“Quello che succede all’Ater di Roma, oggetto dell’attenzione stamane di
alcune grandi testate nazionali, ha davvero dell’incredibile, o meglio del
surreale”. Così Paolo Camardella, segretario della Fp Cgil di Roma e del
Lazio e Giancarlo Cosentino, segretario della Fp Cisl Roma Capitale Rieti.
“Il 6 marzo 2013 – continuano – il comitato degli iscritti Fp Cgil
denunciava di essere venuto a conoscenza, in una seduta ordinaria di
contrattazione, della decisione della direzione generale di prendere in
locazione una struttura da destinare ad archivio per conservare i documenti
in sicurezza, esponendo l’azienda stessa a un impegno contrattuale
pluriennale. Il 15 marzo, con due note distinte, la Rsu nel suo complesso e
la Cisl Roma Capitale Rieti prendevano posizione sostenendo che per un
archivio si sarebbero potuti utilizzare, con idonei interventi tecnici,
locali di proprietà dell’Ater senza esporsi a un impegno finanziario
particolarmente oneroso. Per tutta risposta, il 18 marzo, il direttore
generale Dott. Panella, diramava un comunicato in cui sosteneva che tutti
avrebbero risposto “in primis in sede penale e poi in quella civile e
amministrativa” delle gravi, calunnatorie e diffamatorie missive”. “Ci si
attendeva di essere convocati al più presto presso una stazione dei
Carabinieri – proseguono i sindacalisti – e invece, con un coup de théâtre
degno del miglior Ionescu, il direttore generale è passato dalla preliminare
analisi di mercato alla firma di un contratto che impegna l’Ater per la
somma di 265mila euro l’anno fino al 2025. Peccato che il locale che
dovrebbe garantire un alto livello di sicurezza all’archivio cartaceo Ater,
non risulti idoneo: lo scrive nero su bianco un dirigente dell’Ater nella
sua relazione. Il locale confina infatti lungo tutto un lato con una
falegnameria condividendone l’impianto antincendio; il sistema di
rilevazione dei fumi non è stato installato, manca la segnaletica delle vie
di fuga e le porte antincendio non sono in regola”. “Di quale sicurezza
stiamo parlando? – dicono ancora Camaredella e Cosentino -. Logica vorrebbe
che tutto si fermasse, e invece al dirigente che parlava di non conformità
dei locali alla normativa viene revocato l’incarico che passa, ovviamente ad
interim, nelle mani del direttore generale. Pensiamo che il nostro paese
meriti manager migliori. E pensiamo che sia giunto di ristabilire la
necessaria trasparenza all’interno dell’Ater di Roma. Chi può, deve fare la
propria parte: assumersi le responsabilità per cui è stato eletto. Prima lo
si fa, meglio è per tutti”.
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Ci fa piacere che i Sindacati regionali finalmente si occupano dell’Ater di Roma, noi lo stiamo facendo da tempo con grandi difficoltà, la sottoscritta ci ha rimesso anche la macchina.
Noi su tale vicenda abbiamo una marea di dubbi su come siano andate realmente le cose, per cui concordiamo pienamente con le OO.SS che si debba ristabilire la necessaria e urgente trasparenza all’interno dell’Ater di Roma ,che possiamo dire che non c’è mai stata, perché l’unica volta che l’Ater di Roma è stato gestito abbastanza bene risale agli anni 1990/93 quando era gestita dal COMMISSARIO CONCETTA INSENGA, ma dopo di lei il diluvio.
