Aveva venduto la casa a se stessa: trasferita
Funzionaria dell’ufficio alienazioni aveva acquistato l’alloggio popolare sulla Cassia
Aveva acquistato un appartamento dell’ex Istituto autonomo
case popolari in via Cassia pur essendo una funzionaria del Servizio alienazioni.
Il caso è stato reso pubblico da Il Messaggero e poco dopo l’Ater ha deciso di spostare la
dirigente in un altro ufficio. Fiorella Muscatello. questo il nome, è stata infatti trasferita in
attesa che si conosca l’esito dell’indagine interna.
Per far luce sulla vicenda il direttore generale Massimo Bellia e il
presidente dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica
Bruno Prestagiovanni hanno nominato una commissione di cui fanno
parte anche due avvocati esterni.
L’appartamento era stato acquistato poco mesi prima dall’ex inquilina,
un’anziana signora da tempo ricoverata in una casa di cura,
e poi rivenduto alla Muscatello, all’epoca in forza al Servizio alienazioni.
Il «caso» di via Cassia non sembra essere l’unico adessere finito sotto le lenti di ingrandimento.
pratiche sotto esame sarebbero almeno 100, tutte portate a termine da uno stesso studio notarile.
L’associazione inquilini e proprietari Ater ha elaborato un dettagliato dossier elencando
una lunga serie di anomalie. Atti di vendita per immobili della stessa tipologia alienati seguendo procedure tra loro
molto diverse.
E poi ancora accorpamenti, sanatorie, divisioni, etc, etc. La procedura prevede che fra le vendite degli
alloggi e la sanatoria (legge 560/93) siano trascorsi almeno 5 anni. É stata sempre osservata?
L’associazione presieduta da Anna Maria Addante ha presentato un esposto alla Procura di Roma e alcun i membri
del C.d.A hanno chiesto al presidente Prestagiovanni di fare chiarezza.
«Abbiamo incontrato nei giorni scorsi il direttore generale Bellia e il presidente Prestagiovanni – spiega
I’Addante – ci hanno garantito che le indagini proseguiranno,tutti i rogiti in cui si fa esplicito riferimento alla delibera
regionale 571 verranno riesaminati. Il sospetto è che qualcuno abbia pagato molto meno di quanto avrebbe dovuto
danneggiando l’azienda e le casse erariali”.
C.Mar.
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Speriamo questa volta di farcela sul serio,nel 1992 la nostra Associazione insieme al consigliere regionale del PCI riuscimmo a far cacciare via il presidente Massa e fu arrestato lui e alcuni membri del c.d.a.
Ci rendiamo conto che erano altri tempi e altri politici,ma noi non vogliamo mandare in galera nessuno,vogliamo solo che all’Ater di Roma si ristabilisca il diritto per tutti e la legalità e vogliamo sopratutto che tutti gli assegnatari i cui alloggi ricadono nei piani di vendita gli sia venduto l’alloggio dove risiedono o dove sono rimasti i loro famigliari ,visto che sono passati 20 anni dalla legge che consentiva loro di acquistare.
E vogliamo che certi personaggi restituiscano quanto preso impropriamente e che siano apportate nei loro confronti le giuste sanzioni disciplinari previste dal loro contratto, la nostra non è una vendetta,ma la giusta richiesta che viene anche da parte di tutti quegli assegnatari che sono stati vessati in tutti questi anni da questi personaggi.
