Regione
Tagli
di 2 mila euro ai consiglieri
di ERNESTO MENICUCCI
A PAGINA 3
Pisana La novità dal ddl Boschi sulle riforme costituzionali
Stipendi più magri
periconsigi Taglio di2.000euro
Saranno equiparati a quello del sindaco
A molti magari è sfuggito, ma dal ddl Boschi di riforma costituzionale — attualmente in discussione, tra scontri, liti, feriti, Aventini e tentativi di mediazione — arriva l’ultimo «taglio» per i consiglieri regionali del Lazio. L’articolo 34 della rifor¬ma, infatti, riguarda proprio i «limiti agli emolumenti dei componenti degli organi regionali» e prevede di aggiungere all’articolo 122, primo comma, della Costituzione una frasetta che sottopone alla determinazione per legge anche «gli emolumenti nel limite dell’importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione».
Due gli effetti pratici. Uno nazionale: cioè i consiglieri regio¬nali italiani non guadagneranno tutti la stessa cifra. Ma di¬pende, appunto, dall’indennità che percepisce il sindaco del capoluogo (Roma, Milano, Napoli e così via). Cifra che non è per tutti i primi cittadini uguale, ma fissata da decreto ministeriale per fasce di popolazione.
Secondo effetto, direttamente sugli eletti della Pisana, è un probabile taglio di circa 1.500/2.000 euro netti al mese. A quanto equivale, in pratica, lo scollamento retributivo tra lo «stipendio» di Ignazio Marino e quello di un consigliere del Lazio.
Marino (come il predecessore Alemanno) viaggia sui 5.300 euro netti al mese. Un consigliere regionale sta sui 7.300 circa.
Una parte come «indennità» (circa 3.800 euro), gli altri 3.500 come «rimborso spese», un forfait nel quale — dopo lo scandalo Fiorito e i tagli applicati in coda alla legislatura Polverini prima e quella di Zingaretti poi — sono rientrate le spese di rappresentanza, quelle per il rapporto eletto/elettori, il rimborso carburante (che non c’è più), il pass per la Ztl (tagliato dal presidente dell’Assemblea regionale Leodori Un tempo, quindi, il consigliere regionale guadagnava molto di più.
Come un parlamentare, 0 quasi.
Poi, oltre agli scandali, è arrivato il decreto del governo Monti, che ha fissato a 11 mila euro lordi il «tetto» mensile. In quella cifra, è tutto compreso. E i vecchi privilegi (auto, indennità aggiuntive, fondi ai gruppi) sono stati tutti falcidiati. Ora, arriva l’ultimo colpo di scure.
Anche se, alla Pisana, qualcuno ci spera ancora: «Se calcolano solo l’indennità noi prendiamo meno del sindaco…».
Qualcun altro, sempre nell’anonimato (parlare di soldi, di questi tempi, non è certo popolare) evidenzia come un primo cittadino come Marino «può contare sulle spese di rappresentanza».
E ancora: «Noi però siamo un’istituzione che legifera». La ratio della riforma, comunque, appare chiara. Renzi ha sempre detto che il Pd è «il partito dei sindaci», come legge elettorale vorrebbe «quella dei sindaci», per cinque anni il premier è stato sindaco di Firenze.
Ed è più che evidente che nella sua testa (e in quella del ministro Boschi, sua fedelissima) i sindaci sono le figure più importanti sul territorio.
Come l’hanno presa, in consiglio?
Eugenio Patanè renziano del Pd, premette: «In realtà, già guadagniamo come un sindaco. Perché dal nostro netto, bisogna togliere la quota che va al partito (mille euro, ndr), più tasse e spese varie».
Detto questo? «Credo che bisognerebbe valutare responsabilità e funzioni, e su quelle decidere».
(La Destra), ex governatore, ex ministro,lancia un dubbio: «Guardi, se l’hanno messo addirittura in costituzione è perché in realtà non vogliono modificare nulla». Cioè? «Se avessero voluto ritoccare gli emolumenti, bastava una legge ordinaria, come fece il governo Monti.
La Regione l’avrebbe dovuta recepire subito». Ma è favorevole 0 contrario? «Che devo dire? Ormai è passato il principio che la politica si dovrebbe fare gratis… E io ho presentato una proposta di legge regionale: zero euro ai consiglieri, fino al rientro dal deficit sanitario». Aderenti? «Nessuno. Mi sono fatto 49 nemici…».
Ernesto Menicucci
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Data 04-08-201A
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Anna Maria Addante Bene fa Renzi a diminuire gli stipendi ai consiglieri regionali e si dovrebbero vergognare quelli che bene o male si sono risentiti,il più paravento Storace che fa proposte di legge demacogiche e inapplicabili per far perdere tempo e altri soldi,ma non dimentichiamoci i danni fatti da Storace quando era Presidente i soldi regalati ai capi segreteria e ai membri delle segreterie,poi lo scioglimento degli IACP e la costituzione della ATER aumentandole di numero,per non parlare di tutto lo sfascio che ha portato nella sanità e ancora parla?E a Patanè voglio ricordare solo una cosa Mario Di Carlo avrebbe approvato, come avrebbe approvato Lionello Cosentino.
