ESITO INCONTRO COMM.NE REG.LE RIFORMA ATER

13/7/2015 Consiglio Regionale del Lazio. Audizione delle rappresentanze degli inquilini delle case Ater presso la VI Commissione Consiliare Permanente Ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica.
Proposta di Legge n. 245 concernente: “Riordino del sistema delle aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica. Istituzione dell’ente regionale per l’edilizia pubblica e sociale. Abrogazione della legge regionale 3 settembre 2002, n. 30 (Ordinamento degli enti regionali operanti in materia di edilizia residenziale pubblica) e successive modifiche” .
Il presidente Panunzi ha aperto i lavori dando la parola ai rappresentanti degli inquilini Ater delle seguenti associazioni : SICET Roma e Lazio SUNIA Provinciale di Roma, UNIAT Lazio, FEDER CASA,UNIONE INQUILINI di Roma, ASSOCIAZIONE INQUILINI E PROPRIETARI IACP – ATER.
Il presidente ha ricordato che il tema dell’audizione non riguarda le tante problematiche Ater che si trascinano da anni bensì la proposta di legge concernente la governance del nuovo ente regionale per l’edilizia residenziale pubblica (ndr. la proposta di fondere le 7 Ater regionali in una unica agenzia, l’AREPS).
Claudio De Reto per il Sunia, precisando che occorre una revisione massiccia della legge 12/99, osserva che la sopravvivenza di un Ente Pubblico Economico è insostenibile dovendo garantire il bilancio con i canoni di locazione, cosa impossibile da realizzare. Inoltre un solo Ente, l’Areps, al posto dei sette attuali rischia di perdere il contatto con la realtà locale in quanto nella proposta di legge i sette Uffici Territoriali sembrano avere solo compiti operativi. In merito alla partecipazione delle rappresentanze sindacali degli inquilini, art 11, occorre definire meglio i poteri di questa Consulta che rischia di salvaguardare solo il livello dei servizi e non i diritti degli inquilini.
Ricucci del Sicet Lazio concorda sulla revisione della legge 12/99 e sull’art.11 per avere un Consulta articolata a livello territoriale. Inoltre i soldi risparmiati dalla ristrutturazione delle 7 Ater (2mln €) non vanno riversati nella contabilità generale bensì per far fronte all’emergenza alloggiativa in considerazione dei bisogni delle nuove famiglie ben diversi dal passato.
Pastoretti di Feder Casa sostiene che chiamare la proposta di legge Riforma è un parolone in quanto si riducono solo i Consigli di Amministrazione. Crea perplessità, art.4, l’ulteriore metodo di canone di locazione essendo già presente il canone concordato. Su questo la Consulta deve avere voce in capitolo.
Lanciano dell’Unione Inquilini chiede un distinguo tra Edilizia Pubblica ( l.12) e Edilizia Sociale (l.21) che non possono essere gestite in ugual modo. Desta perplessità lo svuotamento degli organi territoriali laddove tutto va ad accentrarsi in un unico Ente col rischio di rendere le Zone dei semplici passacarte. Inoltre la programmazione va separata dalla gestione. La prima va fatta con i fondi europei/regionali, la seconda con un contratto di servizio che vada a coprire il costo che eccede i canoni riscossi per ottenere davvero il pareggio di bilancio. La legge 12/99 non va rivista in toto ma occorrono norme transitorie che regolarizzino situazioni malgestite.
Annamaria Addante dell’Associazione Inquilini e Proprietari IACP- ATER ricorda che occorre conoscere bene il tema prima di intervenire in merito e innanzitutto occorre fare pulizia. La l. 30 va abrogata ma occorre mettere mano a tutto l’impianto legislativo ERP per evitare ulteriore disordine. La sola riduzione dei costi della politica non si può chiamare riforma, è solo un riordino che disconosce la volontà di affrontare i bisogni delle famiglie.
Va immediatamente chiarito prosegue l’Addante se la nuova struttura deve essere pubblica o privata perché è determinante la scelta.
Noi riteniamo che deve essere pubblica non deve essere un’azienda, ma un’AGENZIA, in quanto è una struttura che gestisce problemi sociali e pertanto non può essere un’azienda che deve vedere solo il profitto.
L’Agenzia così unificata non deve avere 7 uffici, ma 5 uffici perché è assurdo avere uffici che gestiscono pochi immobili e non sarebbe altro che la ripetizione dell’attuale situazione, i 5 uffici devono corrispondere a:Roma e provincia; Rieti; Viterbo; Latina; Frosinone.
Non deve esserci un consiglio di Amministrazione, ma un Amministratore unico delegato, al più potrà esserci un Presidente come rappresentanza politica che abbia compiti di rappresentanza e di mediazione.
L’Amministratore unico deve avere laurea magistrale nelle materie giuridiche-economiche al limite politiche.
Come gli stessi direttori dei 5 uffici. Mentre i direttori Tecnici lauree specifiche Ingegneri-Architetti.
Cosa fondamentale sono le Zone che non possono essere più quello che sono oggi (inutili) le Zone devono essere delle strutture dove si deve svolgere l’attività completa dall’assegnazione alla vendita, delle mini ATER con un responsabile qualificato che deve essere dirigente laureato in materie giuridiche-economiche-politiche. E soprattutto va rivista la loro collocazione in quanto è assurdo che ci siano zone che devono gestire 11mila alloggi e zone che ne gestiscono 4500. Pertanto vanno riviste in base alla divisione degli alloggi, è meglio avere più zone ,meglio funzionabili e più controllabili.
Il personale deve essere gestito dallo stesso contratto nazionale del pubblico impiego e così anche la dirigenza, non si comprende la ragione del contratto FEDERCASA per il personale e la CISPEL per i dirigenti.
Inoltre va chiarito quale sia il vero compito della nuova struttura, che deve essere quello di vendere gli alloggi e costruirne altri per i bisognosi, cosa sino ad oggi raramente avvenuta.
Inoltre va chiarito che i piani di vendita vanno tutti definiti con rapidità e che se ne debbono fare dei nuovi ( Legge LUPI) con nuove regole.
L’Agenzia non deve essere una società Immobiliare, ma una struttura che eroga servizi, vende e costruisce.
Riteniamo il Comitato degli inquilini una struttura inutile e poco democratica, l’utilità di tale struttura sino ad oggi è servita solo e unicamente per far pagare la quota sindacale direttamente sulle bollette mensili del canone. Tale metodo lo riteniamo scorretto in quanto tale COMITATO in questi anni non è servito a nulla solo a sedersi all’interno dell’ATER e null’altro. I cittadini con la trattenuta sulla bolletta venivano alla nostra Associazione per risolvere i loro problemi.

Un pensiero su “ESITO INCONTRO COMM.NE REG.LE RIFORMA ATER

  1. anonim

    Brava Annamaria, ben detto, devono accellerare con lo sblocco dei Piani Vendita per poi reinvestire su nuovi alloggi, non è possibile che ancora ad oggi che siamo nel 2015 ci sono PianiVendita risalenti a più di 20anni fà.

    Saluti

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