Esito dell’incontro con La Regione Lazio e l’Ater di Roma del 28/11

Sinteticamente informo gli assegnatari che non erano presenti in quanto bastava una piccola delegazione,almeno per il momento, anche perchè le forze vanno calibrate.

L’Associazione ha illustrato e consegnato per iscritto all’Assessore alla Casa Buontempo,(il quale ci ha fatto i complementi perchè abbiamo presentato la documentazione inerente le nostre richieste) al Presidente della Commissione On.le Gigli e al Presidente dell’Ater Prestagiovanni le problematiche che sintetizzamente vi elenco, le ormai famose 10 domande per rilanciare l’Ater e risolvere i problemi che trovate già sul blog e poi più specificamente: rientro figli e ampliamento del nucleo famigliare, corretta applicazione degge 12/99 art.12 comma 4 e legge 14/08 comma 64; decadenze per proprietà e supero redditi; sanatorie: per gli esclusi della 27/06 e necessità di sanare tutto il resto; proprietà immobiliari, errata interpretazione della legge da parte dell’ater in materia di proprietà previste dalla norma; chiediamo la non applicazione dell’art.11 comma c) della legge 12/99in caso di vendita dell’alloggio; sanare tutte le pratiche rimaste inevase in regime di legge 33/87.

Queste in sintesi le cose più importanti oltre la denuncia di alcuni clasi eclatanti.

Abbiamo notato una divergenza di pensiero tra la Regione e l’Ater, in quanto sia l’Assessore che il Presidente della Commissione hanno ribadito che i vecchi piani di vendita debbono essere conclusi prima di aprire i nuovi, dichiarazione che ci è sembrato non condivisa dal Presidente dell’ater.
La nostra sorpresa è che nonostante il cambio della guardia al vertice dell’Azienda le cose sono rimaste uguali, ci viene il dubbio che forse sarà l’influenza del direttore generale che c’è oggi all’ater che è la stessa persona che ieri gestiva l’area gestionale con Petrucci a mantenere questo clima? Il dubbio è forte.

Anche perchè debbo apprezzare l’onestà intellettuale del Presidente dell’Ater che ha dichiarato: prima di fare il Commissario oggi Presidente dell’Ater le questioni le vedevo in modo diverso, oggi ho cambiato idea, per responsabilità gestionale dell’Azienda o perchè pressato dal direttore generale? Questi dubbi ci angosciano e speriamo di chiarirli al più presto.

Infatti chiederemo con forza alla Regione Lazio di esprimersi in materia,ci devono dire se l’Ater di Roma deve essere un’azienda che deve fare profitto o una struttura che deve assolvere al compito sociale del problema casa?

Su questo la Regione deve fare chiarezza, altrimenti questo groviglio di compiti porterà solo al collasso dell’Ater.

Alla riunione erano presenti altri consiglieri regionali,Celli,Colosimo,Dannibale,Foschi,Nieri, i quali non sono potuti intervenire poichè il Presidente dell’Ater non poteva trattenersi a lungo poichè gli avevano occupato la sede a Tor di Nona quelli dell’emergenza abitativa.

Abbiamo auspicato di non dover ricorrere anche noi a tali sistemi per risolvere gli annosi problemi, in tal senso abbiamo ricevuto disponibilità da parte del Presidente della Commissione Gigli e anche dall’Assessore Buontempo, i quali hano convenuto che occorre rivedere alcune norme e sopratutto fare con urgenza un testo unico per la casa, invece di impazzire con miriadi di norme sparse in varie leggi.

Come Associazione possiamo dire di aver fatto un passo avanti, anche perchè il Presidente Gigli ci ha chiesto di inviare tramite l’associazione le problematiche che angosciano gli assegnatari, per capire meglio la situazione e anche per vedere come risolvere al meglio le situazioni.

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti gli assegnatari che erano presenti e invitiamo tutti gli altri a diffondere questo comunicato stampandolo e attaccandolo nei vari quartieri affinchè la mobilitazione sia costante e se necessario fare un’azione più forte dobbiamo essere tutti pronti.

Per qualsiasi chiarimento rimaniamo a vostra disposizione sia telefonicamente che attraverso la sede dell’associazione,anche perchè quanto prima vorremmo fare un’assemblea con tutti gli assegnatari per affrontare ancor più direttamente le problematiche.
Un caro saluto a tutti voi
Annamaria Addante

Un pensiero su “Esito dell’incontro con La Regione Lazio e l’Ater di Roma del 28/11

  1. giovanni

    Gentile Annamaria, a proposito dell’art. 11, comma c, della 12/99, le riferisco il mio caso:
    i miei nonni, più di 60 anni fa, ebbero in assegnazione un alloggio non erp (ex erariale). Alla loro morte, il titolo di assegnatario passò a mia madre, e i miei genitori ormai ultraottantenni vivono ancora lì. Purtroppo mia madre ha una serie di patologie invalidanti (Parkinson, Alzaimer, portatrice di protesi aortica e di 4 bypass, non deambulante, non controlla più gli sfinteri, ecc.ecc.) e per questi motivi non è in grado di compiere le azioni quotidiane per vivere, ha bisogno di assistenza continua 24 ore su 24. Il problema consiste in questo: circa 29 anni fa, io non ero ancora sposato, ho comprato un appartamento anche con il loro aiuto economico, e per questo motivo mi è sembrò giusto dare loro l’usufrutto.
    Ora mi dicono che questo fatto, anche se accaduto tanti anni fa, ha fatto perdere la qualifica di assegnatario a mia madre, che rischia a 90 anni di essere cacciata via.
    Le domande sono 2:
    1) veramente potrebbe essere cacciata via ?
    2) nella casa che ho acquistato (ho la nuda proprietà) ci vivo da circa 29 anni, ed ho sempre pagato io l’Irpef, l’Ici, il condominio, le spese straordinarie, qualcuno mi dice che i miei genitori non hanno esercitato l’usufrutto per più di 20 anni e quindi lo hanno perso per “non uso”. E’ proprio così ?
    Mi scusi per la lungaggine e grazie per l’attenzione.

    Annamaria Addante risponde

    l’uso frutto è pericoloso, in quanto uno sispone del bene anche se non è proprietario,lei ha fatto un grosso errore.
    Ma perchè non togliete questo benedetto usufrutto?

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