Casilino 900 e sfasci le menzogne del Prefetto e del Sindaco

Il censimento è terminato e le voci che circolano sono quelle di restaurare il casilino 900 per far stanziare i nomadi e magari aggiungerne altri.

Il Sindaco e il Prefetto dopo il blocco stradale effetuato quest’estate dai cittadini di Torre spaccata avevano garantito il trasferimento del campo nomadi.

Purtroppo oggi apprendiamo che invece il casilino 900 rimarrà, il Sindaco ha avuto i voti da molti cittadini perchè in campagna elettorale aveva garantito il trasferimento del casilino 900 e non lo sta facendo, il Prefetto ci aveva assicurato il trasferimento e oggi hanno cambiato idea.

I fuochi hanno continuato ad ardere ed ad affumicarci anche se in misura minore.

La sorveglianza è stata tolta e le macchine piossono circolare nuovamente all’interno del campo e puntualmente sono ricominciati i fuochi.

BASTA questa storia deve finire, in piena città non può esistere un campo nomadi.

Ci rendiamo conto noi cittadini di essere indifesi di fronte a questo grande problema, perchè a noi non ci difende nessuno mentre i nomadi hanno dalla loro parte centinaia di associazioni  che con la scusa di difendere i rom sopravvivono e lavorano per i rom, ma i rom stanno sempre nelle stesse condizioni.

Sarebbe opportuno che oltre al censimento fatto dalla croce rossa ci fosse anche un censimento della finanza per verificare i conti postali e bancari dei rom, forse all’ora si farebbe veramente chiarezza su questo problema, vedi gli ultimi fatti di cronaca (nomade residente in una cassa popolare aveva 600mila euro in banca).

Noi chiediamo solamente rispetto per tutti, i cittadini di Torre Spaccata e d’intorni perchè i cittadini sono stanchi di questi sopprusi  e dei continui fumi che avvelenano l’aria.

Occorre mobilitarci per far si che le autorità ascoltino anche noi e non solo le associazioni che ricevono contributi dalle istituzioni per aiutare i rom, ma vista la situazione vorremmo sapere cosa fanno veramente e come vengono spesi quei soldi.

Vorremmo sapere, inoltre, quali provvedimenti sono stati presi nei confronti di coloro che hanno abusivamente autorizzato la costruzione dello schalet nel campo nomadi.

E mai possibile che se un cittadino che paga regolarmente le tasse fa un piccolo abuso viene immediatamente perseguito e i l’associazione stalter e i nomadi che hanno costruto uno schalet di due piani non ricevono nessun provvedimento e lo schialet è ancora li nonostante tutte le promesse di rimozione?

I cittadini sono stanchi di questi sopprusi e si mobiliteranno ancora una volta per difendere i propri diritii.

Vogliamo il parco e perciò sia i nomadi che gli sfasciacarrozze devono essere trasferiti altrove, abbiamo sopportato per quarant’anni ora basta, anche perchè non capiamo perchè dalle altri parti di Roma vengono trasferiti vedi testaccio, ciampino e da noi invece aumentano questa è la difesa che il nuovo governo del comune vuole fare delle periferie?

Il Sindaco e il Prefetto hanno forse bisogno che venga loro ricordato quanto avevano garantito all’associazione inquilini e proprietari di torrespaccata e al comitato di quuartiere?

3 pensieri su “Casilino 900 e sfasci le menzogne del Prefetto e del Sindaco

  1. laura

    Per capire l’aria che tira:su La Repubblica di domenica, in cronaca di Roma è stato pubblicato un articolo in cui si stigmatizza la grave e pericolosa azione razzista che ad opera dei cittadini di Torre spaccata ha subito il campo nomadi. Ora il giornale ha chi ha dato credito?? Al portavoce del campo nomadi? Ma andiamo!!! E’ l’ennesima dimostrazione che appena si tenta di togliere l’osso … dalla bocca a questi MAGNACCIA ecco che succede. E’ ora di dire basta, questo paese come fa a parlare della Cina che viola i diritti umani, delle favelas del Sud America, ma guardiamo quello che abbiamo sotto casa (il Casilino 900). Qui non si salvaguardano i diritti di nessuno, dei cittadini e delle minoranze. E intanto i fondi dovevanno???

    annamaria addante risponde

    il giornale Repubblica ha riportato le dichiarazioni di Najo senza verificarle e ha dimostrato di essere un giornale di parte e non obiettivo.
    Perchè bastava vedere i manifesti per capire che c’era una strumentalizzazione da parte di Najo che ha tutto l’interesse che le cose rimangano così come sono.
    E’ vero sui nomadi circolano molti interessi e sarà difficile fare chiarezza, ma io spero che siano i nomadi stessi che si ribellino ai loro capetti e inizino a capire come stanno le cose.
    Vi sono molti fondi stanziati per i nomadi sarebbe interessante vedere dove vanno a finire.
    Come Presidente dell’Associazione ho inviato una lettera di rettifica a seguito degli articoli sia su repubblica che sul messaggero, ma non mi sembra di averla vista.

  2. accettapensieri

    ti prego di visitare il nostro sito dove cerco di tenere aggiornata la questione campo nomadi, incontriamoci perchè l’unione fa la forza, grazie per l’ospitalità e perdonami se invito i tuoi lettori a visitare anche il nostro blog:centocellestorica.myblog.it

    annamaria addante risponde

    Sarò lieta di incontrarvi,ci potremmo vedere presso la sede dell’associazione in via elisabetta canori Mora 15/21 telefono 08/23239827 è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 17.00 alle ore 19.00.
    Scuse accetate visitare il blog di centocelle ci permette di conoscerci meglio. Sulla questione nomadi sarà il caso che ci incontriamo per discuterne meglio.

  3. Gaetano

    Egr. signora
    Nonostante l’annuncio del sindaco che entro l’anno il casilino 900 sarebbe stato trasferito, il prefetto continua a fare la sua battaglia
    per legalizzarlo:
    http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/10_ottobre/30/nomadi_mosca_sgomberi_riguardano_i_pacchi_non_le_persone,16651656.html

    Intanto proliferano gli insediamenti abusivi, e il casilino 700 è rinato nel parco di centocelle;
    http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=10207

    Si construiscono baracche abusive nel parco a rotta di collo,col beneplacito delle forze dell’ordine: E’ PARTITA LA LEGALIZZAZIONE ?

    Sig. Addante, facciamo qualcosa, muoviamoci !

    Grazie infinite!

    Non mi sembra che il Prefetto stia legalizzando casilino 900, ha semplicemente detto che il trasferimento del casilino 900 avverrà appena sarà pronto il sito alternativo.Nell’articolo da lei segnalatomi non c’è assolutamente scritto ciò che lei ha interpretato.

    In merito agli altri insediamenti la responsabilità è del presidente del Municipio che non svolge appieno il suo ruolo e non il Prefetto.

    Invece di chiudere il parco di centocelle il Presidente del VII Municipio poteva benissimo dare incarico a qualche associazione per fare attività nel parco e contestualmente controllare il parco. La chiusura del parco ha di fatto lasciato libera mano ai rom che si sono sentiti autorizzati ad occuparlo visto che ormai i cittadini ne erano esclusi a seguito della chiusura.

    Per quanto mi riguarda io sto facendo la mia parte, infatti il 30 ottobre ho avuto un incontro con l’assessore ai servizi sociali in merito al casilino 900 che è stato molto produttivo.

    I cittadini devono capire che per spostare un campo non si può fare su due piedi,ma occorrono risorse, spazi e uomini, il Governo deve attivarsi per dare i fondi, il comune per reperire le aree e le forze dell’ordine necessarie per il trasferimento una volta individuata e attrezzata l’area, per fare ciò ci vuole un pò di tempo.

    In attesa che ciò avvenga il Presidente del municipio e il suo consiglio dovrebbero attivarsi al fine di controllare il proprio territorio e chiedere eventuali rinforzi al comune se non sono in grado di farlo da soli, al fine di evitare che i cittadini continuino a subire i fumi degli incendi provenienti dal campo rom, l’unica cosa di cui è stato capace il 7 municipio è stata quella di far costruire abusivamente una casa di legno che è ancora lì.
    Cosa fanno i consiglieri del 7 Municipio? Perchè non intervengono sul presidente per ristabilire la legalita? Certo è più semplice apparire in televisione dire alcune cose e poi tutto rimane come prima.

    Io ho sempre fatto la politica del fare e non la politica dell’immagine e per fare la politica del fare occorre razionalità, iniziativa e proposta ed è ciò che la nostra associazione ha sempre fatto raggiungendo sempre gli obiettivi prefissati.

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