ANCHE L’ATER DI ROMA VA COMMISSARIATA, MA SERIAMENTE

Al Direttore dell’Ater di Latina
Dott. Paolo Ciampi

Gentile Direttore,

le chiedo cortesemente in qualità di Presidente dell’associazione di farmi sapere come la vostra Azienda Ater applica la legge 12/99 in materia di rientro dei figli sia se facevano parte del contratto originario o non ne facevano parte.

Le chiedo inoltre di sapere come voi vi comportate in presenza del superamento del reddito per due anni consecutivi.

Le chiedo queste informazioni, perché come Associazione è importante averle, anche perché mi è venuta la curiosità in quanto io ricevo richieste di aiuto da parte di assegnatari di quasi tutte le ATER del Lazio, ma dalla vostra di Latina non ho mai ricevuto nessuna lamentela.

La ringrazio della cortesia , cordiali saluti

Annamaria Addante

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Da: Paolo.Ciampiaterlatina.it Inviato: martedì 9 giugno 2015 13:35
A: am.addante@tin.it
Cc: Ercole Conte ATER aterlatina.it
Oggetto:

Gentile Sig.ra Addante,

facendo seguito alla Sua richiesta del 28 maggio u.s., Le rappresentiamo quanto segue:

– il tenore del dettato normativo del comma 4 lettera e) Art. 12 L.R. 12/99 che disciplina l’ampliamento,facendo riferimento espresso al rientro dei figli, è stato inteso da questa Azienda quale rientro nell’ambito del nucleo familiare originario senza uteriori condizioni, se non quella del permanere in possesso dei requisiti previsti dalla normativa in materia di e.r.p.

– in caso di superamento del limite di reddito di decandenza per due anni consecutivi, se l’immobile relativo è inserito nei piani di vendita, l’assegnatario viene sollecitato all’acquisto; in caso contrario si applica il canone concordato stabilito dagli accordi territoriali ex Legge 431/98 ove pattuito in ciascun singolo comune,

Rimaniamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Distinti saluti

IL DIRETTORE GENERALE

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HO PUBBLICATO QUESTE DUE E-MAIL PERCHE’ TEMPO FA MI VENNE UN DUBBIO, IN QUANTO NON HO MAI RICEVUTO LAMENTELE DALLA PROVINCIA DI LATINA IN MERITO ALLE CASE ATER.
E COSI’ MI SONO DOCUMENTATA CHIEDENDO AL DIRETTORE DI CONOSCERE COME LORO APPLICAVANO ALCUNI ARTICOLI DELLA LEGGE 12/99.
DEBBO DIRE CON MIA GRANDE SODDISFAZIONE CHE OLTRE AD AVERE UNA RAPIDA RISPOSTA HO SCOPERTO CHE L’ATER DI LATINA APPLICA LA LEGGE 12/99 COME IO DA ANNI STO CHIEDENDO CHE VENGA APPLICATA SIA ALL’ATER DI ROMA CHE ALL’ATER DELLA PROVINCIA, PURTROPPO SENZA RISULTATI POSITIVI.
ORA HO INVIATO TALE CORRISPONDENZA ALL’ASSESSORE REFRIGERI SPERANDO CHE INTERVENGA IMMEDIATAMENTE PER RIPRISTINARE LA LEGALITA’ E IL RISPETTO DELLE LEGGI IN TUTTE LE ATER DEL LAZIO, IN ATTESA DELLA RIFORMA.

Ora mi chiedo, perché questa differenza di applicazione della legge tra le varie Ater?
La risposta mi viene spontanea, perché all’Ater di Latina vi è un direttore generale degno di tale nome e dirigenti e funzionari che fanno il loro dovere applicando correttamente le leggi in modo chiaro e univoco per tutti, mentre a Roma e alla provincia questo non accade, perché?

Diciamo subito che l’Ater della Provincia hanno continuato ad applicare le storture fatte dall’Ater di Roma e non hanno avuto i vari dirigenti e commissari la capacità e la responsabilità di verificare con attenzione ciò che diceva effettivamente la legge, ma hanno preferito continuare in quel modo per inedia.

Mentre all’Ater di Roma la cosa è ben diversa, all’Ater di Roma non c’è stata mai trasparenza e legalità, a parte un breve periodo quando era IACP e il commissario era la dott.ssa Concetta Insenga, dopo di lei purtroppo il diluvio.

Si il diluvio, perché tutti coloro che si sono succeduti dopo l’Insenga, invece di applicare correttamente le leggi e verificare se la loro dirigenza e i loro funzionari si comportavano correttamente, hanno preferito essere governati da quei dirigenti e da quei funzionari che utilizzavano lo IACP- ATER come loro proprietà, applicando le leggi secondo il loro punto di vista dell’interesse personale e non secondo la legge.

Si sono affidati completamente ad essi senza avere il coraggio di affrontare il problema e sanare la situazione.

Ma perché accadeva tutto ciò? Perché quei tali dirigenti e funzionari avevano la loro copertura politica che li rendeva forti, copertura politica che permetteva loro di fare ciò che volevano, appropriarsi dei migliori appartamenti per se stessi, fare favori ai politici o ai loro raccomandati e fregandosene degli onesti assegnatari.

Alcuni Presidenti e Commissari vista la situazione economica disastrosa dell’azienda hanno tentato di risanare la situazione, non cacciando via i malfattori, ma massacrando gli assegnatari chiedendo loro debiti falsi, (vedi tutti gli ex INCIS ai quali hanno estorto un sacco di soldi per debiti inesistenti) indennità di occupazioni non più dovute e ricalcoli assurdi.
Per non parlare poi di come hanno effettuato le vendite degli immobili e di come hanno gestito e gestiscono ancora oggi i locali.

Tutto questo è accaduto e accade ancora perché a Roma si gestiscono 50mila alloggi e 50mila alloggi è difficile gestirli.

Chi ha gestito tutto questo patrimonio in tutti questi anni dallo IACP all’ATER? Sempre e solo il solito dott. Rodolfo Mari e i suoi fedelissimi.

L’avvocato Petrucci tentò di isolare il dott.Mari, ma durò poco perché uscito dalla porta rientrò dalla finestra, in quanto qualcuno all’interno dell’Ater aveva molto a cuore il dott.Mari e si prodigò molto affinché la nuova responsabile della gestione si affidò a lui per capire come muoversi in un ambiente come era l’Ater di Roma.

E il dott.Mari e le sue ancelle tornarono vittoriose a gestire l’ATER di Roma come meglio ritenevano e secondo i loro umori.

Poi venne l’attuale Commissario e tutti sperammo in un cambiamento, ma ci rendemmo subito conto che anche questo Commissario era stato messo in condizioni di non nuocere, infatti chi gestisce e controlla tutto oggi all’Ater è il dott.Mari e il direttore generale.

Si quel direttore generale che aveva sbandierato ai quattro venti che voleva riportare legalità e trasparenza e che ha fatto lavorare la sottoscritta tutto il mese di agosto del 2014, alla quale aveva dato tutte le circolari e disposizioni che erano state fatte fino ad oggi dai precedenti dirigenti.

La sottoscritta non solo lavorò ,ma dimostrò al direttore generale che tutte le disposizioni date fino ad ora erano illegittime e non rispondevano al dettato della legge, ma solo all’interpretazione personale e politica dei vari dirigenti.

Il direttore generale a tutt’oggi non solo non ha fatto nulla, nonostante avesse lui direttamente la responsabilità della gestione del patrimonio ERP, che con un sotterfugio di fatto la gestisce una funzionaria, mentre la dovrebbe gestire un dirigente e giustamente tale funzionaria non ha nessun potere e mai si metterebbe contro il suo direttore generale.

Sono tante le vicende da raccontare sull’Ater di Roma, ma io spero sempre che prima o poi arrivi anche li la magistratura, ma che ci arrivi seriamente.

PERCHE’ E’ INACCETTABILE CHE IL PATRIMONIO PUBBLICO SIA STATO GESTITO IN QUESTO MODO IN TUTTI QUESTI ANNI, PURTROPPO I PROBLEMI NON STANNO SOLO AL COMUNE DI ROMA,MA ANCHE ALL’ATER DI ROMA, PERCHE’ LA GESTIONE DEL PATRIMONIO ERP A ROMA HA SEMPRE STIMOLATO TANTI APPETITI.

CHIEDO ALL’ASSESSORE CHE IN ATTESA DELLA RIFORMA FACCIA IN MODO CHE ANCHE L’ATER DI ROMA E PROVINCIA APPLICHINO LE LEGGI COME SI DEVE E NON COME DICE, HO HA DETTO IL DOTT.MARI, LA DOTT.SSA GRAZIOSI E LA DOTT.SSA GRASSIA E I LORO SEGUACI, MA COME DICE LA LEGGE.

E UN PICCOLO SUGGERIMENTO ANCHE ALL’AVVOCATURA DELL’ATER DI RIVEDERE CON ATTENZIONE ANCHE CERTI PARERI CHE HANNO DATO SU RICHIESTA DI DETTI PERSONAGGI IN MERITO AL RIENTRO DEI FIGLI, IN QUANTO LA LEGGE 12/99 E PRECISAMENTE L’ART.12 PARLA DI SUBENTRO E AMPLIAMENTO E IL COSIDETTO RIENTRO DEI FIGLI E’ NEL NUCLEO FAMIGLIARE E NON NELL’ALLOGGIO.

2 pensieri su “ANCHE L’ATER DI ROMA VA COMMISSARIATA, MA SERIAMENTE

  1. Marco

    a me sinceramente non sembra molto chiara questa risposta, “è stato inteso da questa Azienda quale rientro nell’ambito del nucleo familiare originario senza uteriori condizioni” che significa? Poteva essere più chiaro, se un figlio non era presente nel nucleo originario assegnatario, può rientrare o no?
    Purtroppo a me non ha chiarito il dubbio e i problemi restano.

  2. addante Autore articolo

    – il tenore del dettato normativo del comma 4 lettera e) Art. 12 L.R. 12/99 che disciplina l’ampliamento,facendo riferimento espresso al rientro dei figli, è stato inteso da questa Azienda quale rientro nell’ambito del nucleo familiare originario senza uteriori condizioni, se non quella del permanere in possesso dei requisiti previsti dalla normativa in materia di e.r.p. CREDO CHE SIA MOLTO CHIARA STA A SIGNIFICARE CHE IL FIGLIO RIENTRA NEL N.FA E NON NELL’ALLOGGIO SOLTANTO PER CUI HA DIRITTO PERCHE’ IL N.F è QUELLO ORIGINARIO

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