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ECCO UN’ALTRO SCHIAFFO ALLA POVERTA’ E IL PD TACE!!! IL PD OGGI SOLO CHIACCHIERE E NIENTE FATTI!
Da quartiere popolare a residence con piscine e centro commerciale: variante dopo variante, il bluff del bando per l’emergenza casa a Roma

Siamo in zona Colli Aniene, periferia est della Capitale, in un fazzoletto di terra di quasi 70mila metri quadri fra il tronchetto cittadino dell’A24 e la via Collatina. Un’area per lo più industriale, tra l’altro riconoscibile dall’autostrada perché vi campeggia una torre per la misurazione del gas “firmata” dal noto street artist Geco. Il terreno fu acquistato all’inizio degli anni Duemila dalla società Cos 91 srl (oggi Cos 2006),(SINDACO VELTRONI) guidata dal costruttore Nazareno Gianni. Il 16 gennaio 2006 la Cos partecipa a un bando del Comune di Roma per la realizzazione e la cessione a titolo gratuito al Campidoglio di alloggi da destinare all’emergenza abitativa. Il programma del Comune prevedeva la possibilità di costruire anche laddove – come in questo caso – la destinazione d’uso dei terreni fosse non residenziale, così da soddisfare la richiesta di case popolari senza toccare il piano regolatore. Il progetto presentato dalla Cos prevedeva un totale di quasi 150mila metri cubi. Di questi, circa 136mila mc erano destinati a residenziale – a conti fatti circa 600 alloggi – e i restanti 11.300 mc avrebbero previsto immobili a destinazione commerciale e turistico-ricettivo.
Il 20 dicembre 2007 però cambia qualcosa. In quella data il dipartimento Programmazione del territorio del Comune di Roma deposita presso la Conferenza di servizi interna un parere in cui si chiede una nuova “proposta progettuale” che preveda un “mix funzionale dove almeno il 40%, pari a circa 54mila mc dell’intervento venga destinato a funzioni non residenziali (…) e il rimanente 60%, pari a circa 82mila mc possa essere destinato alla residenza anche in considerazione della finalità legata all’emergenza abitativa”. Uno stravolgimento da compiere “anche” in considerazione, dunque, e senza vincoli apparenti alla finalità originaria, ovvero l’emergenza abitativa. Il motivo? Secondo i tecnici del Comune “l’intervento è comunque destinata, dalle previsioni urbanistiche, alla edificazione, anche se di tipo industriale”. Così appena 4 giorni dopo il deposito della lettera, il 24 dicembre 2007 – la Vigilia di Natale – la Cos presenta il nuovo progetto adeguato ai desiderata del Comune.
Cosa accade poi? Il progetto Cos prosegue l’iter delle approvazioni. La Conferenza dei servizi si chiude il 6 luglio 2011 con la variante urbanistica che individua i 600 alloggi da realizzare, di cui però solo il 30% (circa 180 nuove unità abitative) da destinare all’emergenza abitativa, per un valore di 8 milioni di euro da acquisire al patrimonio capitolino. Il 18 giugno 2013, poi, la Regione Lazio pubblica sul Bur (la “Gazzetta ufficiale” regionale) l’accordo di programma con il Comune col quale si approva il progetto. Tutto pare filare liscio fino al 12 aprile 2017, quando Acea blocca il progetto e chiede un’ulteriore modifica affinché venga rispettata la “corretta distanza” dal vicino elettrodotto. Si arriva così al 7 maggio 2021, con la Giunta capitolina che approva la delibera definitiva. Ecco però l’ennesima modifica: l’atto rimodula ancora una volta il rapporto tra cubature residenziali e commerciali, “su richiesta del proponente”, “in coerenza con le attese della domanda immobiliare” e “in considerazione di dover comunque rivedere l’impianto urbanistico del comprensorio”.
Com’è il progetto ora? Semplice: gli alloggi da destinare all’emergenza abitativa da 600 sono diventati appena 33. E quello che doveva essere un complesso di case popolari adesso viene definito “Residence Le Naiadi”, dove un bilocale al primo piano costerà 213mila euro e un trilocale (salone, due camere, cucina e bagno) al quarto piano sarà messo in vendita a 500mila euro. Affianco al complesso, sorgerà poi un centro commerciale che ospiterà – come si apprende dal sito “Residenze Immobiliare” – un nuovo Leroy Merlin. Di “edilizia sociale” non c’è rimasto quasi niente. “Si richiede una nuova riflessione sull’opportunità del progetto, in particolare se lo stesso risponda ancora ad un interesse pubblico”, affermano nelle loro interrogazioni i consiglieri capitolini Fabrizio Santori (Fratelli d’Italia) e Yuri Trombetti (Pd). In fondo, a Roma, si è sempre fatto così. (MA CHE CAVOLO DICE TROMBETTI CON VELTRONI IL PROGETTO ERA PER FARE CASE POPOLARI E’ CON ALEMANNO CHE GLI UFFICI HANNO CAMBIATO IDEA COME MAI?
PERCHE’ MARINO NON LO HA BLOCCATO? NEANCHE LA RAGGI, MA VOI VISTA ANCHE LA GRAVE SITUAZIONE ABITATIVA DI OGGI PERCHE’ NON AVETE IMPEDITO STO SCHIFO?
ANZICHE’ DIRE : Yuri Trombetti (Pd). In fondo, a Roma, si è sempre fatto così.
L’ATER DI ROMA PER GLI AMICI DEGLI AMICI FA TUTTO, INVECE PER I NORMALI CITTADINI RIGIDITA’ ESTREMA!
QUESTO POVERO FIGLIO SI TRASFERISCE DAL PADRE PER ASSISTERE LA ZIA GRAVEMENTE MALATA E IL PADRE ANZIANO, MA PURTROPPO DATA LA GRAVE SITUAZIONE CHE C’ERA IN CASA NON SI E’ PREOCCUPATO PIU’ DI TANTO ANCHE PERCHE’ IL PADRE LO AVEVA RASSICURATO PERCHE’ ERA ANDATO ALL’UFFICIO DI ZONA PER CHIEDERE E GLI AVEVANO DETTO CHE SI NON VI ERA PROBLEMA PER CUI TUTTO A POSTO. (IL FIGLIO E’ ENTRATO IL 28/12/2006. IL PADRE E’ DECEDUTO L’11/11/2008)
VORREI TANTO SAPERE COME CAVOLO FA FOLLEGA O CHI PER LUI A SCRIVERE:“SI CONFERMA CHE L’ASSEGNATARIO NON HA COMUNICATO AD ATER L’AMPLIAMENTO DEL NUCLEO FAMILIARE A SUO FAVORE NEANCHE ATTRVERSO LE DICHIARAZIONI RESE DAL MEDESIMO, ANCORA IN VITA, NEL CENSIMENTO ANAGRAFICOREDDITUALE ANNO 2006,PRESENTATO IN DATA 17 GENNAIO 2007 QUINDI SUCCESSIVAMENTE AL SUO RIENTRO ANAGRAFICO AVVENUTO IN DATA 28 DICEMBRE 2006.
MI VIENE UN DUBBIO IL DOTT.FOLLEGA LA CONOSCE TALE NOTA?
PERCHE’ TEMO PROPRIO DI NO ESSENDOCI LA SUA FIRMA DIGITALIZZATA NON VORREI CHE L’HANNO MESSA AUTOMATICAMENTE L’UFFICIO CHE HA SCRITTO TALE NOTA, PERCHE’ TALE NOTA DIMOSTRA SOLO L’IGNORANZA E L’INCAPACITA’ GESTIONALE DI TALE UFFICIO RETTO E GESTITO DAL DOTT.FOLLEGA!
INOLTRE PER LEGGE DOVREBBE ESSERCI LA SIGLA DI CHI L’HA SCRITTA O CI SONO I FANTASMI ALL’ATER?
QUESTI GENI CHE HANNO SCRITTO TALE LETTERA DOVREBBERO SAPERE CHE IL CENSIMENTO 2006 CONSEGNATO IL 17 GENNAIO 2007 RIGUARDA I REDDITI DEL 2005, PER CUI IL FIGLIO IN QUEL CENSIMENTO IL PADRE NON POTEVA METTERCELO IN QUANTO IL FIGLIO HA PRESO LA RESIDENZA DAL PADRE IL 28 DICEMBRE 2006 E IL CENSIMENTO DEL 2006 CONSEGNATO A GENNAIO 2007 RIGUARDA REDDITI E SITUAZIONE DEL 2005!!! O VE LO SIETE SCORDATO?
PER CUI AVETE SCRITTO UNA GRANDE CAZZATA CHE VI INVITO AD ANNULLARE IN AUTOTUTELA!!!!!!
DAL 2008 CHE E’ DECEDUTO IL TITOLARE L’ATER DI ROMA SI SVEGLIA DOPO BEN 16 ANNI?
E SOLO PERCHE’ VI E’ STATO INVIATA RICHIESTA IN DATA 19/03/2021PACE GIUSEPPE 1 (1) VOI DOPO CIRCA 2 ANNI RISPONDETE NEGANDO IL SUBENTRO?
E ALLORA PERCHE’ AVETE MESSO LA BOLLETTA DEL CANONE A NOME SUO SE NON NE AVEVA DIRITTO?
MA VI RENDETE CONTO DI CIO’ CHE FATE?
ANCHE PERCHE’ ESISTE IL SILENZIO ASSENSO O NON LO SAPETE?
In diritto amministrativo, il termine “silenzio assenso” indica la procedura per cui, in assenza di risposta a una richiesta di autorizzazione per un certo periodo, l’omissione di risposta da parte dell’autorità equivale a un implicito accoglimento.
Qualora l’amministrazione ravvisi altre irregolarità che impediscono il formarsi del silenzio assenso, l’amministrazione deve notificare all’interessato il c.d. preavviso di diniego,
QUNDI CARO FOLLEGA OLTRE A TIRARE LE ORECCHIE A CHI HA SCRITTO TALE BAGGIANATE, TI INVITO A REGOLARIZZARE IN TEMPI RAPIDI TALE VOLTURA DI CONTRATTO!
Art. 12
(Subentro nell’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all’assistenza abitativa e ampliamento del nucleo familiare)
- Fatto salvo quanto previsto dai commi 2 e 3, in caso di decesso o negli altri casi in cui l’assegnatario non faccia più parte del nucleo familiare, subentrano nell’assegnazione i componenti del nucleo familiare di cui all’articolo 11, comma 5 originariamente assegnatario o ampliato ai sensi del comma 4, secondo l’ordine stabilito nel citato articolo 11, comma 5.
- L’ampliamento del nucleo familiare fino al secondo grado non necessita di specifica autorizzazione ed è comunicato all’ente gestore entro trenta giorni dal verificarsi delle ipotesi di cui al comma 4. L’ampliamento del nucleo familiare può essere, inoltre, accertato d’ufficio dall’ente gestore, in ogni momento, ove risulti dalla consultazione dei dati forniti in sede di censimenti anagrafici e reddituali effettuati dall’ente medesimo. Il soggetto che entra nel nucleo in seguito ad ampliamento assume nei confronti dell’ente gestore, a decorrere dalla data di ingresso, gli stessi obblighi dell’assegnatario originario. In caso di comunicazioni non veritiere, l’ampliamento non produce effetti ai fini dell’eventuale subentro. Se l’ampliamento determina la perdita dei requisiti soggettivi di cui all’articolo 11, l’ente gestore dichiara la decadenza dall’assegnazione. (37)(54)
ART.3 DEL REGOLAMENTO REGIONALE N.2 DEL 2000
- In caso di decesso del richiedente o negli altri casi in cui il richiedente non faccia più parte del nucleo familiare, subentrano nella domanda i componenti del nucleo familiare stesso, secondo l’ordine stabilito dall’articolo 11, comma 5 della l.r. 12/1999.
PAROLE! PAROLE! PAROLE! MA I FATTI QUANDO?
Le politiche abitative non c’entrano nulla col fabbisogno reale: a questo punto abolite le graduatorie! (RIPRISTINIAMO IL TITOLO 5 CHE CON STE REGIONI CHE HANNO TRADITO IL LORO VERO COMPITO PER CUI ERANO NATE, NON SE NE PO PIU’)

Il Ministro Salvini, non a caso, il 25 settembre 2023 dichiarava “Penso a un Piano casa per la borghesia, non per gli studenti attendati davanti al Politecnico”. Dando poi seguito a ciò con l’apertura del Tavolo per definire il Piano casa, escludendo i sindacati inquilini con grande presenza di operatori economici. Un Piano che non a caso sembra rivolgersi a tutti, meno che alle 6-700mila famiglie nelle graduatorie.
Anche dalle Regioni e dai Comuni si segnala la “disattenzione” sul fabbisogno abitativo. Alcuni esempi: in Toscana un rapporto della Regione del 2023 afferma che, nel corso del 2021, sono state presentate 20.814 domande per gli alloggi Erp. Oltre 17.000 sono state accolte. Nel 2022 le assegnazioni, in Toscana, sono state 1.029, solo +2% rispetto al 2021. Comunque poche.
A Milano nel 2022 sono state assegnate 1.714 case popolari su, dicono i sindacati inquilini, 17.000 richiedenti. Mentre la Regione Lombardia sta di volta in volta togliendo quote di case popolari per assegnarle, ad esempio, a lavoratori della giustizia e ad altre tipologie di lavoratori.
A Roma, nel 2023, sono state assegnati 405 alloggi, 280 a famiglie in graduatoria e le altre 125 per il passaggio da casa a casa per famiglie sotto sgombero. A Roma in graduatoria ci sono oltre 15.600 famiglie. (A ROMA LE CASE POPOLARI SE LE VENDONO ALL’ASTA E VOI TACETE, OPPURE CON LA COMPIACENZA DELLA GIUNTA ZINGARETTI LE DAVATE SOLO A COLORO CHE CON IL VOSTRO AIUTO OCCUPAVANO PALAZZI PUBBLICI FREGANDOVENE DI CHI ERA IN GRADUATORIA DA ANNI E ANNI! )
I comuni e il governo, invece di usare bandi e graduatorie come riferimento per un aumento dell’offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica, avviano, al contrario, programmi sostanzialmente fondati su intervento privato, che oggettivamente può offrire una risposta solo a famiglie con un reddito adeguato, per affitti cosiddetti “moderati”, affitti comunque insostenibili per le famiglie in graduatoria che mediamente hanno 20.000 euro di Isee complessivo famigliare. (MA CHE DICI A ROMA STANNO USANDO GLI ALLOGGI POPOLARI PER DARLE IN AFFITTO A CETI CHE POSSONO PERMETTERSI UN AFFITO QUASI PRIVATISTICO CON IL VOSTRO SILENZIO)
A Padova nei giorni scorsi è stata pubblicata la graduatoria definitiva: 1800 le famiglie presenti, un +450 rispetto al 2022, forse 350 gli alloggi da assegnare, eppure ci sono oltre 1.300 alloggi chiusi. Per caso il comune pensa di riadattarli per assegnarli? Macché: pensa di venderli, come denunciato da Unione Inquilini. Viene così meno il ruolo e la funzione di bandi e graduatorie, che rassomigliano sempre più a parcheggi virtuali sociali nei quali si attua un imbroglio, una illusione: che Governo, Regioni e Comuni si prendono cura di te e si prodigano per garantire alle famiglie un diritto, che, nei fatti, è in gran parte inesigibile.(E PERCHE’ NON VI RIBELLATE A TALI METODI BASTEREBBE FARE UNA DENUNCIA ALLA PROCURA,MA VOI NON VI VOLETE METTERE CONTRO NESSUNO E LO SAPPIAMO BENE PERCHE’)
A questo punto, non solo per gusto della provocazione, propongo al ceto politico che proceda nella abolizione di bandi per accesso a case popolari e delle relative graduatorie comunali. Oggi non servono a nulla, e sono diventati la fotografia dell’abbandono da parte della politica di una idea di intervento pubblico nel settore abitativo. Men che meno servono se si vogliono attuare politiche liberiste.( AMMAZZA CHE IDEA GENIALE, INVECE DI ANDARE A PROTESTARE SOTTO LA REGIONE IL COMUNE E AL GOVERNO FATE QUESTA IRONICA PROPSTA? )
Così oggi, al di là delle briciole di assegnazioni che vengono fatte, in realtà i bandi e le graduatorie rappresentano solo la foglia di fico del ceto politico e amministrativo per sostenere l’illusione di una finta e ipocrita sensibilità sociale. In quasi nessun Comune le politiche abitative sono pensate per rispondere prioritariamente al fabbisogno reale, quello di famiglie nelle graduatorie, sfrattate e in povertà assoluta. (CARI MIEI L’ULTIMO PIANO CASA LO FECE FANFANI NEGLI ANNI 60 POI IL NULLA, MA VOLEMO TUTTI INSIEME FARE UNA VERA AZIONE POLITICA PER RIDARE DIGNITA’ A CHI NON E’ IN GRADO DI PAGARE AFFITTIASSURDI )
Mi sono convinto che il ceto politico ritenga che la precarietà abitativa non sia affrontabile se non per quote residuali e caritatevoli. Che senso ha, quindi, impegnare nei singoli comuni migliaia di famiglie a partecipare al bando per accedere ad una casa popolare? Spendere soldi e tempo? Perché impegnare gli uffici comunali per ore e ore nel vaglio delle domande, per elaborare una graduatoria provvisoria? Ricevere ricorsi e impegnare ulteriormente gli uffici comunali per ore e ore per una graduatoria definitiva nella quale parcheggiare le famiglie per decenni? Che senso ha emanare bandi per poche case, ai quali arrivano migliaia di domande?
(SONO D’ACCORDO E’ ORA DI TOGLIERGLI DALLE MANI TALE ALIBI CON IL QUALE PRENDONO IN GIRO I CITTADINI,MA NON CAPISCO PERCHE’ NON SI RIESCE A FRE UNA BELLA MANIFESTQAZIONE SOTTO AL GOVERNO PER AFFRONTARE TALE GRAVE PROBLEMA, PERCHE’ LA CASA COME LA SANITA’ DEVE TORNAREADESSERE GESTITA DALLOSTATO.
PERCHE’ LE REGIONI SONO STATE CAPACI SOLO DI AUMENTARE I DEBITO PUBBLICO!)
CARO TROMBETTI LA POLITICA E’ UNA COSA SERIA E RICHIEDE UMILTA’ SE VUOI RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI E NO L’ARROGANZA!
QUESTO PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE TEMO ABBIA IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA VEDENDO COME LAVORA, ANCORA NON HA IMPARATO NULLA!
NON HA CAPITO CHE LA POLITICA E’ UN’ARTE E RICHIEDE PAZIENZA,CUKTURA E MODESTIA SE VUOI RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI, MA TROMVBETTI FORSE NON LO HA ANCORA CAPITO E SI CREDE….)
La delibera per gli sfollati di Colli Aniene non si trova e Trombetti attacca la ragioneria di Roma
È durata meno di 30 minuti l’audizione in commissione patrimonio per parlare del bonus affitto da corrispondere alle famiglie rimaste senza casa dallo scorso 2 giugno. Gli invitati non c’erano e i loro delegati non sapevano nulla (E CHI L’AVEVA CONVOCATA TROMBETTI? E NON SI ACCERTA PRIMA VISTA LA DRAMMATICITA’ DELLA QUESTIONE LA PRESENZA DEGLI INVITATI? O SE SENTE UN DIO PER CUI A LUI TUTTO E’ DOVUTO?
Il documento non si trova. Forse è negli uffici del gabinetto del sindaco oppure negli archivi della ragioneria generale. La commissione patrimonio di Roma, convocata dal presidente Yuri Trombetti su richiesta del consigliere Marco Di Stefano, avrebbe dovuto fare luce sulla delibera, proposta dall’assessore Zevi, sul bonus affitto da versare agli sfollati di via Franchellucci. Parliamo delle 24 famiglie rimaste senza casa dopo che un incendio, divampato lo scorso 2 giugno, ha distrutto le loro abitazioni, causando anche un morto. L’audizione è stata un buco nell’acqua, tra inviti disertati, delegati che non sapevano nulla e cittadini basiti.(E IL SIG.YURI TROMBETTI PRIMA DI CONVOCARE LA COMMISSIONE NON SI E’ DOCUMENTATO PER CAPIRE COSA ERA ACCADUTO? APRE LA COMMISSIONE AL BUIO? E INOLTRE DAL 2 GIUGNO 2023 PER COSTORO NON E’ STATO FATTO NULLA? POVERI CITTADINI IN MANO A COSTORO!!!)
LA POLITICA E’ UNA COSA SERIA MA FORSE AL COMUNE NON LO SANNO!!!
Bonus affitto
Bisogna fare un passo indietro. A settembre 2023 l’assessore Zevi preparava una delibera che prevedeva un bonus affitto per gli sfollati, costretti a vivere presso nuovi appartamenti vista l’inagibilità di quelli dove vivevano a Colli Aniene. Di questa delibera, però, si sono perse le tracce da allora. (COME MAI?)
Commissione
La commissione non partiva sotto i migliori auspici. Oltre a Marco Di Stefano, il presidente del IV Municipio, Massimiliano Umberti e il consigliere municipale Ruggero Piccolo, nessuno ha risposto all’invito di Trombetti. Zevi non c’era così come mancavano Alberto Stancanelli, capo di Gabinetto del sindaco, e Marco Iacobucci, ragioniere generale della ragioneria di Roma. Insomma, mancavano proprio quelle persone che avrebbero potuto rispondere alle domande, in particolare, dei cittadini, anche loro presenti in audizione. Al loro posto c’erano dei delegati che, però, sapevano poco o nulla della vicenda, come loro stessi hanno ammesso.(E TROMBETTI NON AVEVA CAPITO CHE GLI AVEVANO DATO BUCA? O FORSE PERCHE’ NON SE LO FILANO?)
Delibera ferma in ragioneria
Chi sembrava saperne più di altri è stato il presidente Umberti. Il minisindaco ha detto che, da quello che gli risulta, “il capo di gabinetto aveva dato il via libera alla delibera avendo avuto colloqui ufficiosi con la Corte dei conti. Poi, è stata fatta vedere in ragioneria e lì è tornata indietro. Il ragioniere generale o chi per lui non è convinto del sistema con il quale verrebbero dati questi soldi”. Peccato che il ragioniere non fosse lì per rispondere.( IL MINISINDACO UMBERTI SA TUTTO E TROMBETTI NON SAPEVA NULLA? IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CASA CHE NON SA E NON SI ACCERTA PRIMA DI CONVOCARE LA COMMISSIONE COME STANNO LE COSE? MA E’ QUESTO IL MODO DI FARE POLITICA?)
Al posto di Iacobucci è andato un suo delegato, dirigente del bilancio. “Per il bilancio non è passata –(MA SE NON E’ PASSATA IN BILANCIO NON ESISTE) ha detto con un certo imbarazzo – qui non c’è”. A quel punto Trombetti è esploso: “Ma si delega qualcuno che non sa nulla di questa vicenda? Così si sprecano soldi pubblici” ha tuonato il presidente. (VERAMENTE CHI SPREGA SOLDI PUBBLICI E’ TROMBETTI CHE CONVOCA LA COMMISSIONE SENZA PRIMA ESSERSI ACCERTATO DI CHE FINE AVEVA FATTO, PURTROPPO LUI DIMOSTRA SEMPRE PIU’ DI NON ESSERE ALL’ALTEZZA DI QUEL RUOLO)
Nuova convocazione
Trombetti allora ha deciso di terminare lì la commissione, convocandola di nuovo per la prossima settimana. “Avvisate i giornalisti, ci riuniremo di nuovo il 5 aprile alle 9 direttamente negli uffici della ragioneria,(MA HA CHIESTO IL PERMESSO AL CAPO RAGIONERIA PER FARE LA COMMISSIONE DA LUI? MA LE CONOSCE LE REGOLE DEL COMUNE? MA CHI SI CREDE DI ESSERE TROMBETTI ,MANCO IL SINDACO PUO’ PERMETTERSI SIMILE ARROGANZA,MA STUDIASSE UN POCHINO!) in presenza, così non abbiamo problemi. I vostri tempi – ha detto rivolgendosi ai rappresentanti degli uffici – non coincidono con quelli reali. (QUESTA BATTUTA E’ VERAMENTE ASSURDA E RIDICOLA,MA CHI SI CREDE DI ESSERE?)Il ragioniere non viene e voi non sapete nemmeno dove sono gli atti. Ora – ha concluso – chiamo Iacobucci e la facciamo lì”. Trombetti, rivolgendosi indirettamente anche a Zevi, ha poi detto: “Vogliamo presenti gli assessori, niente delegati. Se non possono la rinviamo a spendiamo altri soldi”.(HA PARLATO IL DITTATORE TUTTI SUGLI ATTENTI ASSESSORE COMPRESO,MA STA BENE COSTUI?)
Cittadini esterrefatti

Mentre accadeva tutto ciò, erano collegati online alcuni abitanti di via Franchellucci, letteralmente basiti. Uno di questi, Fabio, ha preso la parola: “Quello al quale ho assistito mi ha fatto cadere le braccia. Dite che non sapete dove sta un documento ma io non ci credo” ha aggiunto sconsolato.
Superbonus
Quanto meno una novità è emersa, seppur non dia garanzie per il futuro delle famiglie che, oltre ad essere rimaste senza casa, rischiano di dover sborsare fino a 50 mila euro a testa. Il palazzo andato in fiamme, infatti, era interessato da lavori del superbonus 110% che si sarebbero conclusi nei tempi senza, ovviamente, il disastro del 2 giugno. Ora, invece, gli inquilini rischiano di dover pagare di tasca loro dei lavori andati letteralmente in fumo. In commissione è emerso che, a breve e grazie ad interlocuzioni con il Governo, si dovrebbe approntare una proroga tecnica per fare in modo che quanto accaduto a Colli Aniene ricada nel campo delle “calamità naturali” e permettere, quindi, agli sfollati di salvare almeno il portafoglio.(SE STANNO IN MANO A TROMBETTI STANNO FRESCHI)
E COSTORO SAREBBERO QUELLI CHE DEVONO TUTELARE I CITTADINI? POVERA ROMA IN MANO A COSTORO
MA LA CONVERTI E SOPRATTUTTO YURI TROMBETTI NON SI VERGOGNANO?
O STANNO LI SOLO PER BECCARSI LO STIPENDIO CHE IL SINDACO GLI HA FATTO AUMENTARE?
2 CONSIGLIERI DEL PD NON RIESCONO A RISOLVERE TALE DRAMMATICO PROBLEMA E SE NON CI RIESCONO A RISOLVERLO CHE ASPETTANO A DIMETTERSI?
NON LO RISOLVONO PERCHÉ SONO INCAPACI E INCOMPETENTI???
LA CONOSCO TALE DELIBERA? TEMO DI NO!!!
Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 27 ottobre 2020, n. 749
definizione delle modalità di attuazione della riserva di alloggi da parte dei Comuni e delle ATER di cui al
comma 136 dell’articolo 22 della l.r. n. 1/2020 per fronteggiare situazioni straordinarie di emergenza abitativa
riguardanti nuclei familiari in condizioni documentate di particolare disagio economico.
QUESTO SINDACO E QUESTI DUE CONSIGLIERI SONO UNA VERGOGNA PER ROMA!!!
L’emergenza senza fine di Omar e la sua famiglia: sfratto rinviato, ma ora tocca al Comune dare soluzioni L’emergenza senza fine di Omar e la sua famiglia: sfratto rinviato, ma ora tocca al Comune dare soluzioni
Quinto accesso dell’ufficiale giudiziario che rinvia lo sfratto per l’assenza del medico legale.
Ma la situazione di emergenza non cambia: “La storia di Omar mostra quanto il sistema in questa città non funzioni”
Da tre anni in una casa senza luce, acqua e gas.
Ma pur sempre un tetto sotto il quale vivere in attesa di quella casa popolare che non arriva mai. Ed è una storia di emergenza abitativa lunga 20 anni quella di Omar, autistico con una invalidità del 75%, della mamma 60enne e del fratello 19enne Mohamed.
Ed oggi è proprio Omar a farsi portavoce della famiglia e a portarsela sulle spalle, con una magra pensione di invalidità, soprattutto da quando il padre li ha abbandonati. Da quel primo sfratto nel 2014,a dopo che il padre perse il lavoro e se ne andò, per loro è stata un’odissea tra centri di accoglienza, case famiglia e, in alcuni periodi, anche la strada.
Nella mattina di oggi, lunedì 25 marzo, il quinto accesso dell’ufficiale giudiziario per eseguire lo sfratto da questo appartamento ricavato dagli ex lavatoi nel quartiere di Torre Angela: “Siamo arrivati in questa casa ne 2019 e ci fu subaffittata in nero, in alcuni periodi l’abbiamo dovuta anche forzatamente condividere con degli inquilini che ci venivano portati qui – racconta Omar -. Nel 2021 ci propongono di affittarla tutta ma sempre in nero, senza contratto, e allora ci siamo rifiutati perché non ne possiamo più di essere in nero e senza tutele”. In parallelo la richiesta della casa popolare, ma con soli 31 punti davanti a loro ci sono centinaia di persone. “Aspettavamo Yuri Trombetti (consigliere comunale del Pd e presidente della commissione capitolina al Patrimonio, ndr) perché ci aveva assicurato la presenza, invece qui c’è solo la polizia – dice Daniele dell’assemblea di auto difesa dagli sfratti in presidio stamattina a sostegno di Omar -. Questa famiglia non può finire in mezzo a una strada, o nuovamente nel circuito di assistenza comunale che li separa e che ha già lasciato i segni sulla loro condizione psico fisica. Hanno diritto ad avere una casa popolare”.
Interpellato telefonicamente da RomaToday, Trombetti scarica subito la questione sulla collega, Nella Converti, consigliera comunale nelle fila del Partito democratico e presidente della commissione capitolina alle Politiche sociali: “Questa storia mostra che a Roma il sistema non funziona, perchè quando ci troviamo di fronte ad una famiglia composta da una madre che non lavora, un ragazzo disabile e un altro figlio appena maggiorenne che tra l’altro ha dovuto rinunciare anche alla scuola non c’è molto altro da dire – spiega Converti a RomaToday -. Il problema è il punteggio in graduatoria che ritengo sia troppo basso, per questo ho deciso di convocarli, vedere in dettaglio tutta la documentazione e vedere quello che si può fare. Io in questi mesi ho scritto a tutti per evidenziare questa storia, ma nessuno mi ha degnato di una risposta”.
Alla fine lo sfratto viene rinviato al 9 maggio: “Ci auguriamo di avere una soluzione alternativa nel frattempo – conclude Omar -. Non si può vivere così. In questa città si specula sulla povertà .
Veronica Altimari giornalista videomaker 25 marzo 2024 16:50
TROMBETTI IMPARA COME SI FA POLITICA NO COME LA FAI TU!!!
ARRIVANO 54MILIONI DI EURO PER METTERE A POSTO LE CASE POPOLARI E TROMBETTI PERCHE’ NON HA CHIESTO A ROCCA ANCHE PER ROMA CAPITALE?
INVECE DI METTERE IN CROCE I POVERACCI CON LA DELIBERA DEMENTE!!!!
Salvini tende la mano a Rocca: arrivano 54 milioni di euro per le case popolari
Firmato uno schema d’accordo per la manutenzione e la costruzione di nuovi alloggi a Roma e non solo. La Pisana contribuirà con 10 milioni
Arriva una pioggia di milioni in Regione Lazio, da investire nelle case popolari. I fondi, pari a quasi 54 milioni di euro, sono frutto di uno schema d’accordo siglato tra il governatore Francesco Rocca e il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini e permetteranno alla Pisana di mettere mano alla manutenzione ordinaria e straordinaria di migliaia di alloggi distribuiti sul territorio regionale e costruirne di nuovi, rilanciando anche il progetto dei “20mila abitazioni in affitto” a canone calmierato.
Arrivano 54 milioni di euro per le case popolari
Al centro dell’accordo di programma che prevede quasi 54 milioni di euro, varato in giunta regionale lo scorso 11 marzo, c’è la promozione e l’attuazione dei programmi d’intervento “finalizzati ad incrementare l’offerta abitativa pubblica e sociale”. Un accordo che si snoda attraverso il recupero e la rigenerazione di immobili Erp, il recupero di unità abitative destinata all’edilizia pubblica tramite opere di manutenzione straordinaria “in particolare di alloggi non utilizzati per carenza manutentiva” e interventi di recupero del patrimonio pubblico e privato non utilizzato, sfitto o invenduto oppure sottoutilizzato. Infine, acquisto e costruzione ex novo di alloggi da inserire nella graduatoria Erp.
Manutenzione e nuove costruzioni
Nel complesso, saranno 53.905.164,17 euro da investire, circa 40 dei quali arriveranno dal ministero e i restanti 10 circa da risorse della Regione Lazio. Andando a scorrere la tabella riassuntiva, la prima voce è quella per i programmi di recupero urbano per gli alloggi a canone sostenibile, per i quali l’accordo prevede 11.270.800, 05 euro dal ministero e 3.381.240,02 dalla Regione. Finanzieranno interventi di recupero e riqualificazione degli edifici dedicati all’Erp e all’edilizia a canone agevolato. Per il piano nazionale di edilizia abitativa, normato da un accordo di programma risalente al luglio 2012, le risorse saranno totalmente in carico al ministero, pari a 24.308.682, 74 euro per nuove costruzioni, recupero e ristrutturazione Erp e locazione agevolata. Il programma “20.000 abitazioni in affitto” godrà di 480.114,05 euro dalla Regione e 8.243.521,35 euro dal MIT, per nuovo interventi di edilizia sociale, recupero e riqualificazione degli edifici Erp e sociali. In questo caso, le risorse statali sono già disponibili nelle casse della Pisana. Infine, 6.139.680,53 euro, tutti a carico della Regione, sono distribuiti su altre due voci, normate da due distinte delibere di giunta regionale ma indirizzate allo stesso scopo: nuovi interventi per l’edilizia sociale, recupero e riqualificazione di edifici Erp.
Gli accordi di erogazione con il MIT
Di tutte queste risorse, oltre 30 milioni verranno trasferite alla Regione Lazio su un conto corrente vincolato. Il 45% della cifra arriverà a seguito di una dichiarazione della Regione sullo stato d’avanzamento degli interventi ammessi a finanziamento. In sostanza Rocca&Co. dovranno dimostrare di aver liquidato almeno il 30% delle risorse ai beneficiari stabiliti dall’accordo di programma siglato col MIT. Un altro 45% dopo che le liquidazioni saranno arrivate al 60%, la parte finale del 10%, quindi gli ultimi 3 milioni di euro quando l’avanzamento certificato sarà pari al 90%.
19 milioni di euro per la rigenerazione del patrimonio pubblic
Per quanto riguarda il recupero e la rigenerazione di immobili Erp, programma al quale potranno accedere le Ater e i Comuni (esclusa Roma Capitale), l’accordo riserva il 35% delle risorse totali, ovvero quasi 19 milioni di euro. Con questi soldi, la Regione ammetterà al finanziamento progetti di rigenerazione e riuso del patrimonio abitativo esistente, per realizzare nuovi servizi abitativi sociali che prevedano miglioramenti ambientali, tramite l’uso di materiali ecologici e autonomi dal punto di vista energetico. Focus anche sugli standard urbanistici come i parcheggi, luoghi di aggregazione sociale e aree verdi e spazi pubblici.
Oltre 10 milioni per ampliare lo stock immobiliare Erp
Un altro aspetto interessante è quello degli interventi per nuovi alloggi Erp e di edilizia sociale, il cosiddetto “housing sociale”. Le risorse dedicate sono pari al 20% del totale, cioè 10.781.032,95 euro per acquistare nuovi alloggi, ma anche costruirne di nuovi “per incrementare il patrimonio immobiliare da riservare ai bisogni dei cittadini” si legge nella delibera firmata dall’assessore Pasquale Ciaciarelli. Di questi soldi, 1 milione di euro è destinato all’edilizia residenziale sociale, quindi non case popolari ma alloggi a canone calmierato per fasce di popolazione che altrimenti avrebbero difficoltà a reperire una casa sul libero mercato.
GIU LE MANI DAGLI AGNELLINI!!! CHI LI MANGIA E’ UN ASSASSINO!!!

MA COME FATE A MANGIARE UN ESSERINO SIMILE?
ANCHE PERCHE’ NON E’INDISPENSABILE PER LA TUA SALUTE E LA TUA VITA!!!
E SE LO MANGI SEI COMPLICE DI UN OMICIDIO OVVERO SEI CORREO DI ASSASSINIO!!!
IL 5 MUNICIPIO E’ UN DISASTRO E CHI LO GOVERNA SE NE FREGA!!!
IL 5 MUNICIPIO PER QUANTO RIGUARDA LE RESIDENZE NELLE CASE POPOLARI E’ UNA VERA INDECENZA, LA RESPONSABILE E’ INESISTENTE CON LA SCUSA DELLE DUE SEDI PRENESTINA E VIA DELL’ANNUNZIATA NON SI TROVA MAI.
INOLTRE STAMANE ENNESIMO EPISODIO ALLO SPORTELLO N.8 UNA DIPENDENTE CON GLI OCCHIALI MOLTO SGARBATA HA DICHIARATO AL CITTADINO CHE AVEVA FATTO RICHIESTA ON-LAIN CHE GLI ERA STATA RIFUTATA PER MANCANZA DI CONTRATTO.
SE UNO FA RICHIESTA ON-LAIN IL MUNICIPIO E’ OBBLIGATO A RISPONDERE CHIEDENDO QUELLO CHE VUOLE, INVECE SE NE FREGANO E NON RISPONDONO MAI!
QUESTI PERSONAGGI DOVREBBERO ESSERE ISTRUITI A DOVERE IN QUANTO NON TUTTI HANNO IL CONTRATTO, MA NON SIGNIFICA CHE SIANO ABUSIVI, PERCHE’ SE IL CITTADINO MOSTRA LA NOTA CHE TUTTI I MESI SIA IL COMUNE CHE L’ATER INVIA ALL’INTERESSATO SE SU TALE NOTA VI E’ SCRITTO CANONE, SIGNIFICA CHE IL TIZIO E’ REGOLARE!!!
MA L’ADDETTA ALLO SPORTELLO 8 DI STAMANE 15 MARZO NON SOLO NON LO CAPISCE, MA E’ ANCHE ARROGANTE , MALEDUCATA E IGNORANTE PERCHE’ AFFERMA CHE TUTTI HANNO SCRITTO CANONE ED HA DETTO UNA FALSITA’ PERCHE’ CHI E’ ABUYSIVO C’E’ SCRITTO INDENNITA’ DI OCCUPAZIONE.
INOLTRE TALE SOGGETTO SI E’ RIFIUTATA DI DARE IL SUO NOMUINATIVO AL CITTADINO E NON LO PUO’ FARE IN QUANTO IL CITTADINO HA IL DIRITTO DI SAPERE NOME E COGNOME, ANZI DOVREBBERO AVERE IL CARTELLINO SUL PETTO.
MI CHIEDO MA IL DIRETTORE E IL PRESIDENTE PIU’ VOLTE INFORMATI DALLA SOTTOSCRITTA DI TALE INCAPACITA’ DELL’UFFICIO ANAGRAFICO SE NE SONO FREGATI ALTAMENTE???
E PER FORTUNA E’ UN MUNICIPIO DI SINISTRA GOVERNATO DAL PD!!!
QUESTA E’ VIA PESTUM HA IL VINCOLO CULTURALE? E QUAL’E’ STO VINCOLO? SO DUE ANNI CHE LO VOGLIAMO SAPERE!!!

«le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle Regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.»
MI PIACEREBBE MOLTO SAPERE QUALE INTERESSE ARTISTICO, STORICO,ARCHEOLOGICO O ETNOANTROPOLOGICO POSSA RAPPRESENTARE TALE PALAZZO DI VIA PESTUM!
L’ATER DI ROMA HA CHIESTO DA CIRCA DUE ANNI IL N.O AL MINISTERO DEI BENI CULTURALI PERCHE’ VUOLE VENDERE UNA CANTINA CHE SI TROVA IN UNO DI QUESTI PALAZZI!
ORBENE NON CI CREDERETE NON SI RIESCE AD AVERE UN N.O. DA DUE ANNI!!!
ORMAI QUESTO E’ UN PAESE MORTO, SOFFOCATO DALLA BUROCRAZIA E INOLTRE NON COMPRENDO IL PERCHE’ AVER PORTATO DAI 50 ANNI DELLA LEGGE A 70 ANNI, PER PARALIZZARE DI PIU’ QUESTO PAESE!!!
L’ATER DI ROMA NON RIESCE A VENDERE GLIALLOGGI PERCHE’ DEVE AVERE TALE NULLA OSTA!
MA VI RENDETE CONTO CHE RAZZA DI PAESE SIAMO DIVENTATI???


