Questa è la triste realtà che vivono gli assegnatari, tra la completa indifferenza dell’Ater.

Viale Jonio, i palazzi Ater senza alcun ammodernamento

Ater viale Jonio, edifici fermi agli anni ’30
Nessun ammodernamento è stato effettuato negli edifici popolari dopo la costruzione: anziani e disabili segregati in casa causa mancanza ascensore. I residenti denunciano la trascuratezza e l’arretratezza perpetrata dall’Ater
di Sar.Mec. – 28 gennaio 2013

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Non ci stanno più i residenti del condominio Ater di viale Jonio a vedere il proprio palazzo cadere a pezzi e ad essere costretti a vivere in uno stabile che sembra essersi fermato alla fine degli anni ’20: dal lontano 1929, anno della costruzione, nell’edificio, a parte l’installazione del riscaldamento centralizzato e del gas metano per la cucina, non è stata apportata alcun altra miglioria.

I residenti dei quattro palazzi, ovviamente senza ascensore, sono costretti a salire e scendere per le scale: poco male per chi è giovane ed abita i primi piani, una situazione drammatica invece per i tanti anziani costretti a rimanere in casa, delegare vicini e parenti per le commissioni più banali o, nella migliore delle ipotesi, contare sulla solidarietà dei condomini per farsi aiutare nell’impresa di scalare le rampe.

“Si è proprio vero nel 2013 dobbiamo ancora occuparci di una situazione che poteva essere imputata alle problematiche ed alle migliorie impiantistiche nella metà del secolo scorso” – scrive a RomaToday una lettrice denunciando la condizione del condominio.

“E’ stato fatto presente più volte che la situazione va a ledere i diritti umani oltre che civili, ma inequivocabilmente – denuncia la residente di viale Jonio – l’Ater di Roma risponde con lo scaricabarile che, come sappiamo, è il modus operandi di tutta la PA”.
La principale motivazione addotta dall’Ater è il mancato arrivo di fondi dalla Regione Lazio “una scusa – precisa la nostra lettrice – alla quale nessuno crede”.

Anni fa – come racconta la signora – a dire il vero un tentativo di risanamento venne tentato: una ditta fu incaricata di montare gli ascensori ma in seguito al mancato pagamento smontò tutto ciò che aveva installato lasciando nuovamente gli inquilini in balia delle scale.

Una situazione dunque che rischia seriamente di compromettere la serenità e il diritto a vivere senza barriere per i numerosi invalidi civili e disabili che, sperando di accelerare il necessario ammodernamento, hanno addirittura inviato all’Ater i certificati della Asl che attestano la loro condizione.

I coinquilini incontreranno il prossimo 31 gennaio Annamaria Addante, capolista del PSI alla Regione Lazio e presidente dell’associazione Inquilini e Proprietari Iacp-Ater che denunciò in un programma televisivo pratiche illegali diffuse ed irregolarità in merito ad alcune assegnazioni, una denuncia che le costò il rogo della propria auto. A lei i numerosi residenti presenteranno le proprie istanze affinchè la condizione del proprio stabile possa andare incontro ad un progressivo miglioramento.

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Voglio solo aggiungere che la gestione GRAZIOSI e PRESTAGIOVANNI è stata a dir poco fallimentare. Purtroppo per quanto riguarda la gestione degli alloggi anche la gestione Petrucci non ha brillato, ma a quella gestione va almeno il merito di aver ripianato il debito con la banca; non sono però riusciti a sanare il debito con il comune.

Ma io mi pongo sempre una domanda: perché l’Ater di Roma ha venduto l’ex ufficio di via Magnaghi a soli 600mila euro in trattativa privata? Spero che prima o poi qualcuno risponda.

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