La solita arroganza e ignoranza dell’Ater di Roma

Da: Annamaria Addante Inviato mercoledì 17 giugno 2015 15.32
A: angelo.ottavianelli@comune.roma.it. f.sanfelice@aterroma.it; claudio.rosi@fastwebnet.it
Cc.Iudicello.Liborio@comune.roma.it; seg.gen@comune.roma.it; clara.vaccaro@interno.it
Oggetto: Addante abuso di potere

Gentili signori,
Sono venuta a conoscenza delle vostre direttive in merito ai cambi di residenza negli alloggi delle case popolari e ho constatato un abuso di potere in merito a tali cambi.
Infatti la legge Lupi cita testualmente: Chiunque occupi abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi.
Ed è evidente e chiaro che fa riferimento a chi occupa abusivamente un alloggio popolare

La legge regionale n.12 del 1999 art.12 è ancora vigente e dice testualmente:

Art. 12
Subentro nell’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all’assistenza abitativa e ampliamento del nucleo familiare

1. Fatto salvo quanto previsto dai commi 2 e 3, in caso di decesso o negli altri casi in cui l’assegnatario non faccia più parte del nucleo familiare, subentrano nell’assegnazione i componenti del nucleo familiare di cui all’articolo 11, comma 5 originariamente assegnatario o ampliato ai sensi del comma 4, secondo l’ordine stabilito nel citato articolo 11, comma 5.
2. In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, all’assegnatario subentra nell’assegnazione l’altro coniuge, sempre che il diritto di abitare nella casa coniugale sia stato attribuito dal giudice a quest’ultimo. 3. In caso di separazione consensuale omologata o di nullità matrimoniale, all’assegnatario subentra nell’assegnazione l’altro coniuge, se tra i due sia così convenuto e qualora quest’ultimo risulti abitare stabilmente nell’alloggio.
4. Per i fini di cui al comma 1, l’ampliamento del nucleo familiare si determina nei seguenti casi:
a. matrimonio dell’assegnatario;
b. convivenza more uxorio dell’assegnatario da almeno due anni, da dimostrare nelle forme di legge;
c. accrescimento della prole dell’assegnatario dovuta a nascita naturale, riconoscimento o adozione; d) affidamento di minori;
e. rientro dei figli, purché in possesso dei requisiti previsti dalla normativa in materia di edilizia residenziale pubblica per non incorrere nella decadenza. (Lettera modificata dall’articolo 9, comma 1 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11 e da ultimo dall’articolo 1, comma 64, della legge regionale 11 agosto 2008, n. 14 ) 19

5. L’ingresso di uno dei soggetti indicati nel comma 4 deve essere immediatamente comunicato all’ente gestore. L’ente gestore, nei successivi tre mesi, verifica che, a seguito dell’ampliamento, non sussistano cause di decadenza dall’assegnazione. Qualora dalla verifica risultino comunicazioni non veritiere, l’ampliamento non produce effetti ai fini dell’eventuale subentro. Gli esiti delle verifiche sono comunicati all’interessato a cura dell’ente gestore.

Per cui la legge è chiarissima e non si comprende il perché vengano negate richieste di residenza negli alloggi popolari e si chieda l’autorizzazione dell’Ater per l’ampliamento quando la legge non richiede tale autorizzazione, ma richiede semplice comunicazione.

ORA CHIEDIAMO CORTESEMENTE ALLE SS.LL. DI DEFINIRE E RIPRISTINARE LA LEGALITA’ IN MERITO A TALI QUESTIONI, ANCHE PERCHE’ NON SI POSSONO METTERE SULLO STESSO PIANO GLI AVENTI DIRITTO CON CHI INVECE SFONDA E OCCUPA UN ALLOGGIO.

I cittadini non devono pagare l’inefficienza dell’Ater e del Comune di Roma e ci meravigliamo della superficialità con cui vengono adottate tali direttive da parte del Comune, in quanto per l’Ater di Roma è ormai una prassi in quell’azienda violare le leggi, ma siamo rimasti meravigliati che il Comune di Roma segua pedissequamente ciò che dice l’Ater di Roma senza andare a verificare.
PERTANTO, CHIEDIAMO ALLE SS.LL.DI FARE IMMEDIATAMENTE CHIAREZZA PERCHE’ I CITTADINI ROMANI CHE GIA’ TANTO SUBISCONO PER TUTTI I FATTI NOTI E STRANOTI NON DEBBANO ANCHE SUBIRE LUNGAGGINI E FILE INUTILI PER L’INCAPACITA’ GESTIONALE DELL’ATER DI ROMA E DELLA SUPERFICIALITA’ DIMOSTRATA DA PARTE DEL COMUNE.

Facciamo presente, inoltre che fu la nostra Associazione a denunciare all’Ater la truffa delle false assegnazioni, ma questo non significa che chi ha invece diritto sia tratto alla stessa stregua dei malfattori.

Restiamo in attesa di un Vostro cortese riscontro
Distinti saluti
Annamaria Addante

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