PUBBLICO CON PIACERE TALE LETTERA PERVENUTAMI, CHE OLTRE A FARMI PIACERE CREDO CHE CENTRI IL PROBLEMA.
RINGRAZIO IL SIG.PIETRO SIA PER LA SOLIDARIETA’ E SIA ANCHE PER LA GIUSTEZZA DELLE PAROLE, MA NOI NON CI ARRENDIAMO
UN CARO SALUTO E BUONA LETTURA A TUTTI.
Non è il direttore generale di un’azienda pubblica che può emanare un vero e proprio editto come quello che ha descritto.
Semmai un giudice, con comprovate motivazioni può denegarle la possibilità possibilità di recarsi presso un’ufficio pubblico con apposto provvedimento di allontanamento o interdizione.
La questione, a mio avviso, andrebbe immediatamente sottoposta ad un giudice civile, posso assicurale che il comportamento messo in atto determina un abuso di potere pubblico e pertanto perseguibile difronte alla competente autorità.
Sembra quasi il divieto di accesso a corte posto dai feudatari nei confronti dei sospettati di complotti insurrezionali nel primo medioevo.
Sono sconvolto, che gli impiegati, gli utenti, i lettori di questo blog e tutti coloro i quali apprendo di tali vicissitudini non si schierino a suo difesa, non la sostengano e non chiedano insieme a Lei le dimissioni immediate di un personaggio che si permette di porre in essere tali manovre.
Ma dove finisce la competenza dei Dirigenti? Dove finisce quella degli impiegati? Possibile mai che nessuno di loro si rende conto che solo eseguire un dictat di questo tipo li rende correi nell’abuso perpetrato? Sono tutti cosi ingenui e servili?
Tra l’altro, il codice comportamentale del Pubblico Impiego, e conseguentemente quello delle A.t.e.r, ascrive l’obbligo di eseguire ” l’ordine impartito”, ma non solleva da alcuna responsabilità in caso di fattispecie di reato configurabili all’operato medesimo condotto illegittimamente, resta fermo infatti all’interno degli stessi postulati comportamentali, l’obbligo di condurre a termine quanto impartito dal proprio superiore ma anche l’obbligo etico e morale oltreché professionale, di contestare al proprio superiore diretto l’illegalità o il carattere potenzialmente lesivo della “cosa comune” dell’ordine impartito ed eseguito.
Nessun impiegato, funzionario, quadro, può rifiutarsi di esplicare il compito affidatogli dal proprio superiore ma di volta in volta deve altrettanto fortemente perseguire le regole di trasparenza e correttezza.
Ma sono lobotomizzati questi impiegati? hanno un po di amor proprio? mi ricordano molto i Bravi di Manzoni, questa soldataglia al servizio dei signorotti di campagna.
Che tristezza!
Vorrei chiudere soffermandomi sul concetto di rappresentanza e di rappresentato.
La procura è il negozio giuridico unilaterale e ricettizio con il quale un soggetto conferisce ad altro soggetto il potere di agire in suo nome e può essere una procura speciale o una procura generale.
La procura speciale conferisce al rappresentante il potere di agire esclusivamente con riguardo ad uno specifico affare, la procura generale, invece, riguarda tutti gli affari del rappresentato limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione.
La procura (speciale o generale) deve rivestire la stessa forma del contratto da concludere pena l’inefficacia del contratto stesso e salva la possibilità di ratifica (cfr. gli artt. 1392 e 1399 c.c.).
Allora mi chiedo perché non si è fatta immediatamente scrivere due righe dal suo assistito pretendendo di rappresentarlo sin da subito?
Un muro non scritto rappresenta un popolo muto, un popolo che assiste silente a certi comportamenti senza alzare la testa è destinato alla tirannide.
Solo con persone come lei il sistema può cambiare solo chi combatte per l’uguaglianza dei diritti traghetta il mondo verso le nuove ere.
Con le CAPRE, gli ipocriti, i servilismi spietati e i paraocchi tutto rimane come è.
Ed è in quest’ humus che i bruti ed i prepotenti si fanno forza ed annientano il sociale per l’individuale.
Si faccia forza Signora Addante io, come Lei credo, in certe situazioni divento sempre più forte non mi abbatto anzi mi rafforzo.
Cordialmente La saluto
