L’INESPERIENZA E FARE I PRIMI DELLA CLASSE PUO’ ESSERE NEGATIVO.

Roma, 9 marzo 2015, Direzione AterTordinona
Incontro con il direttore generale Ater Roma dott. Claudio Rosi
Su sollecitazione del presidente del Consiglio Municipio Roma 1, Yuri Trombetti, i rappresentanti delle associazioni e comitati inquilini di S Saba hanno incontrato il direttore Rosi per avere risposte in merito a tre argomenti importanti e molto sentiti dagli abitanti di S Saba come emerso nell’affollatissima assemblea del Teatro Anfitrione del 29 gennaio scorso: vendita alloggi, canone concordato e decadenze, lavori di manutenzione.
In merito alla vendita, il direttore Rosi, ha confermato la sua posizione già espressa il 4 dicembre scorso nell’incontro presso il circolo PD di via Camuccini: “Per mio conto non c’è alcun impedimento a vendere le case Ater di San Saba qualora la Regione Lazio dovesse inserire S Saba nei futuri piani vendita”. Le associazioni sottolineano le infinite discriminazioni subite negli anni dagli inquilini di S Saba a partire dalle vendite abortite del ’59 e del ’77 sino alle false affermazioni su inesistenti vincoli ostativi alla vendita delle passate dirigenze. Di fatto l’aver impedito la vendita, diversamente da quanto accaduto per i quartieri gemelli di Testaccio e Garbatella, mette seriamente a rischio la possibilità di mantenere l’unicità del nostro rione, parte della storia della città di Roma. Inoltre, anche da parte dell’Ater, nella persona del Commissario Modigliani e del responsabile vendite Mari, è stata espressa di recente la forte contrarietà a vendere le case popolari di S Saba. Il Direttore ha però ribadito che è lui in capo all’Ater Roma e pertanto, pur rispettando le posizioni altrui espresse da una azienda fondamentalmente sana, sarà lui a dettare la linea.
Relativamente al canone concordato e alle lettere di decadenza, quanto emerso dall’incontro ci lascia fortemente perplessi e contrariati . Inizialmente Rosi ha chiarito che il canone concordato per gli assegnatari che superano per due anni consecutivi il limite reddituale è determinato dall’applicazione della Delibera Regionale 897/2009 relativa alla Legge Regionale 27/2006 fatta propria dall’ Ater Roma con delibera 12 del 14/2/2014. Per costoro l’azienda prevede la decadenza a far capo dal 1 gennaio 2014 e l’uscita dall’ambito ERP(edilizia residenziale pubblica) con la stipula di un patto aggiuntivo in forma privatistica di 3 +2 anni. Inizialmente il Direttore parla della possibilità di rientro nella normativa ERP a seguito di variazioni del reddito ma, successivamente, la dott.ssa Sanfelice invitata a chiarire l’argomento, specifica che si potrà tornare al minimo della fascia ma sempre fuori dall’ERP. In sostanza, afferma, dopo cinque anni l’inquilino dovrà liberare l’appartamento. Le associazioni sollevano molte obiezioni a questa interpretazione unilaterale della legge regionale; innanzitutto nella legge si parla di criteri per la determinazione del canone di locazione in luogo della risoluzione di diritto del contratto per coloro che non sono inclusi nei piani vendita e non di un cambiamento della posizione giuridica e questa era la ratio della legge del 2006,, inoltre il normale corso della vita porta a modificare nel tempo reddito e composizione del nucleo familiare anche in presenza di figli che iniziano a lavorare, argomento che infatti viene preso in considerazione nelle legislazioni regionali delle Ater del nord est. Le associazioni consegnano alla responsabile l’analisi sulle fasce di reddito che tengono in considerazione quanto espresso dalla legge regionale e non come interpretato dall’Ater.Sanfelice si impegna a verificare le cifre emerse dalla nostra analisi ma ribadisce che l’edilizia popolare nasce per garantire le famiglie a basso reddito e non situazioni particolari come nel nostro caso dimenticando che, per scelta politica, non si parla più di un Istituto Case Popolari bensì di una Azienda territoriale con obiettivi diversificati. Interviene a tal proposito il dott Mari che pur ribadendo che le case non si devono vendere perché non ci sono soldi per costruirne nuove, e lui è il responsabile alienazioni, ritiene possibile come per negozi e locali la possibilità di un ulteriore rinnovo del contratto di locazione oltre il 3+2. Il direttore pur riconoscendo un fondo di verità in quanto affermato dalle associazioni non esprime alcun parere dirimente in proposito.Risulta quindi ancor più evidente come la discriminazione operata ai nostri danni escludendo S Saba dagli ultimi piani vendita di fatto apre alla disgregazione del nucleo storico degli abitanti del rione, un altro colpo mortale al tessuto popolare della nostra città. Rosi ricorda che negli ultimi 30 anni c’è stato un turn over degli inquilini su tutta Roma di ben il 70% con ancora circa 6000 appartamenti occupati prevalentemente da parenti e conoscenti . Le poche forze disponibili per gli sgomberi riguardano coloro che sfondano le porte per entrare illegalmente di cui ben 112 su 120 sono sati perseguiti. Ricorda inoltre che a S Saba sono stati resi disponibili 9 appartamenti
Da ultimo, l’architetto Fantastichini, presenta l’elenco dei lavori di manutenzione straordinaria che sono stati avviati o lo saranno tra poco nel nostro rione per un ammontare di 360.000€ a base d’appalto . Si tratta fondamentalmente di cornicioni e impermeabilizzazioni dei terrazzi e dei tetti di alcuni stabili dei lotti 3,7, 8, 10. Verranno effettuate verifiche in corso d’opera per controllare il rispetto dei termini oltre al collaudo a fine lavori. Le associazioni rappresentano a loro volta alcuni elementi di criticità come infiltrazioni e problemi di igiene ambientale come blatte e topi presenti in molti stabili. L’azienda prende nota.
Le risultanze dell’incontro saranno oggetto di analisi approfondita il prossimo 13 marzo per identificare le azioni da intraprendere dopo aver informato adeguatamente la cittadinanza e preparare il prossimo incontro con l’assessore regionale Refrigeri, il nostro vero interlocutore politico.
Yuri Trombetti Municipio Roma 1, Rete comune inquilini Ater San Saba, Associazione inquilini A.T.E.R rione XXI San Saba, Comitato inquilini Ater San Saba, Associazione Io c’entro, Associazione socio culturale Aventino
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SINCERAMENTE RIMANGO INTERDETTA,QUESTE ASSOCIAZIONI MI HANNO INVITATA AD UNA ASSEMBLEA PUBBLICA AFFINCHE’ LE AIUTASSI PER RAGGIUNGERE I LORO OBIETTIVI, MI SONO RESA DISPONIBILE, MA EVIDENTEMENTE NON SONO ABITUATE A UN LAVORO COMUNE,PERCHE’ MI E’ STATO DETTO CHE IL CONSIGLIERE TROMBETTA HA CHIESTO UN INCONTRO CON IL DIRETTORE ROSI E SENZA DIRMI NULLA SONO ANDATI DA SOLI ALL’INCONTRO.

PURTROPPO NON HANNO OTTENUTO NULLA, PERCHE’ IL CONSIGLIERE TROMBETTA NON HA ANCORA CAPITO CHE L’INTERLOCUTORE PER RISOLVERE TALI PROBLEMI E’ LA REGIONE.

SE LA REGIONE FA RESISTENZA OCCORRE ORGANIZZARSI A DOVERE PER FARLA RAGIONARE, MA EVIDENTEMENTE NON HANNO ANCORA LE IDEE CHIARE,MA C’E’ IL RISCHIO CHE CON QUESTO LORO ATTEGGIAMENTO RIESCONO SOLO A COMPLICARE LE COSE.

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