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L’INCAPACITA’ DEGLI UFFICI GESTIONALI DELL’ATER DI ROMA!!!
Ufficio Atti a Tutela O.S.T., Recupero ImmobiIi
MASUZZO
– Sezione Amm.va Recupero Immobili POSSI = 9 DIPENDENTI
— Sezione Atti a Tutela MATTEUCCI = 9 DIPENDENTI
-Sezione Nucleo Sgomberi LABATE = 3 DIPENDENTI
TOTALE 21 DIPENDENTI
QUESTO UFFICIO VA RIORGANIZZATO, PERCHE’ COSI COM’E’ NON FUNZIONA E LE OCCUPAZIONI AUMENTANO!
SE UN UTENTE VUOLE RICONSEGNARE UN ALLOGGIO PERCHE’ NON GLI INTERESSA L’ATER APPENA HA LA COMUNICAZIONE DEVE ANDARE IMMEDIATAMENTE A RIPRENDERSI LE CHIAVI E NO RISPONDERE LE COMUNICHEREMO APPENA POSSIBILE, CHI SI E’ INVENTATO TALE DEMENZA?
PERCHE’ IN QUESTO MODO IL CITTADINO PARACULOL’ALLOGGIO SE LO RIVENDE E POI DICE ALL’ATER CHE GLIE LO HANNO OCCUPATO E LA COLPA DI CHI E?
DELL’ATER, PERCHE’ I PUO’ ANCHE ASSALIRE IL DUBBIO CHE QUALCUNO DELL’ATER POTREBBE AVER FATTO LA SOFFIATA E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA!
MI PIACEREBBE TANTO SAPERE QUALI SONO I COMPITI CHE DEBBONO SVOLGERE L’UFFICIO DELLA POSSI E QUELLO DELLA MATTEUCCI, IN QUANTO ENTRAMBE SE NON ERRO HANNO 9 DIPENDENTI CIASCUNO PER CUI VORREI SAPERE COSA FANNO, VISTI I RISULTATI!
POI C’E’ L’UFFICIO SGOMBERI DOVE STRANAMENTE CI SONO SOLO 3 PERSONE E HANN UNA SOLA MACCHINA, FINO A POCO TEMPO FA NE AVEVANO DUE, PERCHE’ UN UFFICIO CHE DEVE CORRERE SUL TERRITORIO PER FAR SGOMBRARE NON HA GLI STRUMENTI GIUSTI E NECESSARI PER OPERARE?
INFATTI QUESTA SERA PER L’OCCUPAZIONE DI UN ALLOGGIO CHE ERA STATO SGOMBRATO OGGI E MESSO IN ALLARME E’ STATO RIOCCUPATO, UNA VOLTA SI MURAVA LA PORTA !
POI STRANAMENTE NONOSTANTE IL DECRETO LEGISLATIVO DELLA MELONI LA POLIZIA SE CI SONO MINORI NON SGOMBRA, PERCHE LA SALA OPERATIVA SOCIALE NON SI E’ PRESENTA!
E QUESTO DIMOSTRA UNA SOLA COSA CHE C’E’ URGENTE NECESSITA’ DI FARE IMMEDIATAMENTE UN PIANO CASA NAZIONALE COME LO FECE FANFANI, MA DE CORSA!!!!
PERCHE’ QUESTO SCHIFO VENUTOSI A CREARE CON IL MERCIMONIO DELLE CASE POPOLARI IN DECENNI DI CENTRO SINISTRA E NON E’ PIU’ SOPPORTABILE!
LA SINISTRA HA PREMIATO GLI OCCUPANTI E MASSACRATO GLI ONESTI CITTADINI IN LISTA DI ATTESA DI UNA CASA POPOPARE!!!
BASTA DOBBIAMO VOLTARE PAGINA!
CARO PRESIDENTE ROCCA INIZIA TU A DARE IL BUON ESEMPIO!!!!
A ROMA CE UN DETTO IN C….ENTRA IN TESTA NO!!! E QUESTO E’ IL 7 MUNICIPIO DI ROMA
Servizio anagrafico e Stato civile
Si comunica che per Informazioni telefoniche relative al Servizio anagrafico e Stato civile è possibile contattare i seguenti numeri telefonici:
0669610414 – 0669610431
QUESTA E’ LA PRESA PER IL CULO DEL 7 MUNICIPIO PERCHE’ SE TU CHIAMI NESSUNO RISPONDE, OLTRETUTTO QUESTI ANALFABETI CULTURALI NON CONOSCONO O FANNO FINTA DI NON CONOSCERE LE LEGGI ESISTENTI E OGNI VOLTA CHE ‘E’ DA FARE LA RESIDENZA PER AMPLIAMENTO NUCLEO FAMILIARE IN UNA CASA POPOLARE ROMPONO LE PALLE RICHIEDENDO AL CITTADINO COSE ASSURDE E NON PREVISTE DALLA LEGGE!!!!
SE QUESTI ANALFABETI CULTURALI SI LEGGESSERO LA LEGGE IL CITTADINO VEDREBBE IL SUO DIRITTO RICONOSCIUTO, ORA LA RIPORTO E SI LEGGESSERO CON ATTENZIONE IL COMMA 5
5. L’ampliamento del nucleo familiare fino al secondo grado non necessita di specifica autorizzazione ed è comunicato all’ente gestore entro trenta giorni dal verificarsi delle ipotesi dei cui al comma 4. Il soggetto che entra nel nucleo in seguito ad ampliamento assume nei confronti dell’ente gestore, a decorrere dalla data di ingresso, gli stessi obblighi dell’assegnatario originario. In caso di comunicazioni non veritiere, l’ampliamento non produce effetti ai fini dell’eventuale subentro. Se l’ampliamento determina la perdita dei requisiti soggettivi di cui all’articolo 11, l’ente gestore dichiara la decadenza dall’assegnazione
QUI SOTTO C’è L’ARTICOLO COMPLETO!!!
E SE TALI ADDETTI CONOSCESSRO BENE LA LINGUA ITALIANA CAPIREBBERO BENISSIMO CHE SE UNO FA LA RESIDENZA IN UNA XCASA POPOLARE E NON HA I TITOLI PER FARLO COSTUI NON PUO’ ACCAMPARE NESSUN DIRITTO!
INOLTRE QUESTI ANALFABETI CULTURALI INSISTONO A CHIEDERE IL CONTRATTO EPPURE DOVREBBERO CONOSCERE BENE QUAL’E’ LA SITUAZIONE SIA DEL COMUNE CHE DELL’ATER E ANCORA NON HANNO CAPITO CHE SE SULLA BOLLETTA CHE ARRIVA TUTTI I MESI A CHI ABITA LE CASE POPOLARI SE CI STA SCRITTO CANONE, O DA REGOLARZZARE SONO REGOLARI, PERCHE’ PER GLI OCCUPANTI ABUSIVI C’E’ SCRITTO INDENNITA’ DI OCCUPAZIONE!
SPERO E MI AUGURO CHE STAVOLTA LO CAPISCANO!!!!
FINALMENTE SI SQUARCIA IL VELO DELL’ATER !!!
LA CORTE DEI CONTI GIA’ DAL LONTANO 1995 AVEVA DENUNCIATO L’ATER DI ROMA A SEGUITO DI NOSTRE DENUNCE,MA POI NULLA E’ ACCADUTO!
E OGGI SI SVEGLIA DI NUOVO, MA INVECE DI INDAGARE SERIAMENTE DI COSA ACCADE ALL’ATER DI ROMA, METTE SOLO VETI, PER CUI LE COSE ANDRANNO SEMPRE PEGGIO!
ALLA CORTE DEI CONTI HO SCRITTO PIU’ VOLTE DENUNCIANDO CERTI ABUSI, MA NULLA E’ ACCADUTO, SPERIAMO CHE ORA ESSENDO CAMBIATA LA MUSICA SI POSSA FARE FINALMENTE UNA RAPIDA PULIZIA ALL’ATER DI ROMA!!!
MA NONOSTANTE TALE NOTA TUTTO CONTINUO’ COME PRIMA!!!
Ater, addio ai fondi Pnrr: saltano i 200 milioni per riqualificare gli stabili
Con 1,6 miliardi di buco, 25mila inquilini morosi, l’organico insufficiente, l’azienda regionale non riesce a bandire gli appalti. Il commissario: «Situazione ingovernabile»
Un buco da un miliardo e 600 milioni di euro tra morosità e cartelle giunte all’Ater dall’Agenzia delle entrate per via dell’Imu non versata al Comune. ( ICI E IMU NON VERSATO COLPA DELLA POLITICA INCOMPETENTE )Sotto organico di circa 200 elementi e con due concorsi sospesi di fatto — il primo anche formalmente per la ricerca del nuovo direttore generale e il secondo, al momento «nel limbo», bandito per assumere 30 nuovi dipendenti — a causa delle ganasce imposte dalla Corte dei Conti sulle spese per il personale. ( LA CORTE DEI CONTI ANZICHE’ METTERE LE GANASCE DOVREBBE INDAGARE PERCHE’ IN QUEL DEBITO A PARTE ICI E IMU NON PAGATO A CAUSA DLL’IDIOZIA POLITICA CI SONO INSERITE MOROSITA’ INESISTENTI CREATE DALL’EX PRESIDENTE MASSA X QUADRARE IL BILANCIO, CHE SONO I FITTI DI TUTTE LE CASE EX INCIS CHE NON POTEVANO ESSERE MOROSE PERCHE’ TRATTENUTO IL CANONE DIRETTAMENTE DALLO STIPENDIO O PENSIONE ) Con due soli dirigenti nell’organigramma e, tra questi, nessuna figura tecnica in grado di gestire i 200 milioni di appalti finanziati dal Pnrr per riqualificare ed efficientare gli immobili più vetusti. Fondi straordinari che, così, ora rischiano di saltare del tutto.
«Circa 25mila i morosi nella case Ater» (FALSO VANNO TOLTI TUTTI GLI EX INCIS E ANCHE LE BOLLETTE DEL CANONE CHE CONTINUVANO A INVIARE A CHI AVEVA COMPRATO )
Numeri spaventosi, anche se una parte del miliardo è stata svalutata, e condizioni estreme per l’Ater Roma, azienda regionale proprietaria di quasi 50mila immobili nella Capitale tra periferia e zone di pregio. (ZONE DI PREGIO CON PALAZZI NON DI PRGIO ) E una situazione paradossale che fa dell’azienda un tesoro sotto il profilo patrimoniale ma, al contempo, pure un disastro sotto quello finanziario per via di una morosità da record: «I morosi sono circa 25mila, per cui il nostro credito ammonta a circa un miliardo e cento milioni di euro, virgola più, virgola meno — spiega il commissario Ater, Orazio Campo —. È sicuramente la prima cosa che ho notato quando mi sono insediato, e il dato evidentemente preoccupa. Per questo, prima di tutto, ho preteso che questo credito fosse certificato». ( E HAI PERFETTAMENTE RAGIONE PERCHE’ IN QUEL CREDITO C’E’ DI TUTTO E DI PIU’, IL DEBITO REALE E’ MOLTO MOLTO DIVERSO, BASTA GUARDARE LE LETTERE DI MOROSITA CHE L’ATER INVIA OGNI 5 ANNI A GENTE CHE HA COMPRATO L’ALLOGGIO DA DECENNI )
In corso una call per fare chiarezza sul maxi buco ( ERA ORA FINALMENTE!!!, MA C’E’ VOKLUTO CAMPO, OVVERO LA MELONI)
E infatti, dopo una lunga fase di preparazione dovuta alla ricerca della documentazione necessaria all’analisi del buco, è in corso una call per trovare una società di revisione contabile in grado di fare luce su come i numeri si siano così dilatati e, soprattutto, su quanto Ater possa riuscire a recuperare davvero. Cioè quante quote di quel miliardo siano ancora esigibili: una voce che cambia radicalmente un bilancio dato che, per un’azienda anche pubblica, può determinare la differenza tra la vita e la morte, cioè il crack finanziario. «Prima è necessario fare chiarezza sul credito esigibile per un’operazione di trasparenza e pulizia sotto il profilo del bilancio — ancora Campo —. Poi ci occuperemo di aggredire il credito, ma quello concreto, inutile farlo con un credito che alla fine risulta inesigibile. E anche questa sarà un’attività complessa dato che sono 25mila le morosità». (MA NON TUTTE VERE E POI CI SONO ANCHE QUELLE PRESCRITTE )
A rischio i 200 milioni del Pnrr
Difficile stabilire modi e tempi della manovra di recupero crediti. Un po’ per le cifre spaventose, ma anche e soprattutto per le condizioni in cui Ater si deve muovere: un sistema sempre più fragile che rischia di far sfumare anche la tranche di 200 milioni legata al Pnrr perché l’azienda non solo non ha in organico dirigenti tecnici in grado di gestire fondi e appalti, ma non può nemmeno assumerne a causa del niet a nuovi ritocchi al personale arrivato dalla Regione Lazio dopo il monito della Corte dei Conti, a metà novembre.
«Senza personale tecnico, situazione ingestibile» ( E’VERO!!!! )
Il bando per la ricerca del nuovo direttore generale, infatti, è stato sospeso con una determina: per ora resta Edmonda Rolli, dg ad interim. E anche il concorso per l’assunzione di trenta dipendenti, varato nel 2020 e presieduto dall’ex commissario straordinario del Comune Francesco Paolo Tronca, è di fatto congelato in attesa di uno stop formale che non dovrebbe tardare a lungo. «Al momento Ater è un’azienda ingessata — ammette il commissario —. Come pianta organica avremmo in teoria 550 dipendenti, in realtà però sono circa 340. E il tema dei dirigenti è fondamentale: dovremmo trattare circa 200 milioni di appalti collegati al Pnrr, più interventi vari, e non c’è in organico un solo dirigente tecnico. Così la situazione diventa ingestibile».
(PERCHE’ CI SONO DIRIGENTI AMMINISTRATIVI VALIDI? )
ERA ORA DI FARE UN PO DI PULIZIAALL’ATER DI ROMA,GRAZIE AL COMMISSARIO!!!!
FINALMENTE IL CORRIERE DELLA SERA SI E’ SVEGLIATO, PERCHE’ TALI COSE ERANO NOTE E STRANOTE, MA SI SA CHE GARBATELLA E’ INTOCCABILE, PERCHE’ MOLTO PROTETTA DA UN NOTO POLITICO!!!
MA FINALMENTE E’ ARRIVATO ROCCA ALLA REGIONE CHE HA NOMINATO UN BEL COMMISSARIO!
PERO’ CARO PRESIDENTE ROCCA SE AL VALENTE COMMISSARIO NON GLI DAI GLI STRUMENTI, NON CREDO CHE IL COMMISSARIO CAMPO ABBIA POTERI SOPRANNATURALI, OLTRETUTTO E’ CIRCONDATO DA INCAPACI!
PER CUI CARO PRESIDENTE ROCCA DATTI DA FARE CONSENTUI ALL’ATER DI FARE I CONCORSI NECESSARI E ANCHE DI NOMINARE UN VALIDO DIRETTORE, PERCHE’ LASITUAZIONE ATTUALE E’ DISASTROSA!!!
Ater Roma, case popolari riciclate in b&b e affitti brevi. Il caso dell’assegnatario che gestisce l’alloggio da Ibiza
Dai controlli è emersa una famiglia con tredici alloggi. E un’assegnataria che chiede la Scia per trasformare la casa popolare in struttura ricettiva
C’è Jacopo P., 54 anni, che nonostante sia «fiscalmente nullatenente», ovvero non risulti né all’anagrafe tributaria né a quella dei conti correnti, gestisce in subaffitto abusivo la casa popolare al centro di Garbatella, della quale è assegnatario ma moroso, direttamente da Ibiza, dove abita da una decina di anni. Rintracciato telefonicamente dopo un guasto alle tubazioni dell’appartamento, «suo» ma abitato da altri, è finito nella black-list della Regione come soggetto a cui, oltre a multa e denuncia, va tolta l’assegnazione.
Monteverde, famiglia «gestisce» 13 case
E ancora. A Monteverde nuovo, in via dei Colli Portuensi, Rodolfo B., 61enne assegnatari o di un alloggio Ater, gestiva insieme alla moglie un autentico sistema familiare di scrocco e speculazione sulle spalle del contribuente: con cugini, cognati e affini vari avevano costruito una rete di tredici case popolari che affittavano a seconda delle necessità, dall’affitto breve alla lunga permanenza. Una specie di agenzia occulta, insomma. Ovviamente tutto al nero e naturalmente senza pagare un euro di canone mensile per gli immobili di cui i vari elementi della famiglia erano titolari effettivi.
Prati, alloggio trasformato in b&b
Poi c’è anche chi, dopo averne sfruttato i coni d’ombra, resta impigliato nella rete della burocrazia finendo, suo malgrado, per far emergere una situazione estrema, di certo oltre i limiti della legalità. Come è successo alla signora Paola G., 64enne residente assegnataria di un grande appartamento Ater in zona Prati, tra via Boezio e via Ovidio, nel commettere un «peccato d’ingenuità», ci dice un funzionario dell’azienda regionale piegando il racconto su un’ironia piuttosto amara. Morosa da anni come molti altri in zona, Paola decide di sfruttare al meglio la casa popolare in vista dell’arrivo dei pellegrini per il Giubileo e decide di farne un b&b. Bisogna fare dei lavori per adeguare la struttura e, quindi, anche per non solleticare la curiosità di vicini e passanti, presenta in Comune regolare richiesta di Scia. Che, però, finisce per pesare come un’autodenuncia: il caso balza dal Campidoglio a un pc della Regione che trasferisce il dossier all’Ater per le contromisure del caso.
Caccia ai morosi
Sono alcuni esempi, forse i più estremi, nell’enorme calderone di morosità e irregolarità assortite che determina il maxi buco nei conti dell’Ater, oltre un miliardo sul quale il commissario dell’azienda, Orazio Campo, ha deciso di mettere il naso con l’aiuto di società di revisione dei conti specializzate. Il bando è avviato, entro breve la conclusione. In corsa anche Kpmg e Deloitte, due colossi del settore, per fare chiarezza su quali siano i crediti ancora esigibili e quali, invece, non meritino un’azione di riscossione perché quasi prescritti, magari relativi a una persona deceduta o non rintracciabile. Dopodiché scatterà l’operazione recupero: «Dobbiamo aggredire i crediti che possiamo recuperare, non quelli inesigibili», le parole del commissario prima di ammettere che, «senza dirigenti tecnici in organico», l’azione di riscossione diventa un «grande problema». Cioè: così è dura.
MA CHI GLIE LE RACCONTA STE ESAGERAZIONI AL CORRIERE?
MA IL CORRIERE LO SA CHE LE ZONE DA LUI INDICATE CI SONO ALLOGGI VENDUTI DA TEMPO E CHE L’ATER NON LI HA CASSATI DALL’ELENCO DEGLI ALLOGGI IN AFFITTO
MA IL CORRIERE LO SA CHE I CONTI ATER SONO FASULLI, PERCHE’ IN QUEI CONTI CI SONO COSE FALSE!!!
INOLTREL’ATER DI ROMA SE GLI INQUILINI NON PAGANO HA TUTTI I MEZZI PER FARSI PAGARE PERCHE’ NON LO FA?
PURTROPPO OGGI I GIORNALISTI SI BEVONO TUTTO QUELLO CHE GLI PROPINANO!!!!
E COME MAI IL CORRIERE IMPROVVISAMENTE SI E’ SVEGLIATO?
FORSE PERCHE’ ‘E’ ROCCA?
PERCHE’ FINO A IERI SE GLI DENUNCIAVI COSE GRAVI NON SCRIVEVA MAI!
IL CORRIERE COME MAI NON SCRISSE NULLA SU CERTI CONTRATTI ILLEGITTIMI FATTI A GARBATELLA, FORSE PERCHE’ ERANO AMICI DEGLI AMICI?
Ater Roma, metà degli inquilini non paga l’affitto: il record a Prati e Garbatella
Morosità elevata anche in altre zone di pregio come San Saba, Monteverde, Cassia, Flaminio (Valle Giulia-Villaggio Olimpico), Nomentano (piazza Bologna)
Una casa Ater su due è occupata da un moroso, con «tassi elevati di evasione a Garbatella e Prati». Il dato, confermato al Corriere dall’azienda regionale, fa impressione se accostato, per esempio, ai numeri della mega lista d’attesa per l’alloggio popolare: oltre 16 mila persone aspettano il proprio turno, la maggior parte (diecimila) da anni.
Morosità a San Saba e Monteverde
Dà il quadro, insomma, di una situazione allarmante e totalmente fuori controllo sui 50mila alloggi popolari di proprietà della Regione nella Capitale, molti dei quali piazzati in zone di pregio come «San Saba, Monteverde, Cassia tra la Giustiniana e Tomba di Nerone, Flaminio tra Valle Giulia e Villaggio Olimpico, Nomentano tra piazza Bologna e piazzale delle Province», ci racconta un funzionario Ater prima di svelarci le zone dove si evade di più: «Garbatella e Prati», appunto.
Ater in condizioni estreme
Una china difficile da risalire, soprattutto in relazione alle condizioni estreme in cui Ater, non a caso commissariata da novembre 2022, è costretta a operare: un miliardo e 600 milioni di buco tra morosità di varia natura (per quella incolpevole ci sono fondi del governo a compensazione) e cartelle Imu mai pagate al Comune, con un’ultima tranche da 120 milioni (sotto forma di avviso, non ancora di cartella dell’Agenzia delle entrate) che l’azienda non sa di preciso se e come saldare anche perché, in organico, non ha più dirigenti tecnici in grado di assolvere al compito.
Norme «complici» dei furbetti
Ma il 50 per cento di morosità — vale a dire circa la metà degli alloggi Ater occupati (tra 20 e 25 mila) tra abusivi e assegnatari che non versano alcun canone d’affitto — racconta però anche di un altro quadro, quello normativo, che non riesce più a essere impermeabile alle furberie di soggetti che ormai studiano le carte insieme agli avvocati per eludere, se non proprio ignorare, la legge.
Nuova legge per stringere le maglie
E infatti è anche su questo che la Regione, su impulso diretto del governatore Francesco Rocca e con il lavoro dell’assessore alla Casa Pasquale Ciacciarelli, sta insistendo nello studio di una nuova normativa, che per il momento è sotto forma di bozza: oltre al criterio delle assegnazioni che, in futuro, la Regione vorrebbe gestire senza dover per forza coinvolgere il Campidoglio, sulla Colombo si lavora a stringere maglie che – e l’attualità lo mette nero su bianco – o sono troppo larghe oppure lasciano troppo margine alle interpretazioni più creative.
«Pochissime dichiarazioni dei redditi»
Per esempio allo studio c’è un meccanismo che consenta alla Regione di monitorare l’assegnazione nel corso del tempo incrociando il proprio database con quelli di Ater e Agenzia delle entrate. A oggi, infatti, per mantenere l’alloggio popolare è richiesto ogni due anni di inviare all’azienda regionale una dichiarazione dello stato reddito-patrimoniale che attesti se si ha ancora titolo (o meno) ad abitare in un appartamento ad affitto calmierato, tipo 7,50 euro al mese. Di queste dichiarazioni, però, ne arrivano pochissime, «meno del 10 per cento rispetto alle case», ci racconta il funzionario. E Ater, con enormi problemi finanziari e di organico che la condannano «all’ingestibilità», da definizione del commissario Orazio Campo, fa grande fatica a far partire gli accertamenti.
Le «separazioni fittizie»
Un altro escamotage di cui si cerca l’antidoto è quello delle «separazioni fittizie» che permettono all’assegnatario di restare tale nella casa popolare anche se nel nucleo familiare si dichiarano redditi elevati e proprietà. Al momento la legge dice in sostanza che, se il coniuge del titolare ha intestati beni o percepisce un bello stipendio, la coppia ha sei mesi per chiarire la situazione. Dopodiché o entrambi liberano la casa oppure deve andarsene chi ha la dichiarazione dei redditi «pesante». Che infatti prende la residenza altrove, spesso in modo solo virtuale, in modo da conservare lo status di assegnatario del coniuge. Insomma, un autentico divorzio all’italiana.
Ater, sfida Regione-Comune per gestire 50mila case (L’APPETITO VIEN MANGIANDO)
L’INCAPACITA’ POLITICA HA CREATO TUTTO CIO’ OPPURE IL MALAFFARE DELLA POLITICA SULLE CASE POPOLARI CHE E’ SEMPRE STATO GESTITO DALLA SINISTRA!
INFATTI NON SI COMPRENDE IL MOTIVO PER CUI CON L’ENTRATA DELL’ICI LA REGIONE LAZIO NON ABBIA FATTO IMMEDIATAMENTE UNA LEGGE PER DARE LA NUDA PROPRIETA’ DEGLI ALLOGGI ATER AI COMUNI E DANDO LA GESTIONE ALL’ATER DI TUTTE LE CASE POPOLARI COMPRESE QUELLE DEL COMUNE, COME HANNO FATTO LE REGIONI INTELLIGENTI POLITICAMENTE!!!!
CAPIRAI L’INGORDIGIA DEL COMUNE E’ BEN NOTA SPECIALMENTE ORA!
MA SPERO E MI AUGURO CHE ROCCA FACCIA LA LEGGE GIUSTA E INTELLIGENTE!!!
Ater, sfida Regione-Comune per gestire 50mila case
Entrambi gli enti puntano ad avere il controllo totale del patrimonio immobiliare dell’azienda regionale: una storia di burocrazia, finanza e politica
Quella delle case Ater con affaccio sulle elezioni è una storia che mette insieme burocrazia, finanza e politica in un intreccio di interessi tra amministrazioni: la dem in Campidoglio e quella di centrodestra sulla Colombo. In palio c’è il consenso. E il mezzo per accaparrarselo è l’enorme patrimonio immobiliare dell’Ater, circa 50mila tra case e appartamenti — in tutta la città: anche in zone di pregio come Prati, Centro e Garbatella — al centro di una battaglia che si combatte con carte bollate e ribaltoni legislativi allo studio di tecnici e avvocati.
Il debito da mezzo miliardo legato all’Imu
Con ordine. Del buco da oltre un miliardo e mezzo, circa un terzo è determinato dall’Imu non versata al Campidoglio perché, con tanta morosità, Ater negli anni non ha avuto la liquidità per pagare la tassa che le tocca in quanto proprietaria degli immobili: per il fisco capitolino le abitazioni sono tutte seconde case, quindi trattate con l’aliquota massima anche se il canone d’affitto, per altro molto spesso non pagato, parte da 7,50 euro al mese.
Il nuovo avviso del Campidoglio: 120 milioni del 2017
Per ora l’azienda regionale è riuscita a rottamare una delle cartelle arrivate dall’Agenzia delle entrate, quella relativa al 2016, e la rateazione è in corso. Poi, però, un mese fa è arrivato un altro avviso dal Campidoglio che, entro breve, può trasformarsi anch’esso in nuova cartella: «Ater deve 120 milioni relativi al 2017». All’appello, per il momento, mancano altri sei anni di conti non saldati che, in teoria, possono far lievitare il debito fino a 700 milioni. E, con questo incedere, sicuramente andrà così se non succederà qualcosa a cambiare scenario.
La battaglia con vista sulle elezioni
Cosa? Al di là dei rapporti istituzionalmente sereni tra sindaco Roberto Gualtieri e governatore Francesco Rocca, entrati in collisione finora solo sul Teatro di Roma, entrambi gli enti si preparano alla battaglia: la Regione sta mettendo a punto una legge che, al contrario di quella attuale, le consenta di gestire il proprio patrimonio senza doverlo affidare al Comune per le assegnazioni; e il Campidoglio, viste le criticità di Ater — crescenti anche a causa delle cartelle Imu —, chiede che gli venga trasferito tutto il parco immobiliare regionale in modo che «trovi soluzione anche il tema dell’Imu da corrispondere annualmente», dice l’autore della proposta, il consigliere dem in Regione Massimiliano Valeriani. «Vogliono il patrimonio Ater perché hanno finito i loro alloggi — spiega un tecnico della Regione — e per fare le assegnazioni dovrebbero prima sgomberare». Il che, in odore di elezioni Europee, sarebbe davvero troppo impopolare.
MA NE RACCONTANO DE CAVOLATE PER GIUSTIFICARE LA LORO INCOMPETENZA!!!
RISPONDO A TALE ARTICOLO: YURI TROMBETTI FINO A IERI E NON SO SE LO E’ ANCORA ERA IL RESPONSABILE DEL PD PER LA CASA , PER CUI CI DOVREBBE DIRE FINO A OGGI COSA HA FATTO PER MIGLIORARE LA SITUAZIONE?
IL DOTT.FOLLEGA FAREBBE PIU’ BELLA FIGURA A TACERE PERCHE’ LUI PER ANNI E’ STATO IL RSPONSABILE DEI CONDOMINI E LO E’ ANCORA!
I PROPRIETARI SE SI INFORMASSERO BENE SI POTREBBERO METTERE I TERMOSIFONI AUTONOMI E NON GLI SERVE NESSUNA AUTORIZZAZIONE !
IL SUPER BONUS E’ STATO SOLO UNA TRUFFA VERGOGNOSA!!!
FORZA ITALIA APRE BOCCA E GLI DA FIATO PERCHE’ ATER E’ INDIFENDIBILE, MA EVIDENTEMENTE COSTORO NON CONOSCONO IL MARCIO CHE C’E’ ALL’ATER GRAZIE ALLA GIUNTA ZINGARETTI E NON SOLO!!!
INOLTRE IL CASINO DEI DEBITI DELL’ATER SI DOVREBBE INDAGARE A FONDO PERCHE’ NON SONO VERITIERI!!!!
POPOLO SVEGLIATE!!!!!

MA STO POPOLO SE DARA’ MAI UNA SVEGLIATA?
QUANDO LA SINISTRA FACOCITA L’ILLEGALITA’ POI QUESTO ACCADE!!!
DARE LA RESPONSABILITA’ DI TUTTO CIO’ A VOCI MI FA SOLO RIDERE, CHI E’ CHE HA CONSENTITO LE OCCUPAZIONI?
SONO GLI STESSI CHE POI FANNO DELIBERE PER TUTELARLI!
POPOLO DATTE NA SVEGLIATA!!!!
Laurentino 38, dopo lo sgombero degli occupanti scatta l’aggressione all’ex assessore Alberto Voci
Tensione nel quartiere popolare del IX municipio, dove un progetto di riqualificazione di Ater sta trovando la ferma opposizione dei centri sociali
Aggressione all’ex assessore Alberto Voci
L’episodio si è verificato dopo un sit-in di protesta organizzato da alcuni inquilini e centri sociali, di fronte alla sede del IX municipio in largo Peter Benenson. La protesta era stata convocata dal centro sociale che si trova nel sesto ponte del Laurentino 38, condivisa dalla Rete Autodifesa contro gli sfratti e aveva visto la partecipazione di una cinquantina di persone. A scatenare l’agitazione degli attivisti, lo sgombero avvenuto nella mattinata di giovedì al quinto ponte, per opera della Polizia Locale di Roma Capitale. Due nuclei di occupanti, composti prevalentemente da donne, sono stati fatti uscire da tre alloggi non ancora rientrati in possesso di Ater, all’interno di quello che da mesi è ormai un vero e proprio cantiere per la demolizione e ristrutturazione del plesso.
Cosa è successo al Laurentino
Secondo quanto raccontato a RomaToday, il gruppo di aggressori si sarebbe staccato dalla manifestazione in largo Benenson, avrebbe forzato e rotto il portone dell’abitazione di Voci – che nel 2013 è stato assessore al Territorio, alla rigenerazione urbana e mobilità della giunta Santoro – salendo le scale e urlando insulti e minacce nei suoi confronti e in quelli della moglie, presente in casa al momento del blitz. Momenti di paura, che per fortuna non sono scaturiti in aggressioni fisiche e ulteriori danni.
Politica e Ater nel mirino
Voci, che negli anni è stato membro del comitato di quartiere e presidente dell’associazione Laurentum, è da tempo nel mirino di coloro i quali sono apertamente contrari al progetto di riqualificazione dei ponti del Laurentino 38, oggi Laurentino Fonte Ostiense, poiché tra i più accesi sostenitori dell’opera. Una rigenerazione urbana finanziata dalla Regione Lazio e condotta da Ater, proprietaria degli immobili, che punta a creare nuovi alloggi popolari e spazi di aggregazione e che da sei mesi era ferma a causa di questioni amministrative. Ma anche per la presenza di nuclei occupanti, che sono stati sgomberati dopo la firma di un decreto di rilascio da parte della direzione generale di Ater. A settembre 2023, proprio sul quinto ponte, sono comparse delle lenzuola con scritte contro diversi esponenti politici del territorio (tra questi i consiglieri Simone Sordini e Manuel Gagliardi) e Ater.
La solidarietà del Pd
Trasversale la solidarietà a Voci, arrivata nelle ore successive all’aggressione. Enzo Foschi, segretario del Pd Roma, ha espresso “solidarietà ad Alberto e alla sua famiglia, bersaglio di insulti, minacce e gesti irripetibili. Non è più tollerabile subire questi atti vergonosi per chi si impegna attivamente sul territorio, mi auguro vengano individuati presto i responsabili”. Si unisce anche il consigliere capitolino e presidente della commissione patrimonio, Yuri Trombetti: “Vergognosa l’aggressione subita. Alberto in questi anni si è speso per la riqualificazione del Laurentino 38 – dichiara -. Lo sgombero di giovedì, che prevede assistenza alloggiativa per le famiglie, precede il cantiere che realizzerà 48 nuove case popolari. Incomprensibile e inaccettabile quanto accaduto”. “Il Circolo Pd Laurentino condonna con forza questa grave intimidazione e manifesta tutta la sua solidarietà ad Alberto Voci. L’episodio non può lasciarci indifferenti soprattutto se è rivolto a chi combatte per il riscatto e per la rigenerazione delle periferie. Chi strumentalizza la sacrosanta lotta per il diritto alla casa pensando di poter tenere sotto scacco un intero quartiere ed agendo in modo violento non potrà mai essere giustificato“.
Di Salvo (IX mun): “Manifestazioni pacifiche ok, altro è intimidire”
“Gli uffici del municipio hanno lavorato fianco a fianco con Ater per mesi per trovare soluzioni per tutte le persone che abitavano li – premette la minisindaca del IX, Titti Di Salvo -. Regolarmente o abusivamente. Fino alla mattinata di ieri (1 febbraio, ndr) in cui i nostri uffici hanno invitato inutilmente le persone ancora presenti sul ponte a recarsi presso la nostra sede. Subito dopo è stata convocata una manifestazione di protesta davanti al municipio. E le manifestazioni pacifiche vanno sempre bene. Altro è intimidire e minacciare una persona sotto casa sua. Ad Alberto e alla sua famiglia la nostra più totale solidarietà”.
Il centro-destra: “Vero e proprio squadrismo”
Anche da destra e dal centro, parole di vicinanza all’ex assessore: “Le reazioni dei centri sociali allo sgombero portato avanti da Ater sul Quinto Ponte di Viale Ignazio Silone sono a dir poco vergognose – le parole di Laura Corrotti, consigliera regionale di FdI e presidente della commissione urbanistica, politiche abitative e rifiuti -. È inaccettabile infatti l’atteggiamento di un gruppo di manifestanti che si è recato sotto l’abitazione di Alberto Voci minacciando e insultando lui e la sua famiglia. Si trattava di uno sgombero necessario per far proseguire i cantieri per la costruzione di nuovi alloggi popolari ma c’è ancora chi pensa di essere padrone del territorio e sentirsi libero di attaccare chi difende invece il quartiere. Tutta la mia solidarietà”. Si aggiunge Marco Di Stefano di Noi Moderati-Forza Italia: “A lui e la sua famiglia tutta la mia solidarietà. Quelli che si sono verificati sotto casa e nel portone dell’abitazione di Alberto Voci sono atti di vero e proprio squadrismo. Indignazione e ferma condanna verso chi usa metodi violenti e intimidatori per tutelare i loro abusivi privilegi”. Dal gruppo di Fratelli d’Italia del IX municipio, insieme al senatore Andrea De Priamo “totale solidarietà”. Per Simone Sordini, Massimiliano De Juliis, Gino Alleori e Laura Pasetti “Voci è una persona da sempre in prima fila sul territorio e sempre aperto al confronto. La riqualificazione non deve e non può essere ostacolata”.







