LA PROCURA INDAGA, LA FINANZA TROVA,MA TUTTO RIMANE COME PRIMA.
Stamane mi sono recata in 3 municipio perché a seguito di una mia telefonata in merito ai cambi di residenza mi era stato fissato un incontro con l’assessore alle politiche sociali del 3 municipio(sig!) Non sapevo che le politiche abitative erano state decentrate ai municipi.
Dopo 20 minuti di anticamera, l’appuntamento era alle 11.00 la Assessora Eleonora Di Maggio mi riceve, le faccio presente che sono li perché il suo municipio sta effettuando un abuso d’ufficio in merito ai cambi di residenza.
Mi sembra di parlare al vento, mi rendo conto che l’Assessora non conosce affatto la legge regionale 12/99 che è quella che disciplina tutta la materia edilizia popolare, per cui chiedo a lei di far venire il funzionario responsabile del demografico che ha scritto la lettera, a quel punto in pieno panico mi dice che non è possibile, che l’interessato deve rispondere per iscritto.
Mi permetto di farle osservare che lo sappiamo benissimo, ma visto che l’appuntamento non lo chiesto io, ma me lo hanno dato dalla Presidenza quando gli ho fatto notare l’abuso d’ufficio fatto dalla responsabile dell’anagrafico in merito alla richiesta di residenza di un figlio facente parte del contratto originario, per correttezza non abbiamo scritto ancora avendo avuto l’appuntamento per oggi.
A quel punto l’assessora mi chiede se ho la delega dell’interessato, me la guardo negli occhi e mi chiedo, ma questa si rende conto di ciò che dico? Se ho la lettera che il Municipio ha inviato al titolare della richiesta di residenza sarò stata autorizzata, altrimenti non potrei averla, mi rendo conto che è in difficoltà e che sarebbe inutile continuare, in quanto non conosce la materia e gli rispondo semplicemente ho capito grazie e mi permetto di farle una domanda:” ma lei assessore sa cosa significa fare politica?” Ovviamente nessuna risposta.
Questo è quanto accaduto stamane in 3 Municipio per un cambio di residenza di un figlio che tornava a casa della madre e che faceva parte del contratto originario e il municipio vuole rigettare perché lo considera occupante abusivo ai sensi dell’art.5 del DL 47 del 28 marzo 2014, non sanno neanche che è diventato. Legge 23.05.2014 n° 80 , G.U. 27.05.2014.
Vi rendete conto in mano a chi stanno i cittadini?
Questa incresciosa esperienza mi fa riflettere ancora una volta sulla inutilità dei parlamenti nei Municipi che non servono a nulla, sono solo uno sperpero di denaro pubblico e di inciuci, anche perchè oggi ci sono personaggi nei municipi che si fregiano del titolo di politico che non sanno neanche cosa significa politico.
Inoltre tali personaggi politici non sono in grado di fronteggiare un dirigente in quanto non hanno nessuna preparazione al riguardo.
Poveri cittadini in mano a questi pgmei della politica

http://www.romasette.it/regione-lazio-addio-ater-nasce-lagenzia-unica-per-ledilizia-pubblica/
5. L’ingresso di uno dei soggetti indicati nel comma 4 deve essere immediatamente comunicato all’ente
gestore. L’ente gestore, nei successivi tre mesi, verifica che, a seguito dell’ampliamento, non sussistano cuse di decadenza.
Quando mai Lei o il Suo associato avete specificato che il soggetto rientrante ha “comunicato all’ente gestore il suo rientro” ???
Lo capisce o no che il problema è questo.
Se A.t.e.r. non emette un provvedimento di ampliamento, a seguito di una richiesta dell’interessato, l’interessato in questione sarà sempre e comunque trattato quale soggetto avulso dal nucleo familiare di assegnazione e e di conseguenza il Comune di Roma, lo tratterà sempre alla stregua di un occupante abusivo, almenochè non esibisce un titolo, in italiano, se lo capisce, il provvedimento di ampliamento.
Comunque continui pure a disinformare l’utenza e ad insultare chi ne sa più di Lei, e stia pur tranquilla che i problemi dell’utenza aumenteranno anziché diminuire.
Era piu facile consigliare all’utente di chiedere l’ampliamento del nucleo familiare ad ater e poi cambiare la residenza cosi come la legge recita.
Evidentemente per lei è più facile alimentare le folle e perdere tempo a scrivere controdeduzioni prive di senso, non risolve il problema al massimo crea lavoro per il suo studi legale, ops ….di suo figlio.
Saluti
Ho letto dell’accorpamento delle ATER è vero?
SI E’ VERO ERA ORA,SOLO SPERIAMO CHE IN CONSIGLIO L’APPROVINO PRESTO E NON STRAVOLGANO IL TUTTO
LEI E’ SEMPLICEMENTE UN MASCALZONE SI QUALIFICHI PER CHI E’ MAGARI LAVORA ALL’ATER O AL COMUNE? COME SI PERMETTE DI DIRE CERTE COSE,LA PRIMA COSA CHE DICO A CHI SI RIVOLGE A ME E’ DI INVIARE UNA RACCOMANDATA DOVE DICHIARA L’ASSEGNATARIO CHE SUO FIGLIO O FIGLIA E’ RIENTRATO A FAR PARTE DEL SUO N.F AI SENSI DELLA LEGGE 12/99 ART,12 COMMA 1,4 E 5.E DI PORTARE AL MUNICIPIO LA COPIA DELLA LETTERA,MA EVIDENTEMENTE AI MUNICIPIO O ALL’ATER CI LAVORANO GENTE IGNORNTE COME LEI.
SI VERGOGNI PIUTTOSO.
La stimo e credo in lei (e nelle sue battaglie).
Premesso ciò le chiedo se l’avvocato Galeani è davvero suo figlio.
Se così fosse è cosa che non sapevo, sarebbe interessante ma non fondamentale. Nobile riportarlo.
Grazie
SI L’AVVOCATO GALEANI è MIO FIGLIO E NON LO HO MAI NASCOSTO E LO SANNO TUTTI E LO PUBBLICAI ANCHE IN QUESTO BLOG
TUTTI COLORO CHE MI CHIEDONO DELL’AVV.TO GALEANI LA PRIMA COSA CHE GLI DICO E’ MIO FIGLIO.
Il problema è che il figlio è l’avvocato dell’associazione? Ma veramente ci si attacca a queste cose? Che tristezza. Ben venga che il figlio sia l’avvocato. Sono attacchi gratuiti che vengono fatti per mettere in cattiva luce le persone e soprattutto lo si fa nascondendosi dietro un blog.Noi uomini duri.
Che mio figlio è l’avvocato della mia associazione lo sanno tutti e lo dico sempre,io mando la gente da mio figlio se non hanno un loro avvocato di fiducia perché so come lavora mio figlio,conosco la sua serietà e la sua professionalità .Infatti tutti coloro che ci sono andati mi hanno ringraziato.
Chi vuole strumentalizzare su questo è un semplice quaquaraquà
Ma perchè? Esiste un conflitto di interessi per una cosa del genere? E’ ridicolo dire ciò. Anche io sapevo che era il figlio e non vi ho trovato nulle di strano.
Una proposta indecente