Ater, “Vendite illecite e la dirigenza copre i fortunati”
Attacco da membro del cda. L’ente: è stata applicata la legge
LA STRATEGIA DEL COMUNE, VENDESI PATRIMONIO PUBBLICO
Lo scandalo potrebbe scoppiare a proposito delle 1756 case vendute tra il settembre 2004 e il giugno 2006: semplificazioni e accelerazioni previste dalla Regione avrebbero favorito centinaia di persone che “senza diritti” avrebbero acquistato le case popolari “a prezzi irrisori”. L’accusa pesantissima è del consigliere Folgori: “Ho chiesto le liste delle compravendite, ma mi vengono negate. Forse è un elenco che scotta”. Nel mirino il presidente Prestagiovanni e il dg facente funzioni Bellia. Che replicano: “Dovevamo applicare la delibera, una commissione d’indagine sta verificando eventuali illeciti”. E sulla lista: “Non esiste, stiamo elaborando i dati incrociando le informazioni a disposizione”. I costi alti della presidenza. E il caso del notaio radiato dall’albo DI DANILO CHIRICO
Fuoco amico – e accuse pesantissime – sull’Ater di Roma. Secondo un consigliere d’amministrazione centinaia di case popolari sarebbero state vendute “senza” che gli acquirenti ne avessero “diritto e a prezzi irrisori” attraverso la delibera regionale 571. Un caso che potrebbe riguardare 1756 case, vendute tra il settembre del 2004 e il giugno del 2006, grazie alla complicità di un notaio (poi radiato dall’albo) e con la collaborazione di un dipendente Ater. Un caso su cui è a lavoro una commissione d’indagine interna. A sollevare il polverone è il consigliere d’amministrazione (area centrodestra) della stessa Ater Enrico Folgori. Che spara a zero contro il presidente dell’ente Bruno Prestagiovanni (anche lui di area centrodestra) e il direttore generale facente funzioni Massimo Bellia. Che si difendono: “Non potevamo che applicare la delibera 571”, perché era operativa. E se ci sono stati degli illeciti “sarà la commissione di indagine che noi abbiamo voluto a chiarirlo: i risultati dovremmo averli entro ottobre”.
L’ATTACCO DI FOLGORI – Quale che siano i fatti – e quali che siano le ragioni che hanno spinto Folgori a sollevare il caso – pesa in una città come Roma (con l’emergenza abitativa ai massimi livelli) che non ci sia la massima trasparenza sulla vicenda che riguarda 1756 abitazioni e su eventuali privilegi che sono stati applicati. Attacca il membro del cda: “L’Ater Roma sta vivendo una crisi oramai cronica, causata da passate gestioni molto allegre, caratterizzate da pressappochismo e mancanza totale di managerialità. E’ a loro, quelli che furono presidenti, direttori generali e commissari straordinari che dobbiamo l’attuale drammatica situazione economico patrimoniale”. L’accusa è di avere “sempre pensato alle Ater come aziende da politicizzare per il proprio tornaconto personale”. Dice Folgori: “Ad oggi le imposte vengono determinate senza neanche avere lo straccio di un bilancio approvato, peraltro bocciato dal collegio dei revisori nella fase preliminare; vengono bandite gare senza la relativa copertura, si utilizzano fondi di decine di milioni di euro destinati per stanziamenti di ordinaria amministrazione per coprire i buchi lasciati da cattive gestioni”. “A tutto ciò è ora di dire basta – aggiunge – proporrò nelle prossime ore un crono-programma dettagliato all’attenzione dei colleghi del Cda confidando nella loro buona fede e nella volontà di perseguire il bene dell’azienda, nel quale verranno evidenziati i punti salienti che, se accettati potranno, determinare una volta per tutte il rilancio strategico economico dell’Ater Roma”.
“TROPPO ALTI I COSTI DELLA PRESIDENZA” – Folgori suggerisce di valorizzare il patrimonio con la spending rewiew visto che il patrimonio vale “almeno 20 miliardi di euro”, ma chiede che questa fase di rilancio escluda “coloro che hanno contribuito allo sfascio attuale”. E affonda i colpi contro Prestagiovanni: “Credo che sia fondamentale partire da una spending review interna che non può non tenere conto dell’enorme costo annuale della presidenza: alla segreteria personale, con 3 dipendenti interni e altri 4 esterni che costano solo loro all’Ater Roma circa 220.000 euro annue, in più dobbiamo contare il portavoce personale da 3.600 euro mese, l’auto blu con autista oltre ad una voce di bilancio personale per spese di rappresentanza. Chiedo al presidente Prestagiovanni di tagliare immediatamente queste spese che costano all’Ater Roma circa 400.000 euro all’anno senza contare il suo stipendio che mi risulta essere molto elevato”. Su questo Prestagiovanni, reduce da un piccolo intervento chirurgico, spiega a Paese Sera: “I costi non sono quelli indicati da Folgori, per esempio sul portavoce. Forse qualcuno nel cda voleva l’assunzione di due addetti stampa – aggiunge – comunque quando sono arrivato come commissario ho portato con me alcune persone per fare meglio il mio lavoro”. “Sui costi della presidenza – chiarisce – farò presto delle osservazioni”.
IL CASO DELLA 571 – Poi Folgori cambia obiettivo e prende di mira il direttore generale facente funzioni, Massimo Bellia, spiegando di avergli chiesto da circa 3 mesi “di avere la lista delle compravendite effettuate dall’Ater Roma che hanno beneficiato della delibera regionale 571, ovvero la stessa utilizzata da un dipendente dell’azienda per l’acquisto di un immobile di proprietà dell’Ater Roma ad un prezzo irrisorio”. Un caso che ha provocato la nascita di una “commissione di indagine interna” e che secondo il consigliere avrà anche delle conseguenze giudiziarie. In pratica, secondo il membro del cda, la legge 571 non doveva essere applicata per centinaia di casi visto che si tratta di una delibera “vergognosa” che persino “Il Consiglio del Notariato ha giudicato non applicabile” diffidando “tutti i notai” dall’applicarla. Un solo notaio ha ignorando la diffida (oggi è stato radiato “ma non so se per questa ragione”, precisa Bellia) “coadiuvato da un assistente – insiste Folgori – che sembra sia parente stretta di un personaggio dell’ufficio vendite dell’Ater, avvantaggiando cosi centinaia di persone che hanno in questo modo compiuto un illecito”.
“LA LISTA CHE SCOTTA” – Attacca ancora Folgori: “Ebbene ad oggi di quella lista non c’è nessuna traccia: la direzione generale – accusa – mi dice che il dirigente preposto a tale compito si rifiuta di consegnarla. Chi si vuole coprire? Chi sono i ‘fortunati’ beneficiari di tale vantaggio, quello di aver acquistato un immobile delle case popolari senza averne diritto e a prezzi irrisori? Evidentemente è una lista che ‘scotta’ a tal punto che mi hanno segnalato la presenza di un dirigente così zelante – sottolinea – da penetrare negli uffici dell’azienda addirittura il 15 agosto scorso per trafugare chissà quali misteri. Ho chiesto alla direzione di recuperare le registrazioni del sistema di video sorveglianza per identificare il dirigente zelante e assicurarlo alla giustizia”. Una storia, quella del 15 agosto, “che mi fa sorridere” spiega il presidente Prestagiovanni. Una storia “che non è vera”, aggiunge il direttore generale Bellia “visto che il nostro sistema di allarme e l’istituto di vigilanza, dopo verifica, ci hanno detto che nessuno era dentro gli uffici quel giorno”.
LA REPLICA – “La delibera 571 andava applicata perché fino a quel momento non era stata osservata. Si sarebbe potuto fare un ricorso al Tar che non spettava a noi. Scaduti i termini, non ci restava che applicarla”. E’ categorico su questo il presidente Prestagiovanni: “In ogni caso è a lavoro una commissione d’indagine che accerterà eventuali responsabilità”. Quanto agli atti di gestione, spettano al direttore generale al quale il presidente dice di avere chiesto lumi. Bellia: “La delibera doveva essere applicata – sottolinea – forse conteneva degli aspetti di non liceità, ma non è stata impugnata. Per cui, come ci ha detto anche l’avvocatura a cui avevamo chiesto il parere, non potevamo fare altro che applicarla”. E spiega: “La 571 serviva ad avviare un processo di accelerazione delle procedure di vendita – sottolinea – anche se non si trattava degli assegnatari, per situazioni particolari. Era un modo per fare fare cassa alle Ater che erano in difficoltà economiche”. Una procedura, ferme restando le due normative 560 e 42, che “anche in noi aveva suscitato delle perplessità e che pure siamo stati costretti ad applicare”. Insomma, secondo presidente e dg, se sull’applicazione obbligatoria ci sono state delle irregolarità (“se per tutti la delibera è stata applicata nello stesso modo”, precisa Bellia) sarà la commissione d’indagine interna (composta da tre dirigenti interni e due avvocati esterni) a stabilirlo “entro la fine di ottobre”. Due i casi da cui si è partiti: un dipendente che ha acquistato con la 571 e una che ha acquistato un appartamento che era stato occupato dalle figlie.
“LA LISTA CHE NON ESISTE” – La nota di Folgori di oggi non arriva certo come un fulmine a ciel sereno. Il dg se l’aspettava. Eppure “il 30 agosto ho risposto al consigliere – chiarisce – dicendo non che i dirigenti si rifiutano di fornire la lista, ma che la classificazione dei locali venduti viene fatta non in base alla delibera quanto piuttosto secondo la legge 560 o 42. E’ organizzato così il sistema informativo. Quindi bisogna aprire tutte le pratiche e verificare su tutto il venduto quando è stata applicata la delibera”. Per questa ragione, sostiene Bellia, “la lista non esiste”, le verifiche della commissione “sono fatte a campione” e “noi stiamo lavorando per l’elaborazione complessiva dei dati”. Insomma, “nessuno vuole tenere nascosto niente”. Adesso le polemiche. E la necessità di rilanciare l’Ater. Poi i risultati dell’indagine e l’eventuale intervento della magistratura.
Annamaria Addante commenta
La cosa che non capiamo è perchè il dott.Mari responsabile di tutto ciò è ancora al suo posto,questo ci deve spiegare Prestagiovanni e il dott.Bellia,è troppo protetto politicamente? Ma è possibile sopportare ancora queste cose?
Abbiamo chiesto al direttore un incontro specifico per le vendite,ma sembra che il dott.Mari si rifiuti di farlo,ma chi comanda dentro questo benedetto Ater di Roma? Questa è la domanda che facciamo al Prestagiovanni e al Direttore Bellia e speriamo che ci diano una risposta rapida.
In merito alla 571 la delibera l’Ater non doveva applicarla perchè illeggittima in quanto una delibera non può modificare le leggi e questo ha fatto la 571, e il dott.Mari che l’ha applicata lo sapeva bene,in quanto un dirigente o un funzionario se nell’applicazione di una norma si avvede che è in contrasto con altre norme ha l’obbligo di segnalarlo.
Noi come associazione lo abbiamo fatto subito,sia alla Regione,sia all’Ater,ma non ci hanno ascoltato per fortuna è intervenuto l’ordine del notai e la delibera fu bloccata.
Ma su questo punto ci ritornerò più dettagliatamente.
di Danilo Chirico

Ciao Annmaria scusa si ti disturbo per un problema personale ma visto che non riesco a venirne a capo volevo chiederti se tu sai come funziona la procedura.
Mio padre vive in una casa Ater ex IACP, fino al settembre 2011 io vivevo con lui. Il 29 settembre sono uscita di casa facendo un cambio di residenza. Subito dopo ho telefonato al Call Center dell’Ater per avere un appuntamento con l’uffiicio di zona, Via Titano, per avere il canone aggiornato.
L’appuntamento mi è stato dato dopo svariate telefonate per aprile 2012. Mio padre è andato fornendo il suo reddito, pensione sociale, e dichiaranto che mia sorella che vive con lui è dispccupata. L’incaricato ha fatto delle storie perchè mia sorella è sposata, ma suo marito non ha la stessa residenza. Mio padre ha poi dichiarato che se il problema era il reddito di suo genero, avrebbe potuto fornirlo senza problema essendo anche lui disoccupato.
Dopo qualche giorno l’inacaricato di Via Titano ha tel a mio padre dicendo che avrebbe dovuto parlare con la responsabile e si sarebbe fatto vivo lui. Da allora più nulla. Io ho chiamato più volte il Call Center per capire perchè non abbassavano il canone e mi rispondevano che a loro la pratica risultava chiusa ma non sapevano dirmi perche non veniva aggiornato.
L’ultima telefonata mi è stato detto che sarebbe avvenuto a fine anno con il conguaglio. Tu sai come fuinziona? Dopo quanto hanno l’obbligo di farlo?
Grazie mille non so più come fare anche perchè si rifiutano di darci un altro appuntamento con Via Titano dicendo che loro possono solo fare segnalazioni.
Laura
Annamaria Addante risponde
Ho girato la sua richiesta direttamente alla dirigente aspettiamo la risposta.
Ciao Annamaria ti volevo fare una domanda. Nel 2006 a mia madre assegnataria di una casa ex IACP arrivò una lettera di richiesta arretrati morosità con la possibilità di aderire ad una transazione ed avere una riduzione del debito in basa ad una Legge Regionale.
Solo oggi io sono venuto a conoscenza di questa lettera alla quale mia madre non rispose per nulla perchè ci è arrivata una seconda lettera con richiesta di detti arretrati.
Sai sei oggi si può chiedere ancora in base a quella legge quella riduzione di debito o è caduta in prescrizione. Grazie
Annamaria Addante risponde
Mi puoi inviare la lettera perchè devo capire queste morosità da quando partono,o mi vieni a trovare in associazione o mi chiami al cell.3394581140
un notaio può trasferire la proprietà di uno stabile in regime di edilizia convenzionata ad una s.r.l.? Vale sempre il principio enucleato dai Giudici delle Leggi nella sentenza 486/1992
bisogna sapere la motivazione che adduce e il perchè