Nomina tecnica e non politica per l’azienda
Terremoto Ater, arriva Ferracci come commissario
DI TONI ORTOLEVA
S
arà con molta pro¬babilità Fabrizio Ferracci, presi¬dente dell’ordine degli ingegneri del capoluo¬go, il prossimo com¬missario dell’Ater di Latina. Una nomina tecnica, a sorpresa, che sta venendo fuori negli uffici della !35fciMHS IKt Già oggi il presi-dente IBIRSIil potrebbe procedere all’indicazione. La scelta, a quanto sem¬bra, sarebbe emersa per volontà diretta del pre¬sidente il quale ha chiarito ai po-litici di riferimento del¬le varie province che era sua intenzione indi¬care, alla guida delle varie Ater territoriali, personaggi dotati di un curriculum inattaccabi¬le, in grado di avere le competenze adatte per gestire la delicata fase commissariale alla quale sono destinate tutte le aziende per l’edilizia residenziale pubblica della provin¬cia pontina.
Dunque, come già avve¬nuto a Roma e Viterbo, anche per Latina la guida dell’Ater sarà affidata a un professionista affidabile. Il nome di Fabrizio Fer¬racci ha comunque il be¬nestare del senatore del Pd Claudio Moscardelli e del consigliere regionale Enri¬co Forte. Il Pd ha dato il proprio via libera a questa operazione, rinunciando di fatto all’indicazione di un politico per il ruolo di commissario. A questo punto i nomi «politici» che aspettavano questa no¬mina dovranno attendere fino alla riforma delle Ater su cui stanno lavorando la giunta e la maggioranza di centrosinistra.
Proprio i tempi di questa riforma saranno determi-nanti, perché fino a quan¬do essa non sarà portata a termine, la guida delle Ater del Lazio sarà affida¬ta ai commissari. I quali, è bene dirlo subito, avranno dei poteri enormi, pari a quelli dell’intero consiglio di amministrazione.
Ultimo capitolo, la rifor¬ma. Nella mente del presi¬dente le Ater come sono oggi non ci saranno più. Due le strade possibili. La prima è la creazione di due sole sedi, una per Roma capitale e l’altra per le restanti pro¬vince del Lazio. La secon¬da proposta che circola nei corridoi della Pisana è in¬vece quella di accorpare le Ater di Latina e Frosinone e di Viterbo e Rieti così da risparmiare sui consigli di amministrazione e i costi di gestione. Qualunque sia alla fine la scelta che avrà la meglio, è chiaro fin da oggi che i tempi non sa¬ranno brevi. Almeno un anno e mezzo sarà indi¬spensabile. Per questo il periodo commissariale si annuncia senza data di scadenza.
SPERIAMO CHE ANCHE PER L’ATER DI ROMA SI SCELGA UNA PERSONA ALTAMENTE QUALIFICATA E SOPRATUTTO CON UN CARATTERE FORTE E TENACE,PERCHE’ L’ATER DI ROMA E’UN PROBLEMA SERIO, CHE VA RISOLTO FACENDO PULIZIA ALL’INTERNO E RIMUOVENDO TUTTA LA CLASSE DIRIGENTE E DIRETTIVA CHE L’HA PORTATA ALLO SFASCIO.
