LA PULIZIA NEGLI UFFICI PUBBLICI DEVE INIZIARE DAL BASSO FINO ALL’ALTO, SE VOGLIAMO ESTIRPARE LA CORRUZIONE E LA POCA TRASPARENZA ALTRIMENTI RICICCIA

Certi dipendenti dovrebbero imparare le regole di come ci si comporta con l’utenza e soprattutto le regole della legge 241/90 e della legge 33/2013 e della legge sull’anticorruzione.

Martedì mi sono recata presso l’ufficio dell’Assessorato al Patrimonio del Comune di Roma per accompagnare una signora che stava per acquistare il proprio alloggio, in sintesi aveva già l’appuntamento con il notaio per il pomeriggio e la mattina ha ricevuto una telefonata dal notaio il quale le ha detto gentile sig.ra purtroppo l’appuntamento è rinviato.

Da allora il nulla, ovvero abbiamo avuto incontro con la dott.ssa Aceti (che per fortuna è stata cacciata) la quale ci disse che la sig.ra non poteva acquistare in quanto aveva chiuso il balcone.

Ma la dott.ssa Aceti ci dovrebbe spiegare perché ad altri con la stessa situazione lo ha venduto, inoltre la dott.ssa Aceti dovrebbe sapere che anche se c’è un abuso si può lo stesso rogitare basta sanare l’abuso entro 120 giorni dall’acquisto altrimenti il rogito è nullo.

Perché la dott.ssa Aceti non ha applicato tale leggi? Perché ha preferito ubbidire all’imput politico dell’assessore Nieri che era contrario alle vendite?

La sig.ra ipovedente aveva chiuso il balcone negli anni 90 ai fini della sua sicurezza abitando al mezzanino, inoltre lo stesso comune di Roma nel 1996 aveva sanato tale abuso.

Ma la solerte dott.ssa Aceti e i suoi collaboratori se sono ben guardati di andare  a cercare tale atto nei loro uffici, nonostante che sulla planimetria catastale risulti.

Inoltre la funzionaria con la quale ieri abbiamo parlato ci ha parlato anche di un parere di un notaio,  alla nostra richiesta di voler leggere tale parere ci siamo sentiti rispondere :”NON POSSO SONO ATTI INTERNI”  questa è pura ignoranza o malafede in quanto dimostra quanto sono poco preparati certi impiegati che adorano negare la trasparenza e la legalità, per esercitare un potere in quanto o non conoscono le leggi o se le conoscono è ancor più grave perché sarebbe abuso di potere Legge 241/90 e la legge 33/2013 prevedono che chiunque sia interessato possa avere accesso agli atti, tanto più se riguardano espressamente  la persona  che li richiede.

Di fronte a tale rifiuto mi sono rivolta al Direttore che era in riunione e questi gentilmente ha detto di far venire tale funzionaria, la quale si è rifiutata di salire e a mandato una sua collega, creando anche imbarazzo al dirigente.

Rendetevi conto a che  punto siamo arrivati che un’impiegata si rifiuta di andare dal direttore perché sapeva benissimo che gli avrebbe detto di farmi vedere questo benedetto parere, questo accade perché gli impiegati non tutti per fortuna sono estremamente politicizzati e rispondono solo al loro credo politico e non al loro dovere istituzionale.

Questa funzionaria evidentemente non conosce quali sono gli obblighi e doveri di un pubblico dipendente.

Ora capisco perché al Comune di Roma è accaduto di tutto e di più basta leggere i giornali oggi per rendersene conto che guarda caso parlano proprio del Comune di Roma .

Io mi auguro che chiunque vinca metta legalità e trasparenza  soprattutto a tutela di tutti quei lavoratori del Comune di Roma che invece svolgono BENE il loro compito, che purtroppo viene offuscato dal comportamento di certi soggetti, che purtroppo si trovano in tutti gli uffici.

Va invece tutta la mia solidarietà al dirigente responsabile dell’ufficio Patrimonio, che credo abbia un bel da fare  a seguito della gestione del suo precedessore.

 

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