Riportiamo Roma nella legalità

Riportiamo Roma nella legalità
L’economia della città non va ripulita, ma protetta
Corriere della Sera. Nieri: “Case e occupazioni. Sono un politico mediatore”
• 01 Maggio, 2014

(01/05/2014) – “Lo sa qual è il mio cruccio L maggiore?”. No, forse le inchieste giudiziarie che l’hanno sfiorata o la riguardano? “No, il salario accessorio dei
dipendenti: parliamo di 24 mila famiglie…”. Sono le otto della sera e dopo una giornata «campale» – riunioni in sequenza con maggioranza, sindacati e municipi, approvazione del Bilancio, conferenza stampa – il vicesindaco Luigi Nieri sprofonda nel divano del suo ufficio, al terzo piano di palazzo Senatorio. Rivestimento
rosso/amaranto, pareti giallo/oro: i colori di Roma Capitale.
Nieri è a processo per «resistenza a pubblico ufficiale» ed è stato intercettato nell’inchiesta sui movimenti della casa. Prima vicenda: cosa accadde il 9 gennaio 2010?

Scontri con la polizia al Viminale,
Il vicesindaco Nieri a processo
PER APPROFONDIRE vicesindaco roma, luigi nieri, processo, scontri, polizia, immigrati, rosarno

di Sara Menafra

Il dibattimento è cominciato due giorni fa, a quattro anni dai fatti, e riprenderà il prossimo 19 settembre.
Mentre continuano le polemiche per la solidarietà espressa agli occupanti dell’Angelo Mai nei giorni scorsi e per una intercettazione in cui parlava di «forzare la mano» sul tribunale per bloccare gli sgomberi, il vicesindaco di Roma Luigi Nieri si trova ad affrontare un processo per concorso in resistenza a pubblico ufficiale e lesioni nell’ambito della manifestazione sui fatti di Rosarno che si svolse a Roma a gennaio del 2010. Le udienze sono riprese ora dopo diverse interruzioni, l’ultima delle quali motivata dal cambiamento di collegio. E dopo due testimonianze raccolte durante il dibattimento di ieri, la discussione riprenderà il prossimo 19 settembre.

L’ACCUSA
Secondo gli elementi raccolti dal pm Luca Tescaroli, l’attuale vice sindaco di Roma avrebbe partecipato alla manifestazione prendendo parte anche agli scontri, ma senza un’accusa specifica nei suoi confronti. L’identificazione per entrambi i reati è basata sui video della manifestazione e sulla testimonianza di un agente del Reparto mobile. Le tensioni al presidio in solidarietà con i braccianti immigrati di Rosarno fecero notizia già a gennaio del 2010, quando il sit-in convocato a piazza Vittorio si trasformò in un corteo diretto al Viminale. A largo Esquilino, poco lontano dal ministero degli interni, gli scontri con un bilancio non proprio insignificante: un agente colpito alla testa da un sampietrino, due dimostranti stati portati in ospedale e numerosi i contusi. Alla fine furono identificati trenta contestatori, per i quali scattò la denuncia per partecipazione a manifestazione non autorizzata.
Assieme a Nieri, sono a processo altre nove persone tra i quali l’ex consigliere comunale sempre di Sel Andrea Alzetta. Dalla singola vicenda è nato anche un secondo procedimento, per gli stessi fatti, anch’esso ancora in corso la prossima udienza è prevista per il prossimo 12 maggio.

LE GIUSTIFICAZIONI
Due anni fa, nel 2011, fu lo stesso Nieri a dare la notizia del rinvio a giudizio con un video su youtube ancora disponibile sul suo sito internet. «Nel mio caso ero in piazza nella veste di rappresentante istituzionale – dichiara Nieri dicendosi pronto a difendersi nel corso del processo – , ero allora assessore al bilancio della Regione Lazio ed ero intervenuto per svolgere il ruolo che attiene a chi ricopre incarichi istituzionali, ossia se necessario di mediazione tra i manifestanti e le forze dell’ordine. Questo episodio mi preoccupa, per il segnale che questa vicenda lancia. La nostra giustizia persegue coloro che credono nei diritti umani». Ieri ha aggiunto che la prima udienza ha confermato la sua posizione: «Gli agenti della Digos chiamati a deporre in Tribunale a riguardo, hanno dichiarato che ero stato coinvolto appositamente per intervenire e mediare come figura istituzionale riconosciuta».

LASCIO A VOI I COMMENTI, dico solo che di questi politici ne vorremmo fare volentieri a meno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *