Avvocati che guadagnano oltre 300 mila euro l’anno grazie a ricche indennità per procedimenti conclusi con patteggiamenti, transazioni, vizi di forma e prescrizioni. Dirigenti esterni e staff politici con stipendi d’oro, al servizio del sindaco Marino e dei suoi assessori. E poi la galassia dei dirigenti a tempo indeterminato, fra salari raddoppiati, indennità cumulate e premi ingiustificati. Mentre altri 24mila dipendenti capitolini che non superano i 1500 euro, pregano per non vedersi decurtate 250 euro, in media, dalle buste paga di maggio, per il salario accessorio. Eppure la relazione di più di trecento pagine redatta dal Mef, Ministero Economia e Finanze, parla chiaro e boccia l’operato del Campidoglio su tutti i fronti, mettendo in luce mancanze e gravi sprechi, ben più influenti sulle malridotte casse capitoline.
Sono 23 i capi area dell’Avvocatura Capitolina. Ognuno di loro guida un ufficio con decine di avvocati. Senza gli onorari, il loro compenso sarebbe di circa 100mila euro l’anno. Per mezzo di un regio decreto del 1933, questo stipendio va aumentato «dei compensi professionali dovuti a seguito di sentenza favorevole all’ente». Ma è sull’interpretazione di «sentenza favorevole» che nasce l’equivoco. Come sottolineato dal documento del Mef, citando la sentenza 847/2010 del Tar di Lecce, «la ripartizione ha luogo dopo che i titoli, in base ai quali le somme sono state riscosse, siano divenuti irrevocabili». Ecco invece cosa dice l’art. 20 del regolamento interno dell’Avvocatura: «Per decisione favorevole si intende qualsiasi provvedimento che rappresenti un indubbio vantaggio per l’Ente, anche economico, rispetto alle pretese degli avversari». E quindi anche «improcedibilità, estinzione, perenzione, inammissibilità, rinuncia agli atti del giudizio, difetto di giurisdizione, difetto di competenza, difetto di legittimazione ad agire, carenza di interesse e formule analoghe». Gli avvocati di Roma Capitale, insomma, rimpinguano la loro busta paga, più che per meriti sul campo, per gli errori commessi da altri. Ma c’è di più. È proprio il Mef a ricordare che «l’entità dell’indennità non può essere decisa dal beneficiario», come invece disposto dal regolamento dell’Avvocatura stessa. Una disposizione, secondo i tecnici del Tesoro, «illegittima». E pensare che il Comune paga una polizza alle Assicurazioni di Roma di ben 25 milioni di euro l’anno per «responsabilità civile verso terzi».
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Anna Maria Addante Ma vi rendete conto quanti soldi questi si prendono ogni mese senza avere ottenuto dei veri risultati.
Uno di questi paperoni è l’avv.to FRIGENTI che aveva fatto un parere che poi si è rimangiato perchè sbagliato e sono passati nel frattempo 4 anni e sapete quanto è lo stipendio annuo di questo scienziato ve lo dico subito, ma non vi incazzate EURO 299.964,91. Ma quando sbagliano non pagano nulla siamo sempre noi poveri disgraziati cittadini che paghiamo.
E questo è lo stipendio annuo lordo della dott.ssa ACETI,TOTALE ANNUO LORDO € 102.955,13.
la quale invece di applicare correttamente le leggi le interpreta a seconda della sua ideologia e volontà dell’assessore, è questa è correttezza amministrazione? Legalità? Trasparenza?
MI CHIEDO UNA FAMIGLIA DI LAVORATORI NORMALI GUADAGNERA’ CIRCA DUEMILA EURO AL MESE A VOLTE ANCHE MOLTO, MOLTO MENO E CI VANNO AVANTI CON TANTI SACRIFICI,TUTTI QUESTI SOLDI SONO UNO SCHIAFFO ALLA MISERIA E SOPRATUTTO ALLA DEMOCRAZIA PERCHE’ QUESTO NON E’ PIU’ UN PAESE DEMOCRATICO DA UN PEZZO E PURTROPPO GLI ARTEFICI DI CIO’ SONO STATI TUTTI CHI PIU’ E CHI MENO.
OCCORRE RIPORTARE LA NORMALITA’ IN QUESTO PAESE E BENE STA FACENDO RENZI A METTERE UN TETTO ALLE RETRIBUZIONI, MA DOVREBBE ANCHE LEGARLO AI RISULTATI E ALL’EFFICIENZA.
