Una delle tante storie dell’Ater di Roma, ma se questi sono i funzionari poveri noi

HO RIPORTATO LA STORIA CHE UN INQUILINO MI HA SCRITTO PER FARVI RENDERE CONTO CHE ALL’ATER DI ROMA SI RISPONDE PER ISCRITTO E SI DEVE PRETENDERE LA RISPOSTA PER ISCRITTO.

IN QUESTO CASO L’IMPIEGATO CHE CONOSCIAMO BENE  HA DETTO UN CUMULO DI CAZZATE, MA PER FORTUNA L’INQUILINO STAVOLTA ERA EDOTTO, ALTRIMENTI ERA FREGATO.

MI CHIEDO MA ALL’ORA TUTTI COLORO CHE NON SONO EDOTTI VENGONO FREGATI?

EBBENE SI,MA E’ UNA STORIA ANTICA DELL’ATER DI ROMA,PER CUI QUALSIASI LETTERA RICEVIATE NON ANDATE MAI DI PERSONA, MA SCIVETE RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO.

MI RACCOMANDO!

 

Una delle tante storie dell’Ater di Roma 

Un inquilino si reca su appuntamento a Tor Di Nona in quanto è stato chiamato dall’Ufficio di Morosità perchè risulterebbe a suo discapito una somma di circa 1300,00 e.

L’inquilino dopo aver ascoltato l’impiegato messo li a dare spiegazioni che sono al quanto frivole e senza un senso logico, gli fa presente che Lui stava al canone di 7,75 e., poi all’improvviso passa a circa 60,00 e. e poi improvvisamente ancora a 120,00 e…..l’impiegato spiega che i vari aumenti sono giustificati in quanto l’Ater presuppone che una persona non può vivere senza avere dei redditi e per cui si riserva di fare questi aumenti su una logica presupponevole e senza suffraggio amministrativo legale.

L’inquilino fa presente che ha avvisato la Sua Zona di Competenza in questo caso si parla della 5^ zona che i canoni sono stati aumentati nonostante i vari censimenti risultano tutti con reddito zero.

L’impiegata della 5^ zona da il consiglio di non pagare gli ultimi bollettini di 120,00 perchè avrebbero regolarizzato il canone in base all’ultimo censimento del 2016 su 2017, invece continuano a pervenire bollettini senza averli regolarizzati.

La presunta morosità infatti viene realizzata proprio per colpa dell’impiegata della 5^ zona.

A questo punto l’impiegato dell’Ufficio Morosità di Tor di Nona. L’impiegato dell’Ufficio morosità asserisce che comunque senza aver pagato la presunta morosità non si effettua la regolarizzazione del contratto, a quel punto l’inquilino gli fa presente che il contratto era dovuto dal 2007 epoca della sanatoria e o ggi siamo nel 2017 ben 10 anni di ritardo percui se fosse stato fatto nei tempi giusti una persona si trovava a pagare il giusto canone ogni mese.

L’inquilino a questo punto, rincara la dose, visto la incompetenza dell’impiegato, dichiarando che addirittura il calcolo del canone doveva essere fatto dalla sanatoria del 2000 nella quale aveva la positività della madre che orna non ci sta più e Lui in quella casa ha continuato a d abitarci pertanto si trattava di una semplice volturazione.

L’impiegato a quel punto ha perso il filo del discorso trovandosi davanti a persone preparate in materia e si è alzato ha chiamare la responsabile dell’Ufficio Morosità la quale, prontamente ha dato ragione all’inquilino, dicendo all’impiegato di rifare immediatamente il ricalcolo partando dal 2000 e visionando tutti i censimenti fatti fino ad oggi e portare la pratica in chiusura con il contratto.

Prima dell’intervento della responsabile, l’impiegato si è fatto sfuggire una annotazione che ha fatto adirare l’inquilino, praticamente asseriva che per pagare il canone a 7,75 € , era necessario far intervenire i servizi sociali che avrebbero dovuto certificare la situazione precaria dell’inquilino, questa annotazione presuppone che potrebbero esser interessati i figli minori. Una annotazione che non si è mai sentita da nessuna parte e non prevista da nessuna legge. Figuratevi l’inquilino come l’ha presa.

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