ATER (FR) FUORI I PARTITI DALLE ISTITUZIONI (Enrico Berlinguer intervista a Repubblica 1981)

«Chi ha sbagliato deve pagare in prima persona e la politica deve uscire da questa azienda». Questo il testo di un volantino che circolava ieri tra sindacalisti e dipendenti dell’Ater di Frosinone. La tensione e alle stelle dopo la presa di posizione dei sindacati (Cisl, CgiL Uil, Confasal). La frase del presidente Antonio Ciotoli («i nostri dipendenti devono capire che sono finiti i tempi delle vacche grasse») ha generato malumori tra i sindacalisti, I quali tuonano: «In tempi di spending review con lo spettro della mobi¬lity e singolare che tutto si tagli meno che i compensi dei dirigen- ti. II direttore generale dell’Ater ha uno stipendio annuale lordo di 267.000 euro. E tre dirigenti, rispettivamente, di 215.000, 205.000 e 185.000 euro. In tutto parliamo di 872.000 euro lordi all’anno. Ciotoli dice che ha richiesto ai dirigenti la restituzione della 14A dal 2006 ad oggi. Lo ha fatto in virtù di una nostra precisa richiesta. ‘Quelle somme vanno restituite. Ma più in gene¬rale la spending review va fatta 360 gradi, non solo su 62 dipendenti». Per i sindacati inoltre i contratti di solidarietà non possono essere applicati all’Ater, trattandosi di Azienda pubblica economica e non commerciale. I sindacati non danno tregua: «Nel 2012 c’erano 2.400.000 eu¬ro di consulenze. Ciotoli dice che non ce ne sono piu, ma a noi risulta il contrario». Quindi fanno riferimento a varie spese: 150.000 euro per mobili, 24.000 euro per un bagno, 200.000 euro per ristrutturazione degli uffici e dei corridoi. Quindi l’affondo: «Ci sono state spese per il servizio legale di quasi 300.000 euro, di censimenti effettuati da societa esterne che sono costati oltre 100.000 euro. E poi i costi di produttività: 150.000 euro all’anno per 4 dirigenti, 261.000 euro per 68 dipendenti. Senza parlare di incarichi che prevedono un in¬centive del 2,5% rispetto alla somma definita per i risparmi sul costo del lavoro. Sinceramente siamo allibiti». L’assessore Refrigeri ha comunicato alle Aziende di «astenersi dall’adottare provvedimenti di rilievo in ordine alla gestione economico-finanziaria e all’organizzazione che possano mutare l’attuale assetto delle Aziende». Per i sindacati vuol dire che «bisognerebbe astenersi da certi provvedimenti».

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MAI FRASE E’ STATA COSI’ ATTUALE E URGENTE SE VOGLIAMO SALVARE QUESTO PAESE OCCORRE CHE I PARTITI FACCIANO UN PASSO INDIETRO DEVE FINIRE IL SISTEMA DI SPARTIZIONE E APPROPRIAZIONE,BASTA NON NE POSSIAMO Più.

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