FALSITA’ E BUGIE DELL’ATER DI ROMA, MA GLI DICE MALE BASTA LEGGERE LA LETTERA DELLA CORTE DEI CONTI

  • img143img144ALLOGGI EX INCIS: CHIARIMENTO MOROSITA’

    (13/10/2014) Gli “alloggi ex INCIS” sono abitazioni costruite dall’INCIS (Istituto Nazionale Case Impiegati dello Stato), prevalentemente nella prima meta’ del 1900, alcune delle quali in quartieri di pregio e neppure strutturalmente “popolari”, in quanto non destinate a cittadini “non abbienti”, ma ai dipendenti pubblici.

    Con una norma del 1972 (DPR 1036, artt. 13 e 14) questo patrimonio e’ stato trasferito nell’edilizia residenziale pubblica e dunque i relativi alloggi sono divenuti gli odierni alloggi sociali e i loro assegnatari beneficiari del relativo servizio pubblico (edilizia residenziale sociale). Per gli alloggi di competenza di IACP-ATER di Roma, fino a giugno 1998, i canoni di locazione (i soli canoni di locazione, non gli oneri accessori) venivano trattenuti sullo stipendio o la pensione (anche quella di reversibilita’) degli assegnatari dipendenti statali direttamente dalle Amministrazioni pubbliche loro datori di lavoro.

    Ma questo avveniva non per tutti gli assegnatari, solo per alcuni di loro. Gli altri pagavano tramite la bolletta, come tutti gli altri assegnatari. Le due categorie erano contrassegnate negli archivi, prima cartacei e poi informatici, da due diversi codici di riconoscimento. Per disfunzioni organizzative dell’epoca (dell’allora IACP e dei Ministeri), alcuni dei canoni trattenuti sullo stipendio degli assegnatari non sono stati riversati dalle Amministrazioni all’IACP, o – se riversati – non sono stati contabilizzati, risultandone debiti a carico degli assegnatari, come tali da verificare, ricostruire e contabilizzare.

    La morosita’ da rivedere e’ dunque solo quella della categoria di utenti che pagavano con la trattenuta sullo stipendio, riguarda solo il periodo precedente al luglio 1998 e solo il canone di locazione (non gli oneri accessori, che venivano bollettati). Dal luglio 1998, la bollettazione e’ stata estesa a tutti gli assegnatari ex INCIS e qualche anno dopo i due codici di riconoscimento sono stati unificati. Nel 2011, in corrispondenza con il PIANO DI RECUPERO GENERALE DELLA MOROSITA’, il problema di queste morosità e’ stato affrontato, anche con contatti con le Amministrazioni interessate e – dopo un’accurata e approfondita ricerca di possibili soluzioni – si e’ giunti alla conclusione che non fosse possibile trattare massivamente le posizioni in questione, ne’ dunque cancellare la relativa morosita’ senza effettuare conteggi e accertamenti puntuali. Non e’ infatti risultato praticabile attivare con il Ministero del Tesoro e gli altri Ministeri interessati una procedura che consentisse all’Ufficio Morosita’ e agli altri Uffici amministrativi dell’Azienda di ottenere dai Ministeri stessi dichiarazioni attestanti la trattenuta sulle buste paga a titolo di canoni di locazione dei loro dipendenti o ex dipendenti assegnatari di nostri alloggi ex INCIS, in quanto gli stessi non avevano la possibilita’ di fornirli (il materiale era precedente a qualunque informatizzazione e in gran parte gia’ scartato). La contabilizzazione di questi casi dunque, che richiede fino a due giornate di lavoro di un operatore, può essere fatta (ed e’ stata fatta) solo con la collaborazione dei diretti interessati, che si presentano a seguito delle nostre lettere di sollecito o diffida, producendo le prove dei pagamenti. Ultimo chiarimento: la nota della Corte dei conti del 1995 che viene spesso citata come pretesa indicazione della Corte all’allora IACP a mandare in perdita queste somme perche’ “prescritte”, nulla dice in proposito e riguarda tutt’altro.

    Leggetela.

    Queste posizioni critiche sono ormai poche e la morosità non dovuta e’ solo parte di quella registrata, il resto gli utenti in questione devono effettivamente pagarla. Il modo migliore di risolvere questi casi e’ chiedere un appuntamento al nostro Ufficio Morosita’ e trattare direttamente con gli impiegati, che sono preparati e formati a farlo e che lavorano in una struttura organizzata per trattare anche casi complessi come questi. Le lettere di diffida rivolte a questi utenti sono l’adempimento di un obbligo per l’Azienda e devono essere considerate un invito a chiudere situazioni annose ed ereditate dall’Azienda attuale, senza inutili contrapposizioni e contrasti che prolungano i tempi e rendono piu’ laboriosa la soluzione. Collaboriamo a chiudere le criticita’ del passato. L’ATER non e’ nemica degli utenti perche’é e’ degli utenti.

    NB: Pubblichiamo il chiarimento di cui sopra anche ai sensi delle disposizioni del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE e del PIANO ANTICORRUZIONE dell’Azienda sulla tutela dell’immagine aziendale, in quanto circolano in rete informazioni deviate, incomplete e strumentali sulla questione della morosita’ degli inquilini di alloggi ex INCIS. Le informazioni corrette di cui sopra vengono regolarmente date a chi si rivolge ai nostri Uffici.

PECCATO CHE L’AUTORE DI TALE NOTA,CHE MI ERA SFUGGITA DELL’ATER DI ROMA, NON SI SIA FIRMATO, LA VERITA’ E’ SCRITTA IN QUESTA NOTA DELLA CORTE DEI CONTI CHE LO IACP E L’ATER HANNO SEMPRE AVUTO E CHE NON HANNO MAI VOLUTO CONSIDERARE.

INFATTI LA STESSA CORTE DEI CONTI DICE TESTUALMENTE ….”Nonché i crediti degli inquilini ormai prescritti” PER CUI NELL’ARTICOLO QUI SOPRA RIPORTATO PUBBLICATO SUL SITO ATER SI AFFERMANO UNA MAREA DI FALSITA’.

IL MINISTERO DELLE FINANZE CHE ERA COLUI CHE RACCOGLIEVA DAI VARI MINISTERI QUELLO CHE VENIVA RITIRATO DALLA BUSTA PAGA O DALLA PENSIONE LO HA SEMPRE TRASMESSO ALLO IACP, IL PROBLEMA è CHE LO IACP INVECE DI RISPALMARE TALI SOLDI SU OGNI ASSEGNATARIO LI HA MESSI TUTTI IN UN CAPITOLO DI BILANCIO E COSI’ GLI ASSEGNATARI EX INCIS RISULTAVANO MOROSI, LO IACP HA DUE CONTABILITA’ CASSA E COMPETENZA E QUANTO L’INTERESSATO ANDAVA A RECLAMARE Perché PORTAVA LE BUSTE PAGA DOVE RISULTAVANO TALI TRATTENUTE QUESTI SOLDI USCIVANO FUORI E NULLA ERA DOVUTO.

IN MERITO AGLI ONERI ACCESSORI è VERO SI PAGAVANO A PARTE,MA SONO TUTTI PRESCRITTI PER CUI L’ATER DI ROMA NON PUO’ DIRE VENITE QUI NE PARLIAMO E REGOLARIZZIAMO, L’ATER PER FARE CASSA PERCHE’ SONO CON IL CULO PER TERRA STA PRENDENDO I SOLDI DALLE TASCHE DEGLI ASSEGNATARI IMPROPRIAMENTE, ANCHE PERCHE’ L’ATER NON HA MAI INTERROTTO LA PRESCRIZIONE E LO SANNO BENE,MA PUR DI FARE CASSA SONO CAPACI DI DIRE CHE CRISTO E’ MORTO DI FREDDO.

E COMUNQUE LA LEGGE 36/96 DELLA REGIONE LAZIO FU FATTA APPOSTA, IL COMMISSARIO VADA A VERIFICARE COME E’ STATA APPLICATA TALE LEGGE REGIONALE E SI INFORMI MEGLIO PRIMA DI FAR SCRIVERE BAGGIANATE SUL SITO DELL’ATER DI ROMA.

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2 pensieri su “FALSITA’ E BUGIE DELL’ATER DI ROMA, MA GLI DICE MALE BASTA LEGGERE LA LETTERA DELLA CORTE DEI CONTI

  1. Carlo S.

    L’Ater di Roma è una vergogna, così come anche il comune di Roma e la Regione Lazio, provi a chiedere dei chiarimenti sulla corretta interpretazione di una legge e non ti risponde nessuno, ho scritto chiedendo come fosse possibile che l’articolo riguardante il rientro dei figli fosse interpretato in un modo all’Ater della provincia di Roma e in modo opposto all’Ater di Roma e al comune di Roma, la questione mi sembrava molto seria ma a loro a quanto pare non gliene frega niente, come fa un onesto cittadino a rispettare le leggi che neanche loro capiscono?

  2. addante Autore articolo

    OCCOREREBBE INIZIARE A DENUNCIARLI E ANDARE AI GIORNALI,MA LEI SI RENDE CONTO CHE IN QUESTO MOMENTO HANNO UNA SOLA COSA IN TESTA TUTTI DI FAR FUORI RENZI, L’UNICO CHE STAVA FACENDO VERAMENTE QUALCOSA PER IL NOSTRO PAESE

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