4 Giugno 2011 Hotel Aran
Relazione all’On.le Ciocchetti sull’Ater di Roma
On.le Ciocchetti, la ringraziamo per la possibilità data alla nostra Associazione di partecipare a questo convegno che riteniamo molto importante, vista la situazione in cui versano migliaia di assegnatari dell’Ater a seguito della gestione che ne è stata fatta in questi ultimi anni. E anche perché crediamo fermamente nell’opera sociale che tale azienda deve svolgere e che a nostro avviso dovrà essere trasformata in agenzia se vorrà perseguire tale indirizzo.
La nostra Associazione è nata nel 1992 a seguito della truffa messa in atto dall’allora Presidente dello IACP Leonardo Massa che ignorando completamente la legge 42/91 fece un accordo con una società immobiliare commissionandogli la vendita dei 10.600 alloggi autofinanziati.
Gli assegnatari ricevettero una lettera di acquisto del proprio alloggio con un prezzo che andava dai 200 milioni ai 300 milioni in base alla grandezza dell’alloggio, siamo nel 1992 erano prezzi di mercato.
Lascio a lei e a voi tutti immaginare cosa accadde,fu così che iniziai la mia battaglia insieme agli assegnatari contro questo abuso,per brevità vi dico che vincemmo la nostra battaglia e iniziarono le vendite e i prezzi furono accessibili per quasi tutti gli assegnatari.
Ma all’arrivo delle nuove lettere vi fu un altro problema gli assegnatari ex INCIS si videro arrivare la richiesta di pagamento di morosità enormi (dai 10 ai 20 milioni) per canoni non pagati, non capimmo cosa fosse successo visto che veniva prelevato direttamente sullo stipendio il canone.
La nostra Associazione affrontò il problema e riuscì a risolverlo grazie anche al Commissario straordinario che fu nominato dalla Regione Lazio dopo l’arresto del presidente Massa la dott.ssa Insenga, Cosentino, l’assessore Danese, l’assessore Schietroma e il Cons.Augello che si resero subito conto dell’enormità di tale richiesta e inoltre grazie all’operato della nostra Associazione che poté dimostrare che lo Iacp stava truffando gli assegnatari.
Infatti il Presidente massa per far quadrare i suoi bilanci invece di ridistribuire i soldi ricevuti per il pagamento dei canoni prelevati direttamente dalle buste paghe degli assegnatari, li fece risultare morosi.
La Regione approvò una legge la 36/96 che ripristinò giustizia nei confronti degli assegnatari Ex Incis e di questa legge ne beneficiarono tutti gli assegnatari,anche quelli veramente morosi, ma la Regione fece questa legge anche a seguito di quanto scritto dalla corte dei conti che affermò che quei debiti erano ormai prescritti, ma l’applicazione di questa legge ebbe un lungo calvario finchè una nostra denuncia non mise fine all’ostruzionismo.
La legge 36//96 ancor oggi non è stata applicata a tutti.Tant’è vero che la Regione Lazio per agevolare approvò la transazione sulla quale è meglio stendere un velo pietoso, per gli assegnatari ex INCIS è stata una truffa poichè li hanno considerati morosi e non erano morosi, chi non si è rivolto all’associazione purtroppo ha pagato morosità inesistenti.
La storia sarebbe molto lunga e complessa,ma non voglio tediarvi, ma andare subito al problema, anzi ai problemi poù importanti che ci interessano e per i quali chiediamo a lei on.le Ciocchetti un suo convinto e importante impegno.
Mi duole dirlo, perché per me è stato motivo di sofferenza e lo è ancora, ma purtroppo la gestione Appetecchia e la gestione Petrucci per gli assegnatari non è stata una gestione favorevole.
Il Presidente Appetecchia fece del tutto per non vendere gli alloggi, sapendo che l’Assessore Bonadonna era contrario alle vendite per credo politico,
Lo IACP fece del tutto per ostacolare le vendite, anche perché i dipendenti avevano paura che una volta venduto buona parte del patrimonio il loro destino sarebbe cambiato..
L’assessore Bonadonna cambiò la legge 33/87 con la legge 12/99 pensando così di risolvere i problemi delle occupazioni abusive aumentando a dismisura la multa,da 5mila euro a 20mila euro, il problema non si è risolto,a nostro avviso si potrà risolvere solo e unicamente se gli alloggi verranno assegnati con patto di futura vendita, come avveniva 20 anni fa.
Inoltre l’assegnazione con PFV fa risparmiare milioni di euro per le manutenzioni,che sono state un’altra piaga a causa sia dei sub-sub-appalti e sia per le manutenzioni senza controllo e eseguite male.
Bonadonna con la legge 12/99 inserì la norma che i figli una volta usciti potevano rientrare solo e esclusivamente se si erano separati legalmente.
Chi rimaneva vedovo, chi perdeva il lavoro, chi si ammalava gravemente o chi rientrava a seguito di trasferimento per lavoro, non poteva e non può più rientrare.
Oggi molti assegnatari risultano occupanti abusivi perché hanno fatto rientrare i figli.
questa fu la politica di Bonadonna. NO ALLE VENDITE; NO AL RIENTRO DEI FIGLI, questa politica purtroppo è stata perseguita anche da Marrazzo, perché nonostante che l’obbligo della separazione per il rientro dei figli fu tolto,la politica aziendale dell’Ater ha continuato a creare impedimenti per il rientro dei figli, si è inventata il contratto originario…,ma non solo se un figlio ha titolo al rientro se è sposato la moglie e i figli NO.
E automaticamente all’assegnatario gli arriva la lettera dall’Ater di rilasciare l’alloggio per cessione parziale di alloggio e automaticamente diventa occupante e gli applicano il canone sanzionatorio.
Ancora oggi, nonostante le nostre sollecitazioni ad applicare la legge e non ha interpretarla l’Ater continua imperterrita, nonostante le nostre richieste al Commissario Straordinario e all’assessore Buontempo di dare giuste direttive all’Ater, ma nulla è accaduto.
Con Storace le cose non migliorarono, l’unico beneficio fu l’abbattimento del 30% anziché del 20% per l’acquisto degli alloggi con la 560/93, a seguito delle pressioni fatte dalla nostra associazione nei confronti del cons. Augello che capì il problema perché se ne occupò ai tempi dell’Insenga con Cosentino Danese e Schietroma, ma quella fu un epoca felice per gli assegnatari, gli alloggi si vendevano e i figli non venivano cacciati.
Storace alla fine della legislatura approvò la delibera 571 che recò ulteriori danni, ma per fortuna fu annullata.
Ma i guai non finirono perché con l’accordo bipartisan trasformò lo IACP in AZIENDE con tutto quello che ne è derivato costi maggiori, ma per gli assegnatari nessun beneficio,anzi molti guai.
Come Associazione e non solo noi ma anche CGIL,CISL e UIL eravamo contrari,perché non si può aprire un’azienda con una montagna di debiti.
Con la venuta di Marrazzo pensavamo di aver risolto i nostri problemi,ma subito ci rendemmo conto che non fu così,il nuovo Assessore Astorre della Casa si interessò poco, per cui il Presidente dell’Ater potè agire tranquillamente, solo con la nomina di Di Carlo gli assegnatari ebbero uno spiraglio di luce,ma ormai l’Ater di Roma aveva dato la sua linea che era quella di ripianare i debiti e di vendere gli alloggi a prezzo di mercato per pagare i buffi che aveva anche con il comune.
Per risolvere tali problemi formulò una delibera a firma del direttore generale dell’ ater di Marazzo e Alemanno con la quale impegnavano il consiglio regionale a estrapolare dall’ERP gli alloggi del 2 e 17 municipio per poterli vendere a libero mercato, operazione non riuscita,perché la nostra Associazione si oppose fortemente,perché era una operazione ingiusta che creava discriminazioni tra soggetti uguali,in quanto circa la metà di questi alloggi era già stata venduta, inoltre la delibera era incostituzionale in quanto non può essere il Presidente della Regione che da indirizzi al Consiglio,ma semmai è il contrario.
Questa operazione era stata maturata dall’Ater che sosteneva che in quegli alloggi vi abitavano solo persone ricchissime, fu facilmente smentita.
Altra operazione a danno degli ex assegnatari è stata quella di ricomprarsi gli alloggi venduti ai legittimi assegnatari con la famosa delibera 36 del C.d.A.
La delibera riprendeva una norma della 513/77 mai applicata, che fu annullata dalla legge 560 che istituitì il pagamento del 10% della rendita catastale per estinguere il diritto di prelazione, Petrucci ignorò tale norma e in caso di vendita si ricomprava l’alloggio allo stesso prezzo che lo aveva venduto all’assegnatario, per rivenderlo l’ater a libero mercato, la nostra associazione intervenne e impedì la truffa.
Altro grosso problema che vorremmo porre alla sua attenzione On.le Ciocchetti è la situazione di migliaia di pratiche non evase a suo tempo con la legge 33/87 che con la nuova legge 12/99 rischiano di essere abusivi.
Infatti l’ater di Roma sta riesumando tutte queste pratiche e li considera occupanti abusivi, io vorrei solo ricordare a chi ha dato tali direttive di esaminare queste pratiche senza tenere conto che erano pratiche in regime di legge 33 vorrei ricordare che esiste una legge la 241/90 art.20 silenzio assenso che dopo tanti anni l’amministrazione non può più svegliarsi e applicare la legge 12/99, a pratiche che avevano diritto all’applicazione della 33/87,poiché l’amministrazione ne era a conoscenza, sia perché all’epoca era stato comunicato,ma anche perché sono sempre stati inseriti nei censimenti e anche perché a seguito di tali ingressi è stato anche modificato il canone.
Purtroppo tali direttive date con la Presidenza Petrucci continuano ancora a essere applicate,forse perché chi le emanava con Petrucci ora lo fa lo stesso con Prestagiovanni,anzi in un posto di maggiore responsabilità da Direttore generale.
La nostra associazione le chiede on.le Ciocchetti che sia ristabilita la certezza del diritto, anche perché vorrei ricordare che l’Ater di Roma ha ricevuto dalla Regione Lazio una nota dove veniva richiamata al rispetto della legge e a non interpretarle Attraverso circolari o delibere interne,ma nonostante anche pareri dell’ufficio legislativo della Regione Lazio, che inspiegabilmente sembra che non siano stati diramati agli uffici di zona, continua a perseguire le proprie interpretazioni come il rientro dei figli.
Quando si è insediata questa Giunta noi come associazione abbiamo preso contatti con l’assessore Buontempo,ma purtroppo non siamo riusciti a entrare in sintonia e ci viene il sospetto che questo sia accaduto non per volontà dell’assessore,ma perché sicuramente qualcuno dell’Ater aveva interesse che ciò accadesse.
On.le Ciocchetti, purtroppo l’Ater non applica le leggi,ma le interpreta a suo uso e consumo e continua a farlo per cacciare di casa gli assegnatari, la legge 2 del 2000 regolamento regionale della legge 12/99 dice chiaramente quali sono le proprietà e il valore catastale per il quale si perde il diritto all’alloggio,la legge è chiarissima,ma l’ater la interpreta a suo uso e consumo.
Il legislatore è stato chiaro ha scritto che se hai una proprietà che supera i centomila euro non hai diritto All’ASSEGNAZIONE, ASSEGNAZIONE e non VENDITA dell’alloggio,inoltre specifica anche che tipo di proprietà, infatti parla di rendita moltiplicata per cento che sono appartamenti box e cantine,poi indica i terreni edificabili e agricoli,ma per quelli agricoli dice testualmente che se c’è un’azienda o sono coltivati non vanno calcolati. Il legislatore ha voluto chiaramente tenere fuori altri fabbricati che possono essere strumenti di lavoro, come i locali e i capannoni.
Ma l’Ater di Roma interpreta e mette tutti dentro facendo la decadenza ha chi ha un locale che ci lavora e gli fa la decadenza dall’alloggio.
La nostra Associazione ha investito di ciò anche il Comune di Roma che era caduto nell’errore e ha effettuato le decadenze su quanto dichiarato dall’ater, oggi abbiamo circa 500 contenziosi con l’Ater di Roma di assegnatari onesti che hanno sempre dichiarato le loro possidenze,che hanno come proprietà il locale dove svolgono la loro attività lavorativa, questo Onle Ciocchetti non è giusto, l’Ater di Roma non può interpretare le norme le deve applicare e se ha dubbi lo deve chiedere al legislatore.
Le chiediamo attenzione su questa maledetta norma della legge 12/99 che consente a chi ha una proprietà la cui rendita catastale è inferiore ai 100mila euro, di avere una casa popolare in ASSEGNAZIONE e a noi non piace, la riteniamo ingiusta e impopolare, mentre riteniamo assurda l’interpretazione che fa l’Ater di Roma al momento della vendita dell’alloggio, che va a verificare se quell’assegnatario ha ancora i criteri per l’accesso e se nel frattempo ha ereditato un alloggio non compra e viene cacciato, dopo 50 anni che ha sempre denunciato la sua proprietà, ci appare assurdo,anche perché le leggi sulla vendita richiedono come requisito solo e unicamente la non morosità.
Io mi chiedo solo quale é la logica, quella di applicare la legge per l’assegnazione o applicare la legge per la vendita che come unico requisito ti chiede di essere stato assegnatario e di non essere moroso, ma non ti chiede se hai i requisiti per l’accesso.
forse una logica c’è recuperare più alloggi possibili e venderli a prezzo di mercato.
On.le Ciocchetti, siamo molto,molto preoccupati, poiché l’artefice di tutto ciò oggi ricopre l’incarico di direttore generale e non ci risulta che abbia cambiato idea in merito, ma chiediamo a lei con forza che la politica si faccia sentire e sia la politica a dire cosa fare.
Vorrei fare un altro piccolo inciso sul problema sanatoria.
Questa ultima sanatoria prevedeva che tutti coloro che erano abusivi al 20 novembre 2006 venivano sanati e il reddito per la sanatoria non doveva superare il reddito di decadenza, come sempre, ma cosa accadde?
Che a qualcuno questo reddito non stava bene e così, prima tentò in sede di coordinamento formale della legge dopo la votazione di cambiarlo,ma non ci riuscì, perché intervenimmo, anche perché i consiglieri avevano votato per la decadenza e non per l’accesso.
A luglio 2007 il presidente della commissione Carapella, modificò la legge per far cosa gradita all’unione inquilini e rifondazione, la legge venne modificata con il reddito di accesso.
Questa stupida modifica ha fatto sì che oggi abbiamo 4000 domande di sanatoria non approvate per poche decine di euro. E riteniamo ingiusto che questi non siano sanati, e a questi oggi ve ne sono aggiunti altri, occore trovare un metodo affinché le occupazioni cessino,costruire nuove case e darle in PFV.
Un’altra bestialità da correggere è l’indennità di occupazione che varia da quartiere a quartiere esempio a Laurentino si paga l’indennità circa 900 euro al centro di Roma paga circa 250 euro, vi sembra corretto questo parametro? L’indennità di occupazione non dovrebbe essere uguale per tutti?
E ho lasciato per ultimo,ma non lo considero ultimo, tutta la discussione che ha visto i nostri media molto impegnati sul prezzo di vendita degli alloggi,vorrei ricordare a tutti voi che tali prezzi erano al 1991 e al 1993 e non era così poco, 80mila euro a piazza Melozzo da Forlì,che oggi può far scandalo, quei 80mila euro nel 1991 erano 160 milioni, una cifra notevole e se lo IACP ieri e oggi l’Ater non sono capaci di vendere e ci impiegano 20 anni per vendere un alloggio, che colpa ne ha l’assegnatario, qualcuno potrebbe obiettare, ma oggi non sono niente 80 mila euro, ma non per tutti, ma quell’assegnatario in confronto a quello del suo stesso pianerottolo che invece ha comprato è stato danneggiato,perché ha continuato a pagare la pigione e se compra oggi e per motivi seri lo dovesse rivendere dovrà aspettare ancora 10 anni, questa è giustizia?
E poi vorrei fare solo una piccola osservazione gli stipendi dei lavoratori sono rimasti fermi con la lira come i prezzi degli alloggi e all’ora dov’è lo scandalo?
Ormai ci siamo abituati ogni 5 anni cambia giunta e si ricomincia da capo,ma ora diciamo basta,anche perché ci siamo tutti invecchiati e vogliamo chiudere questa partita per pensare al futuro,perché con il ricavato si potranno costruire nuove case che spero darete in patto di futura vendita e non più in locazione.
Vorrei sottolineare, inoltre, che la linea che l’azienda ha intrapreso fino ad oggi è in contrasto con le leggi vigenti e inoltre considerato anche la grave crisi economica che il nostro Paese sta attraversando, l’ater di Roma con la sua politica aziendale sta creando solo nuovi poveri e nuovi emarginati.
Io non credo che questa giunta abbia questa finalità, perché in campagna elettorale ha detto altre cose è stato detto che gli alloggi sarebbero stati venduti, non ho sentito da nessuno dire che i prezzi erano osceni e che occorreva cambiare la legge per aumentarli, queste parole lo ho sempre e solo sentite dall’ex Presidente Petrucci e dall’ex dirigente dell’area gestionale oggi direttore generale, donna capace intelligente,ma con una mentalità poco consona a tale ruolo, sicuramente dovuta alla sua esperienza in confindustria.
On.le Ciocchetti , riponiamo tutte le nostre speranze in lei e siamo convinti che non ci deluderà e gli assegnatari gli saranno riconoscenti.
Le alleghiamo i 10 punti essenziali per far si che l’assegnatario veda riconosciuti i propri diritti.
Il Presidente dell’Associazione Inquilini e Proprietari
Annamaria Addante
