In merito agli articoli di cronaca su “svendo poli” case popolari,apparsi in questi giorni su vari giornali va fatta chiarezza.
Questi alloggi che hanno fatto gridare allo scandalo sono alloggi costruiti senza nessun contributo da parte dello stato e sono i famosi 10.600 alloggi autofinanziati, ovvero gli Ex Enti INCIS,IACP ecc, che hanno costruito queste case accendendo un mutuo con la cassa depositi e prestiti che è stato ripagato dagli assegnatari che avevano avuto in assegnazione la casa.
Finito di pagare il mutuo queste case dovevano diventare automaticamente di proprietà degli assegnatari.
Purtroppo ciò non accadde perché nel 1976 vi fu lo scioglimento degli enti casa.
Il personale dei vari Enti fu sparpagliato tra la Regione,la Cassa del mezzoggiorno,la Presidenza del consiglio e vari Ministeri e poche unità andiedero allo IACP, mentre invece tutti i fascicoli dei vari assegnatari furono riversati allo IACP, da quel momento iniziarono i guai per questi 10.600 assegnatari e per tutti gli altri, in quanto lo IACP non riuscì a governare questa mole di lavoro più o meno con lo stesso personale.
Finchè nel 1991 la Regione Lazio, su pressione degli assegnatari che dovevano acquistare, resasi conto della situazione approvò la legge 42/91,legge che consentiva a questi assegnatari di diventare proprietari,ma dato che lo IACP stava in condizioni economiche disastrose si chiese a questi assegnatari di pagare questi alloggi a un prezzo concordato che teneva conto di ciò che era stato già versato, facendo fare le stime dall’UTE e abbattendole del 30% più il 10% e pur di chiudere questa annosa vicenda(perché questi dovevano acquistare dal 1977 con la 513 che prevedeva a domanda anche l’acquisto degli autofinanziati) accettarono la mediazione.
Il prezzo veniva stabilito dal Catasto in base alla vetustà dell’immobile più gli abbattimenti di legge. Questa è la verità e non altre.
Il problema è che lo IACP-ATER per vendere solo circa 4000 alloggi dei 10.600 ha impiegato 20 anni per venderne neanche la metà.
E oggi chi grida allo scandalo perché 80mila euro (che erano 160milioni nel 91) sono pochi è in malafede perché il danno l’ ha subito l’assegnatario che non ha ancora comprato in quanto aveva maturato quel diritto dal 1989 quando il Presidente dello IACP Massa inviò a tutti gli assegnatari degli alloggi autofinanziati una lettera chiedendo il,versamento di 200mila lire per conferma dell’acquisto (e 200mila lire nel 1989 non erano poche).
Lo IACP-ATER vendendo gli alloggi a macchia di leopardo ha creato delle discriminazioni, perché gli alloggi che hanno venduto fino ad oggi sono stati venduti senza nessun criterio, ma inviando le lettere a caso senza una completezza dell’invio a tutti gli assegnatari dei 10.600 alloggi, esempio in un palazzo di 10 alloggi ne sono stati venduti si o no la metà nel corso di tutti questi anni e così è successo in tutta Roma.
Qursta è la verità, il problema è che oggi si vuole creare scandalo per modificare la legge e aumentare i prezzi di vendita per fare cassa per pagare i debiti con il comune di Roma per mancato pagamento dell’ICI.
Questa idea è nata con la Presidenza Petrucci, ma che nonostante le pressioni dell’Ater non è andata in porto perché è improponibile per il fatto che nel corsi di questi anni gli alloggi sono stati venduti a macchia di leopardo per cui in ogni palazzo dei 10.600 alloggi è stato venduto almeno un appartamento. Per cui cambiare il prezzo è ingiusto e credo anche incostituzionale, in quanto tra soggetti uguali aventi lo stesso diritto non si può praticare comportamenti diversi.
Annamaria Addante

mio padre che fece domanda di riscatto nel 1977 con la 513 (te l’ho fatta vedere e l’abbiamo data alla bottoni) se le cose fossero andate come dovevano andare prima del caos legale-amministrativo,avrebbe dovuto pagare una cifra x o avrebbe usufruito dell’autofinanziamento incis?
Annamaria Addante risponde
Tuo padre aveva due possibilità acquistare l’alloggio con il 30% di sconto più ol 10% di sconto se pagava in contanti o con mutuo bancario oppure il 30% di sconto pagando solo il 30% del prezzo e il resto a Rate con lo IACP oggi ATER.
gentilissima sig, andante se uno degli eredi si rifiuta di firmare la stipula di un alloggio iacp con patto di futura vendita, cosa succede. frazie,
Annamaria Addante risponde
Dovrebbe essere più chiaro,forse voleva dire se uno degli eredi si rifiuta di vendere? Se nè così deve rivolgersi ad un legale, le posso suggerire l’avv.to GALEANI Stefano con studio in via XX Settembre N^4
Tel.06/4817341.