Consiglio Regionale Lazio Gruppo consiliare
Lista Civica Cittadini/e Per Bonino
Al Presidente della Commissione VIII
Lavori pubblici e politica della casa
On. Rodolfo Gigli
e.p.c. All’Assessore Alle Politiche Per La Casa
ON. Teodoro Buontempo
Al Commissario Straordinario dell’Ater
Bruno Prestagiovanni
SEDE
OGGETTO: Richiesta di convocazione in Audizione Comitato Inquilini San Saba; Associazione inquilini e proprietari Iacp-Erp
Caro Presidente,
le numerose problematiche segnalate dai comitati degli inquilini ERP durante l’audizione del 28/11/11 hanno trovato risposte parziali da parte di Regione e Ater.
Le situazioni di degrado e scarsa vivibilità in cui versano da anni vari complessi di edilizia pubblica, uniti alle difficoltà sul piano vendita degli alloggi e della manutenzione, rischiano di affievolire o addirittura vanificare il fine altamente sociale per il quale questo tipo di edilizia è stato concepito. La stessa scelta di trasformare gli IACP in aziende di tipo economico, col tempo si è dimostrata carica di problemi. Tanto che, allo stato attuale, prima di pensare a proposte di riforma si rende necessario chiarire in modo inequivocabile se la finalità dell’edilizia popolare debba essere quella di fare cassa o piuttosto quella di sostenere le fasce deboli.
Le allarmanti denunce fatte dal rappresentante del Com. Inquilini S. Saba e le proposte di modifica presentate dall’Ass. Inquilini e Proprietari IACP-ERP meritano una urgente e puntuale risposta.
Alla luce di queste premesse, ritengo che sarebbe utile e opportuno convocare nuovamente in audizione i comitati di cui in oggetto, al fine di affrontare dettagliatamente in sede istituzionale quanto emerso nel precedente incontro e fornire risposte certe ai cittadini che ogni giorno vivono in prima persona gli ormai annosi problemi dell’edilizia popolare.
Certo di trovare la tua comprensione politica resto in attesa di tuo puntuale riscontro, fraterni saluti.
Roma, 30/11/2011 Il Capogruppo
Giuseppe Celli
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VIA DELLA PISANA 1301 – 00136 ROMA TEL. 06/65932600 FAX 06/65932089

Gentile Annamaria,
sono un assegnatario Ater, nel 2002, insieme ad altri amici, abbiamo fatto un affare comprando un appartamento, valore catastale 200.000 euro.
Gli altri non potevano intestarsi l’appartamento, per cui abbiamo deciso che io fossi l’unico intestatario nell’atto notarile.
Quindi sono rimasto proprietario per 3 anni e poi lo abbiamo venduto.
Oggi non ho nessun immobile di proprietà, vorrei sapere se rischio il titolo di assegnatario.
Grazie.
Annamaria Addante risponde
Se se ne accorgono si,perchè i requisiti per stare in un alloggio popolare devono aversi in costanza di rapporto, ovvero sempre.
Scusi signora Annamaria,
sono sempre Paolo del commento precedente (6 dicembre 2011, ore 21,10), vorrei chiederle, se perdo il titolo di assegnatario cosa mi succede ?
E’ vero che avevo un appartamento ma, ora non l’ho più e a 79 anni non saprei dove andare.
Annamaria Addante risponde
Per darti una rispsosta corretta devo leggere la lettera che ti hanno inviato,non si possono dire le cose così.
Annamaria,
la sua risposta al sig. Paolo, e cioè che i requisiti devono assere mantenuti in costanza di rapporto, vale da un certo anno in poi, perchè sono state emanate delle Leggi regionali che riportano le parole “in costanza di rapporto”, penso per esempio alla LR 12 / 99.
Secondo me, bisogna sapere in che anno il sig. Paolo ha avuto l’assegnazione dell’alloggio e se in quel momento la norma vigente prevedeva di mantenere certi requisiti “in costanza di rapporto”.
Io, per esempio, ho avuto l’alloggio dall’IACP, nel 1962 e non mi pare che Leggi vigenti all’epoca obbligassero i requisiti “in costanza di rapporto”.
Lei, però, Annamaria, è più preparata di tutti noi (di me sicuramente) e quindi le facciamo queste deduzioni ma, ci atteniamo sempre alle sue illuminate risposte.
Annamaria Addante risponde
Anche per le vendite effettuate negli anni 60 chi era assegnatario di una casa popolare non doveva avere proprietà.
La costanza di rapporto non è la legge solo che lo dice lo dice anche la Cassazione.
Buonasera Annamaria,
sto leggendo a mio zio i commenti che sono in questa pagina e le risposte che lei scrive. Mio zio vuole esporle il suo caso: vive regolarmente in una casa Iacp da tanti anni e circa 30 anni fa, quando era già inquilino delle case popolari, in un piccolo pezzo di terreno agricolo di sua proprietà, in campagna, ha costruito abusivamente (proprio con le sue mani) una stanza, poi in momenti diversi ne ha attaccato un’altra e poi ancora un’altra, fino ad avere una cucina, un bagno, una saletta e due camere. Il problema è che lui ha fatto delle fondamenta da ridere (senza calcoli, a occhio) e stanza dopo stanza non ha neanche ricollegato i muri. In sostanza gli angoli dove sono attaccate le stanze sono tutti spaccati, alcuni soffitti sono “crepati” e il pavimento di due stanze è spaccato al centro per tutta la sua lunghezza.
Mio zio nell’anno 1985 ha fatto la domanda di sanatoria che è stata accettata ma, non ha mai chiesto l’agibilità perchè il geometra gli disse che non l’avrebbe mai ottenuta, oltretutto non c’è niente di antisismico. Mio zio si è convinto che non poteva andare a vivere in questa casa, perchè poteva anche essere pericoloso. Questa pseudo-casa quindi, non avendo l’agibilità e l’abitabilità, non ha mai potuto avere l’utenza di energia elettrica, l’utenza del gas, l’utenza dell’acqua. Per questo motivo non ci sono termosifoni e Inoltre questa costruzione non ha la fogna, anche perchè il comune non ha la fogna in tutta la zona. Il risultato definitivo è stato che questa costruzione viene utilizzata da mio zio per rimessaggio attrezzi e rimessaggio invernale di piante (limoni, ecc.).
Però, la rendita catastale assegnata porta ad un valore catastale della casa di circa 130.000 euro.
Leggendogli le sue risposte ai commenti, mio zio Le chiede cosa deve fare nel suo caso ?
Distinti saluti.
Annamaria Addante risponde
Che deve fare? Nulla quella non è una casa e inoltre la rendita catastale moltpoolicata per cento è di 13mila euro arrivare a centomila c’è ne vuole.
Stia tranquillo.
Signora Annamaria, da gennaio 2012, con la manovra di questo bel governo Monti, le rendite catastali aumenteranno del 50%, sarà molto più facile superare i 100.000 euro di valore di un immobile di proprietà.
Lei pensa che sarà rivisto e adeguato questo importo ?
Vorrei anche chiederle, quando c’era la lira, per esempio nel 1970, a quanto ammontava il valore catastale indicato dall’IACP che non poteva essere superato da un appartamento di proprietà ?
Grazie.
Annamaria Addante risponde
Cento milioni,la legge parla di ici moltiplicata per cento per cui la nuova ICI non dovrebbe valere almeno che non cambino la legge.
Annamaria, é la prima volta che scrivo e la ringrazio per il tempo che dedica per rispondere ai nostri quesiti.
Penso di farle una domanda particolare, a cui io, ovviamente non so dare risposta: si tratta della nuda proprietà e dell’usufrutto.
Dunque, alla nuda proprietà, se non ho capito male, si da il valore dell’immobile, e allora la domanda é, che valore ha l’usufrutto ?
Quando leggiamo che un assegnatario Ater puó anche avere un immobile di proprietà ma, l’importante é che questo abbia un valore catastale non superiore ai 100.000 euro, la cosa vale anche per l’usufrutto ?
Mi spiego meglio: sembrerebbe che all’usufrutto, in base a una serie di parametri (età dell’usufruttuario, valore catastale, ecc), si possa dare un valore economico, tipo 20.000 euro o altro, é corretto ?
Se é corretto significa che anche il valore dell’usufrutto concorre e puó far parte dei 100.000 euro da non superare ?
Scusi se sono stato un pó contorto nell’esposizione ma, spero che il concetto si sia capito.
La ringrazio anticipatamente per la risposta.
Annmaria Addante risponde
Si è stato un pò contorto,ma credo di aver capito,se lei ha l’usofrutto di un alloggio non può avere una casa popolare,perchè significa che lei può vivere in quell’alloggio o trarne un introido affittandolo,mentre la nuda proprietà è una proprietà che lei non può utilizzare in quanto l’usofrutto è di una’ltro che può disposrre del bene,infatti l’ICI la paga l’usufruttuario.
Gentile signora Annamaria, mia nonna vive in una casa popolare nella provincia di Roma.
Tempo fa, parlando con un addetto dell’Ater di un problema relativo all’alloggio, lui diede delle risposte a mia nonna, ed in particolare le disse che tutto il palazzo non è Erp.
Ma che significa in termini pratici ?
Grazie tante.
Annamaria Addante risponde
se mi dice dove abita le saptò dire come stanno le cose,perchè non capisco che cosa abbia voluto dire quest’impiegato.
Gentile Annamaria, io voglio dire una cosa: ho preso la casa popolare la bellezza di 65 anni fa, chi sta scrivendo adesso è mio figlio perchè io non sono capace con il computer. Voglio dire che la casa, quando l’ho presa aveva l’impianto elettrico fatto con la cosiddetta “piattina”, che era un filo inchiodato al muro, al di fuori di ogni sicurezza e l’IACP dopo doveva rifarmi tutto l’impianto elettrico per Legge, invece ho speso io tanti soldi per farlo. L’IACP poteva farmi pagare l’affitto senza termosifoni ? io penso di no, però i soldi per farli li ho messi io. Le finestre dopo 30 anni erano fraciche e le ho dovute fare io. Tutto ho fatto io in 65 anni di casa. Mai è venuto qualcuno dell’IACP a dire se c’era da fare qualcosa, che non lo sapevano che l’appartamento non c’aveva niente ? (impianto elettrico, termosifoni, ecc. ecc.). Adesso io dico, se l’impianto elettrico a norma di Legge lo doveva fare l’IACP, come tutti gli altri lavori, io ci posso chiedere i soldi.
Spero che me so spiegato bene. Grazie signora.
Annamaria Addante risponde
Lei ha ragione ed è per questo motivo che io sostengo la lotta per far si che queste case vengano vendute ai rispettivi assegnatari, proprio per le cose dette da lei,è una vergogna lo IACP ieri e oggi l’Ater pretendono di gestire circa 60mila alloggi con il risultato che se l’inquilino non provvede a sue spese gli l’alloggi cadono a pezzi.
Se lei avesse avuto in affitto l’alloggio da un privato tutte queste opere le avrebbe scalate dal canone,ma non è così con lo IACP-ATER.
Per questi motivi dobbiamo insistere affinchè queste case diventano definitivamente di chi ci abita.
Scusi Annamaria ma la risposta che ha dato al sig. Nando é importantissima.
Lei dice giustamente che gli adeguamenti per messa a norma degli impianti li avrebbe dovuti pagare IACP-ATER, come avrebbe dovuto pagare, soprattutto per i vecchi palazzi, i rinnovi per cose che cadono a pezzi dopo 30/40 anni, come persiane, finestre, impianti termici, tubature dei bagni, ecc.ecc.
Io penso che tutte le famiglie che vivono in un alloggio IACP/ATER hanno speso dei soldi per i lavori dell’appartamento, che invece doveva spendere IACP/ATER. Annamaria, allora le domando, ma non possiamo richiedere adesso questi soldi all’ATER, tutti insieme saremo decine di migliaia, perché lei che é cosí attiva e preparata, non fa un bel sondaggio su chi vuole riprendere migliaia di euro dall’ATER, e voglio vedere chi non lo fa, specialmente ora con questa crisi. A lei sicuramente non mancano gli avvocati. Pensi che se fossero 10.000 euro a famiglia (e dico poco) e se fossero solo 10.000 famiglie, sarebbe una battaglia da 100.000.000 di euro (centomilioni di euro), credo che anche la sua associazione diventerebbe molto piú importante di quanto lo é già adesso
Annamaria Addante risponde
Cara sig.ra purtroppo non è così facile, l’unica cosa che possiamo fare è di far vendere questi alloggi hai rispettivi assegnatari o chiedere attraverso una causa la decurtazione delle spese effettuate che spettavano al proprietraio che è l’ater,ma per fare questo occorre che ognuno di voi abbia in mano le ricevute fiscali e credo(conoscendo gli italiani) che queste le hanno solo in pochi e inoltre occorre una perizia giurata che dichiari che quei lavori sono stati fatti.
Quanti sono disponibili a fare questo avendo la documentazione necessaria?
Annamaria, ma abbia pazienza, come dice il Sig. Nando, se certi alloggi furono consegnati con un impianto elettrico fatto con la “piattina” perchè 60 anni fa quello era lo standard, è facile verificare se è stato smantellato quel vecchio impianto e se al suo posto ora c’è un impianto a norma, basta andare a vedere sul posto.
Lo stesso discorso vale per i termosifoni, per gli impianti del bagno, per gli impianti della cucina, per le porte, per le finestre, ecc. .
Come fanno le persone ad avere ancora la documentazione del lavoro fatto dentro l’alloggio, dopo 20 o 30 anni ?
Spesso, poi, lo sappiamo che gli artigiani non rilasciano fattura, anche perchè se vuoi la fattura ci devi in più l’iva.
In ogni caso, i lavori se sono stati eseguiti, si possono valutare economicamente.
Lei dice che il rimborso per i lavori effettuati si deve chiedere mediante una causa ?
Facciamola questa causa, migliaia di famiglie, che fanno una causa unica, cosa vuole che venga a costare ad ognuna ?
Se lei si impegna in questa battaglia vedrà quanta gente la seguirà.
Però deve fare in modo che tutti quelli che lo vogliono, in questo blog, possano inviarle i propri dati e la propria situazione.
Annamaria Addante risponde
non mi va di ripetere semprte le stesse cose per fare quello che lei chiede se non ci sono lefatture occorre una perizia giurata.
Quando mi arriveranno centinaia di richieste in questo modo potremo pensare di fare causa, inoltre il codice civile stabilisce che se i danni sono di usura li paga l’inquilino.
Gentile Sig.ra Annamaria,
le ho scritto il 10 dicembre alle ore 20,27, lei mi ha chiesto dove abita mia nonna.
Dunque, lei abita a Tivoli, io sono riuscita a trovare dei vecchi documenti dai quali si evince che il palazzo è stato realizzato con fondi stanziati in base al D.L.C.P.S. n.261 del 10 aprile 1947, il quale non fa riferimento a particolari condizioni di disagio economico degli assegnatari.
Spero di averla aiutata per dare risposta alle mie domande:
1) in questo caso, che significa un alloggio non Erp ?
2) questo alloggio è sottoposto alla normativa Erp anche per la vendita ?
Grazie.
Annamaria Addante risponde
perchè se è tivoli è l’Ater della provincia che se ne occupa e lei può telefonare a nome mio e chiedere tutte le informazioni al sig.Serafini.Il telefono lo trova su internet cercando ater della provincia di roma.
Gentile Annamaria,
i miei nonni vivono da oltre 60 anni in una casa dell’Ater a Roma e stanno cercando di informarsi per una possibilità di acquisto. Io sto cercando di aiutarli vista la loro età e visto che negli uffici dell’Ater non sono riusciti ad ottenere alcuna notizia utile a riguardo.
Cercando su internet ho trovato il suo blog e per prima cosa le faccio i miei complimenti per quello che fa perchè è di grande aiuto per moltissime persone.
Volevo chiederle se lei poteva dirmi se gli immobili di Via Manfredonia a Roma (Quarticciolo) sono in vendita o se ne è stata pianificata la vendita in futuro o dove posso cercare informazioni a riguardo.
Grazie mille per la sua disponibilità e buon lavoro
Annamaria Addante risponde
Si sono nei piani di vendita,se volete acquistare fate una richiesta collettiva inviandola all’Ater,altrimenti non comprerete mai.
Gentile Annamaria,
per prima cosa volevo ringraziarla per la sua risposta. Volevo però chiederle, se possibile, qualche chiarimento (visto che cercando tra gli articoli del suo blog non sono riuscito a capire bene):
1 – cosa intende per richiesta collettiva?
2 – come funzionano gli acquisti delle case dell’Ater? Dove trovo informazioni a riguardo?
Grazie mille per la sua disponibilità
Annamaria Addante risponde
Più persone con lo stesso problema.
Gli acquisti dovrebbero funzionare in base alla legge,ma invece funzionano secondo l’umore di chi dirige.
Le informazioni al riguardo le può chiedere al cal-center,provi e poi mi dica.