Da Corriere della Sera del 21/05/14
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Prima il comizio, poi l’arresto Tornano ai domiciliari i leader dei Movimenti per la casa .Tensione a Montecitorio, minacce alla Bonafè (Pd) Di Vetta e Fagiano accusati degli scontri in via Veneto L’hanno fatto finire di parlare, di lanciare slogan con il megafono davanti a Montecitorio. Anche di avvertire senza mezzi termini la deputata Pd Simona Bonafè che quando domani «presenterà la sua candidatura per le Europee, sarà una giornata in cui il Pd farà i conti con questa città: e lei stessa farà i conti con questa città. Sappiamo dove cercarla e dove andarla a incontrare. Faremo i conti con questa persona che in aula ha dato il peggio di sé». Poi gli agenti della Digos hanno accerchiato e bloccato Paolo Di Vetta, leader dei Blocchi precari metropolitani, arrestato ieri pomeriggio in piazza, al termine del suo intervento contro l’approvazione del decreto Lupi che assesta un duro colpo ai movimenti di lotta per la casa e alle occupazioni abusive di edifici. La rabbia di Di Vetta si è trasformata in stupore quando i poliziotti lo hanno arrestato di nuovo, su ordine del gip che, accogliendo la richiesta del pm Eugenio Albamonte, gli ha revocato l’obbligo di firma disposto il 13 febbraio scorso mandandolo ai domiciliari nell’ambito della stessa inchiesta sugli scontri con le forze dell’ordine del 31 ottobre 2013 in via del Tritone in occasione della conferenza Stato-Regioni. Analogo provvedimento per Luca Fagiano, altro leader dei Movimenti che da giorni assediano la Camera e che ieri sera, durante un’assemblea con una cinquantina di persone hanno parlato dell’arresto dei due come di «una dichiarazione di guerra». Esposti striscioni e cartelli di solidarietà a Di Vetta e Fagiano, proprio dove lunedì sera i manifestanti avevano concluso il sit-in di protesta con un fitto lancio di uova contro le forze dell’ordine e poi con l’occupazione simbolica del Colosseo, dopo un altro corteo non autorizzato che aveva bloccato il centro. Per i prossimi giorni gli attivisti hanno annunciato altre occupazioni, come quelle dell’Acea e dei Municipi. Prima dell’arresto Di Vetta aveva spiegato che gli obiettivi dei Movimenti erano «prendere gli spazi abbandonati, impedire che le residenze vengano cancellate, che il gas, l’acqua e la luce vengano staccati a coloro che hanno occupato per necessità». La decisione del gip di ripristinare i domiciliari per i due leader è legata alla reiterazione dei reati contestati. In particolare la resistenza allo sgombero di un edificio occupato alla Montagnola a metà aprile dove le forze dell’ordine sono state aggredite dai manifestanti e gli scontri dei black-blue bloc che l’avevano preceduta il 12 aprile in via Veneto e piazza Barberini durante il corteo organizzato anche da Di Vetta e Fagiano. Fulvio Fiano Rinaldo Frignani © RIPRODUZIONE RISERVATA *^*^*^*^*^*^______*^*^*^*^*^______________*^*^*^*^*^*^*^_______________*^*^*^*^*^*^_____________________Basta è ora di finirla con queste prepotenze e minacce tutta la nostra solidarietà alla BONAFE’.
Queti personaggi si sono arricchiti sfruttando la povertà e il bisogno dei più deboli, chi ha veramente bisogno non occupa, loro fino ad oggi hanno creato privilegi nella povertà, perché le occupazioni venivano fatte non verificando il reale bisogno, ma a coloro che giuravano fedeltà al movimento.
L’altro scandalo che deve finire è la gestione dei Residence da parte di questi soggetti.
Devono essere LIBERATI tutti gli immobili occupati da questi personaggi compreso l’ex mobilificio della Garbatella è una VERGOGNA, il guaio è che questi personaggi hanno tra chi lavora all’Ater e al Comune impiegati molti amici, per cui occorre una radicale mobilità del personale sia all’Ater che all’ufficio politiche abitative del Comune di Roma.
Per evitare concussioni e privilegi ogni cinque anni si dovrebbe fare la mobilità del personale, altrimenti si costituiscono piccoli feudi di potere che sono peggio della mala politica.
VOGLIAMO LEGALITA’ NO AI MOVIMENTI DI LOTTA
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