Una storia al giorno!

Ho deciso di pubblicare le storie degli assegnatari senza farne i nomi, ma illustrando solo il caso affinchè i cittadini e spero anche qualcun’altro si rendano conto di ciò che accade all’Ater.

Oggi voglio raccontare la storia assurda di un cittadino che aveva fatto domanda per una casa popolare più di 40 anni fa.

Questo tizio fa la domanda per avere un alloggio in proprietà con garanzia ipotecaria del ministero LL.PP. e con grande sorpresa si vede scavalcato da una signorina il cui N.F era di 2 persone (lei e la madre) a fronte del suo che era di 4 persone,l’assurdo è che mentre il sig.re aveva avuto lo sfratto la sig.na abitava con la madre in un alloggio IACP.

Questo poveretto cerca disperatamente di ottenere giustizia,ma senza esito,infatti il Presidente della Commissione assegnazione alloggi del ministero Lavori pubblici a cui aveva fatto ricorso, gli risponde dicendo: “La circostanza che la madre della sig.ra…..fosse intestataria di una locazione di un alloggio di proprietà dell’Istituto Autonomo delle case popolari, alloggio sito….non sottoposto alla disciplina del riscatto è ininfluente alla fine della partecipazione al concorso GESCAL ed all’assegnazione dell’alloggio ottenuto dalla concorrente. Comunque lo IACP di Roma competente alla consegna dell’alloggio di S….procederà al recupero dell’appartamento patrimoniale di v…..assegnadolo ad altro concorrente.”

Come andò a finire? La signorina in quell’alloggio non ci è mai andata ad abitare e il sig.re….oggi deceduto a sentire i figli abbia dato una buonauscita alla sig.na e lui entrò nell’alloggio, dove ha pagato regolarmente il condominio per 40 anni e oggi l’Ater di Roma gli scrive una lettera dopo 40 anni di rilasciare l’alloggio libero da persone e cose entro 15 giorni. firmato il responsabile della zona Ater di Roma.

Nulla contro questo funzionario della zona che ha fatto il suo dovere e al quale va il nostro plauso, ma vorremmo sapere che cosa hanno fatto i precedenti responsabili della zona che si sono succeduti, che non si sono accorti che il sig.re era occupante abusivo?

Ma come è possibile che per 40 anni lo IACP e poi l’ATER non si siano mai accorti di nulla?

I responsabili di quella Zona che cosa facevano? Non controllavano? E’ pur vero che quegli uffici di Zona ne hanno viste di tutti i colori e non sempre ha brillato la correttezza, ma addirittura ignorare l’occupazione per 40 anni ci sembra un paradosso e sembrerebbe anche che non sia l’unica.

Come associazione riteniamo che quando accadono certe cose bisognerebbe andarci con cautela perchè il padre avrà pure occupato abusivamente l’alloggio, ma per 40 anni lo IACP-ATER ne è stato connivente ed oggi solo perchè in questa zona ci è andato un funzionario che sa fare bene il suo lavoro è venuta fuori questa situazione e chissà quante altre ne verranno fuori.

Questi fatti rafforzano ancor di più la nostra ferma convinzione che i responsabili delle zone debbano essere persone professionalmente all’altezza del loro compito e non possono essere designate per spartizione politica,ma solo e unicamente per competenza e professionalità, purtroppo il merito professionale non sempre conta all’Ater per le promozioni, sono altre le cose che contano, infatti non riusciremo mai a capire perchè un bravo funzionario laureato in legge sia stato trasferito da una zona ad un ufficio interno, forse perchè capiva troppo?

L’unica cosa che possiamo dire è che la zona ci ha rimesso e pure gli assegnatari, perchè la conoscenza del diritto per svolgere questo lavoro e la capacità di saper leggere e applicare una legge (senza retropensiero) è indispensabile e tale capacità o l’hai nel tuo DNA o l’acquisisci con lo studio.

Lascio a voi i commenti su questa assurda vicenda, di un povero padre sfrattato che non aveva dove andare e chi invece non ne aveva bisogno gli si è data una casa,purtroppo le ingiustizie ci sono sempre state, oggi forse sono aumentate.

Come Associazione cercheremo di tutelare questo figlio che oggi si ritrova forse senza responsabilità diretta in questa situazione, l’Ater gli impone dopo 40 anni di lasciare l’alloggio entro 15 giorni.

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