Spuntano altri due alloggi popolari acquistati nel quartiere Prati
PER APPROFONDIREater, esposto, procura
di Caludio Marincola
ROMA – Il caso dell’immobile che la dirigente dell’ufficio alienazioni dell’Ater avrebbe venduto a se stessa finisce in Procura.«Presenteremo un esposto per sgombrare il campo da ogni equivoco hanno chiesto chiarezza tre membri del Cda è assolutamente inopportuno e eticamente immorale che chi ha il dovere di gestire per conto dell’azienda l’ufficio vendite possa risiedere o addirittura acquistare un alloggio popolare».
I tre, Enrico Folgori, Clemente Pansa e Fabio Luigetti non si sono limitati a una dichiarazione formale. Ieri si sono presentati davanti alla sede dell’Ater, in Lungotevere Tor di Nona, con tre scope di saggina e su scritto «Procura della Repubblica».
Serve la ramazza? «É il messaggio che vogliamo lanciare hanno spiegato i tre, tutti espressione della maggioranza gli alloggi popolari devono essere assegnati a soggetti oggettivamente in difficoltà economica, è questa la missione dell’azienda». Il riferimento è al caso dell’alloggio di 7,5 vani acquistato da Fiorella Muscatello, perché «non si possono utilizzare interpretazioni della legge ad hoc» per «risiedere o addirittura acquistare un alloggio popolare».
Folgori,(Pdl),Pansa e Luigetti (Lista Polverini) andranno in fondo. Il vice presidente De Bosi (Udc) ieri non era presente «ma ha garantito il suo sostegno»; gli altri due, Zuppello (Sel) e Altorio (Pd) sono espressione dell’opposizione. I dissapori con il presidente Bruno Prestagiovanni (Pdl) sono stati evidenti quando il Cda ha scelto di non prorogare il mandato all’ex direttore generale Graziosi. «Serve un’inchiesta vera, non quella che è stata fatta finora», accusa Pansa. E chiede: «Perché l’Ater non ha esercitato il diritto di prelazione? Facciamo pulizia dall’interno prima che gli inquilini vengano qui con i forconi». Parlare di atmosfera tesa è poco. Sulla porta del Cda è stato affisso un volantino ingiurioso. Folgori si sente minacciato, denuncia «un’attività di dossieraggio per un contenzioso privato». Silvia Possi (Rsu) è preoccupata per l’immagine dei dipendenti, spera «che la questione si chiarisca». Pansa la rassicura e garantisce, «non ci saranno problemi per gli stipendi dei 480 lavoratori».
E Prestagiovanni? Il presidente getta acqua sul fuoco, per lui si tratta di «atti amministrativi eseguiti in assoluta trasparenza».
Al tempo stesso però garantisce che «se si dovessero rilevare elementi di inopportunità questi saranno ulteriormente verificati e nel caso perseguiti dal punto di vista disciplinare con sanzioni adeguate».
Altri due casi starebbero per spuntare fuori. Il primo riguarda un immobile di 8,5 vani in via Oslavia acquistato nel 2007 dalla figlia di un’altra funzionaria dell’ufficio alienazioni e pagato appena 101 mila euro. Il secondo coinvolge direttamente Rodolfo Mari, dirigente del servizio Cessioni, nonché proprietario di un attico e di un superattico in zona Prati acquistato dall’Ater nel ’98 e poi ampliato nel 2004.
Commento di Annamaria Addante
Bene hanno fatto i consiglieri del C.d.A e spero che non intervenga nessuno a fermarli,per timore che possano uscire altre questioni.
Prestagiovanni purtroppo si è fidato troppo del suo ex direttore generale,ex commissario dell’Ater per pochi mesi prima della sua nomina e del dott.Mari che hanno sempre garantito al Presidente che tutto era in regola e vorrei ricordare che il C.d.A non è stato nominato subito,ma dopo svariati mesi.
Qualcuno si chiederà,ma perchè il C.d.A ha scoperto certe cose e il Presidente no?
Forse perchè questo C.d.A era a digiuno dei problemi Ater e forse perchè ha ascoltato con orecchie diverse la voce degli assegnatari? Forse perchè all’interno di questo C.d.A vi sono sindacalisti che hanno dimestichezza con gli atti amministrativi?Forse perchè vi sono membri che erano ex membri di altri c.d.a? Forse perchè c’è anche chi è laureato in legge e non si fida di quello che dicono certi personaggi dell’Ater? Forse perchè c’è pure chi ha gestito una propria attività aziendale e sa bene come vedere le cose? Forse il propblema è che Prestagiovanni è stato troppo tempo solo dentro l’Ater e che la sua nomina è avvenuta in un secondo tempo e non dobbiamo dimenticare che il precedente commissario è divenuto con la nomina di Prestagiovanni direttore generale per volontà della Regione Lazio, per cui Prestagiovanni non ha avuto vita facile.
Inoltre, sappiamo bene come l’ex direttore ha accolto il nuovo C.d.A, questa volta il C.d.A non era un c.d.a fragile in suggezione del suo Presidente, ma un c.d.a competente unito e compatto.
Mi auguro solo che lo lascino lavorare nella speranza che finalmente questa azienda diventi una casa di vetro.
La legalità e la trasparenza sono elementi indispensabili affinchè anche tra gli assegnatari prevalga questa logica,perchè il marcio non è solo dentro l’Ater,ma anche fuori, si anche fuori, tra gli assegnatari anche li ci sono i furbetti che guarda caso se la cavano sempre e chi ci va di mezzo invece sono quelli che sono onesti e hanno diritto all’alloggio,questa pulizia all’interno dell’Ater consentirà anche un controllo diverso tra gli stessi assegnatari,quello che deve emergere è la trasparenza e la legalità, ovvero diritti e doveri.
Sabato 21 Luglio 2012 – 17:37

Il Dott. Mari non ha voluto allienare la casa dove dal 1948 la mia famiglia a vissuto, solo perchè io figlio nel 1989 ho acquistato una casa a Fiano Romano che rientra nei 100.000 euri di catasto (siamo a 50.000,00) hanno detto che nel nostro caso vale ancora la LIRA. E io essendo domiciliato da sempre perchè celibe (ho 67 anni) con mia madre impedirei anche ad essa l’acquisto. Poi leggo il Messaggero del 20 luglio 2012 e rimango alibito. Senza contare quello che sono venuto a sapere leggendo sul suo blog e altre notizie sugli appartamenti comprati da figli e figliastri di questi integerrimi funzionari. roberto
Annamaria Addante risponde
Mi faccia avere la sua documentazione,perchè non può finire così,le do il mio cell.3394581140
Abbiamo ricevuo la lettera di vendita e pagato 650,00 euri. Poi abbiamo telefonato a Via Aurelia per avere la conferma di quanto scritto sulla domanda.
Ricevuto l’OK da via Aurelia, abbiamo spedito il tutto.
Sorpresa e sconcerto con la lettera di archiviazione firmata Dott. Mari, con i motivi per noi superati e non favorevoli all’Azienda.
Domani la chiamo. Grazie
Annamaria Addante risponde
si mi chiami perchè credo che su questa storia delle possidenze occorra fare chiarezza in quanto non si comprende perchè a chi si e a chi no.
Leggo i post del sig. Roberto e mi viene da dire solo una cosa… VERGOGNOSI.
Annamaria Addante risponde
è purtroppo non è l’unico.
Vi sembra onesto da parte dell’Ater inviare le lettere di acquisto far pagare i 625 euro per l’apertura della pratica e poi sentirsi dire che non ha titolo all’acquisto e per cui i 625 euro sono perduti.
L’Ater non potrebbe verificare prima se uno ha il titolo all’acquisto e poi inviare la lettera.
Quando all’ufficio vendite cera l’avv.to Vassallo e la funzionara Sabbatini i 625 euro si pagavano al momento del rogito, come pure si faceva l’assegno circolare che si consegnava la stessa mattina,ma appena è arrivato il dott.Mari questo non è stato più possibile, pertanto a molte persone vengono praticamente fregati 625 euro e tante persone devono impiccarsi con le finanziarie perchè il dott.Mari vuole l’assegno circolare una settimana prima.
Questo non è corretto e la mia Associazione per averlo denunciato siamo diventati i nemici per il dott.Mari,ma la cosa più grave è che all’Ater nessuno gli dice nulla.