- di Vincenzo Malatesta
- Lunedì 13 Marzo 2017, 09:13
Le revisioni catastali a rischio incostituzionalità
La Consulta dovrà decidere se l’Agenzia delle Entrate possa intervenire aumentando le rendite catastali degli immobili attraverso il “riclassamento” A rischio incostituzionalità l’aumento di classe catastale delle abitazioni realizzato per microzone cittadine dai Comuni, in primis Roma ma anche Milano, Bari e Lecce. Sarà dunque la Consulta a stabilire se va cancellata o no la procedura di cui all’articolo 1 comma 335 della Finanziaria 2005, con cui l’amministrazione locale chiede all’Agenzia delle entrate di rivedere il livello di redditività di un immobile nelle aree urbane dove c’è uno scostamento significativo fra la media del valore di mercato e quello catastale. Dubbi di legittimità A dubitare della legittimità è un giudice della commissione tributaria regionale del Lazio, secondo cui la rivalutazione «massiva», cioè di tutti gli appartamenti di una determinata porzione di città, «colpisce indiscriminatamente senza alcuna verifica concreta» sul singolo immobile. Spara nel mucchio, insomma.
E con questa tecnica Roma Capitale ha messo nel mirino il 9 per cento del patrimonio immobiliare locale: la nuova rendita complessiva è salita da 470 a 594 milioni di euro. Valutazione per singola unità Non ha dubbi, ora, la Ctr Lazio: il riclassamento per microzone risulta in contrasto con gli articoli 3, 53, 97 della Costituzione, vale a dire con i principi di non discriminazione, capacità contributiva e imparzialità dell’amministrazione.
Attribuire la classe a un immobile «era e resta» un’operazione che interessa necessariamente una singola unità immobiliare perché va a «inquadrare identità, natura e qualità» del cespite.
Il collegio ricorre a un esempio: «Due vani senza cucina al quarto piano di un vecchio fabbricato» non possono cambiare accatastamento soltanto in base ai movimenti di mercato in zona perché – scrive il giudice relatore – «l’argento», per quanto possa subire sbalzi di prezzo, non può mai essere definito «oro». Insomma: secondo l’ordinanza non si può modificare a tavolino il tasso di redditività di un immobile senza che i locali siano stati ristrutturati o abbiano beneficiato di lavori di risanamento.
La revisione produce effetti sulla tassazione È vero, cambiare la classe catastale dell’abitazione non rappresenta un vero e proprio atto di imposizione fiscale, ma incide comunque sulla rendita e produce effetti sulla tassazione diretta e locale: attribuisce infatti all’immobile un nuovo parametro di produttività. E il fisco può portare a termine l’operazione senza compiere un sopralluogo nell’appartamento. L’iter, poi, mette il contribuente a rischio disparità di trattamento: il Comune potrebbe ad esempio chiedere alle Entrate di intervenire su alcune microzone della città invece che su altre. Non resta dunque che attendere la risposta della Corte costituzionale, su di una questione seguita con attenzione da Confedilizia.
Addio alle case “ultrapopolari” È stato massiccio a Roma il processo di revisione realizzato con gli strumenti della Finanziaria 2005, che comprendono il comma 336, relativo agli appartamenti il cui valore è aumentato grazie a una ristrutturazione .
In particolare, soltanto grazie all’alleanza tra Comune e Agenzia fiscale, scompaiono le case «ultrapopolari»: da 1.800 ne restano 28. Le «popolari» scendono da 38 mila a 5 mila, quelle di tipo «economico» da 21 mila a 6 mila. Le zone più colpite dalle variazioni della rendita sono: Centro storico (29.179 unità immobiliari); Salario-Trieste (22.768); Delle Vittorie-Trionfale (20.632), Parioli (20.059).
Valori anomali I risultati complessivi dell’operazione? Circa 30 mila immobili diventano «abitazioni civili» entrando in categoria A/2, delle quali 20 mila provenienti dalla modesta A/4. Su 224 mila unità esaminate in 17 microzone della città il classamento catastale cambia per ben 175 mila con un incremento della rendita stimato in 123 milioni di euro. Nel territorio dell’Urbe su 237 microzone sono risultate anomale nel rapporto fra valori catastali e prezzi di mercato: centro storico; Aventino; Trastevere; Borgo; Prati; Flaminio 1; XX Settembre; Monti; San Saba; Testaccio; Gianicolo; Delle Vittorie-Trionfale; Flaminio 2; Parioli; Salario Trieste; Esquilino; Ville dell’Appia.
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GIU’ LE MANI DALLE CASE POPOLARI, NON POTETE MODIFICARNE LA RENDIITA A VOSTRO PIACIMENTO E NON POTETE VENDERLE A PREZZO DI MERCATO PERCHE’ E’ INCOSTITUZIONALE, LA POLITICA TIRI FUORI LE PALLE E VENDA GLI ALLOGGI POPOLARI AI PREZZI STABILITI DALLE LEGGI VIGENTI, ANCHE PERCHE’ LO STATO E LE REGIONI NON POSSONO LUCRARE SU TALI IMMOBILI, INOLTRE SONO ISCRITTI AL BILANCIO DELL’ATER AL PREZZO REALE DI COSTO, COSTO CHE NON E’ STATO MAI AGGIORNATO CON L’AUMENTO ISTAT.
PER CUI GIA’ OGGI DEBBONO PAGARE ALLO STATO IL PLUS VALORE OGNI VOLTA CHE VENDONO UN ALLOGGIO POPOLARE PERCHE’ STORACE HA AVUTO LA DEMENZIALE IDEA DI TRASFORMARE GLI IACP IN AZIENDE.
MA COME SI PUO’ FARE UNA COSA SIMILE? UN’AZIENDA DEVE AVERE PROFITTO SI PUO’ AVERE PROFITTO SUL SOCILAE?

Non solo, gli inquilini delle case Ater costruire negli anni 80 si stanno accorgendo che e’ stata assegnata loro una categoria catastale (A2 )che forse all epoca poteva avvicinarsi ai criteri di cui parla la legge ma a leggerla bene nemmeno tanto(A2 alloggi residenziali rifiniti ecc…), parliamo di palazzoni in cemento senza balconi…categoria catastale che nel tempo nessuno ha provveduto a declassare per ovvi motivi; paghi un canone piu alto, il sanzionatorio e’ di conseguenza altissimo e possono vantare a bilancio del plus valore senza contare che potrebbero vendere gli appartamenti oltre i 120/130000 euro, vedi le case A2 in zona decima.Gentile dottoressa il problema e’ coordinare gli inquilini in un comitato ad esempio o un avvocato capace che sposi la causa.Grazie
NON SERVE IL COMITATO Perché ESISTE LA MIA associazione CHE SI è SEMPRE PRESA CURA DI CIO’ SERVE SOLO LA VOLONTA’ DEGLI INQUILINI E L’AVVOCATO LO ABBIAMO GIA’
NON POSSO COSTRINGERLI A FARE UN QUALCHE COSA DEBBONO ESSERE LORO A CHIEDERE DI RISOLVERE IL PROBLEMA PERCHE’ A/2 è UNA VERA ESAGERAZIONE
Certamente, sappiamo che Voi siete ben attrezzati.per comitato intendo dire riuscire a fare un gruppo di persone nella stessa situazione per riuscire a ridurre le eventuali spese legali.Grazie le faremo sapere presto.
OK!