Ma no! Non mi dite! Succedono pure queste cose?

E si succede anche questo e anche di più,ma è più facile fare gli articoli dicendo che sono gli assegnatari degli alloggi che non pagano,ma queli dei locali non si toccano,perchè li ci sono gli amici degli amici, per cui bisogna chiudere un occhio,vero Direttore? Il dott.Mari che ne dice?
Aspettiamo una sua risposta in merito, anzi un bell’articolo sulla cronaca del Tempo non sarebbe male.

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IN VIA LUDOVICO II, POCO DISTANTE DALLA PALESTRA FANTASMA DEL CAMPO ARTIGLIO DI CUI NOIROMA SI E’ OCCUPATA TEMPO FA, UN ALTRO MISTERO TURBA LA QUIETE DELLA ZONA TIBURTINA: UN LOCALE ATER TRASFORMATO IN STUDIO MEDICO PRIVATO CHE NON SI SA DA CHI SIA GESTITO

Se fosse un film, sarebbe “Lo smemorato di Collegno”. La pellicola del 1962, diretta da Sergio Corbucci, in cui un uomo, interpretato da Totò, viene ricoverato in una clinica neurologica, a causa di un’amnesia, mentre tre donne si fanno avanti sostenendo ognuna di esserne la consorte. Peccato sia tutto falso, si scoprirà alla fine. Qualche settimana fa Noiroma ha raccontato come un locale di proprietà dell’Ater, di cui esiste un contratto di “locazione semplice” intestato al presidente del I Municipio Orlando Corsetti (che dalla scheda risulta inquilino moroso), sia stato trasformato, dalla scorsa estate, in uno studio medico privato, gestito da un medico iscritto all’Ordine del Lazio, il dottor Paolo Raffaele Alfano.

Contattato al telefono circa un mese fa, a Noiroma il dottor Alfano ha sostenuto sempre di essere troppo impegnato per dare spiegazioni, ma che ci avrebbe ricontattato. Evidentemente, nel tempo si è dimenticato di farlo. Lo ha fatto invece pochi giorni fa, raggiunto sempre da Noiroma al cellulare, e ci ha dato una propria spiegazione della vicenda alquanto singolare: in sostanza, non sarebbe lui ad aver trasformato in uno studio privato, un centro estetico pubblicizzato anche sul circuito commerciale Groupon con tanto di nome e indirizzo dello studio (“dottor Raffaele Alfano, 5 cavitazioni mediche a 99 euro invece di 750” scadenza offerta il 02/01/2012” o “dottor Raffaele Alfano, 6 o 8 sedute con epilazione laser per uomo o donna” il tutto indicato come svolto in via Ludovico II n4, ndr), il locale dell’Ater situato alle spalle della stazione Tiburtina.

E non sarebbe nemmeno lui ad essere in alcun modo imparentato, come indicato da alcune fonti a Noiroma, con l’assessore del I Municipio (ex assessore anche del III Municipio, dove il locale è ubicato) Salvatore Alfano, membro della giunta Corsetti in entrambe i casi. “Non ho alcun rapporto di parentela, né so niente di questo studio medico” in sostanza ci ha dichiarato. Peccato però che a dare il suo cellulare al cronista sia stato proprio lui (o qualcuno che ha asserito di essere lui), ancora in camice bianco, quando siamo andati a bussare, accompagnati dal consigliere del II Municipio Massimo Inches, alla porta dello Studio in via Ludovico II. Dove, fino a pochi mesi fa, era affissa anche una grande targa di ottone con inciso un nome: “Dott. Raffaele Paolo Alfano – Medico chirurgo – Omeopata Medico estetico”, poi misteriosamente rimossa. Così come la scritta sulla cassetta della posta, con indicato il nome “Studio medico Alfano” scritto a penna. Eclatante caso di omonimia, sdoppiamento di personalità o radicale amnesia? Il dubbio che ci sia qualcuno che non racconti tutta la verità sorge spontaneo, visto che esiste anche una pagina Facebook – Studio medico l’Ame del Dott. Raffaele Paolo Alfano, creata il 12 luglio 2012 – dove non solo è riportato lo stesso indirizzo, ma ci sono anche foto dell’interno del centro medico, nuovo e ristrutturato, della reception e persino una segretaria. Inoltre lo studio, situato al civico 2-4, è attiguo alla casa popolare (sempre Ater) acquistata anni fa sempre dal mini-sindaco Corsetti, che gestiva quello spazio inizialmente per le riunioni degli inquilini delle case popolari del Tiburtino II, associazione di cui era il presidente, e poi lo ha adibito a sede della Margherita e infine del Pd.

Da contratto, quello spazio risultava destinato, infatti, ad attività dedicate ad “Enti e Associazioni politiche/sindacali”. E come sia finito per essere adibito ad attività commerciale privata, per altro di natura medico-estetica, dovrebbe essere quanto meno spiegato. Così l’Ater dovrebbe appurare, come ha sollecitato mesi fa in via ufficiale il capogruppo regionale della Destra Fabrizio Santori al direttore generale, se è vero che l’azienda, proprio dalla gestione di questo spazio da parte di privati o di associazioni, ha ereditato una morosità pari a 49.418 euro di affitti non pagati e chi è stato, nel caso, a non vigilare e a non segnalarlo subito all’ente (visto anche la situazione delle sue casse, non propriamente florida). E mentre dall’Ater ci assicurano che è stata già richiesta tutta la documentazione al proprio ufficio legale, il consigliere Massimo Inches ha protocollato lo scorso 24 aprile una richiesta di accesso agli atti per verificare “l’autorizzazione amministrativa/Attività Dia” rivolta al direttore del III Municipio e una segnalazione al comandante del Corpo Carlo Buttarelli e al comando del III gruppo della Polizia municipale in cui segnala che “lo scrivente consigliere ha constatato che nella località in oggetto viene svolta attività non meglio precisata, tipo laboratorio medico o similare, in locale di proprietà ATER. Si richiede verifica regolarità amministrativa e requisiti per il possesso del locale”. Ci piace ricordare che proprio davanti a via Ludovico II si trova la palestra “fantasma” (pronta da quasi quattro anni e mai aperta al pubblico, ognivolta per vari cavilli) del Campo Artiglio. Non vorremmo che, a pochi metri di distanza, avessimo scoperto anche lo Studio medico “fantasma”..

Il contratto di locazione intestato al presidente del I municipio, Orlando Corsetti
IN VIA LUDOVICO II, POCO DISTANTE DALLA PALESTRA FANTASMA DEL CAMPO ARTIGLIO DI CUI NOIROMA SI E’ OCCUPATA TEMPO FA, UN ALTRO MISTERO TURBA LA QUIETE DELLA ZONA TIBURTINA: UN LOCALE ATER TRASFORMATO IN STUDIO MEDICO PRIVATO CHE NON SI SA DA CHI SIA GESTITO

Se fosse un film, sarebbe “Lo smemorato di Collegno”. La pellicola del 1962, diretta da Sergio Corbucci, in cui un uomo, interpretato da Totò, viene ricoverato in una clinica neurologica, a causa di un’amnesia, mentre tre donne si fanno avanti sostenendo ognuna di esserne la consorte. Peccato sia tutto falso, si scoprirà alla fine. Qualche settimana fa Noiroma ha raccontato come un locale di proprietà dell’Ater, di cui esiste un contratto di “locazione semplice” intestato al presidente del I Municipio Orlando Corsetti (che dalla scheda risulta inquilino moroso), sia stato trasformato, dalla scorsa estate, in uno studio medico privato, gestito da un medico iscritto all’Ordine del Lazio, il dottor Paolo Raffaele Alfano.

Contattato al telefono circa un mese fa, a Noiroma il dottor Alfano ha sostenuto sempre di essere troppo impegnato per dare spiegazioni, ma che ci avrebbe ricontattato. Evidentemente, nel tempo si è dimenticato di farlo. Lo ha fatto invece pochi giorni fa, raggiunto sempre da Noiroma al cellulare, e ci ha dato una propria spiegazione della vicenda alquanto singolare: in sostanza, non sarebbe lui ad aver trasformato in uno studio privato, un centro estetico pubblicizzato anche sul circuito commerciale Groupon con tanto di nome e indirizzo dello studio (“dottor Raffaele Alfano, 5 cavitazioni mediche a 99 euro invece di 750” scadenza offerta il 02/01/2012” o “dottor Raffaele Alfano, 6 o 8 sedute con epilazione laser per uomo o donna” il tutto indicato come svolto in via Ludovico II n4, ndr), il locale dell’Ater situato alle spalle della stazione Tiburtina.

E non sarebbe nemmeno lui ad essere in alcun modo imparentato, come indicato da alcune fonti a Noiroma, con l’assessore del I Municipio (ex assessore anche del III Municipio, dove il locale è ubicato) Salvatore Alfano, membro della giunta Corsetti in entrambe i casi. “Non ho alcun rapporto di parentela, né so niente di questo studio medico” in sostanza ci ha dichiarato. Peccato però che a dare il suo cellulare al cronista sia stato proprio lui (o qualcuno che ha asserito di essere lui), ancora in camice bianco, quando siamo andati a bussare, accompagnati dal consigliere del II Municipio Massimo Inches, alla porta dello Studio in via Ludovico II. Dove, fino a pochi mesi fa, era affissa anche una grande targa di ottone con inciso un nome: “Dott. Raffaele Paolo Alfano – Medico chirurgo – Omeopata Medico estetico”, poi misteriosamente rimossa. Così come la scritta sulla cassetta della posta, con indicato il nome “Studio medico Alfano” scritto a penna. Eclatante caso di omonimia, sdoppiamento di personalità o radicale amnesia? Il dubbio che ci sia qualcuno che non racconti tutta la verità sorge spontaneo, visto che esiste anche una pagina Facebook – Studio medico l’Ame del Dott. Raffaele Paolo Alfano, creata il 12 luglio 2012 – dove non solo è riportato lo stesso indirizzo, ma ci sono anche foto dell’interno del centro medico, nuovo e ristrutturato, della reception e persino una segretaria. Inoltre lo studio, situato al civico 2-4, è attiguo alla casa popolare (sempre Ater) acquistata anni fa sempre dal mini-sindaco Corsetti, che gestiva quello spazio inizialmente per le riunioni degli inquilini delle case popolari del Tiburtino II, associazione di cui era il presidente, e poi lo ha adibito a sede della Margherita e infine del Pd.

Da contratto, quello spazio risultava destinato, infatti, ad attività dedicate ad “Enti e Associazioni politiche/sindacali”. E come sia finito per essere adibito ad attività commerciale privata, per altro di natura medico-estetica, dovrebbe essere quanto meno spiegato. Così l’Ater dovrebbe appurare, come ha sollecitato mesi fa in via ufficiale il capogruppo regionale della Destra Fabrizio Santori al direttore generale, se è vero che l’azienda, proprio dalla gestione di questo spazio da parte di privati o di associazioni, ha ereditato una morosità pari a 49.418 euro di affitti non pagati e chi è stato, nel caso, a non vigilare e a non segnalarlo subito all’ente (visto anche la situazione delle sue casse, non propriamente florida). E mentre dall’Ater ci assicurano che è stata già richiesta tutta la documentazione al proprio ufficio legale, il consigliere Massimo Inches ha protocollato lo scorso 24 aprile una richiesta di accesso agli atti per verificare “l’autorizzazione amministrativa/Attività Dia” rivolta al direttore del III Municipio e una segnalazione al comandante del Corpo Carlo Buttarelli e al comando del III gruppo della Polizia municipale in cui segnala che “lo scrivente consigliere ha constatato che nella località in oggetto viene svolta attività non meglio precisata, tipo laboratorio medico o similare, in locale di proprietà ATER. Si richiede verifica regolarità amministrativa e requisiti per il possesso del locale”. Ci piace ricordare che proprio davanti a via Ludovico II si trova la palestra “fantasma” (pronta da quasi quattro anni e mai aperta al pubblico, ognivolta per vari cavilli) del Campo Artiglio. Non vorremmo che, a pochi metri di distanza, avessimo scoperto anche lo Studio medico “fantasma”..

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