per il momento, mancano altri sei anni di conti non saldati che, in teoria, possono far lievitare il debito fino a 700 milioni. E, con questo incedere, sicuramente andrà così se non succederà qualcosa a cambiare scenario.

La battaglia con vista sulle elezioni

Cosa? Al di là dei rapporti istituzionalmente sereni tra sindaco Roberto Gualtieri e governatore Francesco Rocca, entrati in collisione finora solo sul Teatro di Roma, entrambi gli enti si preparano alla battaglia: la Regione sta mettendo a punto una legge che, al contrario di quella attuale, le consenta di gestire il proprio patrimonio senza doverlo affidare al Comune per le assegnazioni; e il Campidoglio, viste le criticità di Ater — crescenti anche a causa delle cartelle Imu —, chiede che gli venga trasferito tutto il parco immobiliare regionale in modo che «trovi soluzione anche il tema dell’Imu da corrispondere annualmente», dice l’autore della proposta, il consigliere dem in Regione Massimiliano Valeriani. «Vogliono il patrimonio Ater perché hanno finito i loro alloggi — spiega un tecnico della Regione — e per fare le assegnazioni dovrebbero prima sgomberare». Il che, in odore di elezioni Europee, sarebbe davvero troppo impopolare.

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