Era ora, la nostra Associazione sono anni che denuncia certe cose,ma senza risultati, ma la cosa che ci indigna è la demacogia che viene usata,perchè questi signori l’unica cosa che gli potranno fare è quella di fargli pagare il canone aumentato,per cui dire che questi tolgono la casa a chi ne ha diritto è semplicemente una BALLA,perchè la legge regionale la 27/06 consente a chi supera il reddito per due anni consecutivi di restare nell’alloggio pagando un canone maggiorato e non comprendiamo perchè, visto che la legge è del 2006 ancora non si attua.
Noi come Associazione siamo pronti e disponibili a fare chiarezza,ma va anche detto che non tutti sono evasori,perchè e non sono chiacchiere quando vanno a fare i censimenti, non sempre nei CAF vi sono persone qualificate e alcune omissioni sono dovute a questo, specialmente nei casi che l’assegnatario presenta il modulo ISEE.
Gli errori dei CAF non sempre vanno a discapito dell’Azienda,ne abbiamo verificati anche alcuni che vanno a discapito dell’assegnatario, il problema è sempre il solito la PROFESSIONALITA’ che qualche volta manca.
E vorremmo sapere dal nostro Presidente per tutti quei casi veramente indegni che gli abbiamo segnalato cosa è stato fatto, perchè non ci risulta che sia stato fatto qualcosa,l’unica cosa che notiamo è che questa Azienda si muove secondo regole che non hanno nulla della correttezza e imparzialità, perchè assistiamo ad accanimenti veramente ingiustificabili verso alcune persone in stato di vero bisogno e molta,molta permissività nei confronti di altri che di bisogno non ne hanno davvero,vedi il caso Polverini, ma che purtroppo non è l’unico e fa effetto solo per il nome.
A tutto ciò va anche aggiuntoche le occupazioni abusive non sono tutte euguali, perchè non tutti hanno sfondato e occupato,ma molti sono figli,nipoti che vivevano con i genitori e i nonni e molti di questi che vengono considerati occupanti abusivi hanno invece diritto alla voltura, la nostra Associazione può documentare queste situazioni perchè alcune sono state anche già risolte,ma ve ne sono ancora molte che vengono considerati abusivi erroneamente sempre a causa di quelle interpretazioni della legge fantasiose fatte da alcuni dirigenti dell’Ater di Roma.
Speriamo che inizi un epoca nuova,ma imparziale e corretta amministrativamente senza interpretazioni fantasiose della norma come sono avvezzi fare alcuni dirigenti.
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Ecco i “furbetti” delle case popolari
In 12mila dichiarano redditi inferiori per pagare il minimo d’affitto. Le contromosse: “Azioni penali, recupero delle somme dovute e citazioni per danni”.
Finora si trattava di una voce che trovava conferma soltanto da indiscrezioni circoscritte a qualche caso, magari legato a un nome famoso. Adesso invece, grazie a rapporti di collaborazione sempre più stretti tra l’Ater Roma, ovvero l’azienda regionale che gestisce il patrimonio residenziale pubblico, e l’Agenzia delle Entrate e l’Anagrafe di Roma, il quadro è, senza dubbio, molto più chiaro. A rappresentarlo ieri il presidente dell’Ater Roma, Bruno Prestagiovanni. «Abbiamo scoperto oltre 12mila persone che dichiarano all’Ater redditi non corrispondenti a quanto comunicato all’Agenzia delle Entrate, per una differenza di 50.794.435 euro – annuncia Prestagiovanni – Ci sono 2813 nuclei familiari che dichiarano all’Ater redditi pari a zero: di questi 621 nuclei, pari al 22,08%, dichiarano all’Agenzia delle Entrate redditi per 4.159.699 di euro». I «furbetti» del mattone pubblico e sociale insomma sono migliaia. Incrociando i dati del censimento effettuato dell’Ater Roma nel 2009 e dalla dichiarazione dei redditi dell’Agenzia delle Entrate per l’anno 2009 le sorprese non sono state poche. Innanzitutto va chiarito che i 12.565 “furbetti” che dichiarano redditi non corrispondenti a quanto denunciato all’Agenzia delle Entrate non solo si trovano a pagare un canone del tutto inferiore a quanto dovuto ma nella maggior parte dei casi risultano perfino morosi. Ragionando sempre per numeri complessivi i 12.565 inquilini non solo danneggiano l’Ater con minori entrate sul canone annuo stimate in 2 milioni 177 mila euro ma risultano anche debitori per mancato pagamento del canone pari a 4 milioni 583.440 euro. Il punto dunque è che non solo pagherebbero meno di quanto potrebbero, e dovrebbero, ma non pagano affatto. E non finisce qui. L’Ater Roma ha poi calcolato la rimodulazione dei canoni di affitto in base a quanto effettivamente dichiarato all’Agenzia delle Entrate di 429 nuclei che ad oggi pagano il minimo (avendo dichiarato reddito zero). Il canone minimo mensile che si paga per abitare in una casa popolare è di 7,75 euro al mese. Complessivamente queste 429 famiglie garantirebbero oggi un canone annuale di 45.105 euro. Rimodulando in base alle reali condizioni economiche invece, l’Ater Roma incasserebbe 260.534 euro. Nel particolare, dei 429 nuclei, 42 resterebbero nella fascia “A” e dunque continuerebbero a pagare 7,75 euro al mese; 108 famiglie invece passerebbero dalla fascia A alla B1, vedendo aumentare il canone a 26,37 euro; 119 nuclei andrebbero in fascia B2 per un affitto di 28,47 euro; altri 58 pagherebbero invece 42,88 euro al mese, altri 32 54,38 euro; 37 famiglie pagherebbero poi 68,63 euro: altri 5 nulcei familiari passerebbero a un canone di 88,52 euro; per 5 locatari invece l’affitto “salirebbe” a 86,89 euro; per altri 6 si attesterebbe a 95,74; 97,81 invece il canone che dovrebbe corrispondere un singolo nucleo, mentre altre tre famiglie dovrebbero corrispondere ciascuna un canone di 208,39 euro; in altri due casi invece l’affitto da pagare “salirebbe” a 242,58, Infine, il caso più eclatante riguarda un appartamento e relativo affittuario che dall’attuale fascia A passerebbe nella nuova fascia F4 con un affitto che dagli attuali 7,75 euro mensili si “trasformerebbe” in un canone mensile di 729,40 euro. Una differenza, a guardare bene, sconvolgente. Soprattutto se si pensa alle migliaia di persone ancora in attesa di una casa e che davvero avrebbero più titolo, e diritto, ad ottenerne una proprio dell’Ater. Nel censimento condotto dall’Ater Roma e dalla successiva verifica dei dati incrociati con Agenzia delle Entrate e Anagrafe, su 12.565 inquilini che dichiarano redditi difformi, 1.119 sono gli occupanti senza titolo, ovvero di chi non potrebbe abitare in un alloggio popolare. Anche in questo caso il reddito dichiarato all’Ater dagli “abusivi” ammonta a 7 milioni 508.822 euro; per gli stessi risulta invece un reddito complessivo pari a 12 milioni 804.944 euro, con una “discordanza” di importo a scapito dell’Ater di 5 milioni 296.122 euro. «Avvieremo tutte le procedure necessarie per ripristinare la legalità e per tutelare l’azienda e tutti i contribuenti onesti contro chi pensa di poter utilizzare la cosa pubblica come fosse affar proprio – ha annunciato il presidente Ater Roma, Prestagiovanni – le misure da noi individuate sono: l’avvio dell’azione penale; decreti di rilascio dell’alloggio; ricalcolo del canone; recupero delle somme dovute; avvio delle procedure civili e contabili per il risarcimento di tutti i danni economici subiti dall’azienda e, infine, l’identificazione dei soggetti “non censiti” negli alloggi Ater». Il coperchio è stato sollevato, non resta dunque che passare dalle parole ai fatti.
Susanna Novelli
29/05/2012
