Gli aderenti alla Rete Inquilini Ater di S. Saba, stanchi di essere presentati come persone “disdicevoli” e per completezza di informazione, si rivolgono ai mezzi di informazione per aggiungere qualche considerazione in più rispetto a quanto scritto e detto in questi giorni in occasione di “Affittopoli”.
L’Associazione inquilini e proprietari ATER-ERP fa propria tale lettera della Rete Inquilini di San Saba perché queste cose le stiamo denunciando da anni,ma nessuno ascolta.
Abusivismo
E’ sicuramente discutibile il comportamento di chi, addirittura titolare di altri immobili, continua pervicacemente a voler essere inquilino ATER.
E’ assurdo il fenomeno dell’abusivismo gestito da clan di conclamati malfattori.
Contro cui nessuna Autorità però sembra voglia far niente.
Raccapriccianti i casi di quegli inquilini anziani che, tornati dalle vacanze o da degenze ospedaliere, hanno trovato la casa occupata (poi a tempo indefinito) da delinquenti occasionali o da soggetti “protetti” da delinquenti di professione.
Evidentemente però il ripristino della legalità non interessa a nessuna Autorità ed all’Ater men che meno.
E via di questo passo con esempi ugualmente numerosi ed aberranti.
Però, anche a fronte di questa illegalità diffusa qual è l’abusivismo , per evitare il rischio di circoscrivere analisi, indagini e commenti a pochi aspetti, tralasciando altri problemi tanto più numerosi quanto importanti, inviteremmo tutti ad approfondire la conoscenza del tema “gestione dell’edilizia sociale”.
Lungi da noi l’idea di assolvere l’abusivismo.
Ma ci sembra del tutto fuorviante dare a questo fenomeno la patente di “Male Unico ed Assoluto” . Matrice di tutti i malfunzionamenti esistenti nel mondo Ater.
Per esempio vi pare normale che sulle bollette mensili dell’affitto sia stampato un esplicito invito a denunciare anche anonimamente le occupazioni abusive.(sistemi che si usavano al tempo del duce)
E’ incredibile! Ma può essere accettabile questo in uno Stato di Diritto?
Una Pubblica Amministrazione che elargisce servizi sociali e che invita ufficialmente i cittadini alla delazione (pratica largamente in uso nei paesi governati da dittature), incentiva di fatto una guerra tra poveri, vuole intenzionalmente nascondere la propria immodificabile e proterva incapacità di saper gestire efficacemente e democraticamente le proprie funzioni istituzionali.
(E non solo consente ai suoi stessi dipendenti di appropriarsi di immobili di cui non hanno nessun diritto e addirittura acquistarli,senza che a questi dipendenti venga fatto nessuna censura)
Ed è anche a fronte di ciò che, a nostro parere, l’abusivismo non è che la punta dell’iceberg della malagestione.
Stato attuale delle case Ater.
Nella stragrande maggior parte dei casi, questi stabili, all’esterno come all’interno, versano in stato di abbandono ed in alcuni casi, sono prossimi alla fatiscenza, spesso in situazioni ambientali aberranti e foriere di pesanti disagi umani e sociali.
Si aggiunga poi che gli ambienti interni sono generalmente indecorosi e sottodimensionati.
Per esempio a S.Saba le case Ater sono edifici ultracentenari, costruiti in economia tra il 1906 ed il 1913.
Nel 2007, causa il notevole degrado strutturale di questi immobili, l’Ater commissionò un “Lavoro di Accertamento delle condizioni statiche e geognostiche del quartiere di S.Saba” da effettuare su due lotti.
L’importo di questo appalto era pari a ca. settecentocinquantamila euro………..
Non si conoscono i risultati di questo studio di monitoraggio andato avanti per mesi.
Si sa per certo invece che, ad oggi, in quei due lotti, non è stato eseguito nessun lavoro di consolidamento (cui doveva essere finalizzata l’indagine) con la naturale conseguente progressione del degrado dei vari elementi costruttivi.
I lavori di manutenzione interna eseguiti dagli inquilini Ater
In occasione di “Affittopoli” , da qualche rubrica di “ lettere al direttore”: <Ma gli inquilini, Ater con quello che pagano vogliono anche le case ristrutturate?>
Domanda solo apparentemente legittima ma a ben vedere (inconsapevolmente ?) superficiale ed impropria.
Le case Ater sono un bene della Comunità.
L’Autorità preposta deve decidere se conviene mantenerle e manutenerle o lasciarle degradare progressivamente fino al loro disfacimento con i rischi ed i costi connessi.
La strada ormai da sempre intrapresa dall’Ater sembrerebbe propendere per questa seconda soluzione.
Da qui discendono costi enormi per la Comunità in generale ed in particolare per l’inquilinato costretto a vivere in un vero degrado ambientale con conseguenze pesantissime dal punto di vista educativo e sociale.
Quindi costi enormi in termini di credibilità per l’Ente Pubblico e per la Politica e spreco di denari per il Contribuente.
I lavori interni di miglioria, (rifacimento bagni, pavimentazioni, infissi, bagni e cucine, impianti. etc.) sono stati tutti eseguiti nel corso dei decenni, per iniziativa ed a spese degli inquilini.
Quando, per contratto, cioè per legge, avrebbero dovuto essere a carico del locatore.
Ormai da qualche tempo, per normalizzare i menzionati interventi di manutenzione che, per sopravvenuta necessità, un singolo inquilino richieda di poter fare a proprie spese, allo stesso è fatto obbligo di richiedere un permesso all’Ufficio Tecnico di zona.
Obbligo sacrosanto.
Però poi questo permesso non arriva mai, le pratiche si ……perdono, il responsabile dell’ufficio è oberato da altre mille impegni, i rinvii si sommano ai rinvii, etc. etc. etc.
Conclusioni insomma che…….. non sono mai né sacre né sante !
I lavori di manutenzione delle parti comuni ed esterne eseguiti dall’Ater
Effettuati raramente ma regolarmente male, a causa di……(Appalti, sub appalti e sub dei sub appalti)
Il rapporto tra controllato (l’impresa appaltatrice) e controllore (l’Ater) sarà gestito così correttamente come dovrebbe ?(Spesso NO!)
Che senso ha rifare ogni tanto un terrazzo per lasciare poi in eterno e nella più totale fatiscenza tutto quello che sta al di sotto sotto quali appartamenti, scale e spazi comuni? ( E dopo che il terrazzo è stato rifatto ci piove più di prima negli alloggi sottostanti)
La stampa ogni tanto ha raccontato qualcosa (trafiletti di poche righe) circa l’arresto o l’incriminazione di tecnici e dirigenti Ater per reati connessi alla gestione del patrimonio abitativo.
Fatti pesantissimi a nostro avviso, per gli effetti e per le cause.
In alcuni casi i fabbricati Ater scaricano in impianti fognari non funzionanti quando addirittura inesistenti. (E questo è un fatto gravissimo che la Stampa dovrebbe denunciare a gran voce)
E’ quasi regolarmente disattesa la manutenzione delle impermeabilizzazioni, la riparazione di solai, tetti e pavimenti pericolosamente lesionati.
Lavori appaltati, finiti, consegnati ma da rifare il più delle volte etc. etc.
Per non parlare degli ascensori permanentemente rotti per la gioia dei malcapitati inquilini disabili. La cui ultima speranza rimane l’intervento della stampa.
L’Ater oltre a passare dati sull’abusivismo ai vari giornalisti e conduttori televisivi interessati solo al facile scoop più che alla documentazione onesta e completa, faccia fare prima a costoro un giro esplorativo come visite a cortili, pianerottoli, scale e parti comuni, con corredo di testimonianze, opinioni, umori ed…… odori.
Funzionari Ater e giornalisti insieme guidati più da curiosità professionale che non da disonestà intellettuale, interagiscano anche con qualche associazione di inquilini.(Ma non con quelle che dell’occupazione ne hanno fatto un bisnes)
L’Ater: una gestione fallimentare
Ricaviamo da internet qualche dato.
Per un patrimonio abitativo di 90.000 alloggi, esistono sette strutture Ater : Rieti, Latina, Roma, Provincia di Roma, Frosinone, Viterbo e Civitavecchia; con 7 (diconsi sette !!) presidenti; 44 consiglieri di amministrazione; 63 dirigenti 1.000 impiegati .
Deficit (ovvio) di questa elefantiaca struttura : 1,4 miliardi di euro (nel 2013).
Immobili maltenuti e malgestiti a fronte di una pletora di uffici ed addetti costosi da mantenere ed apparentemente a tutto interessati meno che ad una sana gestione del degrado strutturale, sociale, e finanziario, in cui versa l’intero patrimonio edilizio loro affidato.
Curiosi gli affitti di un appartamento a sette euro al mese.
Ma il vero colpevole chi è? L’Ater che dispone quei canoni ridicoli, o l’inquilino che si attiene a quanto gli si richiede ?
L’Ater ed il clientelismo
Esponenti politici di vario rango e provenienza “usano” l’inquilinato Ater (soprattutto in prossimità di consultazioni elettorali) come serbatoio di voti in cambio di veri o presunti favori, perseguendo una gestione clientelare delle assegnazioni, dei contratti, dei lavori di manutenzione o per altri inconfessabili motivi.
Veramente penoso ed umiliante per gli inquilini oltre che per la politica. (Ma esiste ancora la POLITICA?)
Vendita case Ater
E’ a tutti noto come buona parte degli enti proprietari di patrimoni immobiliari, per motivi legati ad una sana gestione delle proprie risorse, ormai da tempo si stiano liberando di tali immobili vendendoli, agli inquilini nei termini di legge. Salvaguardando chi non sia disponibile all’acquisto.
All’Ater invece si è misteriosamente bloccata la vendita delle case, addirittura (parrebbe) contravvenendo ai suddetti disposti legislativi.
Per i troppo bassi prezzi di vendita ? ( Su tale storia va fatta chiarezza in quanto ci sono le leggi nazionali e regionali che stabiliscono il prezzo ed è ovvio che se l’Ater di Roma per vendere degli immobili ci impiega più di 20 anni il prezzo può sembrare basso,ma chi ci rimette è l’inquilino che non ha acquistato a fronte dell’inquilino che ha acquistato e l’Ater ci dovrebbe spiegare perché ha fatto sempre le vendite a macchia di Leopardo)
Ma che vengano ragionevolmente elevati.
O non sarà soprattutto per motivi di bottega propri di un parassitismo gestionale e politico ?
Vorremmo essere chiaramente informati perché l’Ater, disattendendo disposti legislativi approvati, non continui la dismissione del proprio patrimonio. Ripetiamo, magari pure incrementando i prezzi delle vendite così come il Piano Casa ormai prescrive.(Che però non possono essere le farneticanti ideologie di una dirigente dell’Ater che invece di fare il suo lavoro da dirigente si mette a fare politica e non è la prima volta che ciò accade ed è anche super pagata)
Ci aspetteremmo dalla stampa e dai media in genere, che non si dedicassero sempre e soltanto al fenomeno dell’abusivismo ma che ci informassero anche su tutto il resto.
Crediamo fermamente che l’opinione pubblica (oltre al Ministero dell’Economia) dovrebbe essere debitamente informata su quante nuove case si potrebbero costruire (o magari comprare sul mercato dell’invenduto) con :
- il ricavato dei riscatti ( da effettuare secondo i vigenti disposti legislativi).
- con i risparmi provenienti da una seria razionalizzazione dell’impiego delle sedi e del numeroso personale Ater.
- Con il risparmio dei fondi dedicati a manutenzioni straordinarie ora obbligatoriamente a carico dell’Ater ma che invece ricadrebbero, in caso di vendita, su una gestione condominiale privata.
- L’azzeramento dei debiti contabili che l’Ater continua a maturare nei confronti delle amministrazioni pubbliche e private.Ma che si aspetta a riformare questo elefantiaco carrozzone passivo per definizione, tradizione ed espressa volontà di chi a turno lo ha governato finora ?Nelle case cedute in riscatto, è tutto un fiorire di ristrutturazioni esterne ed interne.(E la cosa importante è che ciò rimetterebbe in moto l’economia e il lavoro)Nel quartiere di Testaccio, a vendita avvenuta degli alloggi, è lampante e sotto gli occhi di tutti la situazione tra il “ prima e dopo la cura ”.(E non solo a Testaccio)
- Ne stanno guadagnando in generale le persone ( habitat più umani migliorano lo stato psicofisico degli individui), l’economia ( incremento di gettito IVA, IRPEF, ICI ed IMU finalmente pagati ai Comuni, lavoro alle piccole imprese etc) e l’ambiente urbano circostante.
- Senza contare poi che, contemporaneamente si andrebbe ad ottenere la ripresa dell’edilizia sociale (nuove case in affitto da costruire) e dell’edilizia privata legata alle opere da eseguire sul preesistente.
Senza contare poi che, con l’immissione sul mercato di migliaia di abitazioni a prezzi decenti, chissà che non diminuirebbe l’attuale assurdo costo del “metroquadrato” a Roma.
Una conquista sociale che contrasterebbe conclamati e deprimenti (per la comunità) interessi “palazzinari-immobiliaristici”.( O forse è questo il problema?)
Vorremmo essere informati sull’iter applicativo dell’ ultimo Piano Casa (approvato nello scorso aprile 2014) dove si prescrive e si regola la vendita delle case popolari. (E soprattutto il perché l’Ater di Roma ancora non invia alla Regione Lazio i piani di vendita della DGR 410/2015,quali sono i motivi? Sono forse le lucubrazioni della dirigente preposta a tale atto notoriamente contraria alle vendite?Ma un dirigente deve applicare le leggi e le delibere,non deve fare POLITICA spicciola)
In quale maniera e misura l’ Ater si stia attrezzando per ottemperare a questa legge volta a sanare i bilanci dello Stato. ( Il Direttore e il Commissario che fanno? Accettano tali lucubrazioni o prendono atto di tali abusi?)
Famosa a S.Saba la favola (non raccolta tra i banchi del mercato ma divulgata ufficialmente dall’allora presidente Ater Petrucci) di un fantomatico vincolo Torlonia come ostativo per la vendita degli immobili.
E soprattutto ci piacerebbe fossero disvelati i veri motivi (non quelli finti) per cui da sempre e di fatto si blocca il piano delle vendite.
Non solo all’indomani di Affittopoli. ( E qui ci sarebbe molto da dire, perché ai dirigenti non piace vendere perché poi gli entrano meno soldi da poter gestire per premi vari e non solo,in questo modo si fanno i condomini misti dove aumentano gli introidi per l’Ater se i condomini non nominano un loro amministratore e l’elenco potrebbe essere lungo…)
Assurdità gestionale che non sarebbe esistita (assieme a tutte altre assurde incongruità) se si fosse attuato un serio piano di gestione e di dismissioni.
Case Ater , quartieri e tessuto sociale
In molte case sono presenti nuclei familiari che ci vivono da 40-50-60 anni e più. Magari con qualche stanza in più e qualche figlio in meno.
Assenza (quella dei figli) magari compensata poi però dall’arrivo di qualche badante.
La casa non è loro proprietà ovviamente.
Ma è innegabile il radicamento di queste persone nel tessuto urbano e sociale ove sono cresciute e vissute od addirittura nate.
Per esempio nelle case Ater di S.Saba vivono ancora persone che hanno partecipato alla resistenza contro i nazifascisti a Porta S.Paolo. Praticamente sotto casa.
Senza andare troppo indietro nel tempo, sempre in queste case ci sono ultrasessanta-settantenni che si sono invecchiati nel quartiere.
Orbene non bisogna essere psicologi o sociologi per capire l’assurdità di uno sradicamento di tali soggetti per….”risolvere il problema casa”.(Cosa che invece la solita dirigente farebbe volentieri)
Appartamenti diventati troppo grandi per loro?
Può essere. Ma consolidate regole di civiltà, democrazia e di elementare sociologia non offrono alternative.(Anche perché con la crisi economica e la scarsità di lavoro i figli in povertà tornano dai genitori e qui occorre dire che l’Ater di Roma VIOLA PESANTEMENTE LA LEGGE)
Con buona pace di mestatori a vario titolo, totalmente miopi, privi di scrupoli, nemici della cultura del sociale e del buon senso.
Anziani assistiti in casa (a proprie spese) da una badante, oltretutto quanto fanno risparmiare al SSN ?
Senza contare la salvaguardia della qualità della loro restante vita.
Come tutti sanno, a suo tempo lo sradicamento brutale di masse di persone, fu attuato dal regime fascista per costruire via dei Fori e via della Conciliazione con conseguenze catastrofiche.
Siamo fortunatamente tutti cresciuti e maturati con la certezza dell’ottusa iniquità di certi provvedimenti.
CONCLUSIONE
Sulla scorta di queste annotazioni formuliamo una richiesta ai mezzi di informazione.
Invece di rimanere sempre e soltanto sul tema dell’abusivismo, vorremmo consigliare agli addetti ai lavori, di andare in loco ad assistere e documentare l’esecuzione di qualche sfratto forzato.
Eventi (gli sfratti forzati) tremendi ed estremamente formativi, perché poi in definitiva, quanti e chi sono i lestofanti e quanti e chi i poveri disgraziati ?
Per non parlare poi sulle “manovre” delle nuove assegnazioni delle case liberate.
Da un’esperienza del genere, al professionista dell’informazione forse verrebbe spontaneo l’impulso a voler vedere il problema sotto più diverse ed altrettanto importanti angolazioni.
Chiediamo perciò ai giornalisti che si occupano di questi argomenti, se, riguardo all’ Edilizia Pubblica, oltre al tema degli abusivi, non si sentano professionalmente più intrigati da quanto sopra esposto, ovvero dall’indagare a fondo sull’inadeguata gestione delle risorse perpetrata dagli amministratori nello spregio più totale del Cittadino e del Bene Comune.
L’ex assessore alla casa Ozzimo imputato di reati penali, ha nominato suo difensore Luca Petrucci, ex presidente dell’Ater. Quello del vincolo Torlonia….
Chiediamo se questa “coincidenza” faccia sorridere (a noi ci fa piangere), o piuttosto non sembri quantomeno inopportuno l’incarico professionale assunto da Petrucci proprio per la carica rivestita fino all’altro ieri.
COME ASSOCIAZIONE AGGIUNGO CHE ZINGARETTI IN CAMPAGNA ELETTORALE AVEVA AFFERMATO CHE GLI ALLOGGI ANDAVANO VENDUTI E CHE LE ATER DOVEVANO DIVENTARE UN’AZIENDA UNICA, LA STESSA COSA DICE ANCHE L’ASSESSORE REFRIGERI, MA ALL’ORA PERCHE’ NON ACCADE NULLA E ANZI SI VA SEMPRE PEGGIO?
Certo, raccontare all’Opinione Pubblica la pervicace e deliberata incapacità gestionale di un Ente Pubblico , è più rognoso, e del tutto impopolare presso i poteri forti.
Però, però, però…… tutti ricordiamo con emozione quando nel film “L’ultima minaccia” Humphrey Bogart al telefono con in sottofondo il fragore delle rotative in moto, dice………”questa è la stampa bellezza!”
Mammamia che sogno !

Purtroppo è tutto vero.
Piu’ chiaro di cosi……Perche’ Zingaretti e Refrigeri non intervengono?
La pura verità! Che amarezza! :'(
Perché TEMO CHE DELLA CASA SE NE INTERESSINO POCO