Piano casa della Regione: 500 alloggi
recuperati da scuole abbandonate
Malumori e critiche per l’inclusione degli occupanti abusivi. Stanziati oltre 54 milioni per gli interventi in 10 immobili. Il piano attuativo spetterà al Comune
Via Tuscolana 1113 (Jpeg)Quasi cinquecento alloggi, per un totale di dieci immobili, potrebbero diventare case. Il nuovo piano per l’emergenza abitativa della Regione Lazio, che ha suscitato non pochi malumori per l’inclusione degli occupanti abusivi tra gli aventi diritto alla casa popolare, rispolvera anche una memoria di giunta dell’ex amministrazione di Ignazio Marino sul recupero «di immobili iscritti al demanio comunale non più utilizzati per le funzioni originarie e che, con opportuni interventi edili, potrebbero essere trasformati in strutture residenziali». Dieci palazzi, principalmente ex scuole, negli anni dimenticati, o occupati, e che quindi – potenzialmente, se il Comune di Roma decidesse di seguire l’orientamento regionale – potrebbero diventare nuove case. In tutto «452 alloggi – si legge sulla memoria dell’ex Giunta – di cui 271 interventi nuovi o di demolizione e costruzione e 181 interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, per uno stanziamento complessivo di 54 milioni 472 mila euro».
Anche un’ex scuola
Spicca, tra gli indirizzi, l’ex scuola di via Tuscolana 1113, sequestrata (assieme all’immobile di via delle Acacie e all’Angelo Mai a Terme di Caracalla) nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sui movimenti per il diritto all’abitare. Gli stessi che oggi accolgono con favore il piano regionale da 197 milioni: «Con questa delibera – scrive il Coordinamento cittadino di lotta per la casa – viene riconosciuto a pieno titolo il diritto alla casa popolare alle migliaia di persone costrette ad occupare a causa della totale cancellazione dell’edilizia residenziale pubblica».
Al Comune spetta l’attuazione
Oltre a via Tuscolana (17 nuovi alloggi per un costo di oltre 2 milioni di euro), nel piano comunale compaiono altri immobili nel tempo oggetto di occupazione abusiva – l’ex scuola in via Pico della Mirandola a Grotta Perfetta, l’ex scuola in via Spencer sulla Collatina, l’ex scuola a largo Monte San Giusto a Castel Giubileo, l’ex scuola in via Spencer sulla Togliatti, l’ex scuola in via Giovannini a Casal Boccone – poi la caserma dismessa dall’aeronautica in via del Porto Fluviale, un altro edificio scolastico «abbandonato e fatiscente» in via Vertunni a La Rustica, l’ex palestra in via Marica a Pietralata e infine «un’area da localizzare su cui realizzare 120 nuovi appartamenti». Studi di fattibilità già conclusi, i progetti sono avviati dunque – come ha chiarito la Regione – spetta ora al Comune dare attuazione o meno alla «vecchia» memoria comunque richiamata nell’ultima delibera regionale. Delibera che, intanto, continua a far discutere. Le proteste sono molte. Per il sindacato Sunia «questa approvazione conferma che gli occupanti abusivi hanno diritto all’alloggio popolare». Dura anche l’Uniat Aps Lazio: «Un ulteriore schiaffo ai cittadini che rispettano le istituzioni: l’unico requisito che si chiede è l’occupazione».
