Mercoledì 16 novembre sarà dedicato interamente al convegno di studio
ABI(li)TARE – Le Aziende per la casa nella città del futuro Convegno di Federcasa Teatro Piccolo Arsenale – Campo della Tana – Venezia 16 novembre 2016, dalle ore 9.30 alle ore 16.30.
Il convegno alternerà due momenti principali: la mattina saranno organizzati tavoli di discussione a tema ed il pomeriggio sarà dedicato agli interventi e alle relazioni conclusive. Si tratta di un’occasione di confronto sul ruolo delle Aziende per la casa nelle politiche di rigenerazione in atto, o da attivare, nei contesti urbani, in un momento in cui le Aziende stanno innovando approcci e modalità operative, reti esterne e competenze interne, al fine di migliorare i servizi verso l’utenza, ma anche al fine di ampliare il proprio raggio d’azione. Dati i numerosi fattori che spingono al cambiamento, Federcasa ha inteso offrire il proprio supporto anche con la strutturazione di uno spazio di incontro per lo scambio tra esperienze e per la formulazione di strategie comuni. I temi posti all’attenzione in questa tornata sono emersi dagli incontri di cinque “focus group”
- Normativa nazionale e ruoli delle Aziende Si guarda generalmente al livello nazionale per una normativa che funga da riferimento comune per tutte le Aziende e per tutti i soggetti pubblici e privati che concorrono alla produzione di servizi abitativi e servizi correlati. • Referente: Marco Cannarella, Iacp Siracusa
- Regioni e autonomia aziendale In diversi casi si è rilevato un rapporto con l’Ente regionale non del tutto efficace e qualche volta contrastante, soprattutto in relazione alle strategie da adottare per l’introitamento di risorse, per il contrasto alla morosità, per la costruzione di partenariati locali, per la riorganizzazione dei servizi attraverso accorpamenti o ulteriori suddivisioni. • Referente: Sabino Lupelli, Iacp Bari
- Comuni ed emergenze gestionali Il fine generalmente perseguito di un mix sociale e funzionale da creare nei grandi insediamenti di edilizia pubblica, si scontra sempre più frequentemente con le emergenze abitative, e con le modalità più diffuse di costruzione delle graduatorie. Questo è l’esito spesso di un mancato dialogo e della sostanziale separazione tra Comune e Aziende, gli uni con il compito di definire le priorità di assegnazione e gli altri con il compito di gestire il patrimonio una volta assegnato. • Referente: Vanessa Soriani, Casa Livorno e Provincia S.p.A.
Temi organizzativi
- Reti e nuovi mercati Per vari motivi, molte delle Aziende vivono nella fase attuale una sorta di isolamento, o di mancato coinvolgimento rispetto alle dinamiche della trasformazione urbana, sia dal punto di vista edilizio, che da quello sociale e culturale. Risulta difficile in particolare uscire da un ruolo squisitamente di gestori/esecutori e riuscire invece a proporsi su altri settori e verso altro interlocutori che non siano gli Enti pubblici direttamente funzionali all’assolvimento delle tradizionali funzioni di settore. • Referente: Noemi Gallo, ATC Piemonte Centrale
- Competenze e nuovi servizi La stagione dei programmi complessi e degli approcci integrati tra interventi edilizi e sociali ha depositato una certa consapevolezza in molte delle aziende rispetto a come operare efficacemente nei confronti dell’utenza. Negli anni più recenti in più regioni si è anche tentata un’ulteriore articolazione dei servizi abitativi, con l’attivazione di esperienze di coabitazioni solidali, auto-manutenzione, portierato sociale, accompagnamento, … e ci si è inoltrati anche in altri settori con spazi aggregativi, servizi alle famiglie, connessioni con il mondo del lavoro con gli operatori sanitari e scolastici. Si tratta per lo più di esperienze pilota nelle quali spesso non è ben chiaro se l’Azienda coinvolta vi abbia giocato un ruolo decisivo ovvero sia stata di solo appoggio all’azione condotta da altri. Va quindi capito come estendere nel tempo e nello spazio questo tipo di acquisizioni e consolidare, se non proprio affermare ex novo il ruolo delle Aziende nella costruzione di vere e proprie politiche di rigenerazione urbana. • Referente: Corrado Bina, Metrolpolitana Milanese S.p.A.
- Economie e nuove risorse Il pareggio di bilancio è l’obiettivo che accomuna molte delle aziende incontrate. Anche la gamma di azioni verso l’ottenimento di risultati in questo senso non diverge molto da regione a regione. A seconda dei contesti cambia però la misura dei deficit da colmare e lo stato di avanzamento delle azioni stesse, con Aziende che hanno già raggiunto una parità per quanto concerne la componente “di cassa”, Aziende che hanno livelli di morosità e di abusivismo molto bassi e quote considerevoli di affitti fuori erp e, Aziende invece con passivi che appaiono incolmabili e difficoltà crescenti a introitare risorse dall’inquilinato, cui si aggiungono difficoltà di ordine politico nel contrastare situazioni di illegalità ormai diffuse o nel rivedere i criteri di definizione dei canoni. • Referente: Giuliano Vecchi, Aler Mantova
Temi prestazionali
- Bisogni e domanda Più o meno in tutte le realtà con la medesima intensità emerge la questione di una nuova domanda abitativa, costituita da fasce crescenti di povertà estrema e da fasce medie che non trovano alcuna risposta nel mercato privato, pur essendo considerate troppo alte per poter ambire ad un alloggio pubblico. Di fronte a tale articolazione non tutte le aziende sono attrezzate per fornire risposte soddisfacenti, e comunque risalta sempre una certa distanza tra la dinamicità dei fenomeni sociali, e la capacità di cambiamento delle strutture preposte, che quando va bene si trovano a rimediare all’emergenza invece che nelle condizioni di predisporre bene i servizi. • Referente: Franco Mazzetto, Ater Roma Comune
- Presenza e controllo Da più parti è emersa la necessità di un presidio più costante delle aree a forte concentrazione di edilizia residenziale pubblica. Un presidio che può derivare da veri e propri servizi ispettivi ovvero da forme più integrate tra controllo, assistenza, rilevazione e reporting delle questioni emergenti. • Referente: Carmela Cappello, Acer Bologna
- Comunicazione e ascolto Tutte le realtà incontrate si sono dotate di vari strumenti per la gestione dei rapporti con l’inquilinato: da chi ha sviluppato maggiormente la comunicazione attraverso notiziari e siti online, a chi ha istituito veri e propri servizi di accompagnamento sociale; da chi ha attivato forme di portierato sociale, a chi ha creato degli sportelli territoriali volti alla raccolta di segnalazioni e all’orientamento dell’utenza verso un’ampia gamma di servizi. • Referente: Antonio IUS, Ater Trieste
LASCIO A VOI GIUDICARE QUESTI SONO I TEMI, MA MI INTERESSA IN PARTICOLARE QUELLO DELL’ATER DI ROMA, SARO’ MOLTO CURIOSA A VEDERE COSA DIRA’ MAZZETTO AL CONVEGNO,VISTO CHE FINO AD ORA NULLA HA FATTO PER RISOLVERE TALI PROBLEMI,MA HA SOLO TENTATO DI FARE CASSA RAPINANDO I CITTADINI.
SICO CIO’ PERCHE’ NON SI PUO’ ACCUSARE L’ASSEGNATARIO SE NON PAGA,MA LA RESPONSABILITA’ E’ SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DELL’ATER DI ROMA CHE LASCIA CORRERE LE MOROSITA’ PER ANNI E ANNI SENZA FARE NULLA, SE NON CHIEDERE POI TUTTI INSIEME I SOLDI.
QUESTA AZIENDA HA AVUTO SIA LA LEGGE 36/96 SULLE MOROSITA’ LEGGE CHE LA REGIONE E LO IACP FURONO COSTRETTI A FARE A SEGUITO DELLALETTERA DELLACORTE DEI CONTI, MA MAI APPLICATA COMPLETAMENTE A TUTTI GLI ASSEGNATARI.
POI VI E’ STATA LA TRANSAZIONE DI PETRUCCI (che abbiamo contestato in quanto impediva di avere accesso agli atti) CHE SI E’ PROTRATTA PER ANNI ERA STATO COSTITUITO ANCHE UN UFFUCIO MOROSITA’ CHE NON HA DATO I FRUTTI SPERATI, PER L’INCAPACITA’ GESTIONALE DI CHI DIRIGEVA TALE UFFICIO.
E INFATTI FU SCIOLTO PERCHE’ INUTILE.MA IL DIRETTORE MAZZETTO APPENA ARRIVA CHE FA? LO RICOSTITUISCE AGGIUNGENDOCI LE SANATORIE E CHI CI METTE A CAPO DI TALE UFFICIO?
LA SIG.RA PACE HA MESSO IL LUPO A GUARDIA DELLE PECORE.
L’ATER DI ROMA SARA’ SEMPRE UN FALLIMENTO SE NON SI AFFRONTA IL PROBLEMA SERIAMENTE, NON E’ POSSIBILE GESTIRE CIRCA 50MILA ALLOGGI SPARPAGLIATI PER TUTTA ROMA ALLOGGI TRA L’ALTRO CHE PROVENGONO DA SITUAZIONI DIVERSE IN QUANTO SONO ANCHE ALLOGGI DEGLI ENTI CASA DISCIOLTI NEL 1976.
INOLTRE CON LA GRAVE CRISI ECONOMICA CHE HA L’AZIENDA ATER ANDARE AL CONVEGNO IN QUATTRO PERSONE CHE NON SE NE VEDE L’UTILITA’ IN QUANTO IL RELATORE E’ UNICO, A MENO CHE NON GLI SERVE IL SUGGERITORE, MA TRE SUGGERITORI MI SEMBRANO ECCESSIVI,MA UN VIAGGIO A VENEZIA A VEDERE LA BIENNALE NON SI NEGA A NESSUNO, QUESTA E’ L’ITALIA E L’ATER DI ROMA LA RAPPRESENTA APPIENO.
QUANDO LO CAPIRA’ LA REGIONE?

“NON SI PUO’ ACCUSARE L’ASSEGNATARIO SE NON PAGA,MA LA RESPONSABILITA’ E’ SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DELL’ATER DI ROMA”
Di fronte a questa sua oosservazione non ci sono parole, ma voglio comunque provare a spegarLe come funzione anche se il compito mi sembra arduo.
Le confido un segreto prof. Addante, ma non lo dica troppo in giro; pensi che se l’inquilino facesse il proprio dovere di pagare l’affitto, e , glielo dico all’orecchio, esistono locatari morosi che dovrebbero pagare affitti ridicoli di pochi euro e non li pagano, non esisterebbero uffici morosità, leggi sulla morosità, forze lavorative impegnate a contrastare questo malcostume ecc. ecc. ecc..
Rifletta quindi, anche se capisco è un po troppo impegnativo per Lei.
Gentile Sig.Silvio, invece di fare il saccente e presuntuoso parlando di cose che non conosce o conosce male, oppure vuole fare la difesa di qualcuno dell’Ater,perchè sinceramente non la capisco, le faccio presente che le lettere che sono state inviate 6500 sono state inviate a persone che non hanno nessuna morosità in quanto sono proprietari dell’alloggio acquistato molti anni fa da 40 anni al più giovane 10 anni fa e non solo, molti di questi hanno anche estinto il diritto di prelazione per cui sono stati passati al setaccio e non possono avere assolutamente nessuna morosità.
E se tra questi ve ne è qualcuno che ha morosità dei così detti oneri accessori, le comunico che vi è una sentenza della Cassazione per cui sono prescritti.
Se invece si riferisce alle morosità degli assegnatari, le ricordo che la responsabilità se non pagano è dell’Ater di Roma e anche di quella di Milano da dove lei mi scrive, perché se gli uffici lavorassero a dovere non ci sarebbero tali morosità,c’è la legge che non applicate perché non vi va di farlo o perché è troppo impegnativo farlo,ma fare finta di niente e far passare anni e anni senza chiedere di pagare, mi dispiace , ma la colpa è di chi lavora.
Infatti già nel 1995 la Corte dei Conti voleva sapere chi erano i responsabili che avevano fatto creare tali morosità ormai prescritte per gli inquilini.(legga bene il blog ho pubblicato la lettera della corte dei conti)
Per cui mentre io posso fare il professore sull’Ater lei proprio non lo può fare perché è solamente ignorante e presuntuso.
Cordiali saluti