Ma all’Ater di Roma chi si credono di essere?

La segreteria del Commissario per farsi rispondere al telefono ci vuole la raccomandazione, prima delle 9.30 non c’è mai nessuno e poi si permettono anche di attaccare il telefono.

Nel palazzo è vietato entrare, non si entra se non hai appuntamento eppure ci sono uffici pubblici, purtroppo sia la politica che l’amministrazione da quando hanno in iniziato a non funzionare più si sono sempre più barricati e il cittadino è considerato un essere immondo.

Ma questi signori dimenticano che il loro stipendio è pagato con le nostre tasse e con i canoni e tutto ciò che pagano gli assegnatari.

Ma è possibile che la legalità, la corretta applicazione delle leggi e la trasparenza in questa Ater di Roma non sia possibile averla?

Ma è normale che certe responsabili di zona si permettano di lavorare  inviando lettere di decadenza  in modo superficiale affermando intanto glie la mandiamo poi dovranno loro dimostrare che sbagliamo, il metodo Mari vedo che continua ancora.

Questo direttore che cosa fa? Quanto gli ci vuole per poter capire e poi cosa capire ? Da chi si informa? Se i suoi informatori sono coloro o colei che hanno creato questo sistema illegale stiamo freschi.

A questo punto non ci resta altro che augurarci l’immediato scioglimento delle ATER e che si faccia un’Ater unica, ma facendo pulizia fino in fondo dell’Ater di Roma.

Mi giungono voci che anche questo direttore è stato irretito dalla solita tizia e che gli fa fare quello che vuole, sarà vero?

Sta di fatto però che ancora non  ha dato l’appuntamento a nessuna organizzazione sindacale.

Forse invece avrebbe dovuto ascoltarci altrimenti sente solo una campana e per giunta anche stonata.

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