FINALMENTE IL CORRIERE DELLA SERA SI E’ SVEGLIATO, PERCHE’ TALI COSE ERANO NOTE E STRANOTE, MA SI SA CHE GARBATELLA E’ INTOCCABILE, PERCHE’ MOLTO PROTETTA DA UN NOTO POLITICO!!!
MA FINALMENTE E’ ARRIVATO ROCCA ALLA REGIONE CHE HA NOMINATO UN BEL COMMISSARIO!
PERO’ CARO PRESIDENTE ROCCA SE AL VALENTE COMMISSARIO NON GLI DAI GLI STRUMENTI, NON CREDO CHE IL COMMISSARIO CAMPO ABBIA POTERI SOPRANNATURALI, OLTRETUTTO E’ CIRCONDATO DA INCAPACI!
PER CUI CARO PRESIDENTE ROCCA DATTI DA FARE CONSENTUI ALL’ATER DI FARE I CONCORSI NECESSARI E ANCHE DI NOMINARE UN VALIDO DIRETTORE, PERCHE’ LASITUAZIONE ATTUALE E’ DISASTROSA!!!
Ater Roma, case popolari riciclate in b&b e affitti brevi. Il caso dell’assegnatario che gestisce l’alloggio da Ibiza
Dai controlli è emersa una famiglia con tredici alloggi. E un’assegnataria che chiede la Scia per trasformare la casa popolare in struttura ricettiva
C’è Jacopo P., 54 anni, che nonostante sia «fiscalmente nullatenente», ovvero non risulti né all’anagrafe tributaria né a quella dei conti correnti, gestisce in subaffitto abusivo la casa popolare al centro di Garbatella, della quale è assegnatario ma moroso, direttamente da Ibiza, dove abita da una decina di anni. Rintracciato telefonicamente dopo un guasto alle tubazioni dell’appartamento, «suo» ma abitato da altri, è finito nella black-list della Regione come soggetto a cui, oltre a multa e denuncia, va tolta l’assegnazione.
Monteverde, famiglia «gestisce» 13 case
E ancora. A Monteverde nuovo, in via dei Colli Portuensi, Rodolfo B., 61enne assegnatari o di un alloggio Ater, gestiva insieme alla moglie un autentico sistema familiare di scrocco e speculazione sulle spalle del contribuente: con cugini, cognati e affini vari avevano costruito una rete di tredici case popolari che affittavano a seconda delle necessità, dall’affitto breve alla lunga permanenza. Una specie di agenzia occulta, insomma. Ovviamente tutto al nero e naturalmente senza pagare un euro di canone mensile per gli immobili di cui i vari elementi della famiglia erano titolari effettivi.
Prati, alloggio trasformato in b&b
Poi c’è anche chi, dopo averne sfruttato i coni d’ombra, resta impigliato nella rete della burocrazia finendo, suo malgrado, per far emergere una situazione estrema, di certo oltre i limiti della legalità. Come è successo alla signora Paola G., 64enne residente assegnataria di un grande appartamento Ater in zona Prati, tra via Boezio e via Ovidio, nel commettere un «peccato d’ingenuità», ci dice un funzionario dell’azienda regionale piegando il racconto su un’ironia piuttosto amara. Morosa da anni come molti altri in zona, Paola decide di sfruttare al meglio la casa popolare in vista dell’arrivo dei pellegrini per il Giubileo e decide di farne un b&b. Bisogna fare dei lavori per adeguare la struttura e, quindi, anche per non solleticare la curiosità di vicini e passanti, presenta in Comune regolare richiesta di Scia. Che, però, finisce per pesare come un’autodenuncia: il caso balza dal Campidoglio a un pc della Regione che trasferisce il dossier all’Ater per le contromisure del caso.
Caccia ai morosi
Sono alcuni esempi, forse i più estremi, nell’enorme calderone di morosità e irregolarità assortite che determina il maxi buco nei conti dell’Ater, oltre un miliardo sul quale il commissario dell’azienda, Orazio Campo, ha deciso di mettere il naso con l’aiuto di società di revisione dei conti specializzate. Il bando è avviato, entro breve la conclusione. In corsa anche Kpmg e Deloitte, due colossi del settore, per fare chiarezza su quali siano i crediti ancora esigibili e quali, invece, non meritino un’azione di riscossione perché quasi prescritti, magari relativi a una persona deceduta o non rintracciabile. Dopodiché scatterà l’operazione recupero: «Dobbiamo aggredire i crediti che possiamo recuperare, non quelli inesigibili», le parole del commissario prima di ammettere che, «senza dirigenti tecnici in organico», l’azione di riscossione diventa un «grande problema». Cioè: così è dura.

