Prima fanno i danni e poi cercano di metterci una toppa,ma chi cerca di metterci una toppa lo fa più per loro stessi che per i cittadini di Corviale.
Fare gli orti sui tetti può anche essere una bella cosa,ma sinceramente in una situazione come quella di Corviale mi sembra più una provocazione, che cosa cambierà agli inquilini di Corviale avere il giardino sul tetto? Quando sono costretti a vivere in un palazzo che solo a vederlo mette ansia? Che la maggior parte ha delle telecamere fuori della porta per vedere chi c’è sul lunghissimo corridoio prima di uscire o di aprire la porta?
Questi scienziati di politici senza attributi dovrebbero avere il coraggio di abbattere i mostri e ricostruirli a misura d’uomo ,ma sono sempre troppo presi dai loro interessucci che non riescono a vedere più lontano del loro naso.
Tutta la mia solidarietà agli abitanti di Corviale che grazie al loro impegno hanno migliorato gli alloggi internamente rendendoli gradevoli,ma per rendere gradevole il kilometro di palazzo non sono loro ingrado di farlo,ma ci dovrebbe pensare la politica, questa sconosciuta.
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AZIENDA TERRITORIALE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE
PUBBLICA DEL COMUNE DI ROMA
Lungotevere Tor di Nona, 1 – 00186 ROMA
06-68842270 – Fax 06-68842235 – email: direzionegenerale@aterroma.it
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Comunicato stampa
ATER ROMA
Al via la riqualificazione all’avanguardia del Corviale.
«L’ATER del comune di Roma, attenta alle problematiche sociali, per svolgere al meglio
le sue funzioni istituzionali e mantenere quel ruolo centrale di ricerca, sperimentazione e
realizzazione di interventi di edilizia residenziale, ha il piacere di annunciare la propria
collaborazione al programma sperimentale “Corviale – tetto produttivo”» è quanto ha
dichiarato il Direttore dell’ATER Roma, Avv. Renato Panella, che ha proseguito:
«Il nuovo ambizioso progetto, dall’alto contenuto innovativo, è stato proposto
dall’Università del Molise, capofila di una decina di laboratori universitari nazionali
in una rete di ricerca in continua espansione. Attraverso la firma della convenzione
“Corviale Expo’”, avvenuta lo scorso 7 marzo 2013, è iniziata la selezione degli enti di
ricerca, supportati da fondi pubblici e aziende, per sperimentare moduli di verde pensile,
serre idroponiche fotovoltaiche per produrre alimenti ed energia, laboratori per riciclare
materiali, monitorare consumi e salute, artigianato digitale, formazione a distanza».
L’edificio di Corviale a Roma, conosciuto come “la casa più lunga del mondo”, non
rappresenta solo ed esclusivamente l’emblema della residenza difficile e complicata da
gestire: da ottobre 2012, infatti, il Ministero dei Beni Culturali lo ha riconosciuto quale
Distretto della Cultura dell’Arte dello Sport e dell’Ambiente e l’ATER di Roma vuole
proseguire nel percorso di riqualificazione attraverso questo accordo (come anticipato
dall’Università del Molise alla Biennale di Architettura di Venezia del novembre 2012). Il
complesso di edilizia residenziale pubblica di Corviale, già esempio di sperimentazione di
un grande condominio, si vuole mettere in gioco, dunque, iniziando dal tetto: un orgoglioso
tentativo, sicuramente rilevante per il sistema urbano, proiettato nel prossimo futuro, di
trasformare i lastrici solari degli edifici esistenti in giardini ed orti pensili che contribuiranno
positivamente alla salute dell’ecosistema cittadino.
«La prima fase – ha concluso Panella – prevede parallelamente il concorso a progetti
sperimentali e la sperimentazione preventiva in tutte le regioni, coordinate da UNIMOL, nei
laboratori e sui tetti delle aziende di edilizia residenziale pubblica locali. I moduli promossi
saliranno sul tetto di Corviale per creare un vero e proprio Expo’ da collegare
interattivamente con l’Esposizione Universale di Milano 2015. La convenzione ha il preciso
obiettivo di condividere con gli abitanti fattibilità innovative, già sperimentate in varie città
come New York o Parigi, da declinare in una versione specifica per la cultura
mediterranea. Parte ora un vero laboratorio partecipato da università, associazioni e
imprese, messo in moto con il MediterRAId 2011 e che, una tappa dopo l’altra, continua a
mettere a segno obiettivi sempre più ambiziosi, grazie al mix di economia e velocità, degli
strumenti di cooptazione e comunicazione digitale e di forza ed empatia, dei tradizionali
rapporti sociali diretti».
Roma, 22
