Posti a rischio anche all’ Ater di Frosinone

Posti a rischio anche all’ Ater
I sindacati: <>
PIERFEDERICO PERNARELLA

Nemmeno più i dipendenti pubblici possono ritenersi al sicuro dai tagli aziendali. Ne sanno qualcosa i 62 lavoratori dell’Ater di Frosinone che rischiano di essere messi in mobilità.

È quando denunciano Cgil, Cisl, Uil e Confsal in una nota dal titolo eloquente: «Ora Basta!». In una nota stampa giunta nel tardo pomeriggio di ieri le rappresentanze sindacali denunciano la «ormai degenerata situazione economico/finanziaria dell’ Ater di Frosinone» Talmente degenerata che ora a rischio ci sono persino i posti di lavoro.

I vertici aziendali, scrivono i sindacati, hanno proposto di «mettere il personale dipendente e/o unitamente alle misure del taglio dell’orario di lavoro e del salario,attraverso lo strumento del “patto di solidarietà”, a nostro parere di dubbia applicazione in un ente pubblico economico come l’Ater».

Già un ente pubblico. Gli incontri sindacali si susseguono dal mese di marzo ma tutt’oggi, da parte dell’Azienda, non è ancora arrivata una proposta per la razionalizzazione delle risorse se non, precisano i sindacati, «un taglio generalizzato, non programmato e non quantificato sul costo del personale dipendente, senza alcuna prospettiva futura di risanamento.

Più volte, prosegue la nota stampa, «Più volte le scriventi hanno cercato di entrare nel merito di una profonda
riorganizzazione funzionale dell’Azienda con una ‘mission’ più aderente dell’attività propria dell’ Ater sia per contenerne i costi sia per potenziarne i ricavi.

Questo risultato potrebbe essere raggiunto mediante il coinvolgimento di tutti i dipendenti i quali si sono sempre resi disponibili a collaborare in processi ed attività produttivi finalizzati con obiettivi, risultati e verifiche.

La risposta a questo proposito è stata da parte dell’amministrazione un aumento ultetiore dei costi rinnovando
consulenze e incarichi non necessari e in questo momento di grave crisi finanziaria e la costituzione di una SPA
denominata “Aterhouse” che al momento ha solo prodotto un ulteriore costo, per quello che è dato conoscere, di circa
120 mila euro».

Intanto gli stipendi dei dipendenti vengono erogati con notevole ritardo e il dialogo tra azienda e organizzazioni
sindacali si è interrotto. L’ultimo incontro risale a venerdì scorso ma il tavolo è saltato prima del previsto perché i vertici Ater, denunciano i sindacati, «pretendeva la firma di un accordo di solidarietà al buio, senza neanche avvisare il personale dipendente coinvolto sul vero contenuto e sulle ricadute».

Per Cgil, Cisl, Uil e Confasal è indispensabile «tutelare il futuro di 62 famiglie, molte di esse mono reddito, dell’ Ater di Frosinone». Di certo, conclude la nota stampa, « non si intende tacere, ed oltre a questa denuncia pubblica, le
organizzazioni sindacali chiedono che l’assessore Refrigeri intervenga subito e senza ulteriori indugi e convochi
urgentemente un tavolo presso la Regione Lazio, tenuta per legge alla vigilanza economico finanziaria dell’Azienda.

Comunicano sin d’ora che interesseranno le autorità competenti sulla trasparenza e l’ anticorruzione a difesa del
servizio pubblico erogato dall’ Ater e dei lavoratori tutti».

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Noi temiamo che questa classe dirigente super pagata e incapace stia facendo questo balletto per farsi bella nei confronti della Regione ,per dimostrare che sono bravi, ma questi devono essere cacciati a casa perché hanno solo preso stipendi che non si sono ne sudati e ne guadagnati visto lo stato delle cose.

Inoltre costituire una “Aterhouse” per fare che e che cosa? Un altro sperpero di danaro pubblico,magari per sistemare qualche amico dell’amico?

Ma con un direttore generale pagato più di OBAMA e con tre mega dirigenti super pagati vanno pure a fare “Aterhouse” ?

Questa classe dirigente deve andare a casa e restituire i soldi presi in più rispetto ai loro colleghi romani.

Spero che i Sindacati di Frosinone si diano una svegliata, perché mi chiedo dove erano quando questi si sono dati tali stipendi?

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