Ripartiamo dalla sconfitta

Purtroppo abbiamo perso,ma questo non ci impedirà di portare avanti le nostre giuste rivendicazioni,anche perchè la POLVERINI essendo un ex sindacalista non potrà essere insensibile alle richieste della nostra associazione che chiedono solo e unicamente che venga fatta chiarezza sugli annosi problemi dell’Ater di Roma.

Colgo l’occasione per inviare un augurio di Buon lavoro al Presidente Renata Polverini e mi mauguro che ponga una particolare attenzione anche al problema casa.

E invito Emma Bonino a sostenerci nelle nostre richieste così come si era impegnata in campagna elettorale,perchè noi chiediamo solo la certezza del diritto e la legalità,non chiediamo favoritismi,ma ci opponiamo fermamente affinchè non venga cacciato da casa nessuno,ma che vengano affrontati i problemi e risolti.

Dovremmo solo aspettare che il consiglio regionale si insedi e venga nominata la Giunta, per cui vi chiedo pazienza.

2 pensieri su “Ripartiamo dalla sconfitta

  1. Marco

    Le sconfitte aiutano a crescere. Ripartire dai propri errori per non ripetersi.

    Annamaria Addante risponde

    Sono pienamente d’accordo.

  2. Alfonso

    Carissima, dici bene ripartire dalla sconfitta. Condivido come atteggiamento positivo e giusto ma ahinoi già diverse sconfitte fa la sinistra, qualunque “blob” sia ormai, avrebbe dovuto affrontare le ragioni del declino. Invece si arriva ad ignorare l’astensionismo impensabile ai tempi di quando abbiamo iniziato il ns. impegno personale e si cercano facili “capri epiatori” rinunciando ad affrontare il tema centrale della ns. identità. Politica “dall’alto” e scuole di Partito, divisioni e uno strappo sempre maggiore dalla Società reale. Apprezzo moltissimo il tuo coraggio nell’usare il termine “sconfitta” perchè questa è stata. Ma non vedo nei “quadri” lo stesso coraggio. Allora aggiungo ripartiamo dall’impegno di noi “formichine” dalla nostra partecipazione minima ma aderente al reale, legata ai bisogni del quotidiano svestendoci dei panni di una rappresentitività formale e gerarchica Sotto una crosta fredda di disillusione ribolle un magma di istanze e necessità sociali. Tracciamo quei solchi nel terreno che ne provochino la fuoriuscita!
    Alfonso C.

    AnnaMaria Addante risponde

    Caro Alfonso, quanta amarezza nelle tue parole,ma dobbiamo noi avere la forza e il coraggio di dire in faccia ai nostri politici che hanno sbagliato tutto,ma da un pezzo.
    Mi ricordo che una volta quando c’era il PCI dopo le elezioni si faceva l’analisi del voto e si discuteva per giorni e i nostri quadri dirigenti ascoltavano,oggi questa pratica è in disuso e la vocazione dell’ascolto si è persa.
    Una delle mie impressioni è che non abbiamo il coraggio di decidere dove stare,questa continua altalena tra centro e sinistra ci ha logorato.
    Vogliamo essere Riformatori e non lo siamo,vogliamo guardare al centro,ma poi ci voltiamo a sinistra,per cui la prima cosa da fare è quella di capire dove vogliamo stare.
    La seconda e più importante è quella di ascoltare i bisogni reali dei cittadini e comprenderli, smettendo di essere coloro che hanno il verbo in tasca.
    La terza cosa anch’essa molto importante è l’unità interna, basta con le liti, con le guerre l’uno contro l’altro e inoltre basta con i porta borse carrieristi, occorrono persone capaci,competenti e che siano in grado di avere rapporti con i cittadini, quando dico rapporti dico che devono avere la pazienza, l’umiltà e la comprensione dell’ascolto.
    Se iniziamo a mettere in pratica queste tre cose potremmo iniziare la risalità con forza.
    In merito alle formichine che siamo noi, dico solo una cosa SE CI AVESSERO ASCOLTATO oggi non saremmo in queste condizioni e in particolare a CARAPELLA che se avesse ascoltato di più la sottoscritta e non solo Petrucci, oggi sarebbe ancora in aula consiliare, DI CARLO che si è dimostrato più sensibile all’ascolto,ma non ha avuto la forza di prendere decisoni forti nei confronti dell’Ater di roma, oggi è in aula solo per un soffio.
    Spero che questo serva di riflessione a tutti e in particolare a chi ha sostenuto la politica giustizialista messa in piedi nei confronti degli assegnatari, dimenticando che spesso i loro diritti erano stati calpestati.
    La miopia che ha fatto si che le vendite degli alloggi hanno avuto le difficoltà più impensabili,la delibera sulla transazione “prendere o lasciare” senza dare possibilità all’assegnatario di chiedere di verificare la reale morosità, in quanto se lo faceva perdeva il diritto alla transazione,non vendere l’alloggio a chi nel frattempo aveva investito i propri risparmi per non vederli svanire in piccole proprietà,nonostante che la legge sulle vendite non preveda tali accertamenti,ma solo quello di non essere moroso.
    Il non volere ritirare il ricorso al Catasto che poi hanno regolarmente perso, facendo aspettare altri due anni all’assegnatario per comprare.
    Non voler restituire l’aumento ISTAT impropriamente richiesto all’assegnatario nel momento dell’acquisto, costringendolo a fare causa (la prima udienza c’è l’8 Giugno).
    L’aver cambiato il limite di reddito per partecipare alla sanatoria dal reddito di decadenza a quello di accesso,con un colpo di mano a luglio, senza che noi sapessimo nulla, ascoltando solo la voce del Presidente e dell’Unione inquilini, questo ha fatto si che fino ad oggi ci sono circa 4000 sanatorie non accoglibili.
    Questi sono i principali problemi ai quali vanno aggiunte le lettere di decadenza dall’alloggio in piena campagna elettorale inviate dall’Ater di Roma firmate dalla dirigente di area.
    Petrucci spero che capisca che nonstante tutti gli sforzi fatti per risanare l’azienda dai debiti compito eccellente,ha trascurato la parte più sensibile che è l’utenza lasciando pieno arbitrio a chi aveva la responsabilità di tale gestione.
    Mi auguro che riconoscano i loro errori, perchè riconoscedoli è già un passo avanti per non ripeterli.
    Io sono disponibile come sempre,non ho mai avuto bisogno di pennacchi,perchè ho sempre ritenuto che non è la poltrona che fa l’uomo o la donna ,ma è l’uomo o la donna che fanno la poltrona.
    E inoltre ho sempre sostenuto che insieme si vince divisi si perde.
    Credo che questo sia il principale impegno che dobbiamo prendere tutti,ma purtroppo vedo che è ancora un problema grosso.

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