RIPORTO VOLENTIERI IL COMUNICATO CHE E’ STATO LETTO NELLA RIUNIONE IN CAMPIDOGLIO E RIBADISCO CHE ROMA E LA REGIONE LAZIO SI DEBBANO DOTARE DI UN SERIO PROGRAMMA DI EDILIZIA ABITATIVA, NON SI PUO’ CONTINUARE A PRENDERE IN GIRO I CITTADINI E FAR ARRICCHIRE COSTRUTTORI SULLE DISGRAZIE DEI PIU’ DEBOLI.
QUESTA STORIA DEVE FINIRE LA SINDACA DI ROMA DEVE PORRO COME PROBLEMA PRIORITARIO, INVECE DI PERDERE TEMPO CON BEGHE INUTILI.
LA REGIONE LAZIO DEVE FARE UN SUO PIANO DI EDILIZIA POPOLARE ALTRIMENTI A CHE SERVE UN ASSESSORE DELLA CASA SE POI PER LA CASA NON SI FA NULLA O CI SI OCCUPA SOLO DELLA CONVENZIONATA?
LA BUFFONATA DEL BUONA CASA NON PUO’ PIU’ ANDARE AVANTI, LA NOSTRA PROPOSTA DI 10 PUNTI AVANZATA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA E ALL’ALLORA SINDACO MARINO E’ RIMASTA DISATTESA,MA E’ L’UNICA CHE POTREBBE RISOLVERE TALI PROBLEMI.
Intervento fatto dal comitato durante l’assemblea popolare che si è tenuta il 7 febraio 2017 nella sala rossa del campidoglio.
Buona sera
Sono qui per portare la voce delle donne e degli uomini dei Residence e dei centri di assistenza alloggiativa temporanea,che dopo decine di anni non si può più chiamare temporanea . Vorremo portare all’attenzione delle istituzioni disagio sociale dentro i residence, delle centinaia di disabili e invalidi al 100% ché non vengono assistiti…e che sono abbandonati al loro destino dentro strutture strapagate e che di tutto conto invece sono tenute in modo indegno. L’instabilità che vivono quelle famiglie dove ci sono dei minori che non riescono a garantire ne stabilità ne continuità scolastica .
.Mi sembra irrisorio ricordare che il diritto all’abitazione è un diritto sancito dagli articoli della costituzione e dagli articoli dell’ONU per i diritti dell’umanità
Il Buono casa NON RISOLVE i problemi “Il piano straordinario della Regione sull’emergenza abitativa, si è fermato con la delibera di Tronca ed invece è necessario che riparta, per risolvere il problema di migliaia di famiglie — vale per i residenti dei Caat come per gli occupanti e gli sgomberati.
La delibera del buono casa, siccome è stata studiata senza dare garanzie, non puo risolvere i problemi.
NON funziona in quanto il proprietario privato non si fida della capacità del comune di Roma di rispettare gli accordi sui pagamenti con i piccoli proprietari a differenza di quanto è bravo a rispettare gli accordi economici con i grandi proprietari edili . Ma supponendo che ogni abitante del residence dovesse riuscire a collocarsi all’interno di un abitazione in affitto con il buono casa il problema dell’emergenza abitativa si riproporrà alla scadenza del suddetto . Noi pensiamo che Il buono casa rischia di continuare lo sperpero di soldi pubblici verso palazzinari e società immobiliari private che arricchiscono sempre i soliti a scapito di chi non riesce ad arrivare a fine mese.
Noi CHIEDIAMO il recupero del patrimonio pubblico dismesso, da dedicare alla emergenza abitativa tramite ripartenza del piano straordinario della Regione che permetterebbe la chiusura dei caat e dei residence con diretto accesso agli alloggi erp considerando che prevede la sistemazione anche di gran parte degli occupanti e permetterebbe a tutti di avere un tetto sulla testa senza dover avere paura tutti i giorni di trovarsi per strada con le proprie famiglie, figli, invalidi e anziani .
“Sosteniamo le famiglie sgomberare recentemente di Colle Monfortani, coscienti che l’emergenza abitativa è un problema esteso che riguarda tutti e tutte coloro che vivono in emergenza casa, quindi occupazioni ed anche sfrattati .
In un quadro politico complesso dove ancora non abbiamo una figura decisiva che è l’assessore preposto alla casa con cui poterci confrontare , nel quadro di una città Dove i problemi sociali vengono trattati come problemi di ordine pubblico
