SAN SABA SCRIVE……….

FINE DEL MEDIOEVO ALL’ATER ROMA?

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Il sistema feudale che da sempre ha contraddistinto la gestione dell’Ater Roma sembrerebbe giunto al capolinea con le ultime due delibere relative al canone concordato (delibera commissariale 9 del 2/3/2016) e al rientro dei figli (determinazione direttoriale 124 del 27 giugno 2016).
Finalmente grazie al magistrato Tamburino, commissario Ater Roma – quello che negli anni 70 non aveva avuto timore di battersi contro le trame nere, il neofascismo veneto della Rosa dei Venti fino al banchiere Sindona – l’arbitrio dell’interpretazione ad usum delphini delle norme regionali su un tema delicato come quello dell’abitare ha subito un deciso arresto.
Per tanti, troppi anni, famiglie intere hanno dovuto subire l’arroganza del potente di turno che minacciava sgomberi e fine locazioni con lettere minacciose e intimidatorie a seguito del rientro di un figlio/a nel nucleo familiare. Lo stesso dicasi del superamento del reddito che avrebbe dovuto semplicemente configurarsi come l’adesione ad un canone aggiunto, maggiorato in funzione del reddito del nucleo familiare.
Tutto ciò è stato oggetto di un braccio di ferro tra l’Associazione inquilini e proprietari con l’Ater di Roma per un decennio senza che nessuno dei vertici di allora dicesse una parola definitiva su quanto era ben normato e chiaro a chiunque non fosse stato animato da altri intenti. Ma si sa, ce lo insegnavano a scuola con Manzoni e il povero Renzo manipolato dall’avvocato Azzeccagarbugli, il Potere grande o piccolo ha da sempre cercato di trarre profitto dalla interpretazione delle leggi confidando sull’ignoranza delle persone. E questo ha generato quel sistema tanto vituperato quanto diffuso che consentiva al Notabile di turno di fare promesse o elargire favori senza averne alcun titolo. A San Saba sappiamo bene di cosa e di chi stiamo parlando.
Finalmente il Commissario Tamburino, sostenuto dalla determinazione dell’Associazione Proprietari e InquliniAter di Annamaria Addante (vedi documento), mette la parola fine: nessuno dovrà più avere timore e vivere nella paura di perdere la propria casa per questi motivi. Un bel passo avanti.
Il Commissario , nel sincero incontro di gennaio, avvenuto insieme all’Associazione inquilini e proprietari  dell’Addante, parlando dell’Ater ci disse che per fermare una petroliera occorrono cinque chilometri. Il primo è stato fatto e ora vorremmo che anche la nostra vicenda fosse presa in esame dalla Politica che , come ci confidò Tamburino, è la sola responsabile della nostra situazione.
Vorremmo avere altrettanta chiarezza da parte dei vertici regionali per spazzare via tutte le interpretazioni strumentali e faziose nei confronti della nostra giusta causa: la vendita delle case Ater di San Saba così come avvenuto in tutto il centro e non solo di Roma.
Non possono non ascoltarci. Se la politica è consenso, beh, il voto di giugno ci dice chiaramente che le risposte non possono più essere dilazionate.

E se poi scopriamo grazie all’associazione che 5 case di san Saba sono state vendute allora non ci sono davvero più ragioni per continuare questa anacronistica discriminazione ai nostri danni.

 

 

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