MA LA DIRIGENZA AL COMUNE DI ROMA ESISTE? E A CHE SERVE?

Gentile dottoressa Addante,

faccio seguito alla telefonata di questa mattina per esporle meglio il mio caso.

Sono interessato all’acquisto di un alloggio ERP, regolarmente venduto 5 anni fa dal comune di Roma alla madre degli attuali proprietari (contratto di acquisto registrato regolarmente il ******) e passato successivamente agli attuali proprietari  per successione ereditaria. L’appartamento che mi interessa è formalmente vendibile a partire dal *******.

In data ********* i proprietari hanno presentato richiesta di estinzione del diritto di prelazione  al Dipartimento Patrimonio (Servizio Alienazioni/Ufficio alienazione del patrimonio ERP, piazza Giovanni Da Verrazzano, 7 – Roma).

La settimana scorsa l’ufficio alienazioni del Dipartimento Patrimonio ci ha riferito che Per quanto riguarda la risposta alla richiesta di estinzione del diritto di prelazione, ci hanno riferito che il Dipartimento Patrimonio non possiede l’iter procedurale che consenta di notificare la determinazione dello svincolo dal diritto di prelazione. Infatti, da quello che ho capito, senza questa procedura non è possibile procedere,a corrispondere al Comune il 10% del valore catastale moltiplicato per cento dell’alloggio, condizione necessaria per procedere al rogito.

Fino ad ora, infatti, il Comune di Roma non aveva mai ricevuto richieste di estinzione del diritto di prelazione per gli immobili ERP, per il semplice motivo che i primi contratti di vendita (fra comune ed inquilini assegnatari) sono stati rogitati 5 anni fa. Soltanto ora tutti quei proprietari che ne hanno diritto stanno iniziando ad esprimere la volontà di rivendere gli immobili e stanno iniziando a richiedere al Comune di rinunciare al diritto di prelazione.

Per ovviare a questa lacuna, conseguentemente all’arrivo delle prime richieste di estinzione del diritto di prelazione, il Dipartimento Patrimonio ha formulato uno schema/proposta di delibera generale da sottoporre all’Assemblea Capitolina. Da quanto ho capito, tale delibera semplicemente contiene la formalizzazione dell’iter procedurale, cioè le linee guida o regole, che il Dipartimento del Patrimonio dovrà adottare per permettere ai proprietari di svincolarsi definitivamente.

Al momento attuale la proposta di delibera sarebbe ancora all’interno del Dipartimento Patrimonio, in attesa delle ultime firme necessarie. Una volta ottenute queste firme, la proposta verrà inviata al Segretariato Generale ed all’Assessorato al Patrimonio, per essere infine discussa in Assemblea Capitolina. Non mi hanno saputo ancora dire quando questa proposta di delibera verrà inviata.

Inoltre, al momento attuale, nessuno mi ha saputo quantificare quanto tempo passerà da quando la proposta di delibera verrà inviata al Segretariato Generale/Assessorato al Patrimonio a quando l’Assemblea Capitolina la discuterà e validerà definitivamente.

Questo il quadro della situazione, così come mi è stato possibile ricostruire. Consideri che io non sono esperto in materia e pertanto potrei avere male interpretato quanto mi è stato detto.

Rimango in attesa di un suo parere e di un suo gentile riscontro e la ringrazio fin d’ora per l’aiuto che potrà darmi per capire meglio la situazione. Mi faccia inoltre sapere se è il caso che i proprietari dell’appartamento si mettano in contatto direttamente con lei.

Cordiali saluti

********************

CARA SINDACA RAGGI E CARO ASSESSORE AL PATRIMONIO,MA LI GOVERNATE I VOSTRI DIRIGENTI? PERCHE’ FARVI FARE UNA DELIBERA CONSIGLIARE PER UNA SEMPLICE APPLICAZIONE DI UNA LEGGE 560/93 SUL PAAMENTO DEL DIRITTO DI PRELAZIONE SIAMO ALLA FOLLIA PIU’ PURA, MA CHI SONO QUESTI DIRIGENTI (ben pagati) DEL COMUNE DI ROMA CHE NON SI PRENDONO NESSUNA RESPONSABILITA?

FAR APPROVARE DAL CONSIGLIO COMUNALE UNA DELIBERA SUL PROCEDIMENTO CHE BISOGNA APPLICARE PER ESTINGUERE IL DIRITTO DI PRELAZIONE STABILITO DALLA LEGGE 560/93, MA DOVE HANNO PRESO IL TITOLO DA DIRIGENTI CODESTI INDIVIDUI?

IL DIRITTO DI PRELAZIONE E’ UN DIRITTO PODESTATIVO PER CUI IL TITOLARE DELL’ALLOGGIO LO PUO’ ESTINGUERE IN QUALSIASI MOMENTO, INOLTRE TROVO VERAMENTE ASSURDO CHE VISTE LE MAGRE CASSE DEL COMUNE, LO STESSO CHE CON IL DIRITTO DI PRELAZIONE INCASSA DENARO FRESCO CONTANTE SI STIA A CREARE UNA PROCEDURA PAZZESCA INUTILE.

CARI DIRIGENTI IL DIRITTO DI PRELAZIONE SI ESTINGUE FACENDO PAGARE AL PROPRIETARIO IL 10% DELLA RENDITA CATASTALE MOLTIPLICATA PER CENTO PIU’ IL 22% D’IVA.

PER FARE CIO’ VI SERVE UNA DELIBERA CONSIGLIARE? MA SIETE MATTI, MA ALLORA CHE RAZZA DI DIRIGENTI SIETE SE NON DIRIGETE NULLA?

INOLTRE QUESTO MODO DI AGIRE E’ LA PARALISI PER IL COMUNE PER CUI SE SU UNA FESSERIA SIMILE CI VUOLE LA DELIBERA CONSIGLIARE PER FARE LO STADIO CHE CHIEDERETE?

MA LO VEDREMO MAI LO STADIO DELLA ROMA A ROMA??????

L’ITALIA E ROMA SOFFOCATA DA BUROCRATI INEFFICIENTI!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7 pensieri su “MA LA DIRIGENZA AL COMUNE DI ROMA ESISTE? E A CHE SERVE?

  1. Marco

    Sperando di fare cosa gradita, vorrei condividere la mia esperienza, per una vicenda analoga a quella segnalata. I miei primi contatti con l’Ufficio patrimonio risalgono allo scorso aprile, con gli stessi esiti già descritti da chi mi ha preceduto, salvo che mi era stato detto di richiamare per fine giugno – inizio luglio, perché l’emanazione della delibera era prevista in quei giorni. Ho richiamato pochi giorni fa e la funzionaria con cui ho parlato mi ha comunicato che la delibera non era più ritenuta necessaria e che era sufficiente compilare e inviare un modulo (di cui via e-mail mi è stato fornito il modello), allegando la documentazione richiesta. Mi è stato detto che nel giro di una-due settimane dovrebbe pervenirmi la risposta con il calcolo dell’ammontare da versare per estinguere il diritto di prelazione.

  2. Marco

    Gentile dott.ssa Addante, sto parlando anch’io del Dipartimento Patrimonio (Servizio Alienazioni/Ufficio alienazione del patrimonio ERP, piazza Giovanni Da Verrazzano, 7 – Roma).
    Cordiali saluti

  3. addante Autore articolo

    COMUNE DI ROMA,E ANCORA NON SANNO COME SI ESTINGUE IL DIRITTO DI PRELAZIONE ANNAMO BENE E’ UNA LEGGE DEL 1993

  4. Massimiliano

    Buona sera dott.ssa Addante e sig Marco,
    sono colui che ha scritto all’inizio e che ha quindi portato alla vostra conoscenza questa questione. Voglio dirvi come sono veramente le cose e per quale motivo la funzionaria ha detto a Marco che, magicamente, la delibera non serviva più e che bastava compilare un banale e semplicissimo modulo.
    A febbraio scorso, quando ho scritto la prima volta, avevo appena firmato il compromesso con i proprietari dell’immobile in questione, su cui gravava ancora il diritto di prelazione da parte del comune di Roma (ripeto: immobile ERP, gestito dal Dipartimento Patrimonio di piazza Giovanni Da Verrazzano, Roma). Allora il dipartimento patrimonio non aveva la benché minima idea di come applicare la Legge 24 dicembre 1993, n.560, che permette di corrispondere all’Ente il 10% del valore catastale dell’alloggio quale prezzo dell’estinzione del diritto di prelazione. Mancandogli la nozione di cosa fare precisamente e non volendosi comunque prendere la responsabilità di decidere qualcosa per suo conto , a qualche funzionario del Dipartimento Patrimonio era venuto in mente di produrre lo schema della famosa delibera da sottoporre, attraverso un iter complesso, nientemeno che alla giunta comunale. Tale fantomatica delibera, persa chi sa dove, avrebbe dovuto contenere l’iter procedurale da seguire, appunto, per permettere al Dipartimento Patrimonio di farsi pagare il 10 % di cui prima. Se si fosse seguito questo iter probabilmente il sig Marco, di telefonata in telefonata, starebbe ancora ad aspettare, considerando anche che nel frattempo chi avrebbe dovuto spingere perché questa delibera fosse approvata in consiglio comunale, è stato cacciato dal consiglio stesso. Mi riferisco ovviamente all’ormai ex assessore Andrea Mazzillo (a cui io stesso ho scritto ripetutamente e invano prché ci aiutasse a velocizzare la pratica). Marco starebbe ancora ad aspettare, dicevamo, se non fosse che i proprietari dell’immobile per cui il sottoscritto aveva firmato un compromesso non hanno ad un certo punto, accompagnati da un legale, iniziato ad insistere con una certa caparbietà affinché il Dipartimento Patrimonio, senza troppe lungaggini, applicasse una ormai datata legge. Solo a questo punto a qualche altro funzionario del dipartimento, infastidito dalle insistenze e forse anche un po’ intimorito dall’avvocato, è venuta in mente un’altra geniale idea: farsi richiedere all’ATER un fac simile del modulo da compilare nei casi di richiesta di estinzione del diritto di prelazione! Eh, già! Perché l’ATER, a differenza del Dipartimento Patrimonio del Comune di Roma, tratta ormai da anni queste pratiche e sa da tempo come gestirle, che modulistica usare, insomma quale iter seguire! Io sono stato sfortunato perché il primo in assoluto a dovermi confrontare con questo tipo di problematica, ma sono felice che la mia vicenda, in qualche modo, sia servita da apripista per tutti gli altri!
    Alla fine siamo riusciti ad estinuere questo maledetto diritto di prelazione ed a luglio ho finalmente rogitato, con diversi mesi di ritardo… rimane il rammarico dell’inutile tempo perso e del fatto che in questo paese di gabelle e tasse bisogna lottare e stancarsi anche per far valere i diritti più elementari!

  5. addante Autore articolo

    SONO CONTENTA CHE LEI HA POTUTO ACQUISTARE,MA SOLO PERCHE’ LEI E’ UNA PERSONA TESTARDA PURTROPPO NON SONO TUTTI COME LEI E DI QUESTO NE APPROFITTANO I FUNZIONARI E DIRIGENTI PUBBLICI.
    PURTROPPO QUESTO PAESE NON E’ ROVINATO DAI POLITICI CHE ORMAI NON CONTANO PIU’ NULLA, MA DAI BUROCRATI CHE A SEGUITO DI TANGENTOPOLI CON LA LEGGE 42 HANNO ACQUISITO TUTTO IL POTERE CHE UNA VOLTA ERA DEI POLITICI E FANNO COME GLI PARE.
    MA SPERIAMO CHE PRIMA O POI QUESTA STORIA FINISCA.
    RENZI CI STAVA PROVANDO,MA HANNO FATTO DI TUTTO PER METTERLO FUORI GIOCO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *